Curiel

Dalla famiglia triestina (l’atelier di Ortensia nel palazzo liberty accanto alla libreria di Umberto Saba, è frequentato dalla società mitteleuropea del primo ‘900) le deriva il gusto cosmopolita e la leggerezza sostenuta dall’ironia. Dagli zii Eugenio, antifascista e martire, e Grazia, promotrice della milanese Casa della Cultura, eredita la passione civile e politica. Dalla madre Gigliola, sarta a Milano dal 1945, negli anni ’50 e ’60 punto di riferimento delle signore ricche ed eleganti della capitale italiana del reddito, apprende la sapienza del mestiere e l’arte difficile di vestire felicemente le donne. Voleva fare il medico, Raffaella detta Lella, invece nel ’61 disegna la sua prima collezione e dal ’70 si propone come griffe dell’alta moda e del nascente prêt-à-porter: linee femminili ed equilibrate, nei celebri tailleur e negli abiti plissé. Da qualche anno si dedica soprattutto alla haute couture.