Cowan

John (1929-1979). Fotografo inglese. Negli anni ’60 in Inghilterra si possono trovare personaggi strani e geniali come John Cowan: nato nel Kent, cerca fortuna fuggendo di casa a 16 anni, sposandosi a 20, lavorando in un negozio di auto, in un’agenzia di viaggi, in un pub. Folgorato dalla fotografia, si trasferisce a Londra e comincia a lavorare riprendendo giovani, musicisti jazz, attori di teatro, convinto giustamente che questi temi rappresentino il nuovo presente del reportage. È sfrontato (nel 1959, porta semplicemente le sue immagini alla Kodak, ottenendo di esporle in una grande personale), elegante, affascinante ed esagerato nel suo modo di vivere, perfino per un fotografo antiborghese come il suo amico e quasi coetaneo Therence Donovan. Tipico rappresentante della cultura dei primi anni ’60, Cowan interpreta alla perfezione lo stile di Mary Quant, ma si identifica soprattutto con il mondo del cinema: dei film di James Bond, condivide la scelta per la bellezza prorompente delle Bond Girl e il dinamismo delle riprese. Non dimentico dei suoi esordi da bravo “street photographer”, trasmette tutto ciò nei suoi servizi realizzati con fotocamere reflex 35mm, dove compaiono spesso modelle giovanissime e non ancora affermate mentre fanno il verso alle istituzioni londinesi passeggiando a passo di marcia davanti alle guardie della Regina o civettando davanti alla Borsa. Ma non mancano veri e propri reportage che sembrano brevi film realizzati in tutto il mondo in situazioni estreme dove le donne cavalcano nel deserto, corrono su auto e motoscafi, compaiono accanto a elicotteri come in un famoso servizio dove è evidente la citazione di Dalla Russia con amore, il secondo film di James Bond. Inizia a pubblicare su Queen e subito dopo per The Observer, Sunday Times, Daily Express, Daily Mirror, Daily Mail prima di passare sotto la protezione di Diana Vreeland che gli dà carta bianca su Vogue. Sono i tempi del connubio personale e professionale con la modella Jill Kennington che lui scopre, lancia e contemporaneamente sottomette ai suoi voleri di esigentissimo fotografo. Quando il rapporto si chiude, nel 1965, Cowan fonda un’agenzia di modelle e si trasferisce in un enorme loft, dove vive e lavora, in Prince Palace: si tratta dello studio in cui Michelangelo Antonioni gira nel 1996 Blow-up ed è chiaro che il fotografo protagonista del film è una sorta di sintesi fra le esagerazioni di David Bailey e quelle di John Cowan. L’anno dopo lavora per Kubrick alle sequenze iniziali del sorgere del sole per 2001: Odissea nello spazio ma è l’ultimo importante incarico: il suo stile è tramontato, chiude lo studio, si trasferisce in Italia dove collabora con Oliviero Toscani, poi riprende a viaggiare. Viene presto dimenticato da quel pubblico che lo aveva adorato e solo nel ’99 la bellissima monografia John Cowan-Trough the Light Barrier lo riconsegnerà alla giusta fama. Troppo tardi per l’estroso fotografo che perfino nel suo funerale lascia un che di cinematografico: con tutte quelle ex mogli ed ex fidanzate bellissime, ricorda la scena finale di L’uomo che amava le donne di Truffaut.