Conceria Milanese

Varata nel 1984 da Antonio Panzeri, conciatore di lunga esperienza, è stata rilevata, alcuni anni dopo, da Augusto Valsecchi, che ne è l’amministratore unico e alla cui competenza e capacità si deve il suo importante sviluppo. Come dice il nome, sorge nel milanese, precisamente a Mazzo di Rho, e impiega 122 dipendenti in un settore in cui il reperimento della manodopera è molto difficile, perché, accanto alle operazioni svolte con macchinari ad alta automazione, la concia richiede delicate fasi di lavorazione manuale. L’azienda opera principalmente per conto terzi, per lo più per grossisti che poi rivendono le pelli all’industria della confezione. Ai suoi clienti, che sono per metà italiani e per metà stranieri, e tra i quali ci sono nomi prestigiosi come Fendi, offre un servizio personalizzato, interpretandone esigenze, desideri e custodendo i segreti delle novità. Sempre attenta ad anticipare le tendenze della moda con un’autonoma ed esasperata ricerca, la Conceria Milanese ha, negli ultimi anni, dato impulso alla tintoria, per la quale, in particolare, usa tecnologie avanzate e speciali, e ha messo in mostra una vocazione coloristica che ha prodotto invenzioni su invenzioni, rispettando ed esaltando le caratteristiche del pelo, la sua lucentezza e setosità, e non smettendo di perseguire una leggerezza e un’elasticità sempre maggiore della pelle. Di pari passo, infatti, con le innovazioni cromatiche, sono andati gli altri trattamenti di una pelliccia "molto disponibile", che ha il dono della reversibilità, con il cuoio, nappato o scamosciato, a prova di ogni agente atmosferico e ricco di movimenti a rilievo e di motivi: stampe tweed, paillette, ghiaia, ciré, baguette, leopardo, zebra, ghepardo, effetti brinati, polvere, laccature. Decolorazione, tintura e dorsatura sono le tre operazioni che, da sole o combinate (a due o anche tutte e tre insieme), hanno dato esiti diversi, ma sempre di grande naturalezza, con movimenti cangianti, con chiaroscuri gradevolissimi. E, poi, le stampe per corrosione, le scolpiture, le rasature sempre più ardite, il "wet effect", ovvero l’effetto bagnato, con il quale si arriva, specialmente sui peli bassi, a una lucentezza quasi metallica. Riguardo alle "tavolozze" dettate dai capricci della moda, la Conceria Milanese è passata con incredibile creatività dai toni tenui ai vivaci e persino provocatori, e viceversa. Effetti bicolori, tricolori, mélange, chiné, per il trionfo delle più morbide, soffuse sfumature. Un anno dopo soltanto, l’esultante inno al colore: corallo, pulcino, sorbetto, genziana, cedro, mango, con la fantasia che si sbizzarrisce dalla volpe rasata baiadera alla volpe a pelo lungo batik uva e che perfeziona il batik con lampi di colore più brillante su fondi scuri o no, vere "frecce" cromatiche! Altro giro di boa, e il colore c’è, ma velato, nascosto, capace di saltare fuori secondo come viene mossa la pelle, che passa da una tinta all’altra. Una gara di nuance, sovrapposizioni, flash dorati non vistosi, di "ti vedo e non ti vedo", di stampe così indefinite e delicate da meritare il diminutivo (leopardino, zebretta). E già si annuncia la gioia di un colore che non ha più timore di mostrarsi; un colore chic, anche se aggressivo nelle proposte degli stilisti che osano di più, insieme a una serie di splendide decolorazioni (per esempio, il Perlato) e a nuove lavorazioni come quella denominata Marea, che ha tutto il pregio del fatto a mano. Fantastica la "via del colore" che la Conceria Milanese ha aperto alla pellicceria e che continua a percorrere per conservare all’Italia la prerogativa di punto di riferimento della moda.