Clergerie

È a Romans, la capitale della calzatura di lusso, in cui il Museo della scarpa è una delle attrattive più importanti, che Robert Clergerie si trasferisce nel 1978, rilevando la Société Romanaise de la Chaussure e iniziando, a 40 anni suonati, una seconda vita. Non è figlio d’arte e viene da esperienze completamente diverse quando un annuncio di Charles Jourdan attira la sua attenzione: dirigerà per sei anni la linea giovane Xavier Darraud e riconoscerà quella strada come geneticamente sua. Poi Parigi-Romans con un biglietto di sola andata. Il successo non si fa attendere, i suoi modelli mescolano sapientemente citazioni del passato con scelte anticonformiste. "Bisogna riuscire a creare una linea particolare, trovare una terza dimensione, ma quando l’idea è molto forte bisogna essere capaci di esprimerla nel modo più semplice possibile", ha detto sintetizzando il proprio genere. Dal 1981 l’apertura dei negozi a Parigi, Lione, Tolosa, Tokyo, New York, Bruxelles, Londra, Madrid, Los Angeles. Nel 1987 il premio del miglior design della calzatura negli Stati Uniti. Ma il riconoscimento che forse lo ha emozionato di più è stata la stretta di mano di Roger Vivier che si complimentava con lui definendolo il solo creatore di calzature degno di interesse. Nel 1996 cede la maggioranza a un gruppo finanziario, restando con il ruolo di responsabile delle collezioni e della strategia economica.