Choo

Maison di scarpe e accessori di moda è stata fondata nel 1996 grazie al fiuto per gli affari della inglese Tamara Mellon e al talento innato del designer malese Jimmy Choo.

Nato nel 1951 a Penang, Jimmy Choo cresce in una famiglia di calzolai. La leggenda vuole che all’età di 11 anni dimostri il suo talento realizzando il suo primo paio di scarpe; da quell’episodio comincerà simbolicamente la sua promettente carriera nel mondo della moda.

In gioventù si trasferirà a Londra frequentando il Cordwainers Technical College (ora di proprietà della London College of Fashion) assieme ad altri promettenti designer come Patrick Cox ed Emma Hope lavorando, per pagarsi gli studi, come cameriere e -ironia della sorte- come addetto alle pulizie in una fabbrica di scarpe.

Nel 1988 l’edizione inglese di Vogue si accorgerà di lui dedicandogli otto importanti pagine che caratterizzeranno la svolta nella sua carriera; Lady Diana sarà tra le prime personalità importanti che lo noteranno e supporteranno indossando i suoi sandali durante cerimonie e apparizioni pubbliche.

nel 1996 entra in gioco Tamara Mellon, allora responsabile accessori Vogue Inghilterra, che intuisce il potenziale business nel co-fondare una società con il designer e così nasce la Jimmy Choo Ltd della quale la Mellon è oggi presidente. Da lì in poi sarà un’escalation costante: il primo negozio di Londra in Motcomb Street è un successo che li porta in fretta ad inaugurare anche oltreoceano, sulle strade di New York. Dalla grande mela a Los angeles il passo è breve e sarà proprio nella capitale dell’industria cinematografica che avverrà la consacrazione del marchio.

In breve tempo le calzature Jimmy Choo calpesteranno i red carpet degli Oscar ai piedi della più grandi star del cinema hollywoodiano. Cate Blanchett, Halle Berry, Hilary swank, indosseranno Jimmy Choo mentre ricevono la loro statuetta sul palcoscenico più importante del mondo. Lo star system, accompagnato da innumerevoli citazioni nel serial Sex and the City, aiuterà il posizioneranno del brand percepito come produttore di desiderabili e moderne calzature, artigianali e di lusso.

I sandali Jimmy Choo sono realizzati a mano, caratterizzati da una silhouette slanciata, tacchi alti e decori eccentrici che vanno da motivi animalier a perline etniche, fiori e piume. Negli ultimi dieci anni possedere un paio di “Choos” è diventato uno status symbol e la sete di tacchi alti che ha caratterizzato gli anni 2000 è stata spenta a fatica dalla vendita di tonnellate di stilettos.

Nel 2001 Jimmy Choo venderà ad un fondo di Private Equity il 50% delle sue quote per il valore di 10 milioni di dollari. Da lì in poi si dedicherà esclusivamente alla linea jimmy Choo Couture e a progetti esterni tre i quali l’impegno nella fondazione di un Istituto di calzature in Malesia, suo paese d’origine, dove si possa tramandare il mestiere.

Dal 2001 in poi la società cambierà più volte la proprietà passando dalla Lion Capital al fondo Private Equity TowerBrook Capital Partners; nel 2007 Joshua Schulman viene nominato amministratore delegato.

Le varie manovre finanziarie aiuteranno la crescita e l’espansione del brand in tutto il mondo; oltre alla linea sandali couture e pret-à-porter si aggiungeranno una collezione di scarpe da uomo, piccola pelletteria, occhiali e più recentemente una linea di profumi.

Con un valore stimato intorno agli 813 milioni di dollari, Jimmy Choo oggi è tra le più affermate e promettenti firme mondiali del lusso, è presente in 100 negozi distribuiti in 32 paesi. Tamara mellon è presidente e detiene il 15% del pacchetto azionario.

Jimmy Choo è diventato molto di più di un brand di scarpe e a ccessori, è arrivato ad incarnare il sogno di perfezione fisica, ascesa sociale e visibilità mediatica della società contemporanea. La sua mancanza di storicità e quindi di profondità ha aiutato la comprensione del marchio, la sua vicinanza allo star system lo ha reso aspirazione anche a chi di moda ne sa pochissimo conferendogli un successo planetario.