Cheap

In inglese è qualcosa che costa poco. In italiano, in questi ultimi anni, il suo significato si è allargato ed è diventato più subdolo. Nell’uso comune, ormai la parola non viene mai abbinata a un oggetto ma a una persona. Una definizione staffilante per spiegare in due sillabe che è cheap, ovvero poco elegante, di bassa lega, di nessuna grazia. Un qualcosa che non tocca la volgarità, ma la sfiora, la ricorda, la accenna. Qualcosa che non ha la forza della volgarità, ma è a mezza strada fra il dozzinale e il voglio e non posso. La parola viene pronunciata in modo spiccio perché suoni più sferzante. Non è offensiva, ma raramente ammette replica poiché implica una totale mancanza di stile dell’etichettato. Quasi sempre è il dettaglio a far cadere nel cheap: un delizioso vestito bianco che, in una notte di luglio, rende elegantissima una signora può rendere cheap un’altra che ha scelto di indossare lo stesso abito con una giacca di serpente, colorato, e le labbra ritoccate da una matita marrone, modello terza serata Tv di provincia. Per le donne, è molto più facile essere cheap perché hanno più accessori con cui sbizzarrirsi. Per gli uomini, normalmente fanali rivelatori sono le scarpe e le cravatte. Il cheap è ricco, molto ricco o benestante. Un povero ha sempre il suo stile. Tipica cheapperia, molto in voga fra signori e giovanotti, sono le scarpe con la fibbia. Volgari quelle con le fibbie grosse, da yuppetto quelle con la fibbia piccola, irrimediabilmente cheap tutte e due. Se il guardaroba si può aggiornare o cambiare, più difficile è mutare il modo di fare e di porgersi che normalmente si assorbe in famiglia. Fra le spie più precise della buona educazione c’è il tono di voce, quello stesso tono che taglia in due il mondo: gli eleganti e i cheap. Una voce troppo alta, troppo stridula, troppo arrogante, troppo mielata e sussurrante è concessa solo a teatro. In ufficio, a casa, o in società, una voce è una voce non una recita. Appurato che la grazia si può annidare in ogni strato sociale esattamente come il cheap, appurato che il denaro compra tutto ma nessuno ne avrà mai abbastanza per far tacere le chiacchiere malevole che inseguono chi non lo sa trattare, il cheap ha un solo modo di difendersi: la semplicità. L’unica cosa che non si può etichettare e criticare. L’unica cosa che non è mai cheap.