Charleston

Ballo americano di gran moda durante gli anni ’20. Saltellante nell’impulso impresso al corpo dalla rotazione all’infuori della gamba piegata all’altezza del ginocchio, ha dato il suo nome a una particolare accezione del filiforme, adolescenziale abito caratteristico degli anni folli e non tanto per la sua cortezza ormai “digerita” dalla moda del tempo, quanto invece per le frange in perline e cannottiglia, che, allungandolo solo all’apparenza senza impedire il movimento, venivano a sottolinearlo con piacevoli effetti visivi e sonori. Se il tango, in arrivo (1910) dall’Argentina, conquista una donna appena liberatasi dal tormento del busto nella flessibile verticalità dei modelli dopo Poiret, il Charleston punteggia, sulle note di musiche dal ritmo veloce, il momento più provocante della donna decisa all’emancipazione. Linea asessuata, corpo asciutto, gambe al vento, capelli corti, esorcizzati gli attributi della femmina vecchio tipo a favore di modi e comportamenti destinati a costituire l’eredità delle future generazioni.