Zannier

Marchio leader della moda infantile in Francia, ma anche in Europa con la produzione dei marchi Kickers, 3 Pommers, Absorba, Z, Floriane e Confetti. Nato a Saint-Chamont nel 1962 per iniziativa di Roger Zannier, questo gruppo è caratterizzato dalla produzione di collezioni di media e alta qualità, dal neonato allo junior.

Zip

Nel 1893, William Litcomb Judson di Chicago brevettò un sistema di chiusura rapida a ganci con un fermaglio per aprire e chiudere il sistema. Nel 1913, uno svedese, Gideon Sundback, perfezionò l’idea di Judson realizzando una chiusura lampo con i dentini di metallo. Inizialmente l’impiego era limitato alle cinture che nascondevano un portamonete oppure alle confezioni porta tabacco. Il termine zip fu coniato da B.G. Worth per un sistema rapido di chiusura allora in voga per le calzature. Agli inizi degli anni ’30, la stilista Elsa Schiaparelli è la prima in assoluto a utilizzare questo accessorio e a non nasconderlo nel tessuto. Alla metà del XX secolo, la cerniera lampo è stata perfezionata, e nei pantaloni degli uomini ha bandito i bottoni dalla patta.

Zuhair

Murad (1971). Stilista libanese di alta moda. Ha esordito “fuoricalendario” a Roma nel gennaio del 2000 con una collezione di abiti impreziositi di pietre. Ha saputo mischiare materiali poveri, come rafia e juta, combinandoli con rubini e brillanti, ottenendo un discreto successo di pubblico e critica.

Zu’ Elements

Il marchio nasce nell’estate del 2002 e coinvolge quattro persone: Marco Del Bufalo, Alessandro Zuppa, Giancarlo Pancella e Silvia Fabbo. Insieme si occupano dello stile, dai disegni all’immagine, ai tessuti. Propone, a un pubblico maschile tra i 18 e i 30 anni, uno stile non convenzionale, sportivo, alla moda. Per l’autunno inverno 2003-2004 debutto della collezione donna, che porta il nome di Zu4Girls (Zu for girls). È prodotto da Phard.

Zingone

Corrado. Industriale di confezioni per l’infanzia. Romano, partendo dalla notissima sede di via della Maddalena, costruisce un piccolo impero che legittima lo slogan “Zingone veste tutta Roma”, tramutatosi poi in “Zingone veste tutto il mondo”. Sul finire degli anni ’60, gli si affiancano i figli Paolo (1941) e Giorgio (1942). Insieme (allora, erano gli unici rappresentanti dell’abbigliamento infantile alle rassegne ufficiali dell’alta moda), creano la Zingone Confezioni per modelli di tipo economico, medio e fine.

Zibellino

È la zarina delle pellicce. In zibellini era lo iassak, il tributo che le popolazioni siberiane pagavano allo zar e che finiva nella sua cassa personale, la Corte del Tesoro. Di zibellino era bordata la corona-copricapo, detta chapka di Monomaco, che era fatta di filigrana d’oro su fondo d’oro costellato di pietre preziose e di perle; lo zibellino guarniva lo sfarzoso cappotto, anch’esso adorno di gemme, che lo zar indossava nelle cerimonie solenni. Per descriverne la magnificenza, si è ricorsi a ogni sorta di aggettivo o di espressione elogiativa. Se i francesi, reputandolo di genere femminile, lo paragonano a una “mousse” vaporosa, in qualsiasi altra lingua è, prima di tutto, prezioso. Al punto che, ricordando la mitologia, si è voluto riconoscervi il vello d’oro che, vigilato da un drago, brillava nel fitto di una selva della Colchide (l’odierna Georgia) e alla cui conquista partirono Giasone e gli Argonauti. Universalmente è stato considerato, molto prima del petrolio, l’oro nero: l’oro nero della foresta. Nonostante la presenza in altre terre (Asia, Nordamerica, Europa), la sua storia è la storia stessa della Siberia: in quelle sterminate lande di migliaia di chilometri giocò il medesimo ruolo che la pepita ebbe nella febbre dell’oro scoppiata nelle più ristrette aree canadesi al confine con l’Alaska. Fu oggetto di una caccia così indiscriminata che, all’inizio del XX secolo, era scomparso da vaste regioni dell’impero russo e dovettero prendere misure di protezione prima il governo zarista, poi quello sovietico. Lo zibellino russo (Martes zibellina) ha doti di lucentezza, foltezza, sericità del pelo e tinte che variano dal dark al golden: una miriade di sfumature dal bruno a un beige chiaro, a un quasi bianco. Primo e insuperabile è il Barguzinsky, che prende il nome dalla regione di provenienza (Barguzin), vicino al lago Baikal. L’allevamento, che iniziò in Unione Sovietica nel 1931, è incentrato sui colori scuri; la natura, tramutando anomalie in virtù, riserva la sorpresa dello zibellino Royal, il cui manto presenta una punteggiatura bianca, che è causata da una mancanza di pigmentazione e regala invece uno straordinario riflesso argentato. Zibellino: prezioso oggi come ieri, quando faceva parte del Gran Tesoro degli zar o quando erano le sue pelli, non denaro, che i nobili russi portavano con sé, lasciando il loro Paese per i diletti della Costa Azzurra.

Zaino

Una volta gli scolari andavano a scuola con la cartella. Oggi, invece, tutti utilizzano lo zaino, più comodo, più capiente, più alla moda. Il sacco di robusta tela con tasche esterne e spallacci non è più usato soltanto dai militari, dagli alpinisti e dagli escursionisti, ma è diventato un accessorio indispensabile. Ideale per il tempo libero e per gli alunni, lo zaino è entrato negli accessori di moda, affiancandosi alla borsa, alla sacca. All’inizio degli anni ’80 è Prada a lanciarlo in nylon. Occorrerà aspettare la fine del decennio, però, per assistere all’esplosione del fenomeno e alla sua capillare diffusione.

Zefir

Da zefiro, il vento di primavera, prende nome un tessuto di cotone leggero a righe o quadrettini. Una volta usato per i grembiulini da scuola, Brigitte Bardot lo lanciò a cavallo degli anni ’50 e ’60 a Saint Tropez per abiti infantili e ingenui, ma tanto più sexy e piccanti.

Zignone

Lanificio specializzato in tessuti pettinati di pura lana, di misti cachemire, di merino extrafino e lavabile con il marchio Ecowash, in finissaggi su tipologie classiche e crêpe. È stato fondato nel 1968 a Strana (Biella). Negli ultimi anni, la produzione si è assestata sui 2 milioni di metri, il 78 per cento dei quali vengono esportati.

Zucca

Marchio dello stilista giapponese Akira Onozuca. È il più giovane di 6 fratelli e ha imparato a tagliare e cucire dalla sorella maggiore. È stato assistente di Miyake negli atelier di Tokyo e di Parigi. Dal 1989, si è messo in proprio, sfilando nella capitale francese ma rimanendo nell’orbita del maestro perché la sua società (30 negozi in Giappone e un fatturato annuo di 150 miliardi di lire) fa parte del Gruppo Miyake. Dal ’96 ha aperto una boutique anche a Parigi, La cabane de Zucca. Pur riconoscendo di essere stato ovviamente influenzato da Miyake, racconta di una sua predilezione per la moda dei Beatles, dei Rolling Stones e gli abiti di Biba. Le boutique sono diventate 30 nel mondo, di cui otto portano il nome di Cabane de Zucca. Diventa così un marchio leader in Giappone e in Europa. Lo stilista ha anche sviluppato una linea di accessori, in particolare orologi che cambiano di modello ogni stagione.