Zaino

Una volta gli scolari andavano a scuola con la cartella. Oggi, invece, tutti utilizzano lo zaino, più comodo, più capiente, più alla moda. Il sacco di robusta tela con tasche esterne e spallacci non è più usato soltanto dai militari, dagli alpinisti e dagli escursionisti, ma è diventato un accessorio indispensabile. Ideale per il tempo libero e per gli alunni, lo zaino è entrato negli accessori di moda, affiancandosi alla borsa, alla sacca. All’inizio degli anni ’80 è Prada a lanciarlo in nylon. Occorrerà aspettare la fine del decennio, però, per assistere all’esplosione del fenomeno e alla sua capillare diffusione.

Zaitsev

Slava (1953). Stilista russo. Diplomatosi a pieni voti presso la Scuola Superiore Tessile di Mosca e dopo una lunga esperienza presso la Casa della Moda Sovietica, apre nel 1978 il suo atelier. Dopo qualche anno, vestendo Raissa Gorbaciov, si guadagna il titolo di stilista della perestrojka. È uscito dalla Russia per debuttare a Parigi nell’88. Amante ed estimatore della moda italiana, Slava ne ha fatto il suo punto di partenza. Utilizzando materiali più grezzi — dal cotone alle lane, passando per il feltro –, ha ricreato uno stile molto vicino a quello italiano, soprattutto per quanto riguarda tailleur e calzature. (Maria Vittoria Pozzi) &Quad;Dopo aver vinto prestigiosi premi internazionali di categoria, Slava Zaitsev viene insignito della cittadinanza onoraria della città di Parigi, per il contributo creativo al mondo della moda. &Quad;Negli anni ’90 il designer ha avuto l’incarico di disegnare le toghe dei giudici della Corte costituzionale russa e le uniformi della polizia moscovita. &Quad;Oltre a una maison di moda, oggi Slava Zaitsev è anche una delle più importanti model agency della Russia, insieme a Prestige, Modus Vivendi e Abc. &Quad;I profumi di Zaitsev, le cui vendite hanno tenuto a galla il brand durante gli anni travagliati del collasso dell’Unione Sovietica, riecheggiano idealmente la tradizione russa. Maroussia, il profumo per donna in un flacone di colore rosso la cui forma richiama il profilo della cattedrale di San Basilio, è un omaggio alla patria e alla madre dello stilista, Maria. &Quad;Slava è affiancato dal figlio Yegor, anch’egli stilista, nella conduzione della maison. &quad;Nel 2001 Zaitsev fa sfilare la sua collezione intitolata Dedication, con alcuni dei suoi abiti più costosi in assoluto: i prezzi vanno da circa 2-3000 fino a 10.000-12.000 dollari a capo. Nel 2003, in occasione della visita di Putin in Inghilterra, disegna l’abito della first lady Lyudmila Putin. Il New York Times lo ha descritto come una delle pochissime icone del mondo sovietico che ha mantenuto intatta la propria influenza nella Russia moderna. Nel febbraio 2005 Zaitsev inaugura quattro negozi di abbigliamento per uomo in alcune città della Russia, dimostrando ancora una volta il suo disinteresse a raggiungere la fama internazionale, ma preferendo piuttosto rimanere legato alla Russia e incoraggiare i designer russi a non farsi influenzare dal mondo occidentale.

Zamasport

Casa di confezioni italiana. Fondata a Novara nel 1966, con l’idea di rinnovare e trasformare il Maglificio Augusto Zanetti, azienda di maglieria e biancheria a conduzione familiare. In quello stesso anno, nasce il marchio Callaghan, per il quale Zamasport confeziona e distribuisce i capi in maglia. Dopo due anni, Walter Albini è chiamato a ridisegnare la collezione di prêt-à-porter di Callaghan, esclusivamente in jersey. Finita nel ’72 la collaborazione con Albini, subentra Gianni Versace, allora agli esordi, che disegna per Callaghan fino all’86. Abituata a collaborare con stilisti di avanguardia, per Zamasport è poi la volta di Romeo Gigli che conferisce alle nuove collezioni un’immagine fresca di sapore etnico, che avrà risonanza mondiale sul finire degli anni ’80. Ancor oggi Zamasport produce e distribuisce le linee Gigli Donna, Gucci Donna e Callaghan.

Zampa di elefante

Sono i classici pantaloni dei marinai americani. A vita bassa, stretti fino al ginocchio, da lì si aprono in una svasatura più o meno ampia, a volte eccessiva, che imita appunto la zampa di un elefante. Detti anche a campana, o pantaloni twist, furoreggiarono negli anni ’60-70, sia per uomo sia per donna. Sono stati rilanciati più volte nelle recenti collezioni.

Zamponi

Emanuele (1971). Nasce a Carnago nei pressi di Varese. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Milano e dà vita a un’azienda specializzata in abbigliamento pelle e pelliccia. La sua continua ricerca e sperimentazione di nuove texture, effetti, colori, stampe in questo settore, ne fanno il consulente privilegiato di stilisti italiani e stranieri, ma anche di importanti concerie. Logico che sul finire del ‘900 nasca una sua collezione dove pelle e pelliccia diventano quasi irriconoscibili.

Zancan

Azienda orafa. Nasce nel vicentino nel 1987 e si impone rapidamente sul mercato nazionale e internazionale. Ne è fondatore, e attuale titolare, Robertino Zancan che intuisce nel colore una delle più efficaci potenzialità del gioiello. Il prodotto è, infatti, giocato fin dagli esordi sull’accostamento di pietre preziose di vivaci tonalità cromatiche incastonate in forme geometriche per adottare, una quindicina di anni più tardi, linee sinuose nelle collezioni Liberty e Nouveau. L’immagine di note attrici, testimonial della Zancan, hanno contribuito al successo del marchio. Fra le altre, Sabrina Ferilli. (Alessandra Quattordio) &quad;Nel 2005 Zancan lancia Zero, una linea di gioielli prêt-à-porter giovanile e versatile, conquistando una posizione leader in Italia nel mercato degli accessori moda.

Zangrado

Iniziando a creare bijoux per divertimento, Caterina viene scoperta a Parigi da Andrè Leon Talley, guru della moda. Tra i suoi gioielli si possono trovare gattini, principesse, geni della lampada, bambole, personaggi delle favole. Realizzati con pietre di vetro colorato, campanellini, pendenti, le sue creazioni diventano subito famose in molti paesi diversi, dall’America alla Russia. Poco comuni quanto necessari, Caterina inizia a produrre anche abiti estrosi e colorati per bambini. Nel 2008 collabora inoltre alla collezione invernale di abiti di Manish Arora, il più celebrato designer orientale realizzando bijoux di colori sgargianti e metalli preziosi, con dettagli in stile Bollywood.