ZORAN

nome di mestiere di Ladicorbic Zoran (1947). Stilista serbo. Antesignano del minimalismo. Studente di architettura all’università di Belgrado, si trasferisce a New York nel 1971. La sua prima collezione risale al ’76. Fuori da ogni schema di tendenza, uno dei suo materiali preferiti è il cachemire, con il quale crea cinque forme base, in taglia unica. Senza cuciture, i suoi capi si portano arrotolati attorno al corpo. Una sua particolarità è la moda cipolla, ovvero una serie di capi da indossare uno sopra l’altro per le più diverse esigenze (occasioni o intemperanze meteorologiche che siano): gonne su gonne, T-shirt su T-shirt, top su top. Il tutto in pochi colori: rosso, nero, grigio, bianco e sabbia. La persona che ha consentito alla Zoran Ladicorbic Ldt di fare il salto di qualità è l’uomo d’affari Gary Galleberg. La griffe è un impero economico nonostante la limitata produzione e la relativamente scarsa diffusione di punti vendita, che nel mondo ammontano in tutto a 30 shopping areas nei grandi magazzini Saks e Neiman Marcus degli Stati Uniti, una manciata di outlet europei e una sola boutique monomarca.

Zibelin

Tessuto in lana, con ordito in pettinato e trama in cardato. Fabbricato in tinta unita, è tinto in pezza su armatura spiga. La superficie ha un pelo folto e un aspetto dai riflessi lucidi, come la pelliccia di martora o di zibellino appunto.

Zilkha

Ronit. Stilista di prêt-à-porter. Nata in Israele, vive e lavora a Londra. Le sue sfilate sono diventate per tradizione l’evento che inaugura London Fashion Week. Dopo essersi diplomata in Fashion Design, Ronit lancia la sua prima collezione nel 1991 ed esordisce sulle passerelle nel ’96. La sua moda è caratterizzata da linee flessuose e romantiche, con una cura particolare per i dettagli più intricati. Di recente la stilista ha firmato un accordo di licenza con Itoki Apparel Company per la produzione e la diffusione del brand sul mercato giapponese. I buoni risultati della collaborazione hanno convinto anche Littlewoods a sottoscrivere con Zilkha un contratto di consulenza. Oggi sono quattro i negozi londinesi, 23 quelli sul territorio britannico tra monomarca, punti vendita ed outlet. Tra le sue clienti annovera Cherie Blair, Cate Blanchett, Geri Halliwell e Julia Roberts.

Zatteroni

Sandali aperti dietro, senza cinturino, con una zeppa esageratamente alta, in sughero o rivestita nello stesso materiale della tomaia, in tela, cuoio, pelle o camoscio. Particolarmente comodi, se la zeppa era di uguale altezza dalla punta al tallone. Di moda negli anni ’70, hanno avuto un grosso revival all’inizio del nuovo millennio.

Zeina

Loredana. Indossatrice italiana. Nata a Venezia, fu molto in voga tra il 1950 e il ’54. Irving Penn le dedicò una copertina su Vogue nel settembre del 1952 e fu una mattatrice delle copertine di Bellezza, Grazia, Eva, Die Elegante Welt, Linea e molte altre testate femminili. Sposò in prime nozze Giorgio Pavone. Ha sfilato per stilisti come Carosa, Simonetta Visconti, le Sorelle Fontana e Galitzine. Dopo il periodo da indossatrice lavorò con Roberto Capucci a Roma e con Valentino a New York.

Zecca

Sartoria romana d’alta moda. Fondata all’inizio degli anni ’20 dal cavaliere Nicola Zecca e da sua moglie, aveva sede nella centrale via Ludovisi, al 46. Avviò da subito stretti legami con la couture e la tradizione francese. Due abiti su modelli di madame Vionnet e di Chanel, eseguiti da Zecca per la principessa Giovanelli, si possono oggi ammirare alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti a Firenze, donati da Umberto Tirelli. La ditta Zecca era accreditata come fornitrice della Real Casa, aveva assidui contatti con le case di moda d’oltralpe grazie all’apporto di Mario Vigolo, figurinista e attento osservatore, che periodicamente andava a Parigi e tornava ricco di notizie, di spunti, di informazioni e soprattutto di disegni, che forniva anche a Nicola Zecca. Negli anni dell’autarchia e della nascita dell’Ente Moda, Zecca si trovò schierato con convinzione a favore di una moda nazionale, diventando il promotore di un prodotto rigorosamente italiano e acquistando maggior fama specie per la sua abilità artigianale. I suoi abiti erano molto ambiti dalla buona borghesia dell’epoca. Ma nell’immediato dopoguerra la ditta, per rispondere alle esigenze anche della nuova clientela, ritornò a comperare moda francese: soprattutto attraverso Rina Modelli a Milano. Alla chiusura della ditta, a fine anni ’60, l’archivio venne acquistato da Tirelli. In quello cartaceo si può reperire una serie di modelli fotografati trent’anni prima per il vaglio di italianità dell’Ente Moda: in basso, stampigliata a secco, hanno la marca oro, simbolo a tutti gli effetti di un’autentica creazione italiana. La vasta clientela della ditta Zecca passò ad Antonio De Luca che seppe riprendere la tradizione e lo stile della grande sartoria.

Zintala

Azienda di scarpe fatte a mano. Ha sede a Casette d’Ete (Ascoli Piceno) in via Mostrapiedi. È stata fondata nel 1995, ma si avvale di tradizioni e di esperienze trentennali nell’arte della calzatura. Ha uno show room a Milano in via Montenapoleone e a Roma in via Bocca di Leone. La griffe ha tre marchi: Silvano Lattanzi (pezzi unici su misura), Gerardo Fossati (lavorazione goodyear sempre in produzione limitata) e Zintala (scarpe di stile più giovanile). L’azienda ha agenti negli Stati Uniti e in Giappone e offre anche ai clienti stranieri un “su misura” a domicilio.