Young Fashion Award

Concorso per giovani stilisti indetto, per la prima volta, nel 2001. Organizzato da Moet & Chandon e dalla Camera Nazionale della Moda Italiana, il Young Fashion Award offre la possibilità ai migliori alunni di sei scuole di moda italiane, selezionati da una giuria di esperti nel settore e di addetti ai lavori, di far sfilare i propri modelli in passerella. I sei giovani prescelti, uno per ogni scuola, possono accedere alla fase finale del concorso: la sfilata a Milano Donna a settembre. Al termine della stessa, viene proclamato un vincitore assoluto per quell’anno, che avrà la possibilità di collaborare, per sei mesi, con un grande stilista italiano.

Yonnet

Paul (1948). Sociologo francese. Ha dedicato molti studi alla moda, ai suoi messaggi, al linguaggio del vestire, approfondendo anche il fenomeno innescato dal prêt-à-porter, dai jeans e dall’influenza dei modelli giovanili sulle classi adulte. Nel 1985 pubblica Jeux, Modes et Masses.

Yurkievich

Gaspard (1972). Stilista francese. Notato per la prima volta nel 1998, al dodicesimo festival di Hyères in Costa Azzurra che porta alla ribalta gli esordienti della moda, i neodiplomati delle scuole di fashion designer. Impregnata di cultura pop, la sua prima collezione è visuale e prettamente urbana. Grafica, asimmetrica, scolpita, gioca con contrasti di materiali per assicurare glamour e humour. Sfila per la prima volta a Parigi nella settimana del prêt-à-porter. Lo stilista rende più forte l’impatto dei propri abiti con un cd in tiratura limitata dal titolo Yurkievich by Herbert. Sul disco sono registrati i rumori del backstage durante le passerelle, dallo stridìo dei ganci che corrono lungo le rastrelliere al ticchettio dei tacchi sul pavimento. Lo stile aggressivo e sexy ha fatto sì che i critici lo accostassero a Jeremy Scott e Jérome Dreyfuss. Yurkievich non smentisce la sua vocazione trasgressiva e per la sfilata parigina primavera-estate 2002 fa sfilare le ragazze del Crazy Horse in uniformi da guardie di Buckingham Palace, in guepière e a petto nudo. Il brano musicale che ironicamente accompagna l’esibizione è God save our Bearskins.

Yurkevich

Stilista francese nato nel 1972 ha iniziato giovanissimo a presentare le sue creazioni durante le sfilate di Parigi. Innovativo, attento al dettaglio sia nella collezione uomo che donna, rielabora con humor i classici dell’abbigliamento riproponendo le diverse tipologie di indumenti in contesti decisamente innovativi.

Yoshiko

Kajitani (1977). Stilista giapponese. Disegna accessori e abbigliamento donna. Inizia a studiare moda nella sua terra natale per poi diplomarsi a Parigi allo Studio Berµot nel 1998. Dopo uno stage da Eric Halley, lavora anche a una sua collezione che viene venduta dal concept store Colette dal 2000. Crea gioielli e vestiti venduti nella boutique parigina Maria Luisa.

Yeohlee

Stilista malaysiana. Lavora a New York. Studia il rapporto tra moda e architettura definendo i suoi abiti una costruzione portatile. I suoi vestiti, infatti, vengono spesso esposti in occasione di mostre di architettura per evidenziare l’influenza reciproca e come esempi di disegno geometrico e di funzionalismo. Ha frequentato la Parson’s School of Design e, in pochi anni, ha conquistato le passerelle più importanti. È anche fautrice della stoffa comoda, facile da lavare e per tutte le stagioni. La sua ultima creazione è l’abito in Teflon, lo stesso materiale che si usa per le pentole, per rendere la stoffa repellente a ogni tipo di macchia. Nel 2003 pubblica il suo primo libro, Yeohlee: Work, che ripercorre i primi vent’anni di attività della stilista, con saggi di preminenti critici di moda, arte e design.

Yulan Yong

Joanne (1968). Stilista scozzese. Di origine cinese, ma nata in Scozia, si laurea al Royal College of Art di Edimburgo, poi si trasferisce in Italia, a Milano, dove collabora con le più importanti case di moda italiane: Giorgio Armani, Max Mara, Marina Spadafora e il Gruppo Gilmar, dove nel 1992 è stata capo stilista per la linea Gerani. Resta in lei un’anima cinese calata in uno stile e spirito inglese. Crea e disegna una propria linea con la griffe Yulan, che debutta nel 2000 alla London Fashion Week, in cui il senso estetico orientale si avvale di una precisione tecnica occidentale. Il risultato è quello di un’eleganza discreta e delicata, che si basa su dettagli molto femminili e sexy, ma scevri da ogni volgarità, su tessuti naturali, preziosi per la sera come lo chiffon o il crèpe di seta, sportivi per il giorno, come i tweed e gli spigati di lana. I suoi abiti hanno un taglio sartoriale, di linea semplice e sottile, che si accostano al corpo in modo discreto, ma ne sottolineano la sensualità con profondi spacchi e sapienti giochi asimmetrici.