Wada

Emi (1937). Costumista giapponese. Vincitrice dell’Oscar per gli straordinari costumi medievali di Ran (1986) di Akira Kurosawa, saga guerriera in cui gli eserciti indossano colori simbolici: rosso per la violenza, azzurro per l’innocenza, giallo per l’ambiguità. Nata a Kyoto, è stata attiva anche nella scenografia teatrale. Nell’87 il festival di Cannes l’ha premiata per le sue creazioni. &quad;Nel 2004 cura i costumi de La foresta dei pugnali volanti, film di Zhang Yimou.

Wadsworth Atheneum

Hartford, Connecticut, Usa. Museo americano con collezioni permanenti di abiti e tessuti. Gli abiti femminili datano dalla metà del 1700 a oggi, con una raccolta di alta moda americana. Unica la collezione di costumi dei Balletti Russi di Diaghilev corredati di schizzi degli artisti che vi lavorarono. Varia la raccolta di tessuti, dagli arazzi italiani del XV secolo all’arte tessile contemporanea. La collezione di sete della Cheney Brothers, la più grande produttrice del New England per oltre 100 anni, è a disposizione degli studiosi. Fornitissima la biblioteca aperta al pubblico. Il patrimonio del museo è esposto in mostre a tema due volte all’anno.

Waikiki

Camicia di tipo hawaiano, ampia quasi come una casacca, da portare anche fuori dai pantaloni, con spacchetti laterali, collo ampio e aperto, fantasie tropicali a colori molto vivaci. Prende il nome dall’omonima spiaggia di Honolulu ed è chiamata anche “Aloa shirt”.

Wainwright

Janice (1937). Stilista inglese. Studia al Kingston College of Art di Londra e poi entra al Royal College of Art, in cui ora insegna. Alla fine degli anni ’60 è considerata uno dei migliori talenti della Swinging London. Le sue preferenze vanno agli abiti da pranzo e da sera, ai tessuti lussuosi, ai colori forti, ai jersey ricamati e arricchiti da preziose applicazioni. Le linee sono sempre molto femminili, fluide e seducenti. Il suo prêt-à-porter risale al 1974. &quad;Le creazioni Wainwright sono oggi considerate preziosi capi vintage.

Wakeling

Gwen (1901-1982). Costumista americana. Specializzata nei kolossal in costume, nel 1950 fu premiata con l’Oscar per Sansone e Dalila. Già dagli anni ’20 del resto, dopo gli studi a Parigi, collaborava alle grandi epopee di Cecil B. De Mille, come Il Re dei Re (’27). La sua particolare propensione al film storico non le impedì di realizzare abiti sofisticati per le vedette femminili della Fox, lo studio di cui diresse il dipartimento costumi. La sua star di riferimento fu Loretta Young (Mia moglie cerca marito, ’37); tra le altre, vestì Linda Darnell, Rosalind Russell, Alice Faye, Simone Signoret. All’inizio degli anni ’40 lasciò la Fox, ma continuò a collaborare con i più importanti studi hollywoodiani: Columbia, Warner Bros., United Artists, Rko. Decisamente eclettica, chiuse la carriera con un film musicale di serie B, Frankie e Johnny (’66). Fu molto attiva anche in televisione. (Roberto Nepoti)

Walker

André (1965). Stilista inglese, di origine giamaicana. Ha studiato alla Parson’s School of Design e al Fashion Institute of Technology di New York. Nel 1990-91 ha disegnato la collezione autunno-inverno della casa americana Williwear e, nello stesso anno, ha cominciato a sfilare a Parigi. Collabora con Marc Jacobs. Vuitton gli ha affidato nel ’99 la responsabilità stilistica della collezione uomo.