U(p)m

Museo di Arti Decorative di Praga, Repubblica Ceca. Aperto nel 1885, comincia subito a collezionare tessuti e abbigliamento. Ha 20 mila pezzi, tra cui frammenti copti, ricami, arazzi, sete e tessuti di ogni epoca fino alla produzione ceca contemporanea. Gli abiti sono databili dal 1750 a oggi, per lo più di manifattura locale.

Ufac

(Union Franµaise des Arts du Costume). Associazione fondata nel 1948 da Franµois Boucher, conservatore del museo Carnavalet, e da industriali tessili e dell’abbigliamento. Le collezioni dell’Ufac sono il patrimonio del Musée des Arts de la Mode e del Musée des Arts Décoratifs ospitati all’interno del Louvre. Boucher, fino al 1967, e successivamente Yvonne Delandres fino al 1986 hanno costituito, grazie a donazioni, questa importante collezione di abiti, accessori e bijoux, dal ‘700 a oggi. Scopo dell’Ufac è arricchire questo patrimonio con nuove acquisizioni, allargate anche a documenti, disegni, materiale pubblicitario, cataloghi e fotografie. Organizza periodicamente mostre in tutti i musei del mondo.

Uféras

Gérard (1962). Fotografo francese. Nato a Parigi, dove vive e lavora, si dedica al fotogiornalismo lavorando dal 1984 in stretto contatto con il quotidiano Libération (e partecipando alla creazione dell’agenzia Vu, prima di passare a Rapho) ma anche con Time, L’Express, The Independent Magazine, The New York Times, Le Monde. Accanto a questa ricerca, ne sviluppa una sulla moda e sulla pubblicità pubblicando su Beaux-Arts, Jardin des Modes, Das Magazin, Marie Claire Italia e Francia, D la Repubblica delle Donne, Madame Figaro, Io Donna, The Fashion. Numerosi i premi e le mostre personali.

UGG Boots

Soffici stivali di montone che si ispirano a quelli utilizzati dai surfisti australiani per scaldarsi velocemente i piedi nelle giornate più fredde. Disponibili in due diverse misure e in numerosi colori, hanno fatto conoscere in tutto il mondo la casa che li produce, la UGG Australia, creata nel 1978 da un giovane surfista australiano, Brian Smith. Benché produca ogni tipo di calzatura, il suo prodotto più famoso restano sicuramente i Boots, pensati per un pubblico di consumatori di fascia medio-alta.

Ulster Museum

Museo di Belfast nell’Irlanda del Nord. La prima collezione di tessuti e abiti fu distrutta da una bomba incendiaria nel 1976, anno di cruenti scontri fra protestanti e cattolici. Da allora, colleziona avidamente per ricreare un nucleo di materiale storico di haute couture e moda in generale. Ogni stagione, il museo acquista un capo di uno stilista internazionale, uno di uno stilista irlandese e uno di un grande magazzino: in questo modo rappresentando al meglio le tendenze della moda a tutti i livelli. Si contano più di 4 mila pezzi tra abiti, accessori e tessuti, databili dalla fine del 1600 a oggi. (Virginia Hill)

Ultramarin

Negozio fondato nel 1996 a Berlino nella Kollwitzplatz, una zona di bar, ristoranti e negozietti modaioli. È un punto di riferimento per chi volesse vedere quel che fanno i giovani stilisti berlinesi. Specializzato in abbigliamento femminile, propone anche un guardaroba per l’uomo in rigoroso street-style. Ma sono gli abiti da sposa la vera particolarità della boutique: li taglia e cuce a comando, proponendo un piccolo campionario di “necessarie pazzie”.

Umberto Severi

Marchio e nome del fondatore del Gruppo Tesam, protagonista della prestigiosa e forse più singolare storia imprenditoriale del comprensorio della maglieria di Carpi. Da maggiore esportatore di abbigliamento, negli anni ’70 il gruppo è diventato il maggior importatore grazie alle prime joint venture italiane con gruppi nascenti dell’Estremo e del Medio Oriente e delle Mauritius. Un totale di 12 aziende — tra filature, tintorie, maglifici e società di servizi — con oltre 2000 dipendenti, un’équipe di ricerca stilistica, uno studio laboratorio sulle tendenze della moda, un’attenta e costante innovazione tecnologica della produzione: questa realtà, sviluppatasi nel giro di una trentina d’anni, ha assunto anche un ruolo di fiore all’occhiello della multiforme imprenditorialità carpigiana, soprattutto per la personalità di Umberto Severi, geniale industriale ma anche appassionato collezionista d’arte: opere dal ‘400 al ‘900, statue di Pomodoro o cristalli di Lalique, sotto l’insegna della Fondazione Severi. E quando, agli inizi degli anni ’90, le filature, i maglifici e le tintorie del Gruppo Tesam hanno cessato l’attività, molte opere d’arte riunite a Palazzo Foresti, abitazione di Umberto Severi, erano già state donate al comune di Carpi.