TRUSSARDI

Trussardi: dal negozio di guanti ad oggi. Leggi la storia del marchio con l’iconico Levriero, che da sempre valorizza l’eleganza del Made in Italy.

Indice.

  1. Le origini.
  2. Nicola Trussardi.
  3. Il Levriero.
  4. Le prime sfilate.
  5. Trussardi e il teatro.
  6. L’espansione del brand.
  7. Beatrice Trussardi.
  8. Fondazione Nicola Trussardi.
  9. Palazzo Trussardi Alla Scala.
  10. I valori del Gruppo.
  11. Trussardi nel mondo.
  12. Gli anni recenti.

Le origini.

Il Gruppo Trussardi è stato fondato nel 1911 a Bergamo da Dante Trussardi. L’azienda nasce come un laboratorio per la produzione e la distribuzione di guanti di lusso. Il marchio è fin dalle sue origini sinonimo di eccellenza, di eleganza discreta, di sperimentazione e di innovazione.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Volantino pubblicitario del primo negozio di Dante Trussardi.
Volantino pubblicitario del primo negozio.

La qualità delle materie prime e la costante ricerca nella lavorazione della pelle la portano a diventare in pochi decenni una delle realtà più affermate del panorama internazionale degli accessori, tanto da essere presto fornitore ufficiale della Casa Reale Inglese.

Nicola Trussardi.

Alla fine degli anni Sessanta, nel pieno della rivoluzione dei costumi che sta sconvolgendo il mondo, il nipote di Dante prende le redini dell’azienda: Nicola Trussardi trasforma l’azienda in un gruppo industriale. Dopo aver compreso che il destino del guanto è ormai segnato, diversifica le produzioni e, nel 1973, entra nei settori dell’abbigliamento e degli accessori di lusso. Nicola studia la pelle, le lavorazioni, i mercati, il nuovo trend che sta imponendo il gusto italiano nel mondo. La visione di Nicola è di creare un marchio di lifestyle, capace di abbracciare con il suo stile ogni aspetto della vita, puntando sempre all’eccellenza.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Nicola con un Levriero.
Nicola con un Levriero.

Forte di una tradizione artigiana tutta italiana, trasmessa di generazione in generazione, Nicola Trussardi progetta, produce e lancia sul mercato valigie, borse, articoli per la casa e per l’ufficio, giacche dai tagli sempre nuovi. I prodotti Trussardi, con grande rapidità, si affermano in Italia e nel mondo come simboli di qualità assoluta. Negli anni Settanta inaugura la prima boutique di Milano (nel 1976, in Via Sant’Andrea – ancora oggi il flagship store del marchio) e il Gruppo si espande in tutti i mercati europei e americani.

Il Levriero.

Nel 1973 Trussardi è la prima maison di moda ad adottare un simbolo che identifica tutti i suoi prodotti, il Levriero. Icona di agilità e dinamismo, il Levriero rivoluziona il sistema della moda internazionale lasciando un’impronta indelebile nell’immaginario di quegli anni con la sua raffinatezza e la sua eleganza, con la cura maniacale dei dettagli, con materiali di qualità incomparabile.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Il logo del Levriero.
Il logo del Levriero in pelle.

Le prime sfilate.

Negli anni Ottanta, grazie al successo del Levriero, l’azienda debutta nell’abbigliamento lanciando le sue prime collezioni uomo e donna. La maison si fa conoscere al grande pubblico con le prime sfilate aperte a tutti. Nicola, esperto di marketing, affronta sin da subito il mondo dei media con operazioni eclatanti che, a Milano, portano le sue sfilate in spazi inediti: Teatro alla Scala, piazza del Duomo, Pinacoteca di Brera, Stazione Centrale, Borsa, Ippodromo, Palatrussardi. Nel frattempo collabora con le più importanti aziende italiane alla ridefinizione del Made in Italy (da Alitalia a Garelli, da Agusta a Alfa Romeo).

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Interno in pelle di una BMW.
Interno in pelle Trussardi della BMW serie 5 GT.

Nicola si circonda di intellettuali ed artisti, che danno il loro contributo alla griffe: dal pittore Renato Guttuso, dai cui disegni ricava una stampa a girasoli, a registi e costumisti chiamati a collaborare alla messa in scena di sfilate. L’imprenditore, con la stretta collaborazione della moglie Maria Luisa, propone un prêt-à-porter dalle linee contemporanee e dinamiche, prediligendo nuove tecnologie di lavorazione della pelle e materiali moderni e preziosi. Ma Nicola non si ferma alla moda: è tra i primi ad intuire l’inarrestabile valore della griffe: firma biciclette, piastrelle, profumo, automobili, interni di aerei, elicotteri, biancheria per la casa.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Interno di un elicottero firmato Trussardi.
Interno di un elicottero firmato Trussardi.

Trussardi e il teatro.

Negli anni Trussardi è capace di miscelare con armonia la moda al teatro, il costume ai costumi. Collabora con il Teatro Piccolo di Milano e con il suo direttore Giorgio Strehler, vestendo il Macbeth in scena all’Arena di Verona e allestendo una sfilata al Castello Sforzesco con la regia di Dario Argento per la linea casual Trussardi Action. Nicola interpreta  se stesso nel film Prêt-à-porter di Robert Altman. Nel 1986 dà vita al Palatrussardi, una nuova piattaforma adatta a concerti e eventi di grande affluenza che ospita numerose performance, tra cui l’ultimo concerto di Frank Sinatra in Italia.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Frank Sinatra al Palatrussardi, 1986.
Locandina del concerto di Frank Sinatra al Palatrussardi, 1986.

L’espansione del brand.

Trussardi è uno stile per tutti momenti della giornata: il Gruppo lancia le linee Jeans, Home, Baby, Junior, Eyewear e Perfumes diventando sinonimo di eleganza e di qualità assoluta. Negli anni Novanta l’azienda prosegue nella strada dell’espansione internazionale puntando con lungimiranza nei nuovi mercati emergenti dell’Europa dell’Est, dell’Asia e del Medio Oriente. Vengono aperte nuove boutique monomarca a Hong Kong (1992), a Mosca (1993), a Taiwan (1994). In quegli anni è anche l’immagine a diffondere lo stile Trussardi in tutto il mondo grazie alla collaborazione con le voci più interessanti della fotografia internazionale come Richard Avedon, Mario Testino, Michel Comte e Steven Klein.

L’apertura di Trussardi al grande pubblico, uno dei valori centrali del lifestyle del brand, porta il Gruppo a inaugurare nel 1996 Palazzo Marino Alla Scala. Si tratta del primo flasghip building del mondo della moda che ospita non solo showroom e boutique ma anche uno spazio dedicato alle mostre, un café, una libreria, una boutique e un ristorante. I sei piani in Piazza della Scala sintetizzano tutte le declinazioni del Levriero che esprime eccellenza in ogni suo campo d’azione. Mediamente, negli ultimi anni, il fatturato si attesta sui 750 miliardi di lire l’anno. Nel 1998 Nicola fonda una scuola per gli operatori della moda di domani, di fotografi e comunicatori. Muore a 57 anni in un incidente d’auto, una notte d’aprile del 1999.

Il Gruppo Trussardi conserva i valori di un’impresa familiare, estesa però ai ritmi e alle modalità del vivere contemporaneo. Dopo la morte del padre, sono i figli Beatrice e Francesco a prendere il timone del brand, introducendo una moda più giovane. In particolare Beatrice, dal 2002, conduce l’azienda nel ruolo di Amministratore Delegato e Presidente del Gruppo. Il 2002 si chiude con un fatturato di 125 milioni di euro.

Beatrice Trussardi.

L’anno successivo, nel 2003, Francesco muore a 23 anni in un incidente d’auto, per un tragico destino, come quello del padre. Beatrice resta sola nell’azienda. Determinata a portare avanti il lavoro cominciato dal fratello presente, per l’inverno 2004, una delle più belle sfilate nella storia della griffe. Matteo Felli, già direttore generale, è il nuovo amministratore delegato.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Beatrice Trussardi.
Beatrice Trussardi.

Nel 2006 Beatrice nomina capo designer Eric Wright, uno stilista americano che ha lavorato fianco a fianco con Karl Lagerfeld quando disegnava per Fendi. Beatrice lo assume con l’intento di rafforzare la linea uomo. Rovesciando la rotta commerciale, vengono riportati in auge colori e fantasie dimenticate, e viene riscoperta la forma tonda per gli oggetti da tasca. Wright resta nell’azienda per due anni.

Con Beatrice, il Gruppo lancia, nel 2008, Trussardi 1911, un nuovo marchio di accessori e abbigliamento per uomo e donna, disegnati da Milan Vukmirovic, direttore creativo della maison. Vukmirovic, ex-fondatore e direttore artistico di Colette a Parigi, ex direttore creativo di Jil Sander, è una figura poliedrica che porta un tocco di modernità al brand. Mantenendo l’eleganza tipica del Gruppo, Vukmirovic lo spinge verso i linguaggi più innovativi del mondo e dello stile contemporaneo. Accanto a questa linea nascono anche i marchi Tru Trussardi, nel 2005, e TJ, entrambi dedicati alle esigenze della vita in città. Il primo è più orientato al lavoro, mentre il secondo è riservato al tempo libero.

Fondazione Nicola Trussardi.

Grazie all’iniziativa di Beatrice, il gruppo ha intensificato il suo impegno a favore della cultura contemporanea e la sua presenza nel mondo dell’arte con la Fondazione Nicola Trussardi. Si tratta di un’istituzione nomade che infiltra l’arte contemporanea nella vita quotidiana attraverso mostre di artisti internazionali negli spazi storici e monumentali della città di Milano. L’azienda si inserisce anche nel mondo dell’alta cucina con Il Ristorante Trussardi Alla Scala, uno dei migliori avamposti della gastronomia di qualità in Italia che ha di recente ottenuto il prestigioso riconoscimento delle due stelle Michelin.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Il ristorante Trussardi Alla Scala.
Il Ristorante Trussardi Alla Scala.

Palazzo Trussardi Alla Scala.

Nel 2009 il Gruppo ha ridefinito il concetto di flagship building grazie a profondi cambiamenti nella struttura di Palazzo Trussardi Alla Scala che è ora un avamposto della cultura e della tradizione del brand. Il piano terra del palazzo in Piazza della Scala, infatti, è oggi una struttura aperta e flessibile che ospita, dal 2008, il primo concept store Trussardi 1911, oltre ad uno spazio dedicato alle voci più interessanti del giornalismo d’immagine, e al Café Trussardi. Quest’ultimo è un esperimento che coniuga l’alta ristorazione con i ritmi frenetici della contemporaneità. Il déhors di cristallo, disegnato dallo studio Carlo Ratti Associati, è sovrastato dalla prima installazione in Italia di verde verticale di Patrick Blanc.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Palazzo Trussardi Alla Scala.
Palazzo Trussardi Alla Scala.

I valori del Gruppo.

Impegnato nei temi dell’innovazione, della sostenibilità e dell’impegno ambientale, il Gruppo è la storia e il futuro dell’eccellenza del Made in Italy nella moda, nel design, nell’arte e nella cucina. Il brand esprime un nuovo stile di vita, fondato sull’eccellenza: da quasi cento anni il marchio è espressione della solidità e della creatività di una casa, dell’impegno e dei valori di una famiglia.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Campionario di pelli.
Campionario di pelli.

Trussardi è un’azienda di persone che lavorano per le persone. Dagli artigiani italiani che realizzano a mano gli accessori e l’abbigliamento fino, alla realizzazione dei più complessi progetti internazionali, il Gruppo è al servizio dell’uomo. L’obiettivo è quello di rendere la sua vita più elegante, più appassionante, più preziosa, più stimolante.

Nella moda l’azienda ha maturato, in un secolo di esperienza, una capacità unica nella ricerca di modalità e tecniche nuove per trattare i pellami e i tessuti. Le radici del Gruppo affondano nel terreno della storia industriale italiana e la sua capacità di lavorare la pelle non ha eguali in tutto il mondo. Il laboratorio di guanti aperto da Dante Trussardi nel 1911 è un esempio storico della dedizione e delle ambizioni dell’azienda. La creatività del Gruppo, che ha attraversato, reinventandosi e rinnovandosi, l’ultimo secolo della nostra storia, esprime un immaginario fatto di eleganza misurata, di attenzione al dettaglio, di sobrietà e di fascino.

Nella moda, nel design, nell’arte e nella cucina, ogni volta che il brand va in scena coniuga la cultura e la riconoscibilità della sua storia con l’emozione, la leggerezza, l’ironia e le visioni della contemporaneità. Grazie alla forza della tradizione che ha costruito nel tempo, il brand è capace di proporre sorprese appassionanti, rapide innovazioni e piccole rivoluzioni quotidiane.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Guanto in pelle blu.
Guanto in pelle blu.

Trussardi nel mondo.

Trussardi è un Gruppo industriale che produce e distribuisce in tutto il mondo. Attraverso una differenziazione tra flagship stores, boutique, punti vendita in franchising, corner, licenze e grande distribuzione, i loro prodotti sono presenti in ogni mercato significativo per l’abbigliamento, gli accessori, i profumi e i complementi d’arredo e per la casa.

L’esclusiva rete distributiva del Gruppo comprende circa 440 punti vendita in tutto il mondo: 7 boutiques Trussardi 1911, oltre 300 tra boutique e corner Tru Trussardi, 17 negozi Trussardi Home, e oltre 110 negozi e punti di distribuzione di altri prodotti – tra cui il primo negozio monomarca TJ (Trussardi Jeans) aperto al Gum di Mosca – in 23 paesi in Europa, in Asia, in Medio Oriente.

Il Gruppo, con la prima linea Trussardi 1911 è inoltre presente nei più importanti multibrand del mondo tra cui Barneys, New York; Jeffrey’s, New York; The Webster, Miami; Ron Hermann, Los Angeles; Harrods, Londra; Joseph, Londra; Aizel, Mosca; Colette, Parigi; Printemps, Parigi; Mientus, Berlino; Quartier 206, Berlino; Abseits, Stoccarda; Lakis Gavalas, Atene; Galy, Ibiza; The Outpost, Barcellona; Chapeau, Valencia; White Gallery, Roma; Boon the shop, Seul; United Arrows, Tokyo; Restir, Tokyo; Designworks, Tokyo; Isetan, Tokyo; Estnation, Tokyo; Eight Million, Tokyo; Joyce, Hong Kong.

Gli anni recenti.

Nel 2011 c’è il centenario del brand. La linea Trussardi 1911 diventa ufficialmente solo Trussardi, mentre viene rotto il legame con Milan Vukmirovic. Il nuovo capo designer è Umit Benan Sahin, di origini turche, che ha precedente collaborato con Marc Jacobs, Cacharel e Sophie Theallet. Sahin debutta con la sua prima collezione alla Fashion Week di Milano per la Primavera/Estate 2012. L’anno successivo viene nominata Direttore Creativo  Gaia Trussardi, all’interno dell’azienda già dall’età di 23 anni.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Ritratto di famiglia.
Un ritratto della famiglia Trussardi.

Il marchio esprime la necessità di continua evoluzione e di rafforzare la sua identità. Beatrice si ritira dal fashion business per dedicarsi esclusivamente alla Fondazione, e lascia il 25% delle sue azioni al fratello Tomaso, che diventa Amministratore Delegato del Gruppo a partire dal 2013. L’azienda annuncia un piano quinquennale per riposizionare il brand nel settore del lusso accessibile. La linea Tru Trussardi viene chiusa, mentre proseguono le linee Trussardi e Trussardi Jeans, la prima rientra nello stile cool elegante, la seconda nello streetwear.

Oggi, Trussardi ha introdotto un nuova borsa molto contemporanea, la Lovy Bag. La borsa, fatta con i materiali più pregiati, rappresenta la vera artigianalità italiana. Michelle Hunziker, brand ambassador, rappresenta perfettamente gli elementi ironici ed eleganti del brand. Sicura di sé, dalla personalità spumeggiante, Michelle compare in tutte le campagne pubblicitarie della Lovy Bag dal 2016.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Michelle Hunziker, ambasciatrice del brand, con la Lovy Bag.
Michelle Hunziker, ambasciatrice del brand, con la Lovy Bag.

TOD’S

Tod’s Spa è una holding che comprende i marchi Tod’s, Hogan e Fay. Leggi la storia dell’azienda marchigiana dalle origini alla crescita mondiale.

Indice

  1. Le origini.
  2. Diego Della Valle entra nell’azienda.
  3. Nasce la Tod’s S.p.A.
    1. Hogan.
    2. Fay.
  4. La produzione.
  5. Il gommino Tod’s.
  6. Fatturato e investimenti nei primi anni 2000.
  7. Entrata in BNL.
  8. Espansione e collaborazioni.
  9. Gli anni recenti.
  10. Situazione attuale.

Tod’s Spa è una holding operativa quotata alla Borsa di Milano dal novembre 2000, cui fanno capo i marchi Tod’s, Hogan e Fay. Il presidente, amministratore delegato e azionista di maggioranza è Diego Della Valle; vicepresidente il fratello Andrea Della Valle.

Le origini.

Dizionario della Moda Mame: Tod's. La famiglia Della Valle.
Un ritratto della famiglia Della Valle.

Le origini dell’azienda risalgono ai primi anni del Novecento, quando Filippo Della Valle, il nonno di Diego, fonda una piccola impresa di scarpe.

“La mia è sempre stata una famiglia dove il cuoio l’ha fatta da padrone. Mio nonno Filippo faceva il calzolaio, lavorando nella cucina di casa, aiutato prima da mia nonna e poi dai sei figli man mano che crescevano. Due volte alla settimana, papà (Dorino), l’addetto alla produzione, e zio Pasquale, il responsabile commerciale, si recavano di notte (in bici o in treno merci per risparmiare quattrini) a Pescara, Forlì e Bologna per vendere le produzioni ai grossisti che servivano le bancarelle.” Diego Della Valle

Alla fine degli anni Sessanta, papà Dorino si mette in proprio, aiutato dalla moglie. Nasce il Calzaturificio Della Valle di Sant’Elpidio a Mare, un paese delle Marche.

“Mia madre, Maria Micucci- continua Diego Della Valle– cuciva suole e tomaie, facendomi dormire nelle ceste delle scarpe per tenermi d’occhio.”

Diego Della Valle entra nell’azienda.

Dizionario della Moda Mame: Tod's. Diego Della Valle
Diego Della Valle

In quel periodo la cucina si trasformava in una piccola fabbrica. Diego debutta in azienda negli anni Settanta, dopo aver tentato gli studi universitari alla facoltà di legge, con scarso successo.

“In effetti la poca voglia di studiare è sempre stata una malattia di famiglia. Così rientrai a casa e cominciai a collaborare con mio padre.”

Via via, assume maggiori responsabilità in seno al calzaturificio che produceva, allora, scarpe per sole donne. Nel 1979 riceve il testimone. All’inizio degli anni Ottanta lancia i primi mocassini Tod’s.

Nasce la Tod’s S.p.A.

Nel 1986 Diego Della Valle è amministratore unico dell’azienda che nel frattempo è stata ribattezzata Tod’s S.p.A. Nuovi concetti di prodotto, piani di marketing e strategie aziendali trasformano il primordiale laboratorio familiare in uno dei principali player nella produzione e commercializzazione di calzature e pelletteria di lusso.

I tre marchi, Tod’s, Hogan e Fay, hanno una propria brand identity, ma sono legati dalla stessa filosofia, un mix equilibrato di tradizione e innovazione, qualità e creatività. In particolare, il marchio Tod’s è sinonimo di calzature e pelletteria di lusso. Alcuni modelli, Driving Shoe e D Bag, sono diventati prodotti cult, espressione di un nuovo concetto dell’eleganza, maschile e femminile.

Hogan.

Hogan, marchio varato negli anni Ottanta, si contraddistingue per l’alto contenuto di design. Il modello-base, ispirato alle scarpe inglesi da cricket degli anni Trenta, è realizzato con una doppia tomaia sovrapposta allo scopo di renderlo più resistente. Ha un’imbottitura in gommapiuma del bordo e della soletta e una suola dal disegno a onde che garantisce massima flessibilità. Inizialmente focalizzato sulla produzione di calzature, Hogan ha recentemente diversificato nella pelletteria. I modelli Traditional e Interactive sono “best sold”.

Fay.

Fay, rilevato verso la fine degli anni Settanta dal Gruppo Tod’s, nasce originariamente negli Stati Uniti, specializzandosi nella produzione di giacconi chiusi da quattro ganci ispirati alle divise degli American fire-fighters. Oggi Fay include linee maschili e femminili, complete di accessori, e un total look kids. Il brand è caratterizzato dalla distintiva filosofia Double Life. Nelle collezioni Fay, ogni capo è studiato per affrontare diverse occasioni d’uso tra business e tempo libero, in città o nei più dinamici contesti outdoor.

Il “Fay Code” è oggi sinonimo di un’eleganza informale e ricercata, cosmopolita e versatile. È l’espressione di un gusto tutto italiano che, animato da un respiro internazionale, unisce qualità, lusso e ricerca in una filosofia di equilibrio intramontabile tra sartorialità e innovazione. Negli anni Novanta, Fay ha sviluppato un gusto più metropolitano, che si avvicina ai trend urbani diffusi in tutto il mondo, attento ad una clientela in costante movimento.

La produzione.

L’eccellenza qualità è un must per l’intero Gruppo. Questo è garantito dall’elevata presenza dell’artigianalità in tutta la filiera produttiva, oltre che un controllo rigoroso delle materie prime. Alla realizzazione di una scarpa Tod’s sono necessarie più di 100 fasi lavorative, dal taglio a mano dei pellami fino alla cucitura delle singole componenti di ogni modello. Una scarpa può essere costituita da ben 35 pezzi di pelle, ognuno dei quali viene trattato e controllato manualmente prima di essere assemblato. L’intero processo coinvolge diversi artigiani specializzati nello svolgimento di un compito preciso.

I pellami provengono dalle migliori concerie del mondo e, come accade per un vino pregiato, alcuni pezzi devono aspettare anni per raggiungere il punto giusto di colore e di consistenza. Ogni singolo pezzo viene controllato dagli esperti per valutarne colore, resistenza e spessore, affinché si raggiunga una perfetta omogeneità, altrimenti viene scartato. Una volta giunti al prodotto finito, ogni paio di scarpe viene esaminato accuratamente e i modelli difettati vengono eliminati.

Lo stesso procedimento è seguito nella realizzazione delle borse, che si distinguono per una realizzazione artigianale simile alle antiche procedure usate per la selleria.

La produzione è prevalentemente eseguita in 9 stabilimenti propri (7 per le calzature e 2 per la pelletteria) e, in parte, delocalizzata in pochi laboratori specializzati, coi quali la casa madre ha istituito relazioni durature. Diego Della Valle ha sempre rigettato le politiche espansionistiche tramite acquisizione di alcuni player del lusso.

“Non vedo i vantaggi di un polo. Ogni marchio ha i suoi uffici di ricerca e prodotto, le campagne pubblicitarie sono autonome, così come anche i negozi mono-brand. Le sinergie, insomma, si limitano alla produzione e alla logistica. Con il rischio che chi compra senza avere strutture organizzative e manager da dedicare a ciò che ha comprato, alla fine non controlla più niente.”

Il Gommino Tod’s.

Dizionario della Moda Mame: Tod's. Il classico mocassino.
Il classico mocassino.

Il “Gommino” nasce alla fine degli anni Settanta. Diego Della Valle aveva notato che servivano delle calzature ideali per quelle occasioni casual – chic in cui un italiano dal gusto classico preferisce indossare un paio di chinos e un blazer e cominciò così a lavorare su questo prototipo anni Cinquanta.

A fine anni ‘70 giunse ad un leggerissimo, piatto ed ultramorbido mocassino, interamente cucito a mano, con 133 sfere di gomma sulla suola, perciò detto semplicemente “Gommino” e funzionò. Per produrne un paio occorrono 100 passaggi di lavorazione, molti dei quali devono essere realizzati a mano. Punto di forza della linea Tod’s è anche la scelta di cuoi americani ingrassati e di “croste” inglesi, tutti rigorosamente idrorepellenti e provenienti da concerie artigianali.

Il “Gommino”, è stato creato con l’intenzione di unire il classico stile italiano con la funzionalità di una calzatura versatile, che può essere indossata in qualunque occasione. Il “Gommino” è diventato lo status symbol per eccellenza del jet set internazionale. Lo indossano star del cinema come Michael Douglas, Catherine Deneuve, Denzel Washington, Antonio Banderas, Gwyneth Paltrow, Samuel Jackson, Orlando Bloom, George Clooney; e top model del calibro di Claudia Schiffer e Cindy Crawford.

Nel 1997 l’azienda ha lanciato una collezione di borse classiche, moderne e chic, in grado di riflettere lo stesso spirito delle calzature. La più famosa è stata la D Bag, che prendono il nome da Lady Diana, che la acquistò nella boutique di Parigi, dimostrando lo stile elegante dell’azienda.

Dizionario della Moda Mame: Tod's. Lady Diana.
Lady Diana in Tod’s.

Fatturato e investimenti nei primi anni 2000.

Nel 2000 Tod’s debutta nel mercato elettronico della Borsa di Milano. Lo stesso anno, l’azienda ha conseguito un fatturato consolidato pari a 487,2 miliardi di lire (251,6 milioni di euro), +14,5% rispetto al 1999, e un margine operativo lordo (Ebitda) di 118,7 miliardi (61,3 milioni di euro), +7,7%. Nel 2001 la crescita degli indicatori economici è ancora a doppia cifra: il fatturato aumenta del 26,6% mentre l’Ebitda registra un balzo del 31,5%.

Il 2002, anno di crisi per il comparto del lusso, l’azienda si ripete. I ricavi netti ammontano a 358,2 milioni di euro, +12,5%, l’Ebitda a 91,8 milioni, +13,9%. Nello stesso anno, gli investimenti immateriali in immobili sono pari a 28,6 milioni di euro, la maggior parte dei quali ascrivibili all’espansione della rete di vendita distributiva diretta, cresciuta di 21 nuovi negozi. Gli investimenti materiali ammontano a 15,8 milioni di euro, di cui il 38% destinato alla costruzione di un nuovo impianto produttivo vicino alla sede di Sant’Elpidio a Mare. Tutti gli investimenti sono stati autofinanziati, dato che la posizione finanziaria netta è positiva per 46,7 milioni di euro.

Entrata in BNL.

Per il futuro, Diego Della Valle è ottimista:

“Abbiamo davanti una strada in discesa, non possiamo che crescere: gli investimenti sono stati in gran parte spesati e ora non potremo che raccoglierne i frutti. Quando passerà questa fase di incertezza dei consumi, la crescita di Tod’s sarà a due cifre pesanti”.

Ricavi e il margine operativo lordo del primo trimestre 2003 sono cresciuti (a cambi costanti), rispetto allo stesso periodo del 2002, del 3% e del 17%. Il marchio Tod’s, con il 57,2% sul totale venduto, continua a fare la parte del leone. Allo stesso periodo risale l’acquisizione del 4,6% della Banca Nazionale del Lavoro, di cui diviene Della Valle il terzo azionista, dopo il gruppo basco Bbva e Generali.

“La finalità dell’investimento è di concorrere, insieme agli altri soci principali, a rafforzare la stabilità della banca. Sono un industriale, non un finanziere. Sono entrato in BNL sulla base di un progetto industriale e quindi per restare.”

Alla fine del 2002, la rete distributiva contava 71 punti vendita a gestione diretta e 37 in franchising. L’assetto proprietario è il seguente: famiglia Della Valle (63,1%), Lazard/Sofidiv (3,5%), State of New Jersey Commeno Pension Fund (3,3%).

Espansione e collaborazioni.

Nel 2006 Tod’s inizia a espandersi nel mercato cinese, aprendo il primo flagship store a Hong Kong. Fino al 2009 il marchio ha aperto 13 boutique in Cina.

Nel 2008 il gruppo, in crescita, stipula accordi di licenza con Marcolin per la produzione Eyewear Tod’s e Hogan. Negli ultimi anni si è investito molto nella produzione di accessori della linea femminile Tod’s, con calzature e borse, scegliendo anche campagne pubblicitarie mirate. Il progetto è di riuscire a confrontarsi, alla pari, coi grandi marchi del lusso, tramite la produzione di accessori di tendenza, borse e scarpe dall’elevata qualità artigianale. Prodotti che si fanno notare per il tocco di glamour contemporaneo, in grado di trasformarli in must di stagione.

Dizionario della Moda Mame: Tod's. Colosseo.
Il restauro del Colosseo.

Nel 2011 Tod’s ha finanziato il progetto del restauro del Colosseo. Lo stesso anno, l’azienda inizia a sostenere il Teatro alla Scala di Milano, entrando nella Fondazione del teatro. Frutto di questa preziosa collaborazione è il corto “An Italian Dream“.

“Il progetto An Italian Dream segna l’inizio di quella che mi auguro sia una lunga collaborazione. Tod’s e il Teatro alla Scala sono entrambe italiane e impegnate a sostenere le competenze e le tradizioni che sono alla base della nostra cultura e che rendono il concetto del Made in Italy unico. Questo film mostra come l’arte, l’attenzione per i dettagli, l’impegno e la creatività si combinano per creare qualcosa di molto speciale”. Diego Della Valle.

Gli anni recenti.

Nel 2012 i prodotti Tod’s diventano disponibili sul sito Mr. Porter. L’anno successivo il direttore creativo Derek Lam viene rimpiazzato da Alessandra Facchinetti. Il suo debutto per la collezione Primavera/Estate 2014 è notevole, prima della sua uscita nel 2016. Nel 2014 Andrea Incontri viene nominato direttore creativo della linea uomo. Nello stesso periodo viene lanciata “Dot’s of Life“, una moderna piattaforma che spinge le persone a condividere il proprio stile di vita sui sociale attraverso l’impronta del brand.

Al 2015 risale la partnership con Net-a-Porter.com, dopo un anno di prova, per vendere online la linea di accessori prêt-à-porter. Lo stesso anno anno la Tod’s S.p.A. acquista Roger Vivier , il marchio francese di scarpe di lusso. Nei primi 9 mesi del 2016 l’azienda ha registrato entrate pari a 4.194.ooo nelle vendite.

Situazione attuale.

Dizionario della Moda Mame: Tod's. Il quartier generale a Sant'Elpidio a Mare.
Il quartier generale a Sant’Elpidio a Mare.

Oggi il quartier generale dell’azienda è ancora a Sant’Elpidio a Mare, dove Filippo aprì la sua piccola bottega circa 100 anni fa. Il rapido sviluppo degli ultimi anni ha permesso al Gruppo Tod’s di raggiungere 1.004 milioni di euro di fatturato al 31 dicembre del 2016 e di raggiungere un numero di impiegati che supera circa i 5.000 dipendenti.

Al 31 dicembre 2016 la rete distributiva del Gruppo era composta da 272 DOS e 107 negozi in franchising, rispetto a 257 DOS e 99 negozi in franchising al 31 dicembre 2015. Gli obiettivi futuri prevedono il proseguimento del piano di investimenti in corso di attuazione, con la continua ricerca di nuovi prodotti e una sempre maggiore espansione internazionale della rete distributiva diretta.

Durante questi 90 anni, Tod’s ha sempre puntato alla perfezione. La sua eredità si intreccia con pensieri innovativi e rappresenta un approccio senza precedenti. L’eterna missione di Tod’s è quella di aprire la strada al successo e alla grandezza, affermando che, a piccoli passi, la perfezione è possibile.

Testoni

Azienda calzaturiera. Nata a Bologna nel 1929, produceva solo per l’uomo. Ha poi ampliato il campionario alle scarpe da donna e alla pelletteria di lusso, con sistemi ancora legati all’antico artigianato. È a conduzione familiare. Al timone c’è la terza generazione: la figlia del fondatore Amedeo Testoni, Marisa, col marito Enzo Fini. L’azienda, che vanta una clientela elitaria, ha uno show room in via Montenapoleone a Milano, uno in via Condotti a Roma e 50 boutique monomarca. Il calzaturificio di Bologna ha acquisito il 30 per cento di Futurnet, azienda di Padova, guidata da Stefano Martinetto, che possiede la licenza Puma per la collezione Puma Black Station (linee Nuala e Platinum). Futurnet, fondata nel 1998 come azienda importatrice dei marchi Evisu e Fake London, ha conseguito nel 2001 un fatturato di 11 milioni di euro. Futurnet ha sottoscritto con la tedesca Puma un accordo di licenza di cinque anni per la produzione e la distribuzione mondiale di una nuova linea di abbigliamento casual. &quad;Grazie ai suoi fatturati in crescita, l’azienda decide di puntare su due blocchi ben precisi, che costituiscono i suoi mercati più solidi: Europa e Cina. “Nel 2008 abbiamo scelto di tornare a focalizzarci in maniera decisa sul mercato europeo, da noi forse trascurato negli ultimi anni, che ci ha premiato fornendo ottime performance sia nella parte continentale che, soprattutto, in quella dell’Est Europa. Quest’ultima area, alla quale abbiamo prestato particolare attenzione presidiandola direttamente e andando a inserire nelle nostre collezioni pezzi in linea con le richieste del mercato, ci ha gratificato crescendo in maniera determinante”, come dichiara Bruno Fantechi, attuale amministratore delegato.

Tran

Hélène (1954). Illustratrice francese. Nasce a Parigi. Studia all’École Supérieure d’Art Graphique. Nella composizione del disegno ha un gusto teatrale e scenografico. Vogue, nelle edizioni americana e inglese, si è spesso avvalsa del suo lavoro che, secondo alcuni, può evocare il pittore-illustratore Marcel Vertès nel colpo d’occhio sulla mondanità delle sfilate e degli atelier.

Tiel

Vicky (1943). Stilista americana. Nata a Washington, compie i suoi studi al Pratt Institute e alla Parson’s School di New York e di Parigi. Nel 1964 si unisce a Mia Fonsagrives con cui aveva già lavorato per i costumi di What’s new Pussy Cat? Insieme creano una loro linea col logo Mia et Vicky. Nel cuore di St. Germain a Parigi, nel cortile di un delizioso hotel particulier, Vicky continua da sola l’attività, dopo che Mia ha sposato Louis Féraud. Il suo prêt-à-porter, iniziato nel 1973, è basato soprattutto su abiti importanti, da sera e da cocktail. I suoi capi, oltre alle due boutique monomarca a Parigi in rue Bonaparte e a New York, si possono trovare in esclusiva nei grandi magazzini Neiman Marcus e Bergdorf & Goodman.

Tinling

Teddy Cuthbert Collingwood detto Teddy (1910-1990). Nato a Eastbourne (Gran Bretagna), è famoso come stilista delle tenniste. Nel 1949 divenne persona non grata a Wimbledon, quando disegnò per l’americana Gertrude “Gussy” Moran un paio di calzoncini mutandine (poi hot pants) che causarono scandalo. Da allora le creazioni di Tinling sono state indossate per anni dalle migliori tenniste, tanto sul campo quanto nella vita privata: Conolly, Bueno, King, Court, Goolagong, e campionesse meno note e più avvenenti, come l’italiana Lea Pericoli, detta “la Divina”, che indossò mutandine di pizzo e piume.

Total Look

Ogni stilista, soprattutto nel corso degli anni ’80, impone un suo concetto di eleganza e conquista una schiera di fedeli consumatori che sposano il suo stile. Con il risultato che la griffe tende a vestire tutti gli spazi e le esigenze dell’individuo, il quale adotta senza riserve proposte che monopolizzano il guardaroba individuale, dalla testa ai piedi. Nasce e si diffonde perciò l’espressione total look per definire la produzione completa di una firma, dalle linee di abbigliamento agli accessori.