SEARS ROEBUCK & CO

Gruppo americano di vendita per corrispondenza. È un gigante mondiale della distribuzione. È stato fondato nel 1893 da Richard Warren Sears e da Alvah Curtis Roebuck. I cataloghi proponevano abiti da lavoro, denim e stoffe vendute al metraggio ma anche materiale destinato ai farmer: macchine agricole, selle, chitarre, materiali e progetti per costruire una casa. A partire dal 1990, il Gruppo ha concentrato gli sforzi sulla moda femminile.

Seydoux Fornier De Clausonne

JérÂme (1936). Presidente di Chargeurs, che dal 1981 è il primo gruppo sul mercato internazionale per il commercio e la pettinatura della lana. Seydoux appartiene a quella generazione di manager del tessile che hanno preso le redini delle aziende familiari solo dopo aver fatto esperienze in altri campi e che hanno adottato una politica di forti investimenti, ricerca e sviluppo, per tener testa alla concorrenza nel settore.

Séeberger

Famiglia di fotografi francesi di origine tedesca. Per primi, all’inizio del secolo, i tre fratelli Julius (1872-1923), Louis (1874-1946), Henri (1876-1956) hanno fotografato in esterno i modelli, per la rivista Mode Pratique. A partire dal 1911, hanno collaborato regolarmente con Jardin des Modes, Fémina e Harper’s Bazaar che, tramite le loro fotografie, hanno fatto conoscere agli americani la moda francese. L’atelier, verso il ’35, fu affidato a Jean (1910-79) e Albert (1914), figli di Louis. Lo studio ha chiuso i battenti nel ’77, dopo aver venduto 37 mila fotografie di moda alla Biblioteca Nazionale di Francia.

Starkey

Hannah (1971). Fotografa inglese. Nasce a Belfast. Studia fotografia alla Napied University di Edimburgo e al Royal College of Art di Londra, dove si diploma nel 1997. Il suo stile risente, come succede a tanti giovani autori inglesi, di un forte background artistico grazie al quale si è affermata con sorprendente rapidità vincendo nel ’98 premi di prestigio come il John Kobal Portrait e quelli indetti dal Sunday Times e dalla Condé Nast che le ha permesso di pubblicare su dieci pagine di Vogue Hommes International una sua ricerca su una notte a Londra. Pur richiamandosi al reportage, va oltre la realtà e la sublima nella sua interpretazione. Sue foto sono in alcune collezioni pubbliche.

Spoerri

Daniel (1930). Artista rumeno. Fra gli esponenti del Noveau Realisme, immortala gli oggetti come emblemi del consumismo, come riflesso della società contemporanea. Noto per le sue tavole apparecchiate, con piatti, bicchieri, mozziconi di sigarette e avanzi di cibo, ha realizzato abiti utilizzando oggetti come simbolo del ruolo di chi li indossa. La maglia intitolata La chemise du chasseur d’oiseaux/Hommage a John Cage del 1976 è ricoperta di fischietti e bizzarri strumenti che riproducono il canto delle diverse specie. Spoerri ha anche realizzato modelli per le sorelle Fontana. Dopo tre anni di lavoro termina la ricostruzione della stanza d’albergo dove visse e operò alcuni anni a Parigi e ne immortala i ricordi in Chambre n.13 de l’HÂtel Carcassonne, Paris, 1959-65. In occasione dell’inizio del nuovo millennio, la Galleria del Credito Valtellinese, nella propria sede espositiva milanese del Refettorio delle Stelline, in collaborazione con l’Associazione degli Istituti Culturali Europei a Milano, presenta una retrospettiva dell’artista dal titolo La catena genetica del mercato delle pulci: 25 tavole in legno grezzo, su cui l’artista ha assemblato una notevole quantità di oggetti raccolti in più di 20 anni di vagabondaggio tra le bancarelle dei mercatini. Espone alla Galerie Ernst Hilger, a Vienna, alla KunstHausWien, alla BrnoHouse of Arts, a Villa Pavoni in Svizzera, alla Stadt Galerie Klagenfurt. Vive e lavora presso Il Giardino di Daniel Spoerri: un parco ubicato in località Seggiano sul Monte Amiata. Il Giardino ospita una collezione di sculture e istallazioni d’arte contemporanea di vari artisti.

Sartori

Franco (1929-1987). Giornalista italiano e manager editoriale. Figlio di un dirigente del Corriere della Sera, entrò lui stesso nell’azienda di via Solferino e, dopo essersi occupato di marketing, fu incaricato di studiare un settimanale femminile di carattere innovativo. Nacque così Amica che si affermò come mensile d’avanguardia ed ebbe come direttore Enrico Gramigna e come direttore artistico Flavio Lucchini. Nel ’64, Sartori passò alla Condé Nast Italia dove, incorporata la storica testata Novità, fondò Vogue Italia, di cui fu direttore a vita, pur diventando anche amministratore delegato della società e contribuendo a espanderla con Casa Vogue, Uomo Vogue (nato nel ’67 come allegato di Vogue Italia e trasformato in testata autonoma l’anno successivo: fu ideato da Lucchini che lo diresse per una decina d’anni, passando poi il timone a Cristina Brigidini), Vogue Sposa, Vogue Bambino, Vogue Gioiello. Uomo dal tratto signorile, severo con un inseparabile sigaro toscano, esercitava una certa soggezione, ma era dotato di un grande fiuto nello scegliere i collaboratori e i giornalisti per le sue riviste. Infatti, alla Condé Nast si sono formati molti fra i migliori giornalisti specialisti del settore moda, bellezza e casa. La casa editrice sotto la sua guida perseguì una politica nuova e di ricerca nel campo dell’immagine moda, della fotografia e della grafica, creando un linguaggio sofisticato e raffinato, che influenzò negli anni a seguire anche tutta la produzione pubblicitaria del settore. Il look Condé Nast fece scuola e Vogue Italia e l’Uomo Vogue vennero considerate bibbie del lusso e dello stile nuovo che si andava affermando, grazie soprattutto al talento degli stilisti italiani. Nel pieno degli anni e del successo, Sartori morì a New York dopo un trapianto cardiaco. Suo alleato manageriale fu Attilio Fontanesi che contribuì allo straordinario successo pubblicitario e finanziario delle testate ideando le innovative formule pubblicitarie, i famosi groupage.

Strada

Nanni (1941). Stilista italiana. Conosciuta sin dagli anni ’60 per le sue ricerche sulla modularità dell’abito. Milanese, fashion designer per studi, disegna la sua prima collezione per Cadette nel ’67, accessori per Fiorucci, costumi da bagno per La Perla, maglie per Missoni e Avon Celli nel ’69, per Sportmax nel ’70. Nel ’74, la grande intuizione: realizza maglieria a pelle senza cucitura, con speciali macchine per calzetteria. Una ricerca che, applicata all’abito, nel ’79 le fa vincere il Compasso d’oro, ambitissimo premio per il design, con un vestito senza cuciture. In quegli stessi anni, per Dolomite realizza il primo piumino da montagna climatizzato e la collezione Sottosport per Zegna. Negli anni ’80, disegna soprattutto per Oriente e Cina. Dall’84, si espande nel mondo e apre prima una serie di negozi in Portogallo, poi in Giappone. Nell’85, inaugura il Nanni Strada Design Studio a Milano dove lancia i suoi famosi torchon, abiti da viaggio plissettati che, qualche anno dopo, saranno “reinterpretati” dal giapponese Miyake. Nel ’74 realizza Il manto e la pelle, un film presentato alla Triennale di Milano, e nel ’98 pubblica Moda Design, un’autobiografia che è anche un interessante viaggio, visto dall’interno, sullo stretto legame che esiste tra design e moda.

Shetland

Lana fornita dalle pecore delle isole Shetland a nord della Scozia. È una lana pregiata, morbida e soffice, di aspetto peloso e lucente. Il tessuto che se ne ricava, cardato o pettinato, è di peso medio con armatura a spina di pesce o diagonale.

Salvadori

Giovanni (1892). Sarto e creatore di ricami. Nato a Spesiano in provincia di Treviso, inizia la sua attività come disegnatore di motivi decorativo-ornamentali, impiegati per ricamare abiti, mantelli e accessori. Tra il 1922 e il ’24 si trasferisce con la famiglia a Firenze e inaugura una prima sartoria in via Giovanni Fattori, caratterizzata da capi ricamati con la macchina francese Cornely. Parallelamente al lavoro in proprio, la ditta attiva un reparto di ricami che rifornisce le più importanti sartorie fiorentine del momento e riceve anche molte commissioni dall’estero. Le sue creazioni risultano essere un curioso connubio tra ricami eseguiti a mano, effetti di rifinitura e sottolineatura a cordonetto realizzati meccanicamente, e conterie applicate a uncinetto. Queste tecniche sono utilizzate dalla sartoria Salvadori anche nella rifinitura di pellicce come l’astrakan e il breitschwanz. Dopo un forzato rallentamento nel ’29, a causa della depressione economica, agli inizi del ’30 Salvadori fissa la sua ultima sede in via Lamberti 1, assumendo la definitiva ragione sociale di “Modelli-Ricami-Confezioni-Salvadori Firenze”. Qui rimarrà attivo fino al ’34-35.