Redaelli

Azienda italiana di confezioni. Nel 1920, nasce a Capriano (Milano) la Raffaele Redaelli che produce divise militari per conto terzi. La produzione di abiti borghesi, iniziata nel ’37, è oggi distribuita in tutta Italia con i marchi Redaelli e Redster by Redaelli. Nel ’56, la ditta, già trasferita a Verano Brianza, diventa società per azioni. Nel ’70 e nel ’75, vengono costruiti nuovi stabilimenti. Negli anni ’80 inizia la collaborazione con gli stilisti Ted Lapidus, Maurizio Baldassari e Nicola Trussardi. Successivamente l’azienda firma un accordo di produzione con Ferré che dura sino quasi alla fine degli anni ’90. Nell’89 comincia a produrre Gianmarco Venturi e nel ’90 Fendi. Sono più recenti i contratti con Antonio Fusco, Luciano Soprani e Carlo Pignatelli. Ha diversi stabilimenti, 750 dipendenti e un fatturato superiore ai 100 miliardi di lire. Ha 400 negozi in Italia e 500 sparsi in tutto il mondo.

Rohka

Marchio nato nel 2000 dall’unione professionale della stilista colombiana Maria Restrepo e dello stilista scozzese Ian Phin. Dopo la laurea in Colombia, Maria ha studiato design all’Esmod di Parigi. Jan si è diplomato in textile design al Duncan of Jordanstone College of Art proseguendo poi gli studi al londinese Royal College of Art. Dopo aver lavorato insieme per Romeo Gigli e Versace (Maria anche per Marni), hanno deciso di dar vita al progetto Rohka. Prima solo accessori, sciarpe, stole, colli; successivamente anche abbigliamento donna e maglieria. Tutto sempre ispirato alle diverse etnie, al nomadismo. Una specie di viaggio intorno al mondo della moda. Aprono un atelier a Milano dove producono la loro linea che viene distribuita in Italia e all’estero attraverso negozi di alta moda (come Biffi e Banner). Al loro esordio si sono aggiudicati (ex-aequo con il giapponese Ichiro Seta) il concorso internazionale di fashion designer Enkamania. Sono accomunati dal gusto per la materia tessile, sempre molto originale e ricercata, al quale dedicano ricerche e viaggi mirati a scovare tradizioni artigianali di paesi lontani (come le macchine cirolari per tessitura delle isole Shetland). Linee con ricami, stampe a block, effetti marmorizzati, nuance seppiate o tonalità pittoriche per i colori fanno di ogni capo creato un pezzo unico.

Red or Dead

Marchio inglese di moda pronta. Lo lanciano, nel 1982, Wayne e Geraldine Hemingway, entrambi nati nel ’61 in Inghilterra. Iniziano con una bancarella a Camden Market, il mercatino cult della domenica a Londra. Interpretano lo stile dei giovani di sinistra e degli studenti squattrinati capaci di creare un look con pochissimo. Rielaborano abiti di seconda mano, abbinandoli a stivali da lavoro marca Dr Marten’s. Un look ribelle fatto di ragazze in abiti colorati alla Doris Day con ai piedi i pesantissimi anfibi, dodici buchi, e di ragazzi vestiti stile James Dean (gli abiti usati provenivano principalmente dall’America) con scarponi a punta d’acciaio. Dalla bancarella gli Hemingway saltano ai negozi monomarca, proponendo linee di abiti e scarpe sempre all’insegna del”l’humour e dell’informalità: abiti a stampe surreali, scarpe di forme e colori impensabili. Sanno ancora capire una generazione ormai non più giovanissima, ma non invecchiata nella voglia di anticonformismo e di protesta anche solo a livello del guardaroba. Il loro successo viene riconosciuto con l’invito a fare parte del comitato del British Fashion Council. Hanno avuto e hanno una grande influenza sulla moda giovane inglese. Wayne Hemingway, fondatore e direttore della casa, cede la sua quota della società per una somma mai svelata. Il marchio torna alla ribalta dopo un’assenza di due anni, con una linea nata dal connubio con The New Renaissance (Harvey Bertram-Brown e Corlyn Corben) per decisione di The Pentland Group, l’azionista maggioritario.

Rilievi

Ricamificio bolognese. Nel corso degli anni, ha sviluppato il settore degli accessori studiando bottoni, tirazip e alamari da associare alle lavorazioni in tessuto. Di tradizione artigianale, dal 1997 presenta una collezione di tessuti. La sua attività copre la ricerca dei materiali, lo studio e lo sviluppo dei prototipi, la preparazione dei capi, tutte le varie tecniche di ricamo, dal telaio con microcrochet o a mano ad ago o con tecniche miste come ricamo a macchina elettronica, cornely o bernina, intervenendo anche con tecniche pittoriche su tessuti e materiali. Collabora con Armani, D&G, Ferré, Ferretti, Bvn, La Perla, Dior e Lacroix.

Renoma

Marchio di abbigliamento lanciato a Parigi nel 1959 dai fratelli Michel e Maurice Renoma, che continuano l’attività sartoriale di famiglia nel ramo della moda pronta. Lo stile yé-yé diventa un fenomeno internazionale anche per merito loro. Nel ’63, fondano la società Renoma Star e aprono la boutique parigina di rue de la Pompe. Nel ’92 e nel ’96 creano le griffe U.P. e 400a. Sadev, società francese che produce e distribuisce Renoma, avvia un accordo di licenza con il designer francese Christian Lacroix.

Repossi

Costantino. Gioielliere. Abituali clienti del negozio di Montecarlo, aperto negli anni ’70 dopo il successo di quello di Torino in via Lagrange, sono stati personaggi internazionali del mondo dello spettacolo, del cinema, della musica, da Liza Minelli a Frank Sinatra a Ryan O’Neil. Anche Maria Callas fece montare le sue preziose gemme a Repossi. La fama delle sue creazioni è arrivata fino in Medio Oriente alle corti delle case regnanti arabe e a ricchi petrolieri come Ka”shoggi. I suoi gioielli sono senza epoca: design raffinato e semplice, gemme incastonate in montature “naturali”, senza sovrastrutture decorative.

Restivo

Mary Ann (1940). Stilista americana, ha saputo abbinare l’eleganza alla praticità della working woman. Ha studiato al Fashion Institute of Technology di New York. Dal 1962 al ’74, ha firmato una sua linea per il marchio Genre. Successivamente, ha fondato una sua società che è stata inglobata nell’88 dal gruppo Leslie Fay Corporation. Nel ’92, il suo marchio è uscito di scena. Dal ’93 lavora in proprio come stilista consulente.

Ronis

Willy (1910). Fotografo francese. Impara nello studio paterno dedicandosi al paesaggio e al reportage, attività che riprende dopo la guerra, nel 1945, lavorando per Life, L’Illustration, Point de vue, Le Monde Illustré. Attento osservatore della sua Parigi, realizza un acuto reportage su un popolare arrondissement che esce come volume nel 1954 con il titolo Bellevue-Ménilmontant. Numerosi sono da allora i libri, le mostre personali e collettive, i premi. Considerandosi un autore eclettico, si è dedicato a ogni genere di fotografia compresa quella di moda collaborando con Vogue France.

Roehm

Carolyne (1951). Stilista statunitense. Si è messa in proprio nel 1984, lanciando una linea mirata alle donne in carriera (funzionalità e, insieme, ricercatezza di taglio, di tessuti, di dettagli), e si è ritirata nel ’93. Il mestiere lo aveva imparato studiando moda e costume all’Università Washington nel Missouri e lavorando per dieci anni con Oscar De La Renta. Si dedica alla divulgazione del giardinaggio e dell’arte di disporre i fiori. Nel ’97, pubblica A Passion for Flowers (editore HarperCollins) in cui applica alle composizioni floreali le lezioni apprese in fatto di stile ed eleganza: “Non ti dico quante volte ho visto un abito rovinato a causa di pessimi abbinamenti con gli accessori; per i fiori è lo stesso: anche i fiori più belli non “funzionano” se posti nel vaso sbagliato o su uno sfondo inadatto”. Due anni dopo, è ancora in libreria con Winter Notebook (sempre HarperCollins).