Q-pot

Originalissimo brand giapponese, creato nel 2002 dal designer Tadaaki Wakamatsu. Le sue creazioni consistono in particolarissimi gioielli che prendono ispirazione dalla sfera alimentare: hamburger, cioccolato, fragole, biscotti, realizzati in materiali come argento laccato o PVC, coloratissimi, si trasformano in gustosi e divertenti monili. Il concept che sta alla base di queste creazioni è l’idea che tutti indossiamo gioielli e ornamenti per comunicare qualcosa a chi ci circonda: Wakamatsu decide dunque di creare oggetti volutamente buffi, divertenti, che creino in chi li indossa sentimenti positivi.

Qiu Hao

Stilista cinese molto famoso in patria, è sbarcato a Londra nel 2004 per completare la sua formazione alla Saint Martin. Dopo aver lavorato con Alexander McQueen è rientrato in Cina nel 2006 dove ha creato la sua nuova etichetta molto apprezzata da pubblico e critica per la carica creativa assolutamente nuova con cui affronta un concetto di abito totalmente destrutturato e al di sopra del tempo e delle mode. Nel 2007 Vogue China lo ha invitato alla seconda edizione della mostra “Fashion Art”.

Quant

Mary (1934). Stilista inglese. Protagonista della Swinging London, divide con Courrèges la creazione della minigonna. Nata a Londra, studia al Goldsmith College of Art, dove conosce il suo futuro marito Alexander Plunker Greene (1933-1990). Appena diplomata, apre con lui e con Archie McNair la sua prima boutique, Bazaar, a Kings Road. Era il 1955. Dopo poco comincia a disegnare e produrre abiti in proprio, diventando subito famosa per la sua moda giovane e a buon mercato, che contribuisce ad alimentare il mito della Londra dei Beatles e degli anni ’60. Offriva alle adolescenti, in quel momento già ribelli al costume e al guardaroba delle madri, la possibilità di vestirsi in modo audace e rivoluzionario rispetto al perbenismo formale della generazione che le precedeva: gonne a metà coscia, skinny ribbs, esplosione di colore, collant fantasia. Adotta anche nuovi materiali: il Pvc per una linea da pioggia. Nel ’61, il successo le permette di darsi una seconda ribalta, un nuovo negozio a Londra, e di sbarcare, due anni dopo, negli Stati Uniti con la Ginger Group, che produce capi in grande serie. Nel ’66, fonda la sua industria cosmetica (il logo è una margherita) e viene nominata Ufficiale dell’Impero Britannico. Disegna collezioni per la catena americana di grandi magazzini J.C. Penney, per il Gruppo Puritan e, con il suo marchio, scarpe, biancheria per la casa, tappeti, carta da parati, calze. Regge sull’onda di quella nouvelle vague, rilanciata dal ’68, per una buona parte degli anni ’70. L’onda si attenua, si spegne. Personalmente la stilista tramonta. Ma il Gruppo che porta il suo nome ha sempre un ottimo giro d’affari, anche a riflettori spenti. (Renata Molho)

Quesada

Designer messicana che ha avuto esperienza in etichette di lusso come Alexander McQueen prima di creare la propria griffe. Ispirata dalle proprie origini, sviluppa un concetto puro, femminile e fantasioso nelle sue collezioni. I pezzi hanno colori delicati come rosa, bianco e verde, con un tocco artigianale nei ricami e nei lacci in abiti, gonne e camicie. Il designer vende i suoi pezzi in Messico, Giappone, Dubai e Inghilterra.

Quintè

Negozio milanese di scarpe realizzate su misura con pellami severamente selezionati. Adolfo Quintè, fondatore del marchio, nacque a Lodi nel 1883 ed aprì il suo primo negozio nel 1929 a Milano, in via Paolo da Cannobio. Nel ’30 ne seguì un secondo in via della Spiga che allora non rientrava nella geografia della moda. Suo ammiratore fu Gabriele D’Annunzio che gli fece questa dedica: “Al grande Quintè che con le sue scarpe immortali mi diede modo di assumere il motto di Severo Severi insuetum iter”. Poco prima della guerra, viene aperto un negozio in via Dante e un atelier al secondo piano di galleria del Corso 2. Negli anni ’50, Adolfo viene affiancato nell’attività dal figlio Bassano che intuisce l’importanza del mondo del teatro, dell’avanspettacolo e della lirica: nascono così le collaborazioni con varie compagnie. Frequentano Quintè Maria Callas, Wally Toscanini, Gino Cervi, Wanda Osiris, Frank Sinatra, Gino Bramieri, Walter Chiari, Josephine Baker e il poeta Giuseppe Ungaretti. Oggi, l’insegna Quintè è ancora a Milano, in corso Venezia. (Giuliana Parabiago)