Oliver

André (1932-1993). Stilista francese, braccio destro di Pierre Cardin. Sino alla morte, salvo una breve parentesi di autonomia creativa a New York, ha equilibrato, con la sua moderazione e il suo gusto classico, le invenzioni e l’avanguardia di Cardin. Ha studiato all’Ecole des Beaux Arts di Parigi, è stato assistente dello stilista, ha disegnato le collezioni uomo, ha partecipato, ascoltatissimo, anche alla creazione di quelle femminili.

Overknee

Calze di una volta, in pesante cotone nero coprente, che si fermano sopra il ginocchio, come quelle indossate dalle donne di Egon Schiele o da Silvana Mangano in Riso amaro. Sono tornate di moda, per adolescenti anoressiche, con lunghe gambe magre.

Oltolina

Azienda specializzata in tessuti finissimi per camiceria maschile e femminile. È stata fondata nel 1888, ad Asso, nel Comasco. Produce il marchio Assofil che contraddistingue, ancora oggi, la popeline più conosciuta e apprezzata sul mercato. Attualmente è all’avanguardia anche nella tecnologia e nell’impiantistica, pur mantenendo la tradizione. Realizza prodotti con i migliori filati ritorti al mondo.

Orbace

Antico tessuto ottenuto con lana grezza e spessa. Di aspetto denso e compatto, molto pesante, è originario della Sardegna e, fino a tempi recenti, era realizzato dalle donne dell’isola con lane del gregge, filate e tinte con colori vegetali, soprattutto in nero ma anche in rosso per i costumi tradizionali del luogo, sia maschili sia femminili. Il termine orbace (trasposizione nel dialetto sardo dell’antico vocabolo italiano albagio, dall’arabo al-baz) oggi suona come emblema del ventennio fascista: in orbace erano le uniformi dei gerarchi e dei maggiorenti. Il rustico tessuto conobbe quindi, all’epoca, in obbedienza all’autarchia, un’inedita fortuna. Debitamente alleggerito, fece tuttavia una sporadica ricomparsa in alternativa al loden, negli anni di piombo, gli anni ’70, quando era di moda eclissare di sera le pellicce e indossare mantelli o mantelle. Sul finire di quel decennio lo ripropose anche la moda maschile per il ruggente sportswear.

Organza

Tessuto croccante e scattante, deriva il suo nome dal francese “organdi”, mussola di cotone, sottile, trasparente ma solida, usata nell’800 per le rilegature dei libri. Al finire di quel secolo e all’inizio del ‘900, in genere ancora in cotone ma con un filo di organzino di seta solo nell’ordito, l’organza è di assoluta presenza nella decorazione di abiti importanti da sera o da sposa, in ruches, gale, fasce e guarnizioni di gonne. Dal secondo dopoguerra, grazie alle fibre artificiali e a quelle sintetiche, l’organza diviene tessuto per abiti da cocktail, ricco di colori e disegni, per lo più geometrici, dal rigato al quadrigliato, con trasposizioni naïves o sportive a contrasto con la sua nuova fluidità. Tuttavia, nei frequenti revival della moda recente, l’organza, nelle tinte neutre o pallide dell’800 romantico, è ritornata a ruoli accessori, anche se non come guarnizione ma supporto, in rigide sottogonne per ampie gonne a ruota plissé degli anni ’60.

Orry-Kelly

nome d’arte di John Kelley (1897-1964). Costumista americano. Formò con Bette Davis una delle più celebri coppie star-costumista (come Garbo-Adrian, Dietrich-Banton) dello schermo. Per oltre 30 anni, le sue creazioni influenzarono la moda femminile americana: in particolare gli abiti di Ingrid Bergman in Casablanca furono copiati da milioni di donne. Nato in Australia, arrivò a Hollywood nel 1932 e, grazie al suo amico Cary Grant, entrò alla Warner Bros., dove restò per 11 anni diventando responsabile del reparto costumi. Tra le toilette realizzate per la Davis, le più affascinanti sono quelle che la diva indossa nella Figlia del vento (’38). Molto noto nell’ambiente a causa dell’amore per la mondanità, il caratteraccio e la passione per la bottiglia, ebbe problemi di alcolismo che lo fecero entrare in rotta con la Warner. Passò allora alla Fox, quindi, dal ’50 al ’64, lavorò come free-lance per i maggiori studios (curando sempre gli abiti della Davis). La sua esperienza di Broadway, dove aveva debuttato, gli servì per vestire i grandi musical cinematografici: Un americano a Parigi (’51) e Le Girls (’57), che gli fruttarono due Oscar. Il terzo, lo ottenne per A qualcuno piace caldo (’59).

Outrage

Marchio italiano di moda pronta nato nel 1983 dalla collaborazione tra il giornalista Sergio Vismara e sua moglie Ornella Benedetta. L’azienda, il cui nome ricalca quello di una celebre barca americana, si è fatta conoscere con le felpe. Il primo successo è arrivato negli anni ’80 con quelle dell’America’s Cup. In seguito, la produzione dell’azienda si è allargata all’abbigliamento sportswear metropolitano, al guardaroba per lo sport. Notevole la ricerca dei materiali, soprattutto nella gamma dei tessuti idrorepellenti. Nel maggio del ’99 il marchio è stato acquistato dalla Tomasoni Topsail, che è presente da oltre 25 anni in Italia e in Europa ed è proprietaria tra l’altro della Henry Lloyd. Tomasoni apre all’abbigliamento per sci. Outrage costituisce uno dei brand di punta dell’azienda acquirente. Assieme a North Sails è il marchio che fornisce i migliori risultati, tra i cinque che compongono la squadra Tomasoni per lo sportswear. Nel 2001, ha contribuito per circa il 20 per cento al fatturato totale.

Orlane

Casa cosmetica francese fondata nel 1947 da Guillaume D’Ornano. Dopo aver debuttato nella profumeria, D’Ornano intuisce il crescente interesse verso i prodotti di trattamento e tra il ’48 e il ’50 lancia le prime formule contenenti principi attivi (Crème Astrale, Crème à l’Orange, Crème Active) insieme a un nuovo concetto: la pelle necessita quotidianamente sia di una crema giorno sia di una crema notte. Parallelamente, Orlane rinnova anche la comunicazione pubblicitaria, illustrando per la prima volta la struttura interna della pelle. Tra i successi della casa, tutti caratterizzati da importanti scoperte scientifiche, sono da ricordare: la Crème à la Gelée Royale, Extrait Vital, Hydro-Climat, B21 Bio-Energic. Acquisita nel ’70 dalla Morton Norwich, Orlane passa poi alla Max Factor (mentre Hubert D’Ornano, discendente del fondatore, crea il marchio Sisley) e nell’85 viene rilevata dal gruppo italiano Kelemata. Da un paio di anni, la divisione maquillage si avvale della direzione artistica del truccatore Romualdo Priore.

Orfi

Marchio newyorkese di moda pronta. Significa Organization for Returning Fashion Interest, ma, a differenza di quello che può sembrare a prima vista, non è un’organizzazione di solidarietà ma semplicemente un’etichetta dietro alla quale lavorano tre giovani stilisti newyorkesi, Donald Hearn, Scott Kruger e Ana Gonzales. La filosofia di questo trio è creare abiti ispirati alla vita della strada. Nel 1995, Hearn e Kruger, due architetti appena laureatisi alla Rhode Island School of Design, decidono di aprire uno spazio di arte sperimentale sulla 14th Street a New York. Alla passione per l’arte affiancano da subito una passione per la moda lavorando come consulenti per diversi stilisti. Nel ’98, grazie all’arrivo di Ana Gonzales, il gruppo si dedica completamente alla moda e vara Orfi. La prima collezione era solo maschile e mescolava elementi di abbigliamento formale con lo streetwear. A questa linea successivamente si è affiancata la collezione donna, sempre nello stesso spirito.

Ong

Benny (1949). Stilista inglese di origine asiatica. È noto per i suoi abiti da sera molto femminili. Nato a Singapore, ha studiato alla Saint Martin’s School of Arts di Londra e ha lavorato per numerose aziende, mettendosi in proprio nel ’74.