Oxbow

Azienda francese nata nel 1985 specializzata nella produzione di abbigliamento e accessori sportivi legati alla pratica del windsurf, dello snowboard, della mountain bike e del racing. La distribuzione dei capi prodotti in una gamma assai vasta di colori, materiali, taglie e impressioni personalizzate avviene esclusivamente nei negozi di moda specializzati nei quattro sport, anche se da qualche anno alcuni capi trovano spazi di mercato al di fuori dell’ambito sportivo tecnico. &Quad;Nell’estate del 2003 la Oxbow inaugura una linea di abbigliamento per bambini dai 6 mesi ai 4 anni. Bermuda, magliette, jeans e tutto il corredo da spiaggia, riprodotto in misura small.

Otto

Karla (1954). Esperta di relazioni pubbliche, di campagne pubblicitarie, di eventi, di rapporti con la stampa, nel settore della moda. Tedesca, ha cominciato a lavorare in Italia per Fiorucci e, a Milano, nel 1980, ha aperto un suo ufficio. Da allora, benché abbia anche una sede a Parigi, Milano è il suo centro d’azione. Nella sua scuderia, molte grandi firme dell’alta moda e del prêt-à-porter. All’inizio del terzo millennio amplia ulteriormente il proprio giro di collaborazioni, lavorando tra l’altro al piano di espansione della Sigerson Morrison, per la quale cura l’apertura di una boutique a Los Angeles in West Third Street e di un complesso commerciale a Tokyo, in un’area con più di 200 negozi e ristoranti. Nel 2003, dal suo quartier generale milanese di via dell’Annunciata, Karla Otto continua a occuparsi di lanci e rilanci. Tra i suoi più recenti successi, i lavori svolti per Pucci, Marni e Bally.

Ozbek

Rifat (1953). Stilista turco che all’inizio della carriera ha lavorato anche in Italia, con Walter Albini. Negli anni ’70 è in Inghilterra per studiare architettura, ma lascia per iscriversi alla Saint Martin’s School of Art. I suoi primi abiti, commissionati da una catena di magazzini, sono ispirati all’Oriente. La collezione del debutto è dell’84. Si afferma a livello internazionale a partire dalla seconda metà degli anni ’80, con uno stile multietnico, opulento e fantasioso. Collezioni ispirate spesso all’arte, ma anche al costume: tra i temi più celebri, gli esistenzialisti, gli orientalisti, Capri anni ’50, i balletti di Martha Graham, alcuni film o libri, ma anche idee prese a prestito dallo street style e dal disco-look, ripensate in chiave prêt-à-porter. Nell’87 lancia la linea Future Ozbek. Ma è soprattutto dall’88 — da quando cioè inizia a collaborare con l’italiana Aeffe, azienda che produce e distribuisce le sue collezioni — che Ozbek consolida la sua popolarità e i suoi prodotti sono venduti in tutto il mondo. Affronta gli anni ’90 con una nuova visione: una collezione tutta bianca, ispirata alla New Age, che lo rende uno dei paladini della moda avant-garde internazionale. Sperimenta poi il video come forma alternativa di presentazione delle sue collezioni. Nel ’91 debutta nel calendario degli stilisti milanesi; nel ’94 sfila a Parigi; nel ’96 disegna i costumi per l’apertura dei giochi olimpici di Atlanta, lancia il profumo Ozbek, una linea Rugs and “Kilims” e partecipa infine alla Biennale di Firenze della moda. Nel ’97 debutta sulle passerelle “newyorkesi. Le più recenti collezioni dello stilista turco prendono massiccio spunto dai media, da film, libri e dalla cultura giovanile inglese. Nel 1998 Ozbek partecipa come attore al film Love is the devil, sulla vita del pittore Francis Bacon. &Quad;È un inverno all’insegna della Elvismania quello del 2002: Ozbek partecipa a Londra alla creazione di abiti ispirati alle canzoni del re del rock, in occasione dell’uscita del greatest hits Elv1s. I modelli di Julien Macdonald, Ben de Lisi, Ghost, Rifat e altri vengono messi all’asta da Sotheby’s il 5 dicembre, per raccogliere fondi in favore della Prince’s Fashion Initiative.  Accordo di collaborazione con il fabbricante londinese di tappeti d’arte Christopher Farr e lancio della linea di profumi per donna, Ozbek by Rifat Ozbek.

Olivier Strelli

(1946). Stilista di origini italiane, nasce nel Congo Belga, si diploma in Belgio, frequenta una scuola tessile a Tournai e poi un master alla London School of Economics. Nel 1969 si trasferisce in Zaire, terra che più di tutte lo ha ispirato, in particolare per l’uso dei colori. Dopo quattro anni di apprendistato alla Calico Printers Association, Olivier Strelli torna in Belgio e nel 1974 decide di lanciarsi nel prêt-à-porter e fonda il suo brand, la Nissim s.a., con lo scopo di creare uno stile per l’uomo più colorato, rilassato e casual. Nel 1976 raggiunge la notorietà presentando una linea di camicie a SEHM, andate letteralmente a ruba in breve tempo. Forte di questo successo, introduce i suoi primi abiti da uomo con colori che variano dal ruggine al paglierino e al corallo, che vengono accolti con entusiasmo. Nel 1980 crea la sua prima collezione vera e propria, e nel 1984 fonda la sua prima, esclusiva boutique. Negli anni a seguire le sue creazioni conquistano l’Europa, gli Stati Uniti e l’Oriente. Nel 1988, Strelli e il suo team creano la label “22 October”, studiata appositamente per un target giovane e informale. In seguito debutta anche nella moda donna e bambini e lancia il profumo Strelli. Nel 1989 Sabena Airlines incarica Strelli di ridisegnare le uniformi delle sue hostess. Nel 1999 la Galerie Ravenstein incarica Strelli e altri quindici couturier di far rivivere attraverso i loro abiti i temi cari a Andy Warhol nella mostra Fame On You, un tributo di moda e fotografia a uno dei più grandi esponenti della Pop Art. Attualmente Olivier Strelli ha raggiunto la fama in tutto il mondo ed è considerato uno dei più grandi esponenti della creatività belga nel mondo della moda.

Outerbridge

Paul (1896-1958). Fotografo newyorkese. Studia anatomia ed estetica all’Art Student League, fotografia alla Clarence White School e scultura con Alexander Archipenko. Contemporaneamente lavora come disegnatore, pittore, scenografo e designer. Nel 1925 si trasferisce a Parigi, dove apre un suo studio fotografico e dove frequenta l’ambiente artistico e della moda che ruota attorno a Man Ray e Hoyningen-Huene. Si trasferisce quindi a Berlino e poi a Londra, prima di tornare, nel 1929, a New York dove collabora con le più note riviste di moda, da Vogue ad Harper’s Bazaar. Dal 1943 si trasferisce in California spostando i suoi interessi prima verso il ritratto e infine verso il reportage. Pur avendo in vita pubblicato un solo libro e realizzato una sola mostra, negli anni ’80 è stato riscoperto con numerose esposizioni (fra cui una a San Francisco e una alla Photokina di Colonia) e due monografie.

Ocariz

Miriam (1969). Stilista spagnola. È nata a Bilbao. Laureata in Belle Arti e diplomata in Disegno di Moda alla Scuola Internazionale Lanca della sua città, appartiene alla nuova generazione di spagnole che hanno conquistato la ribalta. I suoi disegni artigianali e ben costruiti trionfano in tutto il mondo. Le sue creazioni sono caratterizzate da un’aria ingenua, con tessuti semi-fiorati o serigrafati. Il suo lavoro consiste nell’utilizzare gli abiti come forma di espressione e di comunicazione, bilanciando tessuti, forme e, in molti casi, disegni. I suoi riferimenti sono l’espressionismo tedesco e l’arte contemporanea. Lavora molto con la seta, il lino, la maglia e il taffettà. (Estefania Ruilope Ruiz)

Ortiz Monasterio

Pablo (1952). Fotografo messicano. Dopo gli studi in economia a Città del Messico e a New York, si trasferisce in Europa dove, a Londra, studia fotografia presso l’Ealing Technical College e il London College of Printing, mentre lavora come assistente di un fotografo di moda. Dopo alcuni viaggi in Europa e Asia, torna in Messico dedicandosi al reportage sociale con una finezza e una ricerca del bello che risentono dell’impronta del fotografo di moda che è stato.