OMSA

Un percorso spianato basato su alti valori: qualità dei materiali tessili, eleganza, sensibilità e fashion. Omsa, infatti, è diventato un punto di riferimento unico nel mondo delle donne.

OMSA

Indice

  1. Le origini
  2. Sviluppo
  3. Comunicazione
  4. Aspetto finanziario
  5. Situazione attuale

LE ORIGINI

Omsa nasce negli anni ’50 e fin dall’inizio si indirizza alle donne in modo positivo. Un percorso spianato basato su alti valori: qualità dei materiali tessili, eleganza, sensibilità e fashion. Omsa, infatti, è diventato un punto di riferimento unico nel mondo delle donne.

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Logo OMSA

Inoltre, è stato il primo brand a posare le basi dell’eleganza, della seduzione e della femminilità. L’attenzione al mercato e la costante ricerca tecnologica hanno preso vita nella nuova collezione, composta da leggins e dalle nuove calze senza cuciture, simbolo di alta praticità. Il brand si è fatto un nome in tutto il mondo, insieme al suo unico stile italiano.

SVILUPPO

L’azienda ha avviato la propria diffusione in un modo particolare. Dalle sue origini in Italia, Omsa si è guadagnato un ruolo primario nei principati mercati globali, soprattutto in Russia. Dall’Italia all’Europa, dagli Stati Uniti all’Asia, il brand si rivolge alle donne di tutto il mondo come al proprio pubblico.

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Collezione calze Omsa 2015-2016

Nel 1992, il brand entra a far parte della compagnia Golden Lady, la quale rivoluziona tutta la sua catena di produzione. Con tecnologie all’avanguardia, il Gruppo è diventato una delle organizzazioni più intraprendenti nell’industria di calzetteria europea. Con un significativo numero di punti di produzione in Italia, in Europa e in particolare nel Medio Oriente, Omsa è un’azienda leader nei canali di vendita di massa e nella distribuzione totale. Per venire incontro ai requisiti dei vari paesi  e ai differenti canali di distribuzione, il brand ha diversificato la sua produzione e ha sviluppato un’ampia selezione di collezioni, dalle linea di alta qualità a prezzi accessibili a prodotti più definiti in microfibra, tutti a prezzi che li rendono competitivi. Il brand punta a prendersi cura delle donne in ogni momento della loro giornata, offrendo loro collezioni classiche e alla moda, così come articoli perfetti per lo sport.

COMUNICAZIONE

Omsa è stata una delle prime compagnie italiane a credere che la comunicazione fosse la chiave per il successo. Da Carosello negli anni Sessanta con le famose gambe delle Kessler alla campagna pubblicitaria “Quante donne ci sono in te?” nel 2002/2004. Il brand, d’altronde, conosce troppo bene il proprio pubblico: tra il consumatore e l’azienda c’è un rapporto descritto da femminilità, sincerità, libertà, autenticità e unicità.

ASPETTO FINANZIARIO

Il brand è posseduto dal Gruppo Golden Lady, un market leader in Italia con uno share del 35% e un giocatore chiave nei maggiori mercati europei, inclusi quelli di Francia, Germania, Spagna e Inghilterra, attraverso i suoi sussidiari e le agenzie di vendita. Una posizione chiave è rappresentata da quella in Russia (specialmente in Ucraina, Bielorussia, Polonia e Slovacchia), grazie a un network di distribuzione locale che ha affermato i prodotti del Gruppo come simbolo dell’eleganza italiana. Golden Lady si è conquistato un ruolo dominante anche nel mercato degli Stati Uniti.

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Autunno Inverno 2017-2018

Il Gruppo ha concluso il 2016 con un fatturato di circa 200 milioni di euro, con un calo rispetto all’anno precedente, che si era chiuso con circa 280 milioni di euro.

SITUAZIONE ATTUALE

Oggi il Gruppo possiede 13 siti di produzione situati in Italia, negli Stati Uniti e in Serbia, con una produzione totale di 400 milioni di calze all’anno, distribuite in 70 paesi di tutto il mondo. Lo spostamento di questa produzione specialmente in Serbia ha generato indesiderate controversie all’interno della compagnia.

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Calze autoreggenti OMSA

Nerino Grassi è il presidente del consiglio di amministrazione e i quartieri generali sono situati a Castiglione delle Stiviere (Mantova).

OSCAR DE LA RENTA

Oscar de la Renta era uno stilista dominicano e americano, nato nel 1932 a Santo Domingo. Viene educato da Cristóbal Balenciaga e Antonio del Castillo. Diventa famoso a livello internazionale negli anni ’60. La sua azienda ha boutique in tutto il mondo, tra cui Harrods a Londra e Madison Avenue a New York.

OSCAR DE LA RENTA

Indice

  1. Storia
  2. L’esperienza in Spagna
  3. L’America
  4. Collezioni
  5. Design Awards

STORIA

Oscar de la Renta era uno stilista dominicano e americano, nato nel 1932 a Santo Domingo. Viene educato da Cristóbal Balenciaga e Antonio del Castillo. Diventa famoso a livello internazionale negli anni ’60, in qualità di uno dei couturiers che veste Jacqueline Kennedy. Lavora inoltre per Balmain e Lanvin. La sua azienda ha boutique in tutto il mondo, tra cui Harrods a Londra e Madison Avenue a New York.

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Firma della Casa di Moda Oscar De La Renta

Oscar nasce da Carmen María Antonia Fiallo, dominicana, e da Óscar Avelino De La Renta, un portoricano che possiede un’agenzia di assicurazioni. I Fiallos, famiglia della madre di Oscar, sono così integrati nella società dominicana da avere tra loro poeti, accademici e uomini d’affari. La loro origine risale alla fondazione di San Carlos de Tenerife da parte dei coloni delle Canarie, nel 1685. Carmen, tuttavia, muore per sclerosi multipla, quando Oscar ha 18 anni.

L’ESPERIENZA IN SPAGNA

Oscar viene cresciuto secondo i precetti della religione cattolica, in una famiglia protettiva nei suoi confronti. A 18 anni, decide di andare a studiare disegno in Spagna, all’Accademia di San Fernando a Madrid. Per guadagnare denaro, disegna abiti per i giornali e per le case di moda. Dopo che la moglie dell’ambasciatore statunitense Francesca Lodge vede alcuni dei suoi schizzi, gli commissiona un abito per la figlia. Quel vestito appare sulla copertina del magazine Life in autunno. In questo periodo, Oscar inizia a interessarsi al mondo della moda e inizia a fare disegni per le case di moda leader in Spagna. Questo lo porta presto a un apprendistato sotto la supervisione di Cristóbal Balenciaga. Nel 1961, Oscar de la Renta lascia la Spagna per diventare couture assistant di Antonio del Castillo per il brand Lanvin, Parigi.

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Oscar De La Renta si occupa anche di scarpe e accessori

L’AMERICA

Nel 1963, de la Renta chiede consiglio Diana Vreeland, l’editrice di Vogue. In quest’occasione, le rivela che vuole avviare un commercio redditizio. Lei replica: “Allora vai dalla Arden, così ti creerai una reputazione più velocemente. Lei non è una stilista, ma ti promuoverà. Altrimenti, sarai sempre eclissato dal nome di Dior.” Di conseguenza, Oscar lavora per la Arden per due anni a New York City, prima di andare a lavorare per la casa di moda americana Jane Derby. Quando la Derby muore nell’agosto del 1965, de la Renta lascia l’etichetta.

Dal 1993 al 2002, il designer si dedica alla collezione haute couture di Balmain, diventando il primo stilista dominicano a disegnare per una casa di moda francese. Nel 2006, de la Renta vira sulle collezioni per spose.

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Collezione spose di Oscar De La Renta

I disegni de la Renta sono stati poi indossati da molte celebrità e personaggi noti. Nel 2003, le vendite del designer crescono a livello internazionale, sotto la direzione del CEO Alex Bolen, da cinque a settantacinque locations. I disegni prêt-à-porter firmati de la Renta sono disponibili negli store, online e nei partner selezionati a livello mondiale.

Nel 2014, il George W. Bush Presidential Centre ospita un’esibizione intitolata Oscar de la Renta: Five Decades of Style, in cui vengono messe in mostra le creazioni per Mrs. Bush e per le first ladies d’America.

COLLEZIONI

Nel 1977, de la Renta lancia la sua fragranza, Oscar, seguita da una linea di accessori nel 2001 e da una linea casalinga nel 2002. La nuova avventura d’affari include 100 forniture per casa per Century Furnitures, in cui sono inclusi tavoli da pranzo, poltrone tappezzate e divani. Nel 2004, il deisgner promuove una linea meno costosa, la O Oscar, sostenendo di voler attrarre nuovi clienti mai raggiunti fino a quel momento.

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Kate Bosworth al Met Gala 2018 con abito Oscar De La Renta

Nel 2006, de la Renta disegna Tortuga Bay, una boutique hotel al Puntacana Resort and Club. L’hotel fa parte della collezione di lusso The Leading Hotels of the World.

DESIGN AWARDS

Nel 1967 e nel 1968, Oscar de la Renta vince il Coty Award, gli Oscar dell’industria del fashion americana. E nel 1973 viene introdotto alla Coty Hall of Fame.

Dal 1973 al 1976 e dal 1986 al 1988, il designer ricopre il ruolo di presidente della CFDA. Inoltre, vince per due volte degli American Critic’s Fashion Award.

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Amal Clooney in un abito Oscar De La Renta per il suo matrimonio

Il talento del designer ha ricevuto molti riconoscimenti internazionali. Per esempio, si è aggiudicato il premio Designer of the Year dal Council of Fashion Designers nel 2000 e nel 2007. Nel febbraio del 1990, in più, è stato insignito del premio Lifetime Achievement Award del CFDA. Il re Juan Carlos di Spagna ha conferito a de la Renta due riconoscimenti: la Medaglia d’Oro delle Belle Arti e La Gran Cruz de la Orden Del Mérito Civil. E il governo francese gli ha riconosciuto la Légion d’honneur come Commandeur.

Nel 1973, Oscar de la Renta è stato nominato nella Best Dressed List Hall of Fame. La Repubblica Dominicana, suo paese natìo, lo ha onorato con l’Ordine di Merit di Duarte, Sánchez e Mella e con l’Ordine Cristoforo Colombo. Il designer ha anche fondato l’orfanatrofio Casa Del Niño a La Romana. Ha inoltre contribuito a costruire una scuola a Punta Cana, vicino alla sua casa, presso il Punta Cana Resort and Club.

Il designer ha mantenuto la doppia cittadinanza, dominicana e americana, ricoprendo il ruolo di Ambasciatore straordinario della Repubblica Dominicana.

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Collezione SS 2018 di Oscar De La Renta

De la Renta è stato membro della commissione della Metropolitan Opera, di Carnegie Halle e di WNET. Ha fatto parte di varie commissioni di istituzioni caritatevoli, come per esempio New Yorkers for Children e la America’s Society. In più, è stato presidente del consiglio di amministrazione dell’istituto spagnolo Regina Sofía. Ha ricevuto anche una laurea ad honorem dall’Hamilton College il 26 maggio 2013.

Nel febbraio 2014, il designer ricrea la sua intera presentazione per la primavera, Designed for A Cure 2014 collection,  per raccogliere fondi per il Sylvester Comprehensive Cancer Center all’Università di Miami.

Nel 2014, Oscar de la Renta è destinatario della Medaglia d’Eccellenza Carnegie Hall.

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Doria Ragland, la madre di Meghan Markle, indossa in abito Oscar De La Renta

 

Oxbow

Azienda francese nata nel 1985 specializzata nella produzione di abbigliamento e accessori sportivi legati alla pratica del windsurf, dello snowboard, della mountain bike e del racing. La distribuzione dei capi prodotti in una gamma assai vasta di colori, materiali, taglie e impressioni personalizzate avviene esclusivamente nei negozi di moda specializzati nei quattro sport, anche se da qualche anno alcuni capi trovano spazi di mercato al di fuori dell’ambito sportivo tecnico. &Quad;Nell’estate del 2003 la Oxbow inaugura una linea di abbigliamento per bambini dai 6 mesi ai 4 anni. Bermuda, magliette, jeans e tutto il corredo da spiaggia, riprodotto in misura small.

Otto

Karla (1954). Esperta di relazioni pubbliche, di campagne pubblicitarie, di eventi, di rapporti con la stampa, nel settore della moda. Tedesca, ha cominciato a lavorare in Italia per Fiorucci e, a Milano, nel 1980, ha aperto un suo ufficio. Da allora, benché abbia anche una sede a Parigi, Milano è il suo centro d’azione. Nella sua scuderia, molte grandi firme dell’alta moda e del prêt-à-porter. All’inizio del terzo millennio amplia ulteriormente il proprio giro di collaborazioni, lavorando tra l’altro al piano di espansione della Sigerson Morrison, per la quale cura l’apertura di una boutique a Los Angeles in West Third Street e di un complesso commerciale a Tokyo, in un’area con più di 200 negozi e ristoranti. Nel 2003, dal suo quartier generale milanese di via dell’Annunciata, Karla Otto continua a occuparsi di lanci e rilanci. Tra i suoi più recenti successi, i lavori svolti per Pucci, Marni e Bally.

Ozbek

Rifat (1953). Stilista turco che all’inizio della carriera ha lavorato anche in Italia, con Walter Albini. Negli anni ’70 è in Inghilterra per studiare architettura, ma lascia per iscriversi alla Saint Martin’s School of Art. I suoi primi abiti, commissionati da una catena di magazzini, sono ispirati all’Oriente. La collezione del debutto è dell’84. Si afferma a livello internazionale a partire dalla seconda metà degli anni ’80, con uno stile multietnico, opulento e fantasioso. Collezioni ispirate spesso all’arte, ma anche al costume: tra i temi più celebri, gli esistenzialisti, gli orientalisti, Capri anni ’50, i balletti di Martha Graham, alcuni film o libri, ma anche idee prese a prestito dallo street style e dal disco-look, ripensate in chiave prêt-à-porter. Nell’87 lancia la linea Future Ozbek. Ma è soprattutto dall’88 — da quando cioè inizia a collaborare con l’italiana Aeffe, azienda che produce e distribuisce le sue collezioni — che Ozbek consolida la sua popolarità e i suoi prodotti sono venduti in tutto il mondo. Affronta gli anni ’90 con una nuova visione: una collezione tutta bianca, ispirata alla New Age, che lo rende uno dei paladini della moda avant-garde internazionale. Sperimenta poi il video come forma alternativa di presentazione delle sue collezioni. Nel ’91 debutta nel calendario degli stilisti milanesi; nel ’94 sfila a Parigi; nel ’96 disegna i costumi per l’apertura dei giochi olimpici di Atlanta, lancia il profumo Ozbek, una linea Rugs and “Kilims” e partecipa infine alla Biennale di Firenze della moda. Nel ’97 debutta sulle passerelle “newyorkesi. Le più recenti collezioni dello stilista turco prendono massiccio spunto dai media, da film, libri e dalla cultura giovanile inglese. Nel 1998 Ozbek partecipa come attore al film Love is the devil, sulla vita del pittore Francis Bacon. &Quad;È un inverno all’insegna della Elvismania quello del 2002: Ozbek partecipa a Londra alla creazione di abiti ispirati alle canzoni del re del rock, in occasione dell’uscita del greatest hits Elv1s. I modelli di Julien Macdonald, Ben de Lisi, Ghost, Rifat e altri vengono messi all’asta da Sotheby’s il 5 dicembre, per raccogliere fondi in favore della Prince’s Fashion Initiative.  Accordo di collaborazione con il fabbricante londinese di tappeti d’arte Christopher Farr e lancio della linea di profumi per donna, Ozbek by Rifat Ozbek.

Olivier Strelli

(1946). Stilista di origini italiane, nasce nel Congo Belga, si diploma in Belgio, frequenta una scuola tessile a Tournai e poi un master alla London School of Economics. Nel 1969 si trasferisce in Zaire, terra che più di tutte lo ha ispirato, in particolare per l’uso dei colori. Dopo quattro anni di apprendistato alla Calico Printers Association, Olivier Strelli torna in Belgio e nel 1974 decide di lanciarsi nel prêt-à-porter e fonda il suo brand, la Nissim s.a., con lo scopo di creare uno stile per l’uomo più colorato, rilassato e casual. Nel 1976 raggiunge la notorietà presentando una linea di camicie a SEHM, andate letteralmente a ruba in breve tempo. Forte di questo successo, introduce i suoi primi abiti da uomo con colori che variano dal ruggine al paglierino e al corallo, che vengono accolti con entusiasmo. Nel 1980 crea la sua prima collezione vera e propria, e nel 1984 fonda la sua prima, esclusiva boutique. Negli anni a seguire le sue creazioni conquistano l’Europa, gli Stati Uniti e l’Oriente. Nel 1988, Strelli e il suo team creano la label “22 October”, studiata appositamente per un target giovane e informale. In seguito debutta anche nella moda donna e bambini e lancia il profumo Strelli. Nel 1989 Sabena Airlines incarica Strelli di ridisegnare le uniformi delle sue hostess. Nel 1999 la Galerie Ravenstein incarica Strelli e altri quindici couturier di far rivivere attraverso i loro abiti i temi cari a Andy Warhol nella mostra Fame On You, un tributo di moda e fotografia a uno dei più grandi esponenti della Pop Art. Attualmente Olivier Strelli ha raggiunto la fama in tutto il mondo ed è considerato uno dei più grandi esponenti della creatività belga nel mondo della moda.

Outerbridge

Paul (1896-1958). Fotografo newyorkese. Studia anatomia ed estetica all’Art Student League, fotografia alla Clarence White School e scultura con Alexander Archipenko. Contemporaneamente lavora come disegnatore, pittore, scenografo e designer. Nel 1925 si trasferisce a Parigi, dove apre un suo studio fotografico e dove frequenta l’ambiente artistico e della moda che ruota attorno a Man Ray e Hoyningen-Huene. Si trasferisce quindi a Berlino e poi a Londra, prima di tornare, nel 1929, a New York dove collabora con le più note riviste di moda, da Vogue ad Harper’s Bazaar. Dal 1943 si trasferisce in California spostando i suoi interessi prima verso il ritratto e infine verso il reportage. Pur avendo in vita pubblicato un solo libro e realizzato una sola mostra, negli anni ’80 è stato riscoperto con numerose esposizioni (fra cui una a San Francisco e una alla Photokina di Colonia) e due monografie.

Ocariz

Miriam (1969). Stilista spagnola. È nata a Bilbao. Laureata in Belle Arti e diplomata in Disegno di Moda alla Scuola Internazionale Lanca della sua città, appartiene alla nuova generazione di spagnole che hanno conquistato la ribalta. I suoi disegni artigianali e ben costruiti trionfano in tutto il mondo. Le sue creazioni sono caratterizzate da un’aria ingenua, con tessuti semi-fiorati o serigrafati. Il suo lavoro consiste nell’utilizzare gli abiti come forma di espressione e di comunicazione, bilanciando tessuti, forme e, in molti casi, disegni. I suoi riferimenti sono l’espressionismo tedesco e l’arte contemporanea. Lavora molto con la seta, il lino, la maglia e il taffettà. (Estefania Ruilope Ruiz)

Ortiz Monasterio

Pablo (1952). Fotografo messicano. Dopo gli studi in economia a Città del Messico e a New York, si trasferisce in Europa dove, a Londra, studia fotografia presso l’Ealing Technical College e il London College of Printing, mentre lavora come assistente di un fotografo di moda. Dopo alcuni viaggi in Europa e Asia, torna in Messico dedicandosi al reportage sociale con una finezza e una ricerca del bello che risentono dell’impronta del fotografo di moda che è stato.

Oudejans

Anne Marie (1964). Stilista olandese. Produce in serie limitatissime, con l’etichetta Tocca. Ha avuto la fortuna di piacere molto ad alcune top model (Claudia Schiffer, Helena Christensen e Naomi Campbell) che spesso indossano i suoi vestiti nella vita di tutti i giorni. Una pubblicità indiretta che l’ha miracolata. Le sue creazioni si distinguono per uno stile giovane. Vive e lavora a New York. Ha sfilato nell’atelier del pittore Julian Schnobel, presentando nel ’99 la linea Loch-Ness Couture, abiti da sera di taglio sartoriale. Esordio nel settore degli accessori, con il lancio della collezione di borse e borsette in suede, pelle e lana. Le collezioni di abiti Tocca per il 2003 sono un singolare mix di Belle Epoque, tardi anni ’60 e balli in maschera. L’intera produzione è distribuita in tutti gli Stati Uniti e in altri 16 paesi.