O’Rossen

Sartoria francese, fondata dai fratelli Stanislav e Louis O’Rossen a Parigi in place VendÂme e attiva dal 1913 agli anni ’40. Louis apre inoltre, nel ’33, un atelier in rue du Faubourg Saint-Honoré, dove crea tailleur e costumi teatrali. Nel ’47, il marchio assottiglia la propria attività ai profumi che saranno rilevati dalla Parfums Jacques Griffe nel ’52.

Ocariz

Miriam (1969). Stilista spagnola. È nata a Bilbao. Laureata in Belle Arti e diplomata in Disegno di Moda alla Scuola Internazionale Lanca della sua città, appartiene alla nuova generazione di spagnole che hanno conquistato la ribalta. I suoi disegni artigianali e ben costruiti trionfano in tutto il mondo. Le sue creazioni sono caratterizzate da un’aria ingenua, con tessuti semi-fiorati o serigrafati. Il suo lavoro consiste nell’utilizzare gli abiti come forma di espressione e di comunicazione, bilanciando tessuti, forme e, in molti casi, disegni. I suoi riferimenti sono l’espressionismo tedesco e l’arte contemporanea. Lavora molto con la seta, il lino, la maglia e il taffettà. (Estefania Ruilope Ruiz)

Occhio di pernice

o all’inglese bird’s eye. Tessuto con un piccolo disegno simile appunto all’occhio di pernice. È un classico dagli anni ’40 in poi, per giacche e paltò da uomo. La superficie è scura con puntini di colore più chiaro, che creano un effetto di irregolarità cromatica. Questo motivo si ottiene con l’armatura “tela a T”, alternando in trama e ordito due fili chiari con due scuri. L’effetto è quello di piccolissimi punti, quasi rotondi, con al centro un punto chiaro su fondo scuro.

Odalisca

È Poiret che ispirandosi ai Ballets Russes di Diaghilev crea l’abbigliamento all’odalisca in occasione di una festa nel suo parco intitolata, appunto, Mille e una notte. In tessuti leggeri e morbidi, in colori forti e vivaci, pantaloni larghi stretti alle caviglie come quelli delle favorite di un harem, turbanti e larghi mantelli da sera. Il nome resta per i pantaloni alla turca o all’odalisca, arricciati o pieghettati, molto larghi, stretti alla caviglia con un elastico o un listino.

Odicini

Andrea. Couturier genovese. Inizia la sua attività nella città natale, dopo una formazione come assistente cabina, disegnatore e ideatore presso grandi creatori di moda del tempo. Apre nel 1976 un atelier a Palazzo Cambiaso, ereditato da Fina Trottmann. Nel 2005, dopo dieci anni di assenza, torna a sfilare nel calendario dell’Alta moda di Roma. Il suo rientro è stato sancito da un evento al Tempio di Adriano, dove lo stilista genovese ha messo in mostra il meglio delle sue tecniche sartoriali, grazie a una collezione sobria e al contempo ricca di volumi e di tessuti preziosi. Andrea Odicini è un monsieur d’altri tempi, schivo, riservato, poco amante della mondanità; per nulla interessato alla ribalta spesso imposta dal suo mestiere, afferma che gli addetti ai lavori devono “sempre rimanere un passo indietro rispetto alla cliente e cercare non di trasformarla per forza in una Greta Garbo, ma di renderla bella per quello che lei è con il massimo della professionalità (…) non con atteggiamenti ed elucubrazioni mentali da movie star”. Odicini non vuole per nessuna ragione “democratizzare” il suo prodotto, infatti le sue creazioni sono vendute esclusivamente nel suo atelier di Genova e in alcune boutique selezionate di Montecarlo, Zurigo, Ginevra, Londra e New York.

Odile Lanµon

Marca francese di prêt-à-porter creata nel 1984 dall’omonima stilista (1949). Propone in particolare tailleur e coordinati estremamente femminili, in toni pastello e materiali naturali, come lino e crêpe di lana. Il percorso della creatrice è esemplare: ha lavorato 4 anni da Promostyl, nel settore tendenze, ed è poi passata da Max Mara per disegnare le collezioni Sportmax.