Normand

Robert (1969). Stilista francese. Si diploma allo studio Berµot a vent’anni e diventa subito assistente di Adeline André. Passa un periodo da Yoneda Kasuko e, per due anni, lavora attivamente da Arnaud e Thierry Gillier dove apprende la base del mestiere e ogni dettaglio della fabbricazione. Nel 1994 è da Dorothée Bis come stilista per l’uomo. L’anno dopo entra alla maison Lanvin. Nel 2001 crea la società che porta il suo nome e diventa consulente per la collezione maschile di Pucci a Firenze. Oggi produce una collezione uomo e donna che porta il suo nome. (Maddalena Fossati) &Quad;Nel 2008 apre una nuova boutique a Parigi, opera dei due designer Anne Pezzoni e Louis Benzoni, situata in Galerie de Valois nel Palazzo Reale. Gli interni sono di ispirazione vintage, con decorazioni tratte dalla Hollywood anni ’30, fantasie anni ’50 e ’60, e pareti ondulate che creano sorprendenti effetti ottici grazie a degli specchi.

Naba

Nuova Accademia di Belle Arti, nasce a Milano nel 1980 per volontà di Ausonio Zappa, di Guido Ballo e Tito Varisco per contestare la rigidità della tradizione accademica e introdurre visioni e linguaggi più vicini alle pratiche artistiche contemporanee e al sistema dell’arte e delle professioni creative. Intorno ad essa si attiva un nucleo di artisti di fama con forte vocazione alla didattica, ma è in particolare Gianni Colombo, artista, progettista e direttore dal 1985 al 1993, a definire la filosofia formativa dell’Accademia. Nell’84, ai precedenti indirizzi di Pittura, Scultura e Scenografia si aggiunge l'”Advertising/Graphic Design” e nell’88 quello di “Moda”. Inizia il processo di internazionalizzazione della Naba che nel 1990 entra a fare parte di Elia (European League of Institutes of the Arts). Fra il 2003 e il 2004 si insedia nella nuova e prestigiosa sede di via Darwin 20 a Milano.

Nakayama

Iwata (1895-1949). Fotografo giapponese. Uscito dalla Scuola di Belle Arti di Tokyo, nel 1918 parte per gli Stati Uniti con una borsa di studio e, nel 1921, apre a New York un suo studio per trasferirsi cinque anni dopo a Parigi in un nuovo atelier dove si occupa di fotografia di moda. Frequenta l’ambiente artistico e conosce Man Ray, le cui ricerche influiscono profondamente sul suo stile, prima legato al pittorialismo poi vicino al fotomontaggio e all’immagine off-camera. Nel 1927 torna in Giappone divenendo un punto di riferimento della fotografia d’avanguardia del suo paese.

Nadia Giani

Stilista milanese, inizia la propria carriera della moda come designer di calzature, attività che porta avanti per alcuni anni e che vede anche una collaborazione con Alberto Biani. Nel 2004 fonda la Luz s.r.l., azienda con cui lancia il suo primo marchio di abbigliamento e accessori, mentre è al 2005 che risale il lancio della linea di T-shirt e tute in ciniglia I LOVE MILANO, il cui successo porterà alla creazione di I LOVE CONVIVIO per CONVIVIO 06, e successivamente di linee analoghe per le città di Roma, Napoli, Palermo e Cortina. Nel 2006 lancia la collezione Nadia Giani fatta di abiti estremamente eleganti e femminili, destinati a una donna cosmopolita, semplice e spontanea. La sua prima collezione primavera-estate viene distribuita con successo in Giappone. Nel 2007 apre a Milano il suo primo concept store, ideato dall’architetto Tito Canela, dove tutto riflette i gusti e le idee della designer; caratterizzato da tinte pastello, luci soffuse e decorazioni floreali, in cui offre alla clientela non solo capi d’abbigliamento ma anche una vasta gamma di accessori, prodotti di bellezza nonché opere d’arte e di design. L’abito in tutte le sue varianti è l’elemento centrale delle collezioni di Nadia Giani, i cui capi, ispirati ad atmosfere vintage, non seguono nessuna moda; ogni pezzo è infatti una vera e propria opera d’arte, prodotto in edizione limitata, curato nel minimo dettaglio, icona di uno stile senza tempo. Dalla primavera-estate 2010, il marchio tornerà a essere distribuito in tutto il mondo, con una collezione di abiti e accessori sempre in limited edition.

Natori

Josie (1947). Stilista americana di origini filippine di biancheria intima ultra glamourous, i suoi capi possono essere portati indifferentemente sopra o sotto gli abiti. Tra i punti forti sono famosi i vestitini sottoveste e i reggiseni ricamati esclusivamente nelle Filippine. Da qualche tempo ha avviato anche una linea maschile. Laureata in economia, ha iniziato la carriera come agente di cambio e consulente a Wall Street. Ma nel 1977, dopo nove anni di alta finanza, ha creato una sua attività puntando tutto sulla biancheria intima di lusso. Possiede due importanti boutique, una a New York e l’altra a Manila. Il presidente Clinton l’ha chiamata a far parte del Small Business Trade Council. Negli anni ’90 ha lanciato anche il profumo Natori riscuotendo un discreto successo. Si aggiudica la prestigiosa Ellis Island Medal of Honour. In collaborazione con l’Asia Society d’America e il Fashion Institute of Technology, tiene un corso di sartoria tradizionale filippina, in cui insegna a utilizzare stoffe come la pina (fibra ricavata dall’ananas) o l’abaca (ottenuta dalla banana). I migliori lavori degli studenti vengono esposti a “Philippine style 2000”. &Quad;2002. Il volume Josie Natori, scritto da Victoria Fung, celebra i 25 anni di carriera della designer. Nel 2008 viene insignita del premio Order of Lakandula, la massima onorificenza civile delle Filippine. Una curiosità: il termine “natori” in giapponese significa “la più alta forma d’arte”.

Nukke-Ja Puku Museum

Museo di bambole e abbigliamento a Hatampaan Kertano in Finlandia. La collezione di abiti e accessori femminili, databili dal 1770 a oggi, conta più di 3 mila pezzi. Quella maschile 1000, quella infantile 7 mila. La provenienza dei capi è varia come la manifattura, ma principalmente europea e americana. L’esposizione di circa 100 pezzi viene cambiata annualmente.

Nannini

Azienda italiana di pelletteria. La società nasce a Firenze nel 1945 su iniziativa di Virgilio Nannini che la dirigerà per oltre 20 anni. Nel ’66 subentrano i figli Ubaldo, Giorgio e Paolo che ancor oggi gestiscono l’azienda, affiancati dal ’92 dalla terza generazione Nannini (Silvia, Paolo, Luca e Sandro). La produzione originale di sole borse si è allargata agli accessori, dalle scarpe agli occhiali, agli orologi, alle sciarpe, ai guanti. Alla prima boutique monomarca fiorentina, si sono aggiunte quelle di Roma, Parigi, Bruxelles, Hong Kong, Tokyo, Osaka, Seul, Aruba nei Caraibi e Giacarta in Indonesia. Dopo gli show room di Firenze, Parigi e Bruxelles, si è inaugurato nel febbraio 2002 quello di Milano in via Lovanio. Il fatturato dell’azienda ha avuto un importante incremento con l’espansione in Oriente iniziata nel ’98. L’apertura sui mercati del Giappone, Corea, Hong Kong (trampolino di ingresso nel mercato cinese) ha portato il fatturato dai 15 miliardi di lire del ’97 ai 23 milioni di euro del 2002, circa 45 miliardi (40 per cento export). Sotto la guida della terza generazione il gruppo Nannini ha sviluppato una maggiore attenzione alla comunicazione della propria immagine, soprattutto per l’espansione nei mercati internazionali e l’esigenza di sviluppare una brand identity decisa e coerente sostenuta dalla pubblicità e dalla forte presenza nella sfera retail.

Nuti

Ilaria (1969). Stilista e imprenditrice. Nata a Vicenza, rappresenta la terza generazione di una famiglia di pellettieri. Oltre all’esperienza maturata nell’azienda di famiglia (la Diana di Vicenza), ha compiuto numerosi stage all’estero, soprattutto a New York. La sua vena creativa l’ha portata, nel 2002, a disegnare una sua personale collezione di borsette in vari pellami. Il modello più famoso è, per ora, la Number One, acquistata anche da Madonna e Rania di Giordania. La stilista ha un suo sito, molto aggiornato e curato dal punto di vista del design, in cui appare anche il suo motto: “A handbag should be suitable to hold a woman’s most intimate emotions” (“Una borsetta dovrebbe poter custodire le emozioni più profonde di una donna”). Oggi dirige l’azienda di famiglia assieme al fratello Federico, e realizza ben undici collezioni diverse di borse, riuscendo a far arrivare le sue creazioni negli Stati Uniti come nel Medio Oriente e nell’Est asiatico.

Nine West

Azienda americana di scarpe. In vent’anni, è diventata un gigante del settore. È la produttrice di borse e scarpe per lo stilista Calvin Klein, ma è anche all’origine di marche come Pied-à-terre, Enzo Angiolini, Easy Spirit e Pappagallo. Fondata nel 1977, si chiamava Fisher Camuto, dal nome dei due soci JerÂme “Fisher” e Vincent Camuto. I due, dal ’68 al ’77, avevano lavorato per la Sumitomo Corporation of America, un importatore di scarpe giapponese che voleva esplorare e sviluppare il mercato brasiliano. Non a caso, la Fisher Camuto ebbe in un primo tempo la sua sede in Brasile. Oggi, il quartier generale è a White Plains nello Stato di New York. La Nine West Group, grazie al contenuto moda, ai prezzi ragionevoli e a una buona qualità, ha potuto operare su scala mondiale. Ora è presente in 42 Paesi e conta oltre 1000 negozi. Dopo il passaggio sotto il controllo del gruppo statunitense Jones Apparel, Nine West inizia il nuovo millennio in espansione. Firma dell’accordo con la Esprit per la produzione e distribuzione di scarpe, borse e accessori in pelle per donna. L’accordo quinquennale prevede la commercializzazione nei department stores e nei punti vendita Nine West di Usa e Portorico.

Noki

Pseudonimo e marchio dello stilista britannico J.J. Hudson. Nasce ad Aberdeen, Scozia, nel 1971. Vive tra Londra e Brighton ed è un’icona del mondo gay, ma non solo. Del suo lavoro di stilista dice che “si basa più su concetti filosofici che di fashion e fashion marketing”. Oltre a disegnare magliette, felpe, jeans e scarpe, lavora anche come artista multimediale. Durante la London Fashion Week del 2002, per esempio, è stata allestita una mostra con alcune sue installazioni. Noki lavora su indumenti imperfetti, usati o in parte sgualciti, e aggiunge particolari: inserti, disegni, applicazioni di vario tipo. I suoi capi quindi, sono tutti, di fatto, pezzi unici, e vengono venduti nei negozi più trendy di Londra. Appassionato dei modelli di scarpe da tennis Adidas anni ’80, si è fatto conoscere grazie a T-shirt su cui appariva il logo della casa tedesca, anche se modificato e in parte coperto, ma comunque riconoscibile; tanto che la stessa Adidas gli chiese di disegnare un modello di scarpe per una “limited edition”. Le creazioni di Noki sono amate da music star come Kylie Minogue e Skin, che è persino salita in passerella a Londra per la sua sfilata Autunno/Inverno 2008/09, nel contesto di Fashion East, la sezione di ricerca della kermesse fashion curata da Lulu Kennedy. Contro l’omologazione del mass-market, a favore dell’individualità, Noki cerca addirittura nei rifiuti la materia prima per le sue creazioni: abiti, T-shirt e jeans di recupero vengono riassemblati dando vita a pezzi one-off di couture surreale e altamente spettacolare.