NEROGIARDINI

NeroGiardini è un brand che fa parte di Bag Spa, una compagnia che produce e vende milioni di scarpe all’anno. Con base a Monte San Pietrangeli (FM), nelle Marche, NeroGiardini è situato nel cuore del distretto di calzature locale Fermo-Macerata, rinomato per la sua tradizione di cuoio fatto a mano.

NEROGIARDINI

NeroGiardini è un brand che fa parte di Bag Spa, una compagnia che produce e vende milioni di scarpe all’anno. Con base a Monte San Pietrangeli (FM), nelle Marche, NeroGiardini è situato nel cuore del distretto di calzature locale Fermo-Macerata, rinomato per la sua tradizione di cuoio fatto a mano.

Indice

  1. Le origini
  2. Sviluppo
  3. Responsabilità sociale
  4. Aspetto finanziario
  5. Situazione attuale 

LE ORIGINI

Nato in una famiglia di contadini nel 1957, Enrico Bracalente lavora duramente nella sua infanzia. Va a scuola di mattina e dopo aiuta i genitori nei campi. Impara il commercio della manifattura di scarpe in una fabbrica di calzature in zona. Presto, dunque, fonda una compagnia di calzature con il fratello Luigi.

mame dizionario NEROGIARDINI logo
Logo NeroGiardini

In un’intervista racconta di aver iniziato nella cantina di una chiesa nel suo paesino. I due fratelli fanno tutto da soli all’inizio, procurandosi i materiali, creando le scarpe (trenta al giorno, in un primo momento) e gestendo le trattative con i grossisti allo stesso tempo. Enrico spiega inoltre che lui e Luigi non avevano risorse finanziarie, quindi, una volta pagati, compravano i materiali e ripetevano il processo di creazione e vendita.

Il punto di svolta per i due arriva quando una compagnia tedesca fa un grosso ordine. In quel periodo, infatti, hanno investito in grandi macchinari e hanno incrementato la produzione. Inoltre, iniziano ad assumere altri lavoratori. Verso la metà degli anni ’80, il loro team è composto da trenta persone. Nel maggio 1998 si verifica un trasferimento di proprietà derivato da uno scontro sulla filosofia del brand, evento che rende Enrico l’unico proprietario. Il nome della compagnia viene dall’eroe di un fumetto, Nero, e dal cognome di un imprenditore nel campo delle calzature proveniente da Vigevano (Giardini).

SVILUPPO

Nato come un piccolo workshop, NeroGiardini si sviluppa nel 1990 e in pochi anni diventa un vero simbolo nel mondo del footwear. Si assicura inoltre un posto nel settore degli accessori di moda. Oggi, le scarpe del brand sono icone fashion che vanno oltre i confini nazionali, proponendosi come portavoce del Made in Italy a livello globale. Infatti, ogni prodotto reca il marchio Made in Italy, essendo stato confezionato attraverso un artigianato specializzato che garantisce l’arricchimento e la protezione del know-how italiano.

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Enrico Bracalente fondatore del brand NeroGiardini

Ogni giorno 15 paia di scarpe NeroGiardini vengono prodotte da Bag Spa, la compagnia che possiede il brand, ai cui vertici c’è Enrico Bracalente, cresciuto nella provincia e allenato a portare le sue splendide scarpe in tutto il mondo. Così è diventato promotore della campagna di protezione del Made in Italy.

La decisione di produrre tutte le scarpe in fabbriche italiane, diversamente da quasi tutti gli altri brand, rende il footwear NeroGiardini un prodotto al 100% italiano, che garantisce posti di lavoro e difende il know-how e lo stile del Made in Italy. A dispetto della produzione tecnologica e industriale di calzature, infatti, il brand cerca sempre di mantenere un’impronta artigianale, oltre al fatto che alcune fasi di produzione vengono eseguite a mano.

RESPONSABILITÀ SOCIALE

NeroGiardini segue la sua tradizione di cercare abili forze lavoro a livello locale e di arricchire le comunità della zona. Il risultato è la fondazione di un programma triennale per “Operatori della Calzatura”. Esso è aperto a studenti dai 16 ai 18 anni che desiderano unirsi alle forze lavoro della compagnia.

Inoltre, il brand ha aperto un asilo per aiutare i propri impiegati, in modo che possano conciliare le loro esigenze famigliari e lavorative.

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Enrico Bracalente all’operatore della calzatura

La chiesa di San Gregorio, distrutta nel 2009 dal terremoto che ha devastato L’Aquila e le aree circostanti, è stata completamente ricostruita grazie agli sforzi di NeroGiardini e di Enrico Bracalente.

ASPETTO FINANZIARIO

Bag Spa, proprietario del brand, ha chiuso il 2017 con un fatturato di 200 milioni di euro, cioè il -4% (circa 8 milioni) rispetto al 2016, ma con esportazioni elevate del 20%.

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Collezione junior 2018 di NeroGiardini

“I risultati del 2017 non sono brillanti – ammette Enrico Bracalente – ma il bilancio annuale è più che soddisfacente. Abbiamo perso 15 milioni di euro in Italia, controbilanciati dall’aumento delle esportazioni, ma abbiamo mantenuto i profitti, forse li abbiamo persino migliorati. Abbiamo investito nel mercato europeo e ne vediamo i primi segni positivi.” Per raggiungere questo obiettivo, il mercato europeo è strategico, “abbiamo bisogno di consolidare i risultati in Italia, dove continuerò la produzione.”

SITUAZIONE ATTUALE

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Campagna NeroGiardini estate 2018

Enrico Bracalente resta il solo amministratore e guida Bag Spa. Oggi la compagnia ha 2000 impiegati locali e produce 18000 paia di scarpe al giorno. La lealtà verso il brand da parte dei clienti sta crescendo grazie alla politica aziendale di produrre solo in Italia, facendo affidamento sull’artigianato, e puntando a migliorare l’economia locale. Altri grandi competitori, invece, stanno trasferendo le loro unità manufatturiere in altre zone per lavorare con minori costi. Sono fatti come questi che definiscono il ruolo del brand nello sviluppo sociale e che lo rendono unico e apprezzato.

 

NARACAMICIE

NARACAMICIE

Indice

  1. Le origini
  2. Sviluppo
  3. Gli anni 2000
  4. Finanze
  5. Situazione attuale

LE ORIGINI

La storia di NaraCamicie inizia nel 1984, quando un imprenditore milanese, Walter Annaratone, grazie all’esperienza della sua famiglia nel commercio, si focalizza sulla possibilità di aprire un franchising di negozi specializzati in camicie. Un prodotto di qualità con un’immagine ricercata troverebbe certamente un posto importante nel mercato italiano e internazionale.

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Logo NaraCamicie

Vengono coinvolti nel progetto due imprenditori molto giovani: Mario Pellegrino, designer e proprietario di Passaggio Obbligato, ed Enzo Pellettieri, proprietario di Camicieria E&G. Le due compagnie, con l’entrata di Walter Annaratone nel capitale sociale, inaugurano la nascita di NaraCamicie.

SVILUPPO

L’avventura del brand nel mondo della distribuzione in franchising inizia più di trent’anni fa, con l’inaugurazione del primo negozio nella milanese via Montenapoleone il 16 gennaio 1984. Questo store è tuttora un punto di riferimento per il network di vendite e per l’immagine del marchio. NaraCamicie inizia a conquistare il mercato estero i primi negozi a Tokyo, Atene e New York nel 1985. Nello stesso anno nasce Nara Idee, l’estensione del brand dedicata agli accessori (cravatte, borse, sciarpe).

Successivamente, nel 1990, nasce Nara Maglie, dedicato alla maglieria sia per uomo che per donna. Quello stesso anno, il brand dà il via a una campagna caritatevole in collaborazione con UNICEF e con la supermodella Alek Wek, “I was born with the shirt they are not!” (“Io sono nato con la camicia, loro no!”). Nel 2000, NaraCamicie provvede a rinnovare l’immagine dei propri negozi, rendendo i decori e gli ambienti minimali ed essenziali, disegnati per evidenziare il prodotto. L’anno successivo, l’azienda s’imbarca in una nuova avventura

GLI ANNI 2000

Il brand festeggia nel 2009 i suoi 25 anni d’apertura con l’inaugurazione di nuovi store in Italia e all’estero, confermandosi come icona indiscussa della camicia italiana. Tra il 2010 e il 211, NaraCamicie consolida il proprio network di distribuzione nel Medio Oriente, attraverso l’apertura di negozi a Teheran, Dubai, Abudhabi e Boha.

Nel 2014, il brand celebra 30 anni di successi creando una limited edition composta da sei camicie di seta organza puramente made in Italy. E nello stesso anno, l’azienda conquista il mercato australiano aprendo un nuovo store a Sydney. All’inizio del 2016, il brand inizia a rinnovare i propri negozi, partendo da quello in via Montenapoleone. Inoltre, il centro commerciale di Arese dà il benvenuto a braccia aperte a un nuovo store del marchio. NaraCamicie, di conseguenza, è ora presente nel più grande centro commerciale d’Italia.

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Alessandra Mastronardi al premio Aphrodite 2017

Lo stilista del brand, Mario Pellegrino, ha ricevuto il premio Mazaresi Excellence il 9 luglio 2016 da Canto del Marrobbio, l’associazione culturale attiva a Mazara del Vallo.

Nell’aprile 2017, il marchio arriva in Colombia, aprendo un nuovo negozio a Medellìn. In giugno, NaraCamicia sponsorizza una serata per donne, Aphrodite Award 2017, che celebra e premia donne provenienti dal mondo del cinema, del giornalismo, della televisione, della scrittura e dello sport.

FINANZE

Oggi NaraCamicie, con i suoi 250 punti vendita italiani e 150 esteri, registra un estratto conto di più di 50 milioni di euro. L’estratto conto del 2015 si aggirava intorno ai 40 milioni. In più, il brand ha guadagnato il 50% dei profitti dalle esportazioni all’estero dal 2013. Ciò lo rende uno dei brand più di successo tra quelli recenti italiani.

SITUAZIONE ATTUALE

Il successo del mercato e dei negozi di NaraCamicie si è diffuso largamente nel Paese e all’estero. Per i recenti restauri dei propri store, il marchio ha ingaggiato gli architetti della C&P di Venezia con l’obiettivo di creare una nuova immagine di vendita. Un progetto che coinvolge tutte le nuove e prossime aperture, inclusa quella al centro commerciale di Arese.

mame dizionario NARACAMICIE walter annaratone fondatore e ceo
Fondatore e CEO di NaraCamicie Walter Annaratone

“Abbiamo coinvolto Luca Cuzzolin ed Elena Pedrina, due architetti abili nel mantenere l’anima del progetto originale, arricchendolo e aggiornandolo con contenuti più attuali”, spiega Walter Annaratone in una nota ufficiale.

NIKE

Marca americana di scarpe sportive, abbigliamento, attrezzature e accessori, fondata all’inizio degli anni ’60 da Phil Knight e Bill Bowman.

Indice

  1. Le origini
  2. Sviluppo del brand
  3. Collaborazioni e sponsorizzazioni
  4. Inaugurazioni 
  5. Il business sostenibile
  6. Situazione attuale

Le origini

Bill Bowman, fondatore di Nike, nel suo negozio
Bill Bowman, fondatore di Nike, nel suo negozio

Nike è un brand americano di scarpe sportive, nato nell’Oregon come Blue Ribbon Sports, nel 1964, per volontà di Phil Knight e Bill Bowerman (morto nel ’99). Nel 1971, divenne la famosa Nike che conosciamo oggi. Nella mitologia greca, Nike è la dea della vittoria e rappresenta il successo in guerra e nelle competizioni sportive. I due famosi motti di Nike sono “just do it” e il famigerato “swoosh”. Nike ha contribuito in modo determinante a imporre come scarpe di tutti i giorni le cosiddette basket, nei loro innumerevoli modelli, colori e tecnologie. Vanta come testimonial Michael Jordan, stella dei Chicago Bulls, uno dei più grandi giocatori di basket di tutti i tempi.

Sin dagli albori, Nike seguì una doppia filosofia, sviluppando calzature innovative e creando una strategia di comunicazione potente ed emotivamente coinvolgente. Nike ebbe grande successo ai Giochi Olimpici di Barcellona (1992): la squadra americana di basket (il famoso Dream Team, composto dai professionisti dell’Nba) calzava scarpe Nike. Inoltre, Ilie Nastase, tennista rivoluzionaria ed eclettica, fu la prima di una lunga lista di atleti che rappresentarono Nike nel corso degli anni. Tutto questo diede a Nike la possibilità di mostrarsi al mondo nella migliore maniera possibile.

Nike fu il primo brand a proporre, agli inizi degli anni ’80, la scarpa adatta per ogni singola disciplina sportiva: jogging, aerobica, body building, running. La decisione che risultò essere decisiva per il successo fu quella di inserire, nulle suole, un’intercapedine d’aria, prendendo spunto dalla tecnologia che dott. Martin già utilizzava. Quest’idea rese le calzature Nike Air leader del settore. A New York, nel cuore di Manhattan, la società aprì un modernissimo show room di più piani, i cui interni sono organizzati secondo i vari sport di cui Nike si occupava.

Sviluppo del brand

Nike Free, scarpe da corsa
Nike Free, scarpe da corsa

Nell’aprile 2002 Nike e Philips annunciarono di aver trovato un accordo per lo sviluppo di apparecchiature elettroniche pensate per l’attività fisica. La collaborazione iniziò a settembre, con il lancio di un lettore cd adatto alle sollecitazioni degli sportivi. Dopo il successo delle scarpe “di rapido utilizzo” senza lacci, nacque la linea di abbigliamento casual Nike Presto. La collezione, ampliata, comprendeva capi d’abbigliamento, orologi e borse.

A giugno, partì l’operazione di franchising del comparto europeo della multinazionale. L’inaugurazione dello store viennese da 350 mq fu la prima di una serie di spazi di prova da inaugurare in Europa nel giro di pochi mesi. La multinazionale intendeva arrivare all’apertura di 100 negozi europei entro il 2008. A dicembre vi fu l’inaugurazione del negozio di Milano, due piani in Corso Buenos Aires. Nel secondo trimestre del 2002, le vendite totali in Europa, Medio Oriente e Africa aumentarono dell’8%. Nello stesso periodo, invece, nel continente americano le vendite calarono dell’8%, sempre in base ai secondi tre mesi dell’anno. Entro il 2003 venne programmato il lancio worldwide delle scarpe per bambini 1-6 anni, ispirate alla serie Bionicle della Lego.

Nike fu tacciata di sfruttamento del lavoro minorile, in più in fabbriche che versavano in pessime condizioni. In risposta alle accuse, Nike annunciò che i programmi futuri sarebbero stati sempre controllati dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro, al fine di prevenire lo sfruttamento dei bambini.

Nel 2004, Phil Knight lasciò la posizione di CEO, rimanendo, però, Presidente. William D. Perez fu la persona scelta per sostituirlo. La società chiuse l’anno con ricavi superiori ai 12,25 miliardi di dollari; fece donazioni significative (37,3 milioni di dollari in contanti) per In-Kind e più di 4.500 dollari a organizzazioni non-profit, anche a sostegno dell’attività fisica giovanile, per garantire alle nuove generazioni non solo divertimento, ma anche e soprattutto la salute.

Nike per lo sport infantile
Nike per lo sport infantile

Un anno dopo, Nike è diventò la prima azienda nel settore sport a divulgare informazioni relative alla sede operativa, al fine di incoraggiare la trasparenza nel settore produttivo. Nello stesso periodo, Rafael Nadal, stella del tennis, divenne nuovo portavoce di Nike. La società introdusse le Nike Free, scarpe da corsa molto minimal, che divennero anche il modello più ammortizzato dell’intero settore sport.

Collaborazioni e sponsorizzazioni

All’inizio del 2006, il William Perez lasciò la sua posizione di CEO. L’essere il più possibile trasparente, impegno che l’azienda da tempo aveva preso, stava rendendo la società la migliore compagnia statunitense e una delle prime 10 al mondo nella classifica del Global Reporters in termini di sostenibilità.

Sports Band, Nike+Apple
Sports Band, Nike+Apple

Dal 2007 Nike sponsorizzò per 5 anni la squadra indiana di cricket, per una cifra di 43 milioni di dollari. Lo stesso anno, Nike diede il benvenuto al nuovo CEO Mark Parker. In questo periodo, Nike collaborò anche con Apple, prima delle numerose collaborazioni con i grandi marchi della tecnologia e della comunicazione. Con Apple Nike produsse Nike+iPod, prodotto in grado di monitorare l’attività sportiva dei runner attraverso il supporto di iTunes e Nike+. A fine anno, Nike introdusse AF 25, dopo ben 25 anni di produzione della linea di calzature Air Force.

Nel 2008 Nike presentò le Air Jordan XX3, scarpe da basket eco-compatibili dalle altissime prestazioni. Nike Considered Design debuttò nello stesso periodo: la collezione fu in grado di fondere magistralmente sostenibilità e innovazione.

Nike Air Jordan XX3, 2008
Nike Air Jordan XX3, 2008

L’azienda, che già da molti anni garantiva ai consumatori prodotti di successo, per la prima volta tenne in considerazione tutti gli aspetti del design e dell’aspetto finale del prodotto, oltre alle caratteristiche tecniche: questo nuovo modo di intendere la progettazione fu esteso a tutte le linee: basket, corsa, calcio, allenamento donna, allenamento uomo e abbigliamento sportivo, come nel tennis e nell’ACG (All Condition Gear).

Nike e Finish Line annunciarono l’apertura di un nuovo tipo di vendita al dettaglio, chiamato Finish Line Ltd Customized, pensato per soddisfare le esigenze dei giovani atleti. Il concept store era nel Chandler Fashion Center vicino a Phoenix, in Arizona.

Grazie a una strategia di comunicazione intelligente ed efficace che coinvolgeva i più grandi rappresentanti delle culture giovanili, grazie all’essere sempre all’avanguardia e grazie ai continui rapporti con artisti, designer e influencer, Nike è riuscita a ritagliarsi un posto importante nell’immaginazione dei consumatori, non più solo sportivi, ma appartenenti a classi assai disparate. La politica di comunicazione del marchio comprendeva anche la creazione di piattaforme web molto attive, destinate a diventare piccole comunità virtuali per gli amanti delle sfide e dello sport.

Inaugurazioni

Nel 2009, Nike inaugurò un flagship store a Tokyo, nel 2011 riaprì lo spazio del 1948 a Londra, chiuso tre anni prima, dove allestì uno spazio che, oltre a garantire le vendite, intrattenesse anche i consumatori.

Nike Lab Tokyo
Nike Lab Tokyo

Il 2014 portò l’apertura di un negozio a Berlino, uno a Rio (dedicato esclusivamente al calcio), uno a San Francisco e uno a Seoul. Furono introdotti molti NikeLab, spazi in cui era possibile trovare sia l’e-commerce che aree creative. Con NikeLab il brand fu in grado di mostrare come interagiva e collaborava con altri innovatori e designer. Nel 2015 vennero introdotti prodotti di supporto sia alla respirazione sia al controllo della temperatura durante l’attività sportiva.

Nike SNKRS App
Nike SNKRS App

La società lanciò sul web una nuova applicazione, SNKRS, che consentiva ai fan di scoprire e acquistare nuovi prodotti. Fu considerata il miglior negozio di sneaker “a portata di mano”. Il brand iniziò a rendersi fautore della sostenibilità ambientalmente: Nike ha speso 50 milioni di dollari in ricerca e sviluppo per sostituire l’azoto al gas che era contenuto nelle suole delle Air Max, che purtroppo aveva contribuito al riscaldamento globale. Con questo cambiamento il brand introdusse Airmax 360. Alcuni anni fa, Nike ha introdotto la possibilità di personalizzare le scarpe: il servizio è disponibile sul sito web e negli store.

Il business sostenibile

Per Nike la sostenibilità giocò un ruolo fondamentale e venne sempre considerata un potente motore per la crescita futura dell’azienda: per oltre un decennio sostenibilità tecnologia e innovazione lavorarono di pari passo, garantendo soluzioni ottimali per atleti, ottime entrate per l’azienda e un continuo rispetto per l’ambiente. Nike si impegnò a ridurre le emissioni di carbonio, assicurandosi che il processo produttivo fosse sempre sostenibile.

Nike Scarpe eco-sostenibili
Nike Scarpe eco-sostenibili

Nel 2016, Nike ampliò la sua base logistica in Europa (50 km da Anversa), utilizzando solo fonti di energia rinnovabili, tra cui turbine eoliche e pannelli solari. Per rimanere in linea con la politica dell’eco-compatibilità, il 95% dei rifiuti, prodotti in loco, veniva sfruttato per creare energia. Oltre a ridurre gli sprechi, nel 2016 Nike migliorò le prestazioni delle Nike Flyknit (da quattro anni sul mercato), ora più leggere e protettive, dalle massime prestazioni e molto sostenibili nel processo di produzione.

Situazione attuale

Nike Campagna pubblicitaria gennaio 2017
Campagna pubblicitaria gennaio 2017

Il 12 febbraio 2017, Nike ha utilizzato il suo logo per presentare un’iniziativa a favore del rispetto e della lealtà durante le attività sportive: lo spot, intitolato “Equality”, vanta Michael B.Jordan, LeBron James e Serena Williams.

Nike ha consolidato il suo business e il suo successo attraverso importanti investimenti nella ricerca di nuove tecnologie per le prestazioni sportive, ricerca in continua evoluzione grazie alle collaborazioni con alcuni tra i migliori atleti di ogni disciplina. Così Nike è diventata azienda leader nella produzione di accessori e abbigliamento per calcio, basket, tennis, skateboard e molto altro. Attualmente, l’azienda conta 5 sedi sparse per il mondo e ben 62,6k dipendenti; i prodotti Nike possono essere trovati in ogni Paese: infatti, sono venduti in addirittura 110k negozi. Durante il 2017 sono stati aperti 931 nuovi Nike store.

NAPAPIJRI

Napapijri è un marchio di abbigliamento sportivo, noto per l’iconica giacca Skidoo ed il logo della bandiera norvegese.

Indice.

  1. Le origini
  2. Il logo
  3. Lo stile
  4. L’iconica giacca Skidoo
  5. Napapijri sostiene l’ambiente
  6. L’espansione del brand
  7. La tecnologia Thermo-Fibre
  8. Collaborazioni
  9. Situazione attuale

Le origini

Napapijri. Intrepidi esploratori.
Intrepidi esploratori.

Napapijri è una linea di abbigliamento sportivo e da montagna che fa capo all’azienda aostana Green Sport Monte Bianco. La storia del brand nasce nel 1987 all’ombra del Monte Bianco, dove il signor Rosset, produttore di borse da viaggio, mostra una nuova sensibilità per l’abbigliamento outdoor. La sua idea è quella di coniugare materiali innovativi con una particolare attenzione per lo stile.

L’iconica Bering Bag è stato il primo prodotto creato da Napapijri. Il nome deriva dal grande ufficiale danese nella Marina Russa, Vitus Bering, che, nel 18° secolo, fu uno dei primi ad esplorare la grande distesa di mare Artico che separa la Russia dal Nord America.

Nel giro di qualche anno, lo stabilimento di Aosta viene affiancato da nuove unità produttive e da numerose joint venture con aziende tecnologicamente avanzate, che permettono al brand di conservare standard produttivi elevati.

Il logo

Napapijri. Il logo.
Il logo.

Napapijri, in lingua finlandese, significa Circolo Polare Artico. Il logo, metà al positivo e metà al negativo, rappresenta graficamente i poli Nord e Sud. La bandiera norvegese, invece, è strettamente collegata al DNA del marchio. La Norvegia, infatti, terra ricca di magnifici paesaggi dalle condizioni estreme, oltre ad essere il Paese più a nord d’Europa, ha anche dato i natali ad alcuni dei più grandi esploratori del 20° secolo.

Lo stile

Giacche, giacconi e maglioni Napapijri sono disegnati in colori tenui che si mescolano direttamente con il paesaggio urbano, quindi sono ideali per la città, ma anche per i viaggi e come abbigliamento da montagna. Lo stile è minimalista, senza loghi o colori eccessivi. Sono indumenti molto facili da abbinare, specialmente per lo stile informale, che va bene nella maggior parte delle occasioni.

Il marchio Napapijri unisce moda e funzionalità. I loro prodotti si possono quindi usare sia per un’escursione pomeridiana nel bosco che per la successiva cena informale al ristorante del posto. Il marchio rappresenta una mentalità globale che incrocia confini, cultura, natura e arte. Fin dall’inizio, l’azienda si è impegnata a coniugare le caratteristiche utili per una passeggiata in montagna con il fascino dell’urban wear.

L’iconica giacca Skidoo

Nel 1990 è nata l’iconica giacca Skidoo. Ancora oggi uno dei capispalla più rivoluzionari mai ideati, la Skidoo ha conquistato il successo affermandosi come un’innegabile icona di stile. Concepita inizialmente come un pullover, questa giacca è accuratamente progettata con un moderno tessuto tecnico, resistente e leggero allo stesso tempo, pensata per garantire la massima protezione dagli agenti atmosferici. Sono questi i dettagli che fanno la differenza.

Napapijri. L'iconica giacca Skidoo.
L’iconica giacca Skidoo.

In seguito, Napapijri amplia la propria produzione dall’abbigliamento agli accessori. Nel 1998 il marchio approda in Giappone, primo passo di un’espansione verso Oriente su cui l’azienda aostana punta molto. Apre poi un negozio a Parigi, nel prestigioso e pittoresco Village Royale. Nel frattempo, la linea Napapijri Geographic, di abiti sportivi, accessori e scarpe per uomo e donna, dal 2000 viene affiancata da Napapijri Kids, un’ottantina di capi unisex per i bambini dai 2 ai 16 anni.

Nel 2003 avviene la collaborazione con Karl Lagerfeld per la creazione di una giacca Skidoo in edizione limitata. Nel 2004, mentre Giuliana Rosset è Amministratore Delegato dell’azienda, il marchio viene acquistato dalla holding statunitense VF Corporation. Quest’ultima,  specializzata in outwear e sportswear, è già proprietaria di Lee, Wrangler, Nautica, Eastpak. In seguito a questo, tutte le attività di progettazione, distribuzione e comunicazione vengono trasferite nel quartier generale di Lugano. Inoltre, grazie agli investimenti sul mercato internazionale, è previsto che, entro la metà del 2004, il fatturato di Napapijri sarebbe arrivato in buona parte dall’estero.

Nel 2005 il brand apre un negozio a Monaco di Baviera, poi, nel 2007, un altro a Berlino, lanciando, per l’occasione, una linea di calzature. Nel 2007 il brand avvia anche la produzione di occhiali da sole, e una riqualificazione della propria identità con l’inaugurazione a Milano di un gallery store in via Manzoni, il quale ospiterà mostre fotografiche ed eventi a tema viaggio e ambiente. Seguirono altre inaugurazioni a Chamonix e a Parigi; il negozio di Tokyo, nell’area di Shibuya, è il primo passo verso l’espansione in Oriente, prioritaria per l’azienda.

Napapijri sostiene l’ambiente

Per celebrare l’apertura del negozio di Milano, nel 2008 Napapijri mette in mostra nel negozio le fotografie  del fotografo/avventuriero Sebastian Copeland, l’ambasciatore ufficiale del brand. Il titolo della mostra è “Antartide: il riscaldamento globale”. Il ricavato della vendita delle fotografie è andato a Global Green USA, il ramo americano della Green Cross International.

Napapijri continua a sponsorizzare le spedizioni di Copeland per fotografare e filmare ambienti a rischio di estinzione per sostenere i viaggi, in modo da sensibilizzare l’opinione pubblica sulle tematiche ambientali e di eco-sostenibilità. Il progetto rientra perfettamente nella filosofia Napapijri.

Napapijri. L'ambasciatore del brand Sebastian Copeland.
L’ambasciatore del brand Sebastian Copeland.

Nel 2009 Andrea Cannelloni diventa presidente di Napapijri e apre il suo 50esimo negozio a Lille, in Francia. L’anno successivo lo stilista giapponese Yoshinori Ono progetta per Napapijri una linea speciale chiamata “Progetto Speciale 66° 33′“, numeri riferiti alla latitudine del Circolo Polare Artico. Nello stesso periodo, il brand inaugura l’on-line store.

Napapijri. Il progetto speciale 66° 33'.
Il progetto speciale 66° 33′.

Nel 2011 il marchio presenta una giacca al costo di 10€ per la campagna Democratic Wear lanciata dai grandi magazzini Coin. Una percentuale delle vendite è andata alla Croce Verde italiana. Nell’estate dello stesso anno Napapijri lancia “The Denim Project“, una capsule collection composta da 5 jeans e una giacca dallo stile “usurato”. Ogni capo è diverso dall’altro grazie alle differenze di vestibilità e di trattamenti. i lavaggi infatti spaziano dal 100% indigo, ai rammendi hand made, alla tecnica dello stone washed per dare un effetto “sporco”. Gli stessi processi di lavorazione sono usati anche per la denim jacket Aijal, dando quel sapore vintage che l’uomo Napapijri, viaggiatore di mondi sconosciuti e ricercatore d’emozioni forti, può interpretare.

L’espansione del brand

Vengono lanciate le collezioni Geographic e Authentic e Napapijri apre le porte al mondo lanciando il suo primo sito web di sito e-commerce. Il 2012 è un anno cruciale per l’azienda, che apre il suo 100esimo negozio a Stoccolma, oltre che un flagship store a Seul.

Napapijri. Il negozio di Sant'Anton in Austria.
Il negozio di Sant’Anton in Austria.

Nel 2013 vengono aperti negozi in due delle mete di montagna europee preferite: a Crans Montana (Svizzera) e a Sant’Anton (Austria). L’anno dopo, nel 2014, il brand collabora con BMW in occasione del 9° anniversario del BMW xDrive Tour in Francia per il drive test su terreni invernali, fornendo al team BMW tutto l’abbigliamento necessario per affrontare le difficili condizioni atmosferiche. Napapijri ha inoltre ampliato il suo network di vendite con l’apertura di un nuovo store nel cuore della principale zona commerciale di Vienna.

Per la collezione Primavera/Estate 2014, Napapijri si sposta dai boschi dell’altopiano Sierra de Urbasa alla valle del deserto di Bardenas Reales. Mescolando elementi del suo DNA con i viaggi mondiali, il brand ha sviluppato un mix convincente tra uno stile colto ed uno più fresco. Nel 2015, con un comunicato stampa ufficiale, Napapijri si impegna nella salvaguardia degli animali e smette di produrre pellicce. A partire dalla collezione invernale vengono usate pellicce sintetiche di alta qualità prodotte dal marchio Canecaron.

La tecnologia Thermo-Fibre

Napapijri. La tecnologia Thermo-Fibre.
La tecnologia Thermo-Fibre.

Per le collezioni invernali, Napapijri adotta la tecnologia Thermo-Fibre, un’alternativa ecologica alla piuma. Questa tecnologia consiste di un finissimo strato di termofibra composto da sfere, coniugate in una consistenza morbida e ovattata, che assicura elevate proprietà termoregolanti, termoisolanti e antibatteriche. In particolare, la speciale termofibra si abbina ai diversi materiali della stagione, presentando Aerons: una giacca multitasking dall’anima high-tech e dal gusto estremamente versatile. Aerons è perfetta per le diverse occasioni, tra impegni cittadini, viaggi ed escursioni.

Collaborazioni

Nel 2016 l’artista olandese, Heleen Blanken collabora con il brand per esplorare la tensione tra l’urbano ed il selvaggio nella sua nuova opera d’arte. Quest’ultima è incentrata sul contrasto tra la distruzione industriale e la bellezza della natura.

Napapijri. La collaborazione con Heleen Blanken.
La collaborazione con Heleen Blanken.

Nel 2017 viene lanciata una capsule collection in collaborazione con la stilista londinese Martine Rose, che prende ispirazione dall’hip-hop anni Novanta. La linea è contemporanea e creativa: un must-have. Grazie all’attenzione e al dettaglio e a i capi oversize, la stilista è riuscita a preservare l’unicità del marchio, imprimendo, allo stesso tempo, la sua impronta. Iniettando una buona done di colore nella collezione, Martine Rose un po’ di contrasto nel mondo Napapijri, da sempre noto per i suoi toni scuri. Il pile arricciato è la nuova dimensione dell’isolamento termico. La collezione mescola le salopette con giacche oversize gialle, blu o nere, basate sul vello riccio di Napapijri.

Napapijri. La capsule collection di Martine Rose, 2017.
La capsule collection di Martine Rose, 2017.

Situazione attuale

Oggi Mariano Rajoy è il Presidente del brand. Per la stagione Autunno/Inverno 2017 il brand lancerà il Superlight Parka utilizzando la tecnologia Thermo-Fibre in collaborazione con la Freudenberg Performance Materials Apparel. Ogni elemento del Superlight Parka è stato studiato per rispondere a qualsiasi necessità quotidiana del consumatore urbano, mantenendo al tempo stesso la performance e il look iconico del classico parka.

Napapijri. Il Superlight Parka per l'inverno 2017.
Il Superlight Parka per l’inverno 2017.

Le due linee Napapijri Geographic e Napapijri Authentic si combinano per costituire due offerte differenti. La prima si basa sul concetto di capi da giorno per l’uso quotidiano in città e nel tempo libero. La seconda invece sottolinea le autentiche origini del marchio ed il suo alto contenuto tecnico e di prestazioni, capace di offrire un utilizzo impeccabile in tutte le situazioni e condizioni atmosferiche. Il migliore esempio della passione Napapijri è l’iconica giacca Skidoo, costantemente rivisitata nel corso degli anni, con colori e materiali sempre nuovi, in modo da perpetuare l’energia di uno stile durevole ma, soprattutto, capace di raccontare una storia.

Attualmente, Napapijri ha una vasta rete di distribuzione con oltre 600 negozi in Italia e partnership in tutto il mondo, controllate da 3 filiali, una negli Stati Uniti, una in Francia e una in Germania.

 

Nadar

(1820-1910). Pseudonimo del fotografo francese Gaspar-Felix Tournachon. Nato a Parigi in una famiglia di stampatori, studia medicina e lavora per diversi giornali sia come scrittore sia come caricaturista adottando per la prima volta il nome di Nadar che poi usa quando inizia a fotografare. Vicino agli ambienti progressisti del movimento socialista e del positivismo, è pioniere della fotografia medica, di quella aerostatica (scattando da bordo di una mongolfiera), del reportage, anche se conquista la fama per la sua straordinaria raffinatezza di ritrattista. Fra le molteplici attività realizzate nel famoso studio di Boulevard des Capucines 35, c’è anche una discreta produzione di fotografie di moda.

Nishijin Textile Museum

Kyoto, Giappone. Esposizione permanente all’interno del Nishijin Textile Center, aperto dal 1976. Traccia la storia di questa particolare tessitura a broccato della seta, tipica di Nishiji, quartiere della città di Kyoto. Un percorso storico dalle origini nel 500 dopo Cristo, attraverso le influenze prima cinesi poi europee con l’arrivo dei telai Jacquard, fino all’istituzione di una associazione di produttori nel 1883. Si cerca di mantenere viva un’importante tradizione locale tramite mostre, dimostrazioni pratiche e sfilate.

Nú Un

Semestrale francese di moda maschile molto apprezzato dai bibliofili per la grafica, la carta e le foto. Pubblicato tra il 1957 e il 1967 dall’Associazione francese per l’eleganza maschile, raccoglie i principali produttori francesi di abbigliamento per uomo come Armorial, Dial, Eminence, McDouglas, Mossant, Noblet. Ogni numero è a tema, dall’automobile alla vita in città alle varie realtà che circondano l’uomo. Le novità stagionali della moda sono illustrate con disegni o con foto a colori di alta qualità scontornate su fondo bianco.

Nylstar

Azienda di fibre sintetiche specializzata nelle microfibre di nylon in filo continuo: super opache di mano dolce, o classiche e brillanti, o quasi naturali. “Nylstar” produce la fibra comfort antistress Meryl Souple come aggiornamento della Meryl: elevato assorbimento di umidità e vapore corporeo, alta capacità di eliminazione della elettricità statica. Non fa scintille, scarica i campi magnetici. È della stessa azienda la fibra elastomera Élite, che ha un potere elastico all’interno del tessuto: lo arriccia. La tipologia media dell’elastomero è invece di gomma fredda, ha un certo peso, è contenitivo. Élite garantisce tessuti con recupero di forma, non costrittivi, che non si diradano alla tensione. Per l’elasticità sono sufficienti in un tessuto mischie di questa fibra tra il 3 e il 30 per cento. &Quad;2009. Dopo una grave crisi produttiva, l’azienda ha chiuso i battenti in Europa, ma continua la sua attività negli Stati Uniti, dove proprietaria è la holding finanziaria JP Morgan Chase.

Nelly Rodi

Bureau de Style che porta il nome di chi, dopo trent’anni di esperienza nel mondo della moda e dell’industria tessile e dell’abbigliamento, lo ha fondato a Parigi nel 1985. Vi lavorano venticinque persone fra stilisti, sociologi e designer che analizzano in maniera permanente i continui cambiamenti nei settori di competenza dell’agenzia: abbigliamento, bellezza e casa. Oltre a pubblicare stagionalmente dei quaderni di tendenze per ognuno dei settori, l’ufficio offre consulenze per la creazione delle collezioni, consigli per la distribuzione, strategie promozionali, redazioni di cataloghi, servizi di ufficio stampa e relazioni pubbliche.

Nattier

Industria tessile di Trivero nel biellese. Prima di chiudere, è stata determinante per i successi della moda italiana. La conduceva Vittorio Azzario. Fu tra le prime, se non la prima, a produrre i tessuti double face che hanno fatto la fortuna di Mila Schön. È stata una provvida alleata per tutti i grandi stilisti degli anni ’60, a cominciare da Paco Rabanne.