Naba

Nuova Accademia di Belle Arti, nasce a Milano nel 1980 per volontà di Ausonio Zappa, di Guido Ballo e Tito Varisco per contestare la rigidità della tradizione accademica e introdurre visioni e linguaggi più vicini alle pratiche artistiche contemporanee e al sistema dell’arte e delle professioni creative. Intorno ad essa si attiva un nucleo di artisti di fama con forte vocazione alla didattica, ma è in particolare Gianni Colombo, artista, progettista e direttore dal 1985 al 1993, a definire la filosofia formativa dell’Accademia. Nell’84, ai precedenti indirizzi di Pittura, Scultura e Scenografia si aggiunge l'”Advertising/Graphic Design” e nell’88 quello di “Moda”. Inizia il processo di internazionalizzazione della Naba che nel 1990 entra a fare parte di Elia (European League of Institutes of the Arts). Fra il 2003 e il 2004 si insedia nella nuova e prestigiosa sede di via Darwin 20 a Milano.

Nadar

(1820-1910). Pseudonimo del fotografo francese Gaspar-Felix Tournachon. Nato a Parigi in una famiglia di stampatori, studia medicina e lavora per diversi giornali sia come scrittore sia come caricaturista adottando per la prima volta il nome di Nadar che poi usa quando inizia a fotografare. Vicino agli ambienti progressisti del movimento socialista e del positivismo, è pioniere della fotografia medica, di quella aerostatica (scattando da bordo di una mongolfiera), del reportage, anche se conquista la fama per la sua straordinaria raffinatezza di ritrattista. Fra le molteplici attività realizzate nel famoso studio di Boulevard des Capucines 35, c’è anche una discreta produzione di fotografie di moda.

Nadia Giani

Stilista milanese, inizia la propria carriera della moda come designer di calzature, attività che porta avanti per alcuni anni e che vede anche una collaborazione con Alberto Biani. Nel 2004 fonda la Luz s.r.l., azienda con cui lancia il suo primo marchio di abbigliamento e accessori, mentre è al 2005 che risale il lancio della linea di T-shirt e tute in ciniglia I LOVE MILANO, il cui successo porterà alla creazione di I LOVE CONVIVIO per CONVIVIO 06, e successivamente di linee analoghe per le città di Roma, Napoli, Palermo e Cortina. Nel 2006 lancia la collezione Nadia Giani fatta di abiti estremamente eleganti e femminili, destinati a una donna cosmopolita, semplice e spontanea. La sua prima collezione primavera-estate viene distribuita con successo in Giappone. Nel 2007 apre a Milano il suo primo concept store, ideato dall’architetto Tito Canela, dove tutto riflette i gusti e le idee della designer; caratterizzato da tinte pastello, luci soffuse e decorazioni floreali, in cui offre alla clientela non solo capi d’abbigliamento ma anche una vasta gamma di accessori, prodotti di bellezza nonché opere d’arte e di design. L’abito in tutte le sue varianti è l’elemento centrale delle collezioni di Nadia Giani, i cui capi, ispirati ad atmosfere vintage, non seguono nessuna moda; ogni pezzo è infatti una vera e propria opera d’arte, prodotto in edizione limitata, curato nel minimo dettaglio, icona di uno stile senza tempo. Dalla primavera-estate 2010, il marchio tornerà a essere distribuito in tutto il mondo, con una collezione di abiti e accessori sempre in limited edition.

Naf Naf

Marchio francese di moda pronta. All’inizio era Naphtaline, nient’altro che una boutique aperta a Parigi nel 1973 dai fratelli Gérard e Patrick Pariente. Il successo arriva cinque anni dopo, quando Gérard e Patrick (nati a Tunisi nel ’50 e nel ’55) presentano la prima collezione Naf Naf. Da allora un’escalation nel mondo della moda grazie, prima di tutto, alla ricerca nella scelta dei tessuti, dai cotoni stampati a quelli stropicciati e tinti con effetti sbavati, fino al matelassé antifreddo, ma grazie anche all’attenzione per il rapporto qualità-prezzo. &Quad;Allo scoccare del 25ú anniversario, Naf Naf imprime una decisa virata, bandendo l’immagine giocosa dei primi anni, mandando in pensione il logo del porcellino in favore di un’attitudine più adulta. Cambia lo stile d’arredamento dei punti vendita, cambia anche il target e Naf Naf si rivolge ora con maggior attenzione a un pubblico femminile dai 18 ai 25 anni. &Quad;Nel ’95, inaugurazione di due megastore sugli Champs-Elysées e a Les Halles. Subito dopo è la volta di Nizza e nel 1997 di Mosca. &Quad;I prodotti dell’azienda parigina sono diffusi in 27 Paesi del mondo, in 20 nazioni europee. Sono 138 i megastore in Francia. &Quad;Nel 2007 il brand, proprietario anche di Chevignon, Chevignon Kids e Naf Naf Enfant, viene acquisito dal gruppo francese Vivarte, che avvia un’opera di riposizionamento del marchio a partire dalle collezioni e dalle aperture di nuovi retail. Con la collezione Primavera/Estate 2008 infatti, viene presentata una seconda linea, oltre a quella principale, e viene rispolverato il tradizionale logo del maialino, omaggio alle origini del brand e protagonista delle campagne pubblicitarie. Nel settore retail, Naf Naf registra un’espansione soprattutto nell’Est europeo, con aperture in Lettonia, Romania, Bulgaria e tre boutique in Ucraina a partire dal 2008. Oltre ai tradizionali mercati elettivi, Naf Naf concentra il suo interesse anche in Asia, Estremo Oriente ed Emirati Arabi.

Nagasawa Yoichi

(1957) Stilista giapponese. Diplomato nel 1980 alla Mode Fashion Academy, diventa braccio destro di Tokyo Kumagai fino a divenire capo stilista di tutte le linee del marchio, lavorandovi fino al 1987. Nel 1992 debutta con un brand che porta il suo nome, vincendo il premio Mainichi Fashion Award destinato ai giovani designer, e viene nominato direttore artistico del settore abbigliamento Muji. Debutta alla settimana della moda di Parigi nel 1997, e viene incaricato di disegnare le uniformi della Japan Asia Airlines. Crea una linea ecologica per il brand Aeon Corp e dal 2002 disegna la linea di abbigliamento maschile e femminile per New Balance. La sua attività di stilista non si esprime solo sulle passerelle, ma anche in numerose esibizioni museali a lui dedicate, per la visionarietà delle sue creazioni a metà strada tra indossabilità e scultura artistica.

Naj-Oleari

Azienda tessile italiana, fondata nel 1916 da Riccardo Naj-Oleari. Fino agli anni ’70 produce principalmente tessuti grezzi per abbigliamento sacro. Successivamente, sotto la guida della terza generazione, i fratelli Angelo, Riccardo e Giancarlo, comincia la produzione di stoffe stampate e tessuti impermeabilizzati per ombrelli. È del ’75, l’apertura del primo negozio a Milano. In quegli anni, parallelamente a Laura “Ashley”, l’azienda cavalca la moda dei tessuti a piccoli disegni fantasia. Nel ’96, viene acquisita dal gruppo biellese Bottega Verde”. Attualmente vengono prodotti tessuti di cotone stampati, abbigliamento bimbo e una linea di oggettistica, borse e cartoleria. Sono quattro i negozi monomarca in Italia. &Quad;La produzione si è allargata, ai profumi, alle creme di bellezza, agli occhiali da sole, agli ombrelli e persino a una speciale sedia ergonomica. &Quad;Nel 2006 la produzione si estende alle calzature donna e bambino.

Najar Jean-Paul

(1948) Stilista di origini argentine naturalizzato francese. Dopo aver studiato Economia a Parigi rivela la sua personalità poliedrica diventando creatore di moda, fotografo, pianista, collezionista d’arte. Il suo stile è fortemente legato a un’immagine di donna moderna, spigolosa, i suoi abiti sono multipli di cerchi, quadrati e rettangoli: figure geometriche che una volta indossate si trasformano in strutture morbide, plastiche, quasi drappeggiate. I colori rimandano a una densità pittorica, sono decisi, creano forti contrasti cromatici: neri accostati a rossi, gialli, rosa. Tessuti e colori superbi, forme geometriche semplici ed essenziali creano un look estremamente femminile per una donna che si possa riappropriare della sua gestualità, attraverso la consapevolezza del corpo e della sua sensualità. Nel 1985 disegna assieme a sua moglie, ex modella, una collezione di cappelli che viene segnalata dal Women’s Wear Daily; nel 1986 realizza una linea di modisteria per Emmanuelle Khanh e una collezione d’alta moda che segna l’abbandono del fashion design. Nel 1988 apre per breve tempo una boutique.