LACOSTE

Azienda francese di abbigliamento fondata nel ’33 dalla tennista Rene Lacoste e da André Gillier. Famosa per il logo a coccodrillo, sempre presente sulla polo.

Indice

  1. Le origini: Rene Lacoste
  2. Nasce la Polo
  3. La moda sportiva
    1. Il guardaroba preppy
  4. Direttore creativo: Christophe Lemaire
  5. 75° anniversario
  6. Direttore creativo: Felip Oliveria Baptista
  7. Lacoste è rilevata da Maus Freres
  8. Il logo all’80° anniversario
  9. Situazione attuale

Le origini: Rene Lacoste

Lacoste Il fondatore Rene Lacoste
Il fondatore Rene Lacoste

L’azienda nacque con René Lacoste (1904-1996), tennista che, durante le partite, indossava un piccolo coccodrillo ricamato sulla tasca della giacca e per questo vinse il soprannome de “il coccodrillo”. Non si seppe mai il perché del coccodrillo, forse per il suo essere agguerrito o forse per una scommessa con il capitano il cui premio era una valigia in pelle di alligatore. In ogni caso, Lacoste ha fatto suo il soprannome, al punto di farselo ricamare sul blazer, dando il via a una vera e propria leggenda.

Nasce la Polo

Nel ’26 Lacoste, votato alla comodità e praticità, adottò la maglietta a maniche corte per giocare. Da allora, il suo stile divenne quella che conosciamo come eleganza funzionale. Nel ’33 René Lacoste si ritirò dal tennis, fondò La Société Chemise Lacoste con André Gillier e disegnò e decise di produrre un maglione a maniche corte con bottoni in cotone piqué bianco, con un piccolo coccodrillo verde ricamato sul lato sinistro del petto. Il capo ebbe subito grande successo nell’ambito dell’abbigliamento sportivo, soprattutto per tennis e golf, grazie al disegno asimmetrico con schiena più lunga rispetto al fronte, che permetteva all’indumento di rimanere ben rimboccato all’interno dei pantaloni anche durante movimenti ampi e vigorosi.

Lacoste Polo bianca con logo a coccodrillo
Polo bianca con logo a coccodrillo

Nel ’41 Lacoste fu nominato presidente della Fédération Française de Tennis; nello stesso periodo la linea d’abbigliamento si vestiva di colori vivaci, si allargava alle scarpe da ginnastica e all’abbigliamento bambino.

Nel ’63, Bernard Lacoste rilevò la gestione dell’azienda dal padre René: sotto la sua direzione l’azienda crebbe incredibilmente. Basti pensare che se nel ’63 le maglie Lacoste erano prodotte in soli 4 colori, nel ’67 erano diventati 21, per uomo, donna e bambino. Nel ’63 si stimò la vendita di circa 300.000 capi.

La moda sportiva

Il successo e la fama arrivarono negli anni ’60, quando la moda sportiva divenne molto popolare. Il marchio raggiunse l’apice della popolarità negli Stati Uniti durante la fine degli anni ’70 e divenne elemento distintivo del guardaroba preppy negli anni ’80 (già menzionato nel Manuale preppy di Lisa Birnbach del 1980).

Lacoste Campagna pubblicitaria 1976
Campagna pubblicitaria 1976

Creatività e innovazione sono sempre state parole chiave per Lacoste. Nel ’70 Ruben Torres divenne fashion designer dell’azienda: raggiunse molti eccellenti obiettivi in questo periodo, tra cui la creazione della memorabile campagna pubblicitaria “Crocodiles”, l’inaugurazione della prima boutique di Avenue Victor Hugo a Parigi e il lancio della collezione di profumi tanto leggeri e gioiosi quanto lo era l’immagine del brand.

Nell’86 Guy Paulin divenne il nuovo fashion designer. Il mondo stava cambiando rapidamente: nel ’96 venne inaugurato il sito web Lacoste sotto la direzione di Gilles Rosies come fashion designer (in carica dal ’94). L’azienda aveva iniziato a introdurre altri prodotti: shorts, profumi, occhiali da sole e non, scarpe da tennis, scarpe da passeggio, scarpe da camminata, orologi e articoli in pelle.

Il guardaroba preppy

Lacoste Campagna pubblicitaria Crocodiles
Campagna pubblicitaria Crocodiles

Lacoste, nota per il logo-coccodrillo, ha molti altri elementi chiave nel suo dizionario: strisce, blocchi di colore, piping, maglioni a costine, punch (il materiale per manico per racchetta da tennis), il monocromatico e il pattern a rete (della racchetta). Lo stile è adatto alle persone con un guardaroba preppy, amanti del tennis o del golf.

Direttore creativo: Christophe Lemaire

Nel 2000 Christophe Lemaire, “studente” di Christian Lacroix, divenne direttore creativo di Lacoste: ebbe l’arduo compito di portare il brand verso la modernità, senza dimenticarsi delle fondanti radici sportive. Prese il posto di Gilles Rosier, che aveva allargato le linee produttive del coccodrillo. Ma fu con l’arrivo di Christophe Lemaire che Lacoste approdò a New York City (2003).

Lacoste Christophe Lemaire
Christophe Lemaire

Venne firmato un accordo con Samsonite per la produzione e la distribuzione di articoli in pelle. La diversificazione era trasversale rispetto alle altre tre aree di business: activewear, che rappresenta il 20%, abbigliamento sportivo al 60% e abbigliamento Club. Nel 2001 il fatturato consolidato è stato di € 850 milioni, + 8% rispetto al 2000: il 75% era rappresentato dall’abbigliamento.

Nel maggio del 2002 gli occhiali Lacoste puntarono al mercato brasiliano. Il gruppo L’Amy, che produce e distribuisce gli occhiali da coccodrillo, firmò un accordo di licenza di distribuzione e produzione con Technol Group, produttore di occhiali sudamericano. Quell’anno furono venduti 600.000 articoli in pelle (10 milioni di euro).

Nel gennaio 2003 la società aprì un negozio sulla Fifth Avenue, a New York. A fine 2003 il marchio era distribuito in 120 paesi, contava 718 boutique a marchio proprio (433 in Europa, 156 in Asia e 129 in America), la maggior parte delle quali in franchising. Il 65% di Lacoste era nelle mani della seconda generazione della famiglia Lacoste; il restante 35% in quelle della società francese Devanlay, che produceva e distribuiva anche abbigliamento. Nei 10 anni precedenti, il tasso di crescita annuale rimase costante intorno all’8-12%, trasformando il brand in uno stile di vita. La shirt, tuttavia, rimaneva l’articolo più venduto, ancora prodotta come in origine, utilizzando 38,63 miglia di cotone egiziano o peruviano e  bottoni madreperla. Il mercato italiano era al terzo posto per importanza, con circa 70 milioni di euro di fatturato.

Lacoste Sneaker 1963
Sneaker 1963

Lacoste rilanciò la sua “scarpa da tennis 1963” con colori e motivi nuovi e contemporanei: questo stile venne definito “RENÉ”, in omaggio all’inventore. Nel 2006, venne creata la fondazione René Lacoste: l’obiettivo era quello di sostenere e finanziare progetti dedicati ai bambini, incentrati sull’idea di trasmettere i buoni valori attraverso lo sport.

75° anniversario

Lacoste 75° anniversario, il futuro del tennis
75° anniversario, il futuro del tennis

Nel 2008 Lacoste celebrò il suo 75° anniversario: per festeggiare i tre quarti di secolo di attività, Lacoste pensò ad una campagna il cui tema era il tennis nell’anno 2083 (alias in 75 anni). Venne trasmesso, su di un televisore 3d, il video di un tennista “spaziale” che, con nuove mosse e tecniche, giocava il suo game in un campo tutto del futuro. Un altro video, invece, vide il campione di tennis Andy Roddick descrivere il suo punto di vista sullo sport, esplorandone la storia passata, presente e possibile futura. Altri video trattavano lo stretto rapporto tra il brand e il tennis, vagliando i cambiamenti e le possibilità future che Lacoste, forza trainante dello sportswear, aveva e avrebbe garantito a tale sport.

Direttore creativo: Felipe Oliveira Baptista

Nel 2010 lo stilista portoghese Felipe Oliveira Baptista diventò il nuovo fashion designer di Lacoste, offrendo la sua reinterpretazione dei valori del marchio.

Lo stesso anno, per promuovere un’innovazione costante e all’avanguardia, Lacoste creò un laboratorio insieme al fashion designer Christophe Pillet.

Nel 2011 Lacoste inaugurò nuovi negozi monomarca a Parigi e ad Amburgo, su progetto dello stesso Pillet. 53 erano i milioni di prodotti venduti nei 1.165 negozi e negli oltre 2.000 reparti di 114 paesi: l’azienda dichiarò ufficialmente che, ogni secondo, venivano venduti due “coccodrilli”.

Lacoste è rilevata da Maus Freres

A novembre 2012 Lacoste venne definitivamente rilevata dal gruppo svizzero Maus Frères. Nello stesso periodo il brand aprì una boutique a Parigi interamente dedicata alla donna. Altre furono le inaugurazioni: il primo negozio a Shibuya (Tokyo), seguito da quello di Miami e da un nuovo flagship store a Knightsbridge (Londra). Una nuova strategia di pubblicizzazione sui social garantì a Lacoste molta più visibilità: 10 milioni diventarono i follower del profilo Facebook del brand.

Il logo all’80° anniversario

Lacoste Logo per gli 80 anni di Lacoste
Logo per gli 80 anni di Lacoste

Nel 2013, in occasione dell’80°anniversario di Lacoste, l’azienda non solo presentò una nuova collezione esclusiva di articoli di lusso, ma decise anche di disegnare un nuovo logo celebrativo. La collezione, realizzata in collaborazione con Maison Francaises, ricopriva una gamma molto ampia: da articoli di pelletteria, ai gioielli, a prodotti gastronomici da forno. Lacoste stava producendo di tutto, dai borsoni agli eclairs: l’intero set venne messo in mostra a Colette, famoso concept store di Parigi, a partire dal 10 giugno.

Nel 2014 Lacoste divenne partner ufficiale della squadra olimpica e paraolimpica francese.

Nel 2016 Lacoste aprì un nuovo flagship store nel World Trade Center di New York, subito seguito da uno a Parigi.

Situazione attuale

A febbraio 2017, per l’85° anniversario di Lacoste, il brand ha annunciato che, invece che alla settimana della moda di New York, presenterà la collezione primavera/estate 2018 alla settimana della moda di Parigi. Il tennista Novak Djokovic è stato nominato ambasciatore del marchio: questa carica si basa su di un contratto quinquennale, secondo il quale il campione apparirà in molte, se non tutte, campagne pubblicitarie.

Lacoste Campagna pubblicitaria 2017
Campagna pubblicitaria 2017

Oggi il brand, in continua evoluzione, è sempre fresco e dinamico, proprio come l’aveva concepito il suo ideatore e fondatore. In un mondo in cui il “casual Friday” è diventato più un “casual everyday”, Lacoste spopola con il suo stile casual elegante. Anche le collaborazioni per il brand sono sempre pianificate e fonte di rinnovo, come l’ultima con Supreme, che ha dimostrato come Lacoste sia sempre in grado di stare al passo con i cambiamenti repentini della nostra epoca.

RALPH LAUREN

Ralph Lauren è un brand americano fondato nel 1967 dall’omonimo stilista. Leggi la storia del marchio che ha creato le mitiche Polo, dalle origini a oggi.

Indice.

  1. Le origini.
  2. Lo stile.
  3. L’espansione del brand.
  4. Ralph Lauren nel cinema.
  5. Premi e donazioni.
  6. Situazione finanziaria.
  7. Gli anni recenti.
  8. Situazione attuale.

Le origini.

Ralph Lauren è uno stilista americano nato con il nome Ralph Lipschitz nel Bronx, New York. Impara il mestiere da autodidatta, lavorando tra il 1956 e il 1966 come commesso, compratore e rappresentante in vari grandi magazzini di New York. Tra essi: Alexanders stores, Allied stores, Bloomingdale’s, Brooks Brothers e la Rivetz di Boston. Nel frattempo, segue corsi serali di business management al City College di New York.

Dizionario della Moda Mame: Ralph Lauren. Lo stilista nel suo ufficio, 1978.
Lo stilista a lavoro nel suo ufficio, 1978.

Nel 1967 disegna per la ditta Beau Brummel una collezione di cravatte fatte a mano firmata Polo. Il loro enorme successo porta, un anno dopo, alla fondazione del marchio indipendente Polo by Ralph Lauren. Il brand esordisce con una collezione di abbigliamento maschile sartoriale.

Dizionario della Moda Mame: Ralph Lauren. La prima collezione di cravatte.
La prima collezione di cravatte.

Lo stile.

Fin dall’inizio, il suo stile interpreta il passato con romanticismo. Mescola le tradizioni dell’aristocrazia inglese, e soprattutto la figura dell’impeccabile duca di Windsor, con le star della vecchia Hollywood, come Cary Grant e Fred Astaire.

Ralph Lauren inizia a disegnare pensando allo sport, ai safari africani, alle vacanze nel New England.

“Il mio obiettivo nella moda è quello di raggiungere il sogno dei sogni: la realtà più bella che si possa immaginare”.

Crea così uno stile ormai riconosciuto come tipicamente americano. Disegna per i wasp (white anglo saxon protestants, i bianchi borghesi d’America). Il suo stile, però, piace in tutto il mondo, desideroso di una fetta dell’American Dream.

L’espansione del brand.

Nel 1971 Ralph Lauren lancia la prima collezione di moda femminile, Contemporaneamente introduce nella maglieria il celebre logo del giocatore di polo a cavallo. Lo stesso anno apre la sua prima boutique a Beverly Hills in California e un corner da Bloomingdale’s a New York. Nel 1981, invece, inaugura il primo negozio internazionale a Londra. Qualche anno dopo, nel 1986, apre lo show room di New York, nell’ex residenza Rhinelander a Madison Avenue. Il negozio riflette il suo modo di pensare alla moda e alla vita, proponendo eleganza intramontabile e altissima qualità che dura nel tempo.

Dizionario della Moda Mame: Ralph Lauren. La prima collezione Donna.
La prima collezione Donna.

Nel frattempo, le linee di abbigliamento sono cresciute a una ventina, e comprendono uomo, donna, ragazzi e bambini. Di successo inoltre i diversi profumi e la linea per la casa. Vengono prodotte inoltre su licenza diverse linee di accessori.

Ralph Lauren nel cinema.

Molti i suoi interventi nel mondo del cinema. Nel 1973 veste Robert Redford nella versione cinematografica del Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald. Nel 1977 lancia una vera e propria moda con il film Io & Annie di Woody Allen. Veste la protagonista Diane Keaton con abiti maschili: giacche e pantaloni in morbidi tweed, camicia e cravatta, gilet e cappelli di feltro. Il tutto è abbinato in modo sensuale, ironico e totalmente nuovo.

Dizionario della Moda Mame: Ralph Lauren. Diane Keaton nel film Io & Annie.
Diane Keaton nel film Io & Annie di Woody Allen.

Premi e donazioni.

Nel corso della sua carriera, Ralph Lauren ha ricevuto una lunghissima serie di premi e riconoscimenti. Tra questi, una laurea ad honorem in lettere umanistiche dalla Brandeis University nel 1996. I suoi capi fanno parte della collezione permanente del Fashion Institute di New York. Nel 1983 il Denver Art Museum di Colorado ha dedicato una retrospettiva al suo lavoro. Molto importante è il coinvolgimento dello stilista in cause umanitarie, con notevoli donazioni per la ricerca contro l’Aids e il cancro. Nel 1998 offre 13 milioni di dollari per il restauro della prima bandiera americana, la “star spangled banner”.

Nel 1997 l’azienda viene quotata alla Borsa newyorkese. Due anni dopo acquisisce la Club Monaco, rivenditori canadesi di moda al dettaglio, per 52,5 milioni di dollari. Si afferma così come una delle potenze internazionali nel campo del prêt-à-porter. Nel 2000, Ralph Lauren acquista l’azienda licenziataria per l’Europa, la Poloco di Parigi, per un valore di 200 milioni di dollari.

Nel 2001 Lillian Wang von Stauffenberg e Lauren DuPont sono nominate come nuove stiliste della collezione donna. Nel primo semestre dell’anno, l’azienda ha raggiunto un fatturato di 989,3 milioni di dollari (+3,8% rispetto al 2000). L’utile netto è pari a 125,1 milioni di dollari. Le vendite globali hanno raggiunto a livello retail i 2,6 miliardi di dollari. L’azienda consegue negli Stati Uniti il 78,1% delle vendite; in Giappone ed Europa rispettivamente il 10% e il 7,3%. Gli abiti e le scarpe griffati Ralph Lauren sono prodotti prevalentemente in Italia.

Sempre nel 2001 viene fondata la Ralph Lauren Polo Foundation. Lo stilista lancia l’iniziativa Pink Pony, per aumentare la consapevolezza sul cancro al seno. Durante la sfilata della primavera 2002 le modelle hanno indossato le magliette Pink Pony, con un grande logo rosa, divenuto simbolo della campagna.

Dizionario della Moda Mame: Ralph Lauren. La sfilata con magliette Pink Pony, 2002.
La sfilata con T-Shirt Pink Pony, 2002.

Situazione finaziaria.

Nel febbraio 2002, il Gruppo sfila per la prima volta con la collezione uomo a Milano. Il quartiere generale, in via San Barnaba 27 (architetto Mino Fiocchi), è la riproduzione esatta della casa dello stilista. A dicembre Ralph Lauren, 25 anni dopo avere siglato un accordo di licenza con Seibu, riprende il controllo in Giappone, acquistando il 50% della società operante con licenza generale. L’investimento totale è di 70 milioni di dollari.

Dizionario della Moda Mame: Ralph Lauren. Il negozio in via san Barnaba a Milano.
Il negozio in via san Barnaba a Milano.

Nel 2004 lo stilista apre il suo primo negozio monomarca a Milano, in via Montenapoleone. Lo stesso anno, lo stilista lancia la linea Rugby, una collezione completa per ragazzi di età compresa tra i 16 e i 25 anni. La linea si ispira ovviamente all’omonimo sport. Ad ottobre apre il primo negozio Rugby a Boston. Con più di 20 collezioni, 265 negozi in tutto il mondo, e con vendite pari a 8 miliardi di dollari, Ralph Lauren mira a raggiungere, nei 5 anni successivi, un fatturato di un miliardo nel solo continente europeo. Nel 2005 le vendite aumentano del 38%, con una notevole crescita dei profitti. Il nuovo anno inizia inoltre con un aumento delle entrate, che salgono a 74,8 milioni di dollari.

Dizionario della Moda Mame: Ralph Lauren. La linea Rugby.
La linea Rugby.

Gli anni recenti.

Nel 2006 Ralph Lauren apre il suo più grande negozio a Omotesando, Tokyo, 2230 mq di esposizione dell’intero mondo Ralph Lauren. Nel 2007 vengono aperti due monomarca a Mosca. L’anno successivo, l’azienda entra nel settore di gioielli ed accessori grazie alla collaborazione con Swiss Luxury Goods Group e la partnership continua ancora oggi. Un’altra collaborazione, terminata nel 2012, è quella con JC Penney per il lancio della collezione Ralph Lauren Home. Nel 2008 ancora una volta Ralph Lauren si conferma sponsor ufficiale di Wimbledon, il torneo di tennis più esclusivo al mondo, e dedica una collezione a quest’evento.

Nel 2009 avviene il lancio della linea sofisticata Black Label, oltre che della collezione “Pink Pony”, dedicata ai bambini. Per quanto riguarda la linea Donna, invece, nel 2010 Ralph Lauren lancia la linea Lauren, composta da borse ed accessori. L’ultimo pezzo forte è la Ricky Bag, nata nel 2016 ed ispirata alla moglie dello stilista. Il modello è provvisto di luce interna LED con batteria ricaricabile e di porta USB per ricaricare i dispositivi elettronici. Grazie al suo design unico, questa collezione è stata esposta al Museum of Fine Arts di Boston.

Dizionario della Moda Mame: Ralph Lauren. La Ricky Bag.
La Ricky Bag.

Alla fine del 2015, Ralph Lauren si dimette ufficialmente dal suo ruolo di CEO, ma rimane Presidente e capo Direttore Creativo dell’azienda. Al posto dello stilista, prende il posto di CEO Stefan Larsson, svedese, che prima aveva ruolo esecutivo all’interno di Old Navy e Gap. Purtroppo dopo un anno Larsson si è dimesso dopo aver avuto dei disaccordi con Lauren su come rilanciare il brand nella nuova era. Attualmente lo stilista è alla ricerca di un amministratore delegato.

Situazione attuale.

Nel corso degli anni, Ralph Lauren non ha mai smesso di immaginare il futuro. Nel 2016, durante la settimana della moda di New York, ha collaborato con Periscope, la app livestream di Twitter, realizzando la prima sfilata livestream visibile sugli schermi di Manhattan, di Piccadilly Circus a Londra e sull’account Periscope dell’azienda. In continua espansione, Ralph Lauren ha oggi più di 500 punti vendita diretti ed accordi di licenza in tutto il mondo.

Dizionario della Moda Mame: Ralph Lauren. La campagna Polo 2017.
La campagna Polo 2017.

Data la giovane età del brand, Ralph Lauren è stato scelto per vestire la squadra olimpica del Stati Uniti in quasi tutte le competizioni. Lo stilista ha anche disegnato abiti per i funzionari del governo. Durante le elezioni americane del 2016 ha disegnato abiti per la campagne sia dei Democratici che dei Repubblicani.

 

LOUIS VUITTON

Louis Vuitton è una valigeria e casa di moda francese. Leggi la storia dell’azienda dalla nascita della celebre tela “monogram” ad oggi.

Indice.

  1. Le origini.
  2. Il primo negozio a Parigi.
  3. Il figlio Georges e il nipote Gaston.
  4. La tela Monogram.
  5. Le valigie personalizzate.
  6. Louis Vuitton si fonde con Moët-Hennessy.
  7. Marc Jacobs.
  8. La crescita del marchio.
  9. Nuove collezioni e campagne.
  10. Lo stile.
  11. Gli anni recenti.
  12. Situazione attuale.

Le origini.

Nel 1835, Louis Vuitton (1821-1892), all’età di quattordici anni, lascia Anchay, il suo paese natale sulle montagne della Jura, nella Francia orientale. Intraprende un lungo viaggio a piedi, giungendo a Parigi due anni dopo. per Parigi e, nella capitale francese, si specializzò nel preparare le valigie della ricca società. Al suo arrivo viene assunto come apprendista imballatore da Romain Maréchal, il cui lavoro si basava sulla produzione di scatole e casse utilizzate per imballare oggetti di uso quotidiano e grandi armadi.

Dizionario della Moda Mame: Louis Vuitton. Un ritratto di Louis Vuitton.
Un ritratto di Louis Vuitton

Il primo negozio a Parigi.

Contemporaneo di Charles Frederick Worth, l’inventore dell’alta moda, Louis Vuitton inaugura, nel 1854, la sua prima valigeria a Parigi in rue Neuve-des-Capucines. Il negozio comincia presto ad attirare l’ammirazione della società alla moda, proponendo bauli leggerissimi in legno di pioppo e bagagli più in linea con i nuovi mezzi di trasporto. I suoi progetti sono ergonomici, realizzati per essere resistenti e leggeri.  Con la perfezione del suo baule piatto decreta l’inizio della valigeria moderna. Nel 1859 apre ad Asnières un atelier che è anche abitazione familiare. Ancora oggi, Asnières è il simbolo del successo commerciale e personale della famiglia di Louis Vuitton.

Dizionario della Moda Mame: Louis Vuitton. L'atelier storico di Asnières.
Lo storico atelier di Asnières

La sua abilità viene notata dall’imperatrice Eugenia di Montijo, che lo chiama per occuparsi dei suoi bagagli. Questa esperienza gli fa intuire il decisivo tramonto dei vecchi bauli dal coperchio bombato, tipici dell’epoca delle diligenze.

Il figlio Georges e il nipote Gaston.

Louis Vuitton innova continuamente tessuti e modelli, per proteggere i prodotti dalle contraffazioni. Nel 1875, la creazione del primo baule-guardaroba verticale, con ogni parte accuratamente progettata, garantisce il successo di un’azienda già specializzata nel viaggio. Il resto della storia sarà scritta da suo figlio Georges e suo nipote Gaston-Louis.

Nel 1886, il lucchetto con serratura a cilindro è una grande invenzione, permettendo al cliente di aprire ogni bagaglio con una sola chiave. Due anni dopo, nel 1888, viene creata e registrata la celebre tela Damier. Nel 1892 Louis Vuitton muore e la società passa nelle mani del figlio Georges e del nipote Gaston-Louis.

Dizionario della Moda Mame: Louis Vuitton. Il lucchetto con serratura a cilindro.
Il lucchetto con serratura a cilindro

La tela Monogram.

Georges, seguendo le orme paterne, crea nel 1896 la tela “Monogram“, contraddistinta dalle iniziali LV, a garanzia dell’autenticità. Georges brevetta inoltre le sacche di stoffa e di cerata, come la “steamer bag”. Gaston, nipote di Louis Vuitton, oltre a seguire la produzione, colleziona oggetti da viaggio e vecchi bagagli dal XVI al XIX secolo. Questi oggetti rappresentano ancora oggi  un prezioso fondo del Musée des Arts Décoratifs de Paris.

Dizionario della Moda Mame: Louis Vuitton. La tela Monogram.
La tela Monogram.

Le valigie personalizzate.

Louis Vuitton ha realizzato modelli unici al mondo, combinando innovazione e stile e sempre puntando ai più alti standard qualitativi. Bauli e valigie hanno conquistato l’alta nobiltà e i grandi del secolo: il principe d’Egitto Youssouf Kemal, il sultano Ismaïl Pacha, molti reali europei non viaggiavano mai senza bagagli creati espressamente per loro.

Dizionario della Moda Mame: Louis Vuitton. Il baule guardaroba.
Il baule guardaroba

Per Luigi Barzini e Scipione Borghese, che, nel 1907, diedero vita al raid automobilistico Pechino-Parigi, la casa ha studiato valigie impermeabili. Il baule dell’esploratore Savorgnan de Brazza ospitava anche un letto da campo. Quello della cantante lirica Lily Pons poteva racchiudere ben 36 paia di scarpe, mentre quello del direttore d’orchestra Léopold Stokowski conteneva un secrétaire munito di un tavolino e di scaffali per riporre libri e spartiti. Ancora oggi, la maison è in grado di soddisfare ordini personali grazie agli esperti artigiani che lavorano nel laboratorio.

Dizionario della Moda Mame: Louis Vuitton. Il baule di Léopold Stokowski.
Il baule di Léopold Stokowski.

Nel 1914 Georges Vuitton apre un negozio sugli Champs Élisées, in un palazzo Art Nouveau, che è diventato il simbolo storico dell maison. Negli anni successivi il brand cresce e diventa puro lusso. Nel 1983 Louis Vuitton diventa partner dell’America’s Cup e nasce la prima edizione della Louis Vuitton Cup.

Louis Vuitton si fonde con Moët-Hennessy.

Dal 1959, il campo di produzione si amplia per comprendere una linea di borse, piccola pelletteria e accessori. Nel 1987 Louis Vuitton si fonde con Moët-Hennessy, diventando il colosso multinazionale LVMH, leader mondiale dei prodotti di lusso. La prima acquisizione importante è quella di Givenchy, l’anno seguente. Nel 1989 Bernard Arnault diventa presidente. A partire dal 1993 la LVMH acquisisce: Christian Lacroix, Emilio Pucci, Kenzo, Fendi, Michael KorsDonna Karan, Bulgari e Loro Piana.

Nel 1996 il brand celebra i 100 anni. Per l’occasione vengono chiamati alcuni tra i più celebri stilisti (Azzedine Alaïa, Manolo Blahnik, Helmut Lang, Isaac Mizrahi, Romeo Gigli, Vivienne Westwood e Sybilla) per creare un’edizione limitata dei pezzi più iconici della maison.

Dizionario della Moda Mame: Louis Vuitton. La borsa creata da Romeo Gigli per il centesimo anniversario.
La borsa creata da Romeo Gigli per il centesimo anniversario della maison.

Marc Jacobs.

Nel 1997 l’americano Marc Jacobs viene nominato direttore artistico della maison e lancia subito la prima linea prêt-à-porter. Lo stesso anno l’azienda lancia una linea di «City Guide», delle guide di lusso delle maggiori città del mondo (Berlino, Atene, Londra, Mosca, Roma e Parigi).

Dizionario della Moda Mame: Louis Vuitton. Marc Jacobs.
Marc Jacobs.

L’anno seguente viene introdotta la linea Uomo. Il lavoro di Marc Jacobs consiste nel modernizzare il marchio, conferendogli un aspetto modaiolo che non aveva mai avuto prima. Passo fondamentale in questa direzione è la collaborazione con artisti come Stephen Sprouse e Takashi Murakami, i quali rielaborano il classico logo LV con brillanti modifiche. Grazie anche alle campagne pubblicitarie, in cui iniziano a comparire celebrità come Madonna e Jennifer Lopez, il brand diventa un’ispirazione agli occhi di un pubblico molto vario.

Dizionario della Moda Mame: Louis Vuitton. Le City Guides.
Le City Guides.

La crescita del marchio.

Il brand apre megastore a Londra e a New York e, nel 2000, un flagship store ad Hong Kong. Nel 2001 il fatturato è di 3612 milioni di euro, l’anno successivo sale a 4194 milioni di euro. Tutti i mercati sono in crescita: Europa (+8%), Usa (+12%), Giappone (+15%). A fine anno i negozi monomarca sono 299. Di questi, 7 nuovi: uno a Tokyo, due tra Kobe e Osaka, Mosca, Amsterdam, Macao e un altro in Germania. Una trentina di negozi sono rinnovati e allargati.

Dizionario della Moda Mame: Louis Vuitton. Il negozio di Singapore Marina Bay.
Il negozio di Singapore Marina Bay.

Dal dicembre 2002 Yves Carcelle è il nuovo presidente. Nel 2003 Louis Vuitton è presente in 50 paesi nel mondo, e vende esclusivamente attraverso oltre 300 negozi di proprietà, tra cui il primo in India, a Nuova Delhi. A settembre 2004 viene ristrutturato il negozio di Shanghai, il più grande nell’area dell’Asia Pacifica. Serge Brunschwig, a capo dell’area del sud-est asiatico, afferma:

“I mercati futuri sono l’India ed il Sud Africa. Stiamo preparando grandi operazioni marketing e nuove aperture. In questo modo, creiamo un impatto emotivo ed iniziamo ad introdurre l’universo Louis Vuitton nelle nicchie di lusso dei nuovi mercati consumatori”.

Nel complesso, il marchio ha 335 negozi di proprietà in tutto il mondo.

“Per segnare i 150 anni dell’azienda, abbiamo accelerato il progetto di espansione con 21 nuove aperture, dal New York Building sulla 5th Avenue di Manhattan, fino a Osaka e Shanghai”.

Nuove collezioni e campagne.

Nella campagna 2005, la nuova testimonial è l’attrice Uma Thurman. A luglio dello stesso anno continua il processo di diversificazione del marchio francese. Dopo aver lanciato una linea di gioielli, viene introdotta anche la collezione eyewear. La Zeiss viene scelta come partner per produrre lenti ad alta protezione.

Dizionario della Moda Mame: Louis Vuitton. La campagna pubblicitaria con Uma Thurman.
Uma Thurman nella campagna pubblicitaria 2005.

Nel 2006 Louis Vuitton lancia nuove borse iconiche, tra cui la Nomad in pelle, la linea Monogram Mini Lin, la linea Damier Azur, oltre ad una nuova collezione di lucchetti. L’azienda pubblica inoltre il libro Louis Vuitton – Icons con le Edizioni Assouline. Vengono inaugurate le Louis Vuitton Houses a Manhattan, New York e Taiwan.

Nel 2007 viene inaugurata la mostra Takashi Murakami in contemporanea con l’apertura di un negozio Louis Vuitton in un museo. Lo stesso anno avviene anche un’iconica collaborazione tra Marc Jacobs e Richard Prince. Viene creata la ‘Ultimate Travel Bag’ e debutta la campagna pubblicitaria Core Values con Andre Agassi, Steffi Graf, Catherine Deneuve e Mikhail Gorbachev. Quest’anno ha visto inoltre l’apertura del primo negozio Louis Vuitton a Cipro.

Dizionario della Moda Mame: Louis Vuitton. La collaborazione con Richard Prince.
La collaborazione con Richard Prince.

Nel 2008, all’interno della linea Damier, viene lanciata la collezione Graphite Damier. L’azienda festeggia il decimo anniversario delle “City Guides“. Sofia Coppola e Stephen Sprouse vengono omaggiati rispettivamente a Tokyo e a New York. Nel 2009 ad Auckland, in Nuova Zelanda, si svolge la regata Louis Vuitton Pacific Series. La mostra Takashi Murakami apre al Guggenheim di Bilbao.

Lo stile.

Fedele al suo patrimonio, Louis Vuitton ha aperto le porta ad architetti, artisti e designer.  Ha inoltre sviluppato i settori ready-to-wear, scarpe, accessori, orologi, gioielli e cancelleria. Questi prodotti accuratamente creati testimoniano l’impegno della maison per l’artigianato.

Dizionario della Moda Mame: Louis Vuitton. L’artigianalità di Louis Vuitton.
L’artigianalità di Louis Vuitton.

Il successo di Louis Vuitton si basa sulla grandezza dello stile francese, che riconosce la bellezza di un oggetto nella sua funzionalità e nella sua mobilità. Louis Vuitton ha portato il suo design unico nel mondo, combinando innovazione e stile, mirando sempre alla migliore qualità.

La politica commerciale di Louis Vuitton si basa sull’esclusività, anche per combattere i crescenti tentativi di falsificazione; per questo i prodotti della casa di moda si possono acquistare solo ed esclusivamente nei monomarca o sul sito ufficiale. L’attenzione del brand non si limita al fashion system. Interessata alle nuove realtà, Louis Vuitton possedeva uno spazio culturale al numero 101 degli Champs Élysées (oggi non più aperto), dove permetteva ai giovani artisti di proporre e promuovere la loro arte.

Gli anni recenti.

Del 2010 è la pubblicazione del libro 100 Malles de Légende grazie al quale si potrà ripercorre, con più di 800 fotografie, la storia di Louis Vuitton attraverso le leggende e le avventure che ha vissuto.

Dizionario della Moda Mame: Louis Vuitton. Il libro 100 Malles de Légende.
Il libro 100 Malles de Légende.

L’anno successivo viene sviluppata, in collaborazione con Apple, la App per iPhone Amble. “Vedere il mondo attraverso gli occhi di Louis Vuitton“: questo è il motto del brand proposto ai viaggiatori raffinati di ogni parte. Il successo è inarrestabile. Inoltre, la linea di guide di lusso “City Guides” viene aggiornata nel 2011 ad una nuova versione che comprende città nuove e inaspettate, come Porto Cervo, Beirut, Courchevel, Gstaad, Oxford, Palma de Mallorca e Thessaloniki.

Il 2014 è un anno di svolta, quando Marc Jacobs viene rimpiazzato da  Nicolas Ghesquière nel ruolo di direttore creativo delle collezioni Donna. Kim Jones è invece il direttore creativo delle collezioni Uomo dal marzo 2011.

Situazione attuale.

Dizionario della Moda Mame: Louis Vuitton. La sfilata Primavera/Estate 2017.
La sfilata Primavera/Estate 2017.

Il brand ha un valore stimato di venti miliardi di dollari ed è al numero 19 nella lista dei 100 brand più prestigiosi al mondo per Forbes.

Oggi l’azienda rimane coerente con lo spirito del suo fondatore, Louis Vuitton, che ha inventato la vera “Arte del Viaggio”, attraverso bauli, borse e accessori che fossero al tempo stesso creativi, eleganti e pratici. L’audacia ha da sempre plasmato la storia del brand.

Attualmente, il direttore creativo rimane Nicolas Ghesquière per la Donna.

CHRISTIAN LOUBOUTIN

Christian Louboutin, il creatore dell’iconico stiletto dalla suola rossa. Leggi la storia del designer dagli esordi al successo mondiale.

Christian Louboutin, il creatore dell’iconico stiletto dalla suola rossa

Indice

  1. Giovane ribelle
  2. Il lancio
  3. Louboutin Red
  4. La crescita del marchio
  5. Situazione attuale

Giovane ribelle

Christian Louboutin, disegnatore di scarpe francese, è nato a Parigi nel 1964. Il suo elemento iconico è lo stiletto dal tacco a spillo con la suola rossa. Inizia ad essere affascinato dalle scarpe già all’età di 12 anni, quando visita il Museo Nazionale delle Arti d’Africa e d’Oceania. Qui vede un cartello che proibiva alle donne di indossare tacchi a spillo per entrare nell’edificio, onde evitare di danneggiare il pavimento di legno. Quest’immagine ha ispirato il suo lavoro.

“Volevo creare qualcosa che rompesse le regole e che facesse sentire le donne forti e fiduciose.” Christian Louboutin

Studia disegno ed arti decorative all’Accademia d’Arte di Roederer. Da adolescente, parte per l’Egitto e passa un anno anche in India, poi, nel 1981, torna a Parigi. Qui crea un portfolio pieno di stravaganti disegni di tacchi alti, che manda alle più celebri case di moda.

Ottiene un successo completo, e viene assunto da Charles Jourdan, uno dei più quotati e rispettati disegnatori di scarpe a Parigi. Grazie a lui, ha l’opportunità di incontrare Roger Vivier, il quale ha affermato di essere l’inventore dello stiletto. Con Vivier comincia una lunga e significativa collaborazione. Autonomamente collabora anche con Chanel e Yves Saint Laurent.

Dizionario della Moda Mame: Christian Louboutin. Una foto del designer.
Una foto del designer.

Il lancio

Alla fine degli anni Ottanta il designer lascia la moda, diventa un giardiniere paesaggista e collabora con Vogue Paris. Dopo pochi anni però, sente la mancanza del suo lavoro con le scarpe, e, nel 1991, lancia la sua azienda. La prima collezione viene presentata lo stesso anno, mentre l’anno successivo Louboutin apre una boutique in Rue Rousseau a Parigi.

La sua prima cliente è Carolina di Monaco, che fa i complimenti al negozio in presenza di un giornalista. Quest’ultimo pubblica il suo commento, e subito Louboutin guadagna riconoscimenti e clienti del calibro di Diane Von Furstenberg, Madonna, Nicole Kidman, Cher e Carolyn Bessette-Kennedy.

Louboutin Red

La segno distintivo di Louboutin è la suola rossa, creata per la prima volta nel 1993. Lo stilista ha dichiarato che stava cercando di vivacizzare il design delle sue scarpe, quando istintivamente ha preso lo smalto rosso della sua assistente e ha cominciato a dipingere la suola di rosso.

“Ho saputo fin da subito che sarebbe stato un successo”.

Nel corso degli anni Novanta e Duemila, Christian Louboutin riporta in voga lo stiletto. Nel 1998 riceve il premio di miglior disegnatore di scarpe dell’anno dalla Fashion Footwear Association di New York.

Dizionario della Moda Mame: Christian Louboutin. L'iconico stiletto con la suola rossa.
L’iconico stiletto con la suola rossa.

La crescita del marchio

Nel 2003 decide di ampliare il suo campo creativo e lancia la prima collezione di borse. Poi, nel 2011, la prima linea di abbigliamento da uomo.

A partire dal lancio del brand, le creazione di Christian Louboutin sono state immortalate in tutto il mondo in musei, passerelle, red carpet e nella cultura pop. La naturale bellezza della donna è sempre stata il fulcro dell’ispirazione del designer.

Il 2014 vede la nascita della linea Christian Louboutin Beauté, con i primi smalti, Louboutin Rouge, in un’ampia gamma di colori: dal nero, ai nudes, ai colori pop. L’anno successivo vengono poi lanciati i tanto attesi rossetti, seguiti da tre profumi. Gli ultimi nati della linea di cosmetici sono i mascara, Les Yeux Noirs, nel marzo 2017.

Dizionario della Moda Mame: Christian Louboutin. La linea Beauty.
La linea Beauty.

Situazione attuale

Con una ricca collezione di scarpe da uomo e da donna, borse da giorno e da sera e altri articoli di piccola valigeria, Christian Louboutin ora conta più di 100 negozi in tutto il mondo. C’è anche una piccola beauty boutique in cuore del 1° arrondisment di Parigi, a due passi dal primo, storico negozio.

Dizionario della Moda Mame: Christian Louboutin. Il flagship store di Parigi.
Il flagship store di Parigi.

 

 

LA ROCHE POSAY

La stazione termale da cui prende il nome questo brand di prodotti per la cura della pelle, e non solo, è la più importante d’Europa per trattamenti dermatologici, ed è stata riconosciuta di utilità pubblica nel 1869. All’origine dei prodotti, che sono diversi, come il maquillage, la protezione solare o la dermatologia estetica, vi è dunque l’acqua termale che è ricca di anti-radicali liberi, addolcente, riparatrice e lenitiva.

LILIAN PACCE

Una delle più famose giornaliste brasiliane. Esperta di moda e di costume, scrive sul quotidiano “O Estado de São Paulo” e si occupa del programma televisivo GNT Fashion. Nel suo libro Pelo Mundo da Moda, si trova un’ampia raccolta di interviste agli stilisti e alle modelle più famose che la giornalista ha realizzato nel corso della sua carriera, che costituisce una documentazione interessante sulla storia del fenomeno moda.

Lud

Indossatrice e cover-girl russa degli anni ’30 e ’40. Viene soprattutto ricordata per l’estrema versatilità che è riuscita a dare alla sua immagine fotografica e per la teatralità espressa sfilando per Hermès e Fath. Lud ha abbandonato la sua carriera per sposare un domatore di leoni.