L’Altra Moda

Azienda di abbigliamento femminile. Opera dal 1991 e nasce dalla volontà di coniugare i tempi di uscita del pronto moda a una programmazione di qualità. Il marchio, che produce una seconda linea, Compagnia Italiana, è distribuito sul mercato nazionale ed estero attraverso negozi monomarca diretti, franchising, shop in shop e multimarca. Il fatturato annuo, nel 1998-1999, è superiore ai 55 miliardi.

L’Art et la Mode

Rivista francese dell’eleganza come diceva un primo sottotitolo, fondata nel 1880 e, dopo alterne vicende, chiusa nel 1967. È sua la prima foto di moda pubblicata da un periodico. Negli anni ’20, cambia il sottotitolo: diventerà “Giornale della vita mondana”. Con illustrazioni in bianco e nero e disegni a colori, il mensile propone le ultime tendenze della moda, segue la cronaca culturale parigina, la vita di società, gli avvenimenti letterari e teatrali. Dalla fine degli anni ’40, diventa portavoce ufficiale dell’alta moda francese.

L’Eclaireur

Boutique parigina. Dietro al concetto di questo celebre negozio ci sono Martine e Armand Hadida che vogliono proporre alla loro clientela di origine araba marchi tipicamente francesi. Lo spazio di appena 28 metri quadrati viene inaugurato nel gennaio del 1980 in Avenue des Champs Elysées. Diventa subito un punto di riferimento per la moda e il primo negozio in città a vendere le celebri scarpe Timberland. Nel 1990 la boutique s’ingrandisce (330 metri quadrati) e si sposta in rue des Rosiers, nel cuore del quartiere alla moda del Marais. Vendono non solo abbigliamento ma anche accessori, design, mobili tanto che il concept store s’ingrandisce ulteriormente fino all’inaugurazione di uno spazio dedicato all’uomo (2000). Nel gennaio del 2003 Hadida, in un nuovo spazio a Palais Royal, che aveva inaugurato con una mostra di disegni erotici di Piero Fornasetti, ha lanciato le sculture di feltro del giovane artista Cyprien Chabert. Oggi la famiglia Hadida è impegnata in nuovi progetti che comprendono anche esposizioni e avvenimenti legati alla gastronomia. (Maddalena Fossati)

L’Erbolario

Franco Bergamaschi e la moglie Daniela Villa fondano la Premiata Erboristeria Artigiana L’Erbolario nel 1978 per produrre cosmetici di derivazione vegetale. Dall’alleanza tra la fitoterapia e la cosmetologia moderna nascono quindi i prodotti L’Erbolario per la bellezza e la cura del corpo, tra i quali proposte per tutti i tipi di pelle, trattamenti mirati per il corpo e i capelli, solari e prodotti per la casa.

L’Huillier

JérÂme (1958). Stilista francese. Dopo avere lavorato per Balmain, Givenchy, Shimada, Lapidus, nel 1989 crea la sua griffe che sfila nel ’90. Nel ’92 dà vita a una linea di maquillage per la Shiseido e nel ’93-94, si occupa della linea Unanyme di Georges Rech.

L’Officiel de la Couture et de la Mode de Paris

Mensile francese lussuoso e sofisticato che, fondato nel 1921 a Parigi da Max Brunhes, affida ai migliori fotografi del momento la presentazione delle collezioni d’alta moda. Fotografo titolare della rivista dal ’34 è Philippe Portier: suoi i primi abiti inquadrati in strada, nei saloni di storici palazzi o di castelli o di alberghi di lusso. Durante la guerra e l’occupazione nazista, il giornale subisce una breve interruzione per riprendere le pubblicazioni nel ’41 con la collaborazione del celebre couturier Lucien Lelong. Negli anni ’50, alla presentazione delle collezioni si aggiunge una rubrica dedicata ai tessuti, con le tendenze di grandi case come Rodier, Ducharne o Bianchini Férrier, e nascono settori per la bellezza, l’oroscopo, l’attualità. Editore della rivista, dal ’71 è una società: l’Officiel de la Couture.

L’Oréal

Gruppo cosmetico francese, numero uno nel mondo. Creato nel 1907 dal chimico Eugéne Schueller, il marchio debutta nel campo dei prodotti per i capelli a uso professionale. Nel corso degli anni, estende quindi la sua attività fino a coprire tutti i segmenti del mercato cosmetico (profumi, cure, trucco). Grazie anche a importanti acquisizioni che affiancano il lavoro di ricerca alla messa a punto di nuovi prodotti, il gruppo conta oggi un insieme unico di marche (500) che vanno dall’haut-de-gamme alla grande diffusione, per un totale di 80 mila proposte e circa 200 novità lanciate ogni anno sul mercato. Quasi il 5 per cento del fatturato è destinato alla ricerca. In Italia, L’Oréal è presente con quattro società: L’Oréal Saipo; Parfums et Beauté; Helena Rubinstein; Cosmétique Active. Il gruppo costituisce una holding la cui maggioranza azionaria è tuttora detenuta dalla famiglia Bettencourt Gesparal, discendente del fondatore, con una partecipazione della Nestlé. (Ginevra Falzoni) &Quad;1999. Il fatturato cresce del 12 per cento. &Quad;2000, marzo. Il gigante francese ha annunciato l’acquisto del Gruppo americano Carson (fatturato di 352 miliardi di lire), specializzato nei cosmetici etnici e nei mercati africani da cui trae un quarto del suo bilancio. L’acquisto, che segue quello del Gruppo Soft Sheen nel ’98, permetterà a L’Oréal di penetrare con maggiore forza in questi mercati. &Quad;2000. Acquisite due società: la scandinava Respons e il 35 per cento della giapponese Shu Uemura. &Quad;2001. L’Oréal Italia, la holding italiana del gruppo, ha chiuso il 2001 con un fatturato di 878,3 milioni di euro, con un aumento del 6,3 per cento rispetto al 2000. &Quad;2002. Chiuso il bilancio con un fatturato consolidato di 14,3 miliardi di euro, più 8,9 milioni rispetto al 2001. Conta oltre 48 mila collaboratori e vende in 150 paesi nel mondo.Tale performance è stata possibile grazie all’esplosione delle vendite in Cina, più 61 per cento, dove è stata potenziata la distribuzione e, soprattutto, avviato un centro produttivo. Presente fin dal 1908, L’Oréal Italia è la terza in Europa e la quarta in tutto il mondo. A Milano, sorgerà un nuovo polo produttivo, che si affiancherà a quello storico torinese. &Quad;2009. L’azienda sul mercato da più di un secolo è presente in 130 paesi con uffici in 58 nazioni.