K-Swiss

Linea di calzature e abbigliamento sportivo nata nel 1966 da un’idea dei fratelli Art e Ernest Brunner, sciatori olimpionici svizzeri trasferitisi in California e diventati tennisti. Il loro primo prodotto (poi riproposto negli anni: la Classic, cavallo di battaglia dell’azienda) è stata la prima scarpa da tennis interamente in pelle, originariamente bianca, con suola esterna in gomma in un unico pezzo, punta rinforzata e cinque strisce in pelle sui lati. Nel 1999 è nata la linea di abbigliamento. K-Swiss produce anche due altre linee di calzature: Royal Elastics, caratteristici modelli senza lacci, e National Geographic, su licenza della National Geographic Society.

K-Way

Corto impermeabile in nylon inventato nel 1961 in Francia, a Pas-de-Calais. Pur essendo un nome depositato, oggi identifica tutta la serie di piccoli impermeabili da tasca con cappuccio che da quel modello hanno preso ispirazione. Negli anni ’80, la K-Way era un capo immancabile del guardaroba giovanile. Di piccolo formato, con cappuccio, si infila dalla testa. Lo si può ripiegare nella tasca-marsupio realizzata sul davanti e legarlo in vita grazie a una cintura elastica. Recentemente, il designer Philippe Starck ha disegnato per l’azienda francese una giacca impermeabile dalle particolari chiusure a cerniera e dai colori sobri “per rispettare il paesaggio urbano”, ma cangianti.

Kabra

Stilista indiano nato nel 1974, dopo gli studi presso il College of Design di Londra è ritornato nel suo paese d’origine dove ha debuttato alla Lakme Fashion Week nel 2006. Le sue collezioni sino a oggi sono state caratterizzate da parallelismi formali e cromatici con artisti del passato, come ad esempio Tamara de Lempicka e l’Art Deco, protagoniste della collezione autunno-inverno 2007.

Kahng

Coreana trapiantata negli Stati Uniti, crea abiti mirati principalmente alla donna impegnata nel lavoro. I suoi modelli sono pratici, confortevoli, senza però mai rinunciare a una nota di sensualità. Il suo obiettivo è infatti quello di coniugare elementi classici con dettagli imprevisti ed eccentrici, senza compromettere la vestibilità del capo.

Kaiserman

Nato e cresciuto a New York, in un clima multiculturale come quello che si respira a Brooklyn, fonda nel ’70 la Raphael Company che nel giro di un decennio, attraverso collezioni di abbigliamento maschile, femminile e sportswear, vende per 30 milioni di dollari. L’attività trova ulteriori spazi per espandersi: l’etichetta Bill Kaiserman diventa licenziataria di marchi internazionali come Van Gils e Netherlands. Il suo talento viene riconosciuto con vari premi fra i quali tre Coty Awards e il Best Designers of America. Giunge a Milano negli anni ’80 e, mentre fa crescere la fama del suo marchio in Europa, in Asia oltre che negli Usa, sviluppa il business con compagnie internazionali quali Mitsuie e Kashiyama. L’Italia lo premia con il cavalierato. Agli inizi degli anni ’90, fa ritorno negli Stati Uniti dove sviluppa nuove licenze con aziende come Hartz&Co, Format e Mondo, disegna nuove collezioni per Avirex, crea un rivoluzionario rivestimento per tessuti e lancia Skins, nuova linea di abbigliamento streetstyle per uomo e donna. 

Kaliano

A vararlo nel 1993 è una stilista di Aix en Provence, Joelle Grossi, che ha fiutato il mestiere nella boutique dei genitori e lo ha imparato lavorando per Lacoste. Disegna una moda romantica anche nella semplicità imposta dal rituale guardaroba dell’uomo.

Kallisté

Presente sul mercato dal 1952, quando Giacomo Rossi, fondatore dell’azienda, ha aperto un’unità produttiva ad Alseno, fra Parma e Piacenza. Oggi oltre alla collezione trendy Kallisté e alla linea giovane Key-tè produce Etro e Daniela Jasoni. Ha negozi monomarca a Parigi e Milano.