J Brand

Marchio fondato da Jeff Rudes e Susie Crippen con l’obiettivo di creare jeans classici e sofisticati, di avere una grande attenzione per la forma e che non siano condizionati dai cambiamenti delle mode. Jeff è stato pioniere del boom del denim francese in America negli anni ’70 con il suo primo brand, Paris 2000, e nel 1999 ha aiutato Abercrombie & Fitch a trasformare la loro collezione di jeans portando al marchio successo a livello internazionale. J Brand, con pantaloni dalle forme che si adattano al corpo e classici lavaggi scuri, è stata la prima griffe a introdurre il trend degli skinny jeans. Le linee sono diverse: J Girl by J Brand, J Brand Denim Co, la collezione maschile e Mama J by J Brand, per le donne in maternità.

J M Weston

Nasce nel 1881 a Limoges, Francia, dove Eduard Blanchard comincia a produrre calzature fatte a mano di grande qualità. La maison riesce a superare l’avvento della meccanizzazione produttiva degli anni ’30, senza deviare dal proprio binario rigorosamente artigianale. Nel 1976 viene acquistata da E.P.I. Corporation, di proprietà della famiglia Descours.

Jabot

Ornamento in pizzo o nello stesso tessuto della camicia, della blusa. Dalla morbidezza talora simile a un fiocco, altre volte a una bavetta, arricchisce sullo sparato le raffinate camicie da notte della signora tardo ‘800, tutto nervature minute o pieghe sottilissime a carta. Nello stesso periodo lo jabot orna la camicia maschile in finissimo lino, prima anche per il giorno, poi solo di sera. Nella moda maschile la scomparsa dello jabot determinò la nascita della cravatta nella dimensione restata pressoché indenne fino ai nostri giorni; in quella femminile lo jabot è sopravvissuto dividendosi in due fiocchi pendenti dal listino del colletto, o formando una pettorina plissé, anche mobile sulla camicetta scollata, o ancora apparendo in cascata di pizzo valenciennes, come in tempi recenti sotto il tailleur ultra mascolino.

Jacassi

Franco (1949). Collezionista italiano, di origine piemontese. Il suo gusto per la ricerca e l’avventura lo spingono fin da giovanissimo a viaggiare. Dopo aver frequentato la facoltà di sociologia all’università di Trento, si dedica allo studio delle avanguardie pittoriche. Nei primi anni ’70 apre una galleria d’arte moderna e inizia a collezionare riviste e libri antichi, stampe, figurini e foto di moda. Apre a Vercelli la libreria Dialoghi, che lo mette a contatto con i più noti produttori del tessile, ed entra così nel mondo della moda. Per Loro Piana realizza un’importante collezione di figurini e il libro L’eleganza dello stile. La ricerca e la rivalorizzazione di materiali raffinati e preziosi, perseguite con curiosità, ostinazione e passione profonde, lo portano nei mercatini, nelle vecchie mercerie, dagli artigiani, a recuperare dalla distruzione antichi bottoni, fibbie, nastri, tessuti preziosi, tulle ricamato, fiori di seta, oggi impossibili da riprodurre. Suo compito diventa quello di raccogliere in giro per il mondo ciò che è d’epoca, ma nuovo: aste, mercati d’antiquariato, manifatture ormai in disuso, tutto viene accuratamente vagliato e selezionato, dando luogo a una straordinaria collezione di materiali antichi dalla fine ‘800 agli anni ’70. Nel suo atelier di Milano, tutto ciò è a disposizione di sarti, stilisti, produttori, che ne traggono spunti d’ispirazione per le loro collezioni. Vi si trova di tutto: riviste, foto, figurini, libri antichi, disegni originali di Dudovich, Guida, Lopez, Boccasile, stampe, affiches. E poi tessuti antichi, di alta moda, ricami su tulle o in jais o paillettes, passamanerie e accessori di ogni genere, bijoux francesi e americani, fibbie in bakelite o madreperla, abiti haute couture dei sarti più famosi e, per finire, un’eccezionale collezione di bottoni dal ‘500 al ‘900, milioni di pezzi in oltre 50 mila modelli dal liberty agli anni ’70. L’attività di Jacassi non si ferma qui: fornisce nuove idee per libri sulla moda e sul costume, dà consulenze tecniche per la progettazione di biblioteche aziendali, organizza mostre tematiche di moda, nell’ambito di varie manifestazioni, da Milano Collezioni al Modit, da Pitti Immagine al Fashion Vintage Show del Castello di Belgioioso. (Gabriella Gregorietti)

Jackson

Crea la sua prima collezione femminile nel 1981 a Londra, apprezzata soprattutto per l’uso dei tessuti stampati "Timney" Fowler. Diplomata al Birmingham College of Art, è stata assistente nello studio di Wendy Dagworthy e, poi, capo dell’ufficio stilistico del gruppo Radley Cooper Quorum. Nell’85 vince il premio destinato alla migliore stilista inglese dell’anno. Di lei, il fashion designer Antonio Berardi dice: "Ha modernizzato la maglieria". Dall’86 firma anche una linea maschile.
Nel 2004 viene lanciata la linea Betty Jackson Two e nel 2007 la Regina conferisce alla stilista il premio CBE (Commander of the British Empire). Nel 2008 disegna nuove divise per i giudici delle cause civili di Inghilterra e Scozia.

Jackytex

Ha sede a Terranova Bracciolini (Arezzo). Sin dal 1972, l’anno del suo avvio, si è sempre caratterizzata per la ricerca e un forte spirito innovativo: l’utilizzo della viscosa quando si usava solo per fodere; le scelte differenti nelle quantità d’uso. Queste virtù imprenditoriali l’hanno portata a una rapida crescita fino ai successi internazionali della fine degli anni ’70: l’incontro con il prêt-à-porter stilistico, i successi in passerella. Ha poi conosciuto un ulteriore sviluppo, dotandosi di macchine elettroniche e utilizzando nuove fibre per i gobelin a sei colori, gli inediti elasticizzati in Lycra, i nuovi prodotti per maglieria, le esclusive per gli stilisti. Alla gestione monocentrica, familiare, si sostituisce, in quegli anni, la diversificazione dei cicli produttivi. Nasce una società collegata, la Knitting, per la tessitura degli uniti. Nel 1997 il Gruppo occupa 70 addetti, produce oltre un milione e mezzo di metri in fibre pregiate, fattura 43 miliardi dei quali il 40 per cento viene dall’export. Il fine millennio vede l’azienda proiettata su modi, tecniche, immagini di tessiture decisamente avanzate: i velluti a intarsio, i fili coupé-materici.  
All’inizio del nuovo secolo i prodotti Jackytex sono presenti in tutta Europa (Germania, Francia, Benelux, Gran Bretagna, Spagna), Americhe (Usa, Brasile) e Estremo Oriente (Giappone, Corea, Hong Kong).
2003, febbraio. L’azienda presenta al Salon du Textil di Parigi un nuovo tessuto chiamato "Ingeo", ricavato da fibre riciclabili al 100 per cento ottenute da materiali ecologici come il mais e fabbricato per conto della società americana Cargill Dow.

Jacob

Mary Phelps, detta Caresse Crosby. Sarta statunitense. Nel 1914, ha inventato un modello di reggiseno leggerissimo, senza spalline e senza supporti di stecche che sostenessero il petto. Lo scopo non era di esaltare il seno, ma di appiattirlo. L’idea anticipava la moda garµonne, le maschiette degli anni ’20, la donna crisi, ed ebbe successo, appunto, lungo tutto quel decennio, garantendo alla sarta un posto di proscenio nella storia della moda e del costume femminile.