Jimenez

Figlia di due scultori, laureata in arte all’Università dell’Arizona, inizia la sua carriera come scultrice ed entra nel mondo della moda creando modelli per le sue sculture. Scoperta dalla gallerista Holly Solomon, protagonista dell’arte newyorkese, vara la prima collezione nel 1996. La sua immaginazione non ha limiti, buchi, strappi, orli rifiniti con la fiamma di una candela, stoffe bruciate e stoffe lavate nel tè e nelle spezie che prendono le forme del corpo e della fantasia di chi li indossa. Ogni abito è un pezzo unico, un gioco senza apparente equilibrio di forme geometriche e colori realizzati con stoffe pregiate e non. In tre anni, Elisa ha conquistato il mondo della moda e di Hollywood. I suoi abiti, che si possono acquistare solo attraverso la galleria Solomon (come veri pezzi d’arte) o nel suo show room di Manhattan, sono stati indossati da tutte le più grandi star del cinema e della musica. 

Jacomo

Nasce nel 1970. Gérard Courtinne ne è il creatore. I suoi profumi, certamente moderni come fragranze, sono tuttavia dei "classici" per i flaconi che riproducono le sculture cui si ispirano. Pensata per un pubblico giovane ma esigente e sofisticato, lancia una linea femminile (Chicane, Silence, Coeur de parfum, Anthracite) e una maschile (Eau cendrée, Jacomo de Jacomo, Anthracite pour homme). Nel 1983 fonda un suo laboratorio a Deauville e cinque anni dopo accosta ai profumi una linea di accessori. La proprietà dell’azienda passa a Martell, poi a Jean d’Avèze e infine alla maison Balmain nell’87.

Jardin des Modes

Rivista mensile di moda. Nel 1992, per i suoi 70 anni, il Musée des Arts Décoratif di Parigi le ha dedicato una mostra storica. Nasce nel ’22 come supplemento del periodico L’Illustration des Modes. Un anno dopo Condé Nast acquista la rivista e la ribattezza Le Jardin des Modes. Nel ’33 la prima copertina di Hoyningen-Huene apre l’era di una durevole collaborazione con importanti fotografi. Sospeso durante la guerra, esce in modo discontinuo fino al ’47. Nel ’52, con una nuova veste grafica e un articolo in meno nella testata, Jardin des Modes è il portavoce di un prêt-à-porter ancora agli albori. Nel ’54 Hachette rileva la testata, che si rinnova nel ’61 con un nuovo logo e la collaborazione di Helmut Newton, subito imitato da altri grandi fotografi (Sieff, Knapp, Horvat). Nel ’71, il bilancio vistosamente zoppica. La rivista chiude, nonostante gli sforzi di Hélène Lazareff e del gruppo France Edition. Le Editions du Henin la rilanciano nel ’77. Boulainvillier International Publication ne diventa il proprietario nel ’79 e cambia politica editoriale: grande formato (la nuova grafica è di Milton Glaser) e molta informazione sotto la direzione di Ginette Sainderichin e Alice Morgaine.

Jacassi

Franco (1949). Collezionista italiano, di origine piemontese. Il suo gusto per la ricerca e l’avventura lo spingono fin da giovanissimo a viaggiare. Dopo aver frequentato la facoltà di sociologia all’università di Trento, si dedica allo studio delle avanguardie pittoriche. Nei primi anni ’70 apre una galleria d’arte moderna e inizia a collezionare riviste e libri antichi, stampe, figurini e foto di moda. Apre a Vercelli la libreria Dialoghi, che lo mette a contatto con i più noti produttori del tessile, ed entra così nel mondo della moda. Per Loro Piana realizza un’importante collezione di figurini e il libro L’eleganza dello stile. La ricerca e la rivalorizzazione di materiali raffinati e preziosi, perseguite con curiosità, ostinazione e passione profonde, lo portano nei mercatini, nelle vecchie mercerie, dagli artigiani, a recuperare dalla distruzione antichi bottoni, fibbie, nastri, tessuti preziosi, tulle ricamato, fiori di seta, oggi impossibili da riprodurre. Suo compito diventa quello di raccogliere in giro per il mondo ciò che è d’epoca, ma nuovo: aste, mercati d’antiquariato, manifatture ormai in disuso, tutto viene accuratamente vagliato e selezionato, dando luogo a una straordinaria collezione di materiali antichi dalla fine ‘800 agli anni ’70. Nel suo atelier di Milano, tutto ciò è a disposizione di sarti, stilisti, produttori, che ne traggono spunti d’ispirazione per le loro collezioni. Vi si trova di tutto: riviste, foto, figurini, libri antichi, disegni originali di Dudovich, Guida, Lopez, Boccasile, stampe, affiches. E poi tessuti antichi, di alta moda, ricami su tulle o in jais o paillettes, passamanerie e accessori di ogni genere, bijoux francesi e americani, fibbie in bakelite o madreperla, abiti haute couture dei sarti più famosi e, per finire, un’eccezionale collezione di bottoni dal ‘500 al ‘900, milioni di pezzi in oltre 50 mila modelli dal liberty agli anni ’70. L’attività di Jacassi non si ferma qui: fornisce nuove idee per libri sulla moda e sul costume, dà consulenze tecniche per la progettazione di biblioteche aziendali, organizza mostre tematiche di moda, nell’ambito di varie manifestazioni, da Milano Collezioni al Modit, da Pitti Immagine al Fashion Vintage Show del Castello di Belgioioso.

Jourdan

Nasce a Romans. Nel 1921, all’età di 38 anni, inizia un’attività in proprio. A Parigi apre un atelier al numero 1 di Boulevard Voltaire e impiega 30 artigiani, riuscendo a realizzare 40 paia di scarpe al giorno. Nel secondo dopoguerra, i suoi tre figli, René, Charles e Roland incentivano la produzione toccando le 900 paia al giorno e facendo diventare la collezione un simbolo dell’alta moda. Nel ’57, quando viene aperta a Parigi la prima boutique, per controllare l’incredibile afflusso di clienti vengono distribuiti biglietti numerati e le donne si dispongono diligentemente in coda. Alla fine degli anni ’60, la maison Dior incarica l’azienda di produrre e distribuire in tutto il mondo le calzature che portano la sua firma. Nascono negozi monomarca in tutto il mondo. Negli anni ’80 è la volta della collezione uomo. Dal punto di vista dell’immagine questo marchio ha sempre puntato su scelte d’avanguardia, come quella del fotografo surrealista Bourdin per le campagne pubblicitarie, o quella di far calzare i modelli da alcuni personaggi di quadri famosi. Cavalli di battaglia ed evergreen, i modelli Maxime, una décolleté dal tacco basso e dal fiocco-farfalla in seta, e Madly, scarpe in vernice con zeppa e tacco basso e squadrato. 

Jahea

Astro nascente della creatività made in Nuova Zelanda, Jaeha Alex Kim è nato nel 1986. Di origine coreana, dopo aver concluso gli studi presso l’Università di Auckland ha stupito la critica con la sua ultima collezione del 2008 interamente ispirata al film di Tim Burton Edward mani di forbici. Colori saturi, gradazioni di blu acceso, bianchi e grigi per drappeggi, tagli e sovrapposizioni insoliti e interessanti.