Iaf

International Apparel Federation. Associazione costituita nel 1976 da un gruppo di industriali dell’abbigliamento di Stati Uniti, Europa e Giappone, che ha l’obiettivo di promuovere gli interessi comuni dei suoi membri e incoraggiarne l’attività globale. È la prima rappresentativa federazione di settore a livello mondiale. Si riunisce una volta l’anno, in autunno, a Londra, dove ha la sua sede al 5 di Portland Place. Il presidente resta in carica per un anno e ogni membro siede nel consiglio dei rappresentanti.

Inghirami

Fabio (1920-1996). Nato a San Sepolcro (Arezzo), si laurea in Giurisprudenza, ma abbandona la professione forense dopo appena tre anni per lanciarsi nel mondo dell’imprenditoria tessile, divenendone un assoluto protagonista. Nel 1977 entra a far parte dell’associazione nazionale industriali abbigliamento di cui diventa subito presidente (carica che tiene fino all’83). In questi anni promuove un inedito accordo tra le associazioni di categoria e il centro di Firenze per la moda italiana, fino a quel momento su posizioni distanti, mettendo ordine nel sistema fieristico (uomo e bimbo a Firenze, donna a Milano). Il suo ruolo nelle istituzioni è stato rilevantissimo e all’insegna dell’equilibrio mediatorio e di quella stessa voglia di fare, di rischiare che ha caratterizzato il suo percorso industriale. Al timone di Efima, l’ente che sovraintende le fiere dedicate alla maglieria e all’abbigliamento, è fra i promotori del Modit e della manifestazione Uomo Moda a New York, le cui spese garantì con un suo assegno. Si deve a lui anche l’accorpamento tra Modit e Milanovendemoda. Negli ultimi anni è stato presidente dell’Ente Moda Italia il cui compito è quello di promuovere il made in Italy, organizzando manifestazioni e fiere.

Istituto di Moda Burgo

Fondato dall’editore Fernando Burgo, con 40 anni di esperienza nel settore, la scuola ha sede al centro del quadrilatero milanese, al numero 5 di piazza San Babila, proprio accanto alla chiesa. Tra i vari corsi, stilismo, fashion design, tecnica di modellistica, corsi di specializzazione e aggiornamento. Organizza ogni anno nel mese di luglio anche un corso estivo individuale, una full immersion in bozzetti, tessuti, tendenze. La scuola collabora con aziende, atelier e stilisti famosi, come Armani, Krizia, D&G, Gucci e Ferré.

I. Magnin

Grandi magazzini americani fondati sulla costa ovest degli Stati Uniti da Mary Ann Magnin che, nel 1870, era emigrata con la famiglia da Londra a San Francisco. Per mantenere gli otto figli, cuciva abiti che il marito Isaac tentava di vendere con il sistema porta a porta. Tentativo ben riuscito se la sua vedova, sei anni dopo il loro arrivo, riuscì ad aprire un primo negozio a San Francisco. Nel 1893, fu la volta della filiale di Los Angeles e, via via, di altre succursali a San Diego e Palm Desert. La I. Magnin restò nelle mani della famiglia fino al ’43. Nel ’94, fallì e alcuni suoi edifici sono oggi sede di un’altra grande catena, Macy’s.

I.c.a.s.

Sigla dell’industria Cappelli A. Sorbatti. La famiglia Sorbatti di Montappone in provincia di Ascoli Piceno produce e commercializza cappelli e berretti fin dagli anni ’20. Dall’originario carattere artigianale, l’azienda si è trasformata in una moderna industria, radicata nella tradizione imprenditoriale marchigiana. Il prezzo, la qualità, il design e la vasta collezione di copricapi classici, sportivi, casual e promozionali, per uomo, donna, bambino e baby, sono i fattori su cui punta il cappellificio. Ha 24 dipendenti, uno stabilimento di 1800 metri quadrati ed è in grado di produrre fino a 2500 cappelli al giorno.

Isogawa

Dal 1987 vive e lavora in Australia, a Sidney. Ha cominciato disegnando T-shirt. È il creatore emergente della fine millennio. Harper’s Bazaar ha scritto che i suoi abiti sono "il massimo da vedere". Nel ’99, le sue creazioni provocano autentici fenomeni di isteria da Browns a Londra. Il suo stile ha la delicatezza degli origami, delle sete dipinte a mano, ma non a scapito della modernità. Alcuni suoi vestiti sono esposti al Powerhouse, museo del design di Sidney.
Nell’ultima decade Akira ha lavorato con un artista con un senso dello stile molto eccentrico al quale egli si riferisce come sua "musa", Christian Lehmann. Isogawa ha inoltre collaborato recentemente con la Australian Airline Qantas per lo sviluppo di nuovi accessori di lusso per passeggeri della business class.

Ivy League

Stile degli studenti dei college statunitensi dell’East Coast vestiti a seconda delle stagioni con completi dagli abbinamenti codificati: i ragazzi, camicia bianca botton-down e cravatta stretta a righe (meglio se firmata Brooks Brothers, il negozio sulla Madison a New York), sotto l’abito di flanella grigia con scarpe Oxford; le ragazze, twinset in cachemire con gonna in tweed o un kilt, scarpe sportive. Capi, questi ultimi, sostituiti d’estate da bluse madras, gonne in flanella e pumps.

Iulm

Libera Università di Lingue e Comunicazione, con sedi a Milano e Feltre. Dal 2002, ha varato una laurea breve in comunicazione nei settori della moda e del design. Vi si impara, fra l’altro, marketing, management, sociologia dei consumi, sociologia della comunicazione, semiotica, storia del design e della moda, gestione della qualità, linguaggio degli strumenti audiovisivi, progettazione digitale. I corsi sono annuali e biennali. Per accedervi occorre un diploma di scuola superiore o un titolo di studio equivalente. Alla fine del 2002, il costo annuale era di 6200 euro. Oggi, lo strumento più efficace per conoscere tutte le iniziative della scuola è il sito Internet, aggiornato in tempo reale.

Ian & Marcel

Marchio di prêt-à-porter. Ambedue canadesi, Ian H. Cooper (1946-1992) e Marcel B. Aucoin (1951-1991) si incontrano a Toronto nel ’76. Il primo studia disegno di moda al "Ryerson" Polytechnic Institute e il secondo design di mobili e tessuti alla Sheridan School of Design in Canada. Si trasferiscono a Londra dove Ian prende un master in moda alla Saint Martin’s School of Art. Nel ’79 fondano la loro casa di abbigliamento creando abiti da sera di seta plissettata, alla maniera di Fortuny e sviluppando una tecnica a base di lastex liquido e seta che permette di decorare i tessuti, ma anche di saldarli senza cuciture.

Imec

Presente sul mercato dagli anni ’30, la Imec è la prima industria italiana a introdurre, negli anni ’50, fibre e tecniche innovative. L’azienda si afferma a livello nazionale e nell’immaginario collettivo grazie a una campagna di comunicazione rivoluzionaria fin dai primi anni ’60: caroselli interpretati dalle tre figlie gemelle dei proprietari. Il marchio Imec è oggi indirizzato a un pubblico femminile di gusto tradizionale che trova un’ampia gamma di proposte di livello medio e alto: underwear, corsetteria, pigiami, vestaglie, lingerie, costumi da bagno e abbigliamento mare. Fondata da Nino e Jone Colnaghi nel 1936 a Paderno d’Adda, la Imec è oggi una società per azioni che produce un milione di pezzi l’anno con un fatturato che raggiunge i 45 miliardi di lire (1998). Tra i suoi marchi: Peach Tree, rivolta a donne giovani e ragazze, John Khol, classico per uomo di livello medio e Silvia Mantegna, di livello medio superiore rivolta a donne moderne ed emancipate.
Dal 2005 l’azienda è diventata di proprietà della Tex Zeta Spa – Gruppo Zambaiti. Nel 2007 inoltre è stato firmato un accordo per la produzione e la distribuzione della nightwear collection della fotografa Anne Geddes.