I Pinco Pallino

Etichetta per l’abbigliamento infantile, dietro la quale sono attivi Imelde e Stefano Cavalleri (classe 1950), compagni di vita e di lavoro. Hanno saputo creare nella provincia di Bergamo un’imprenditorialità vincente, in continua espansione e con una particolare carica di allegria che rende il mondo de I Pinco Pallino del tutto esclusivo. La griffe ha una linea classica, una casual e una baby, ognuna accompagnata dagli accessori. Numerosissime le boutique monomarca nel mondo e nei più importanti department store: un’internazionalità per la quale ottengono, nel 2000, il prestigioso riconoscimento Column One dal Wall Street Journal. Una strada tutta in salita, cominciata nel 1982 a Pitti Bimbo che sancisce il primo successo. Vent’anni dopo, l’azienda ha un fatturato di 19 milioni di euro. Una moda a misura di bambino, maschietti e femminucce rigorosamente, e curiosamente, con i capelli rossi: così infatti li vogliono Imelde e Stefano e così li vediamo attraverso la comunicazione e nei punti vendita. "Coppia" a 360 gradi, unita anche nel sociale: collaborano da sempre con fondazioni umanitarie e associazioni benefiche sia in Italia sia all’estero, promuovendo e sostenendo iniziative culturali e di charity. Impegno riconosciuto nel 2001, a livello istituzionale dalla Provincia di Milano, alla presenza dell’allora Cardinale Carlo Maria Martini. Collaborano, fra l’altro, con il Wwf, il Fai, l’Unicef, l’Anlaids. Sostengono il progetto dell’Associazione Italiana Biblioteche e dell’Associazione Culturale Pediatri che promuove la lettura per i bambini fin dal primo anno di vita.
2001. Realizza un fatturato di 18,6 milioni di euro tra vestiti e calzature per bambini, più 15 per cento rispetto al 2000.
2002. A Roma, in via del Babbuino, s’inaugura il primo negozio monomarca.
2002. L’azienda bergamasca, pur in un anno magro per il sistema tessile-abbigliamento, registra un fatturato di 19 milioni di euro, crescendo del 5 per cento rispetto all’anno precedente. Il 50 per cento della produzione viene esportato.
2002-2003. L’impresa si concentra sulla distribuzione. Avviato il punto vendita a Dubai, inserito all’interno del department store Wafi Wall, il primo negli Emirati Arabi. Consolidata la presenza nel Far East: quattro boutique in Giappone, otto a Taiwan (realizzate in partnership con la società Why and 1/2). Avviato il secondo negozio a Milano, il quale si focalizzerà esclusivamente sul neonato. 2003. Il marchio è distribuito in oltre 400 boutique in Italia e all’estero.
2003. Accordo con la società Ma Mere per espandersi nel mercato giapponese: gli obiettivi sono di aprire 15 punti di vendita e conseguire un fatturato annuo di 12,4 milioni di euro. Sono tre i punti vendita in Giappone, più un altro aperto con Ma mere, a Tokyo e Osaka, con un fatturato annuo di circa 200 milioni di yen, 1,65 milioni di euro.
2009. I Pinco Pallino è azienda leader nel settore del lusso per bambini. La gamma di prodotti include abbigliamento, calzature, borse e accessori distribuiti con i seguenti marchi: I Pinco Pallino, I Pinco Pallino Baby, 1950, 1950 Little.

i-D

Rivista inglese, fondata nel 1980 da Terry Jones, grafico e direttore artistico di Vogue inglese. All’inizio lanciata a bassa tiratura, quattro volte all’anno, nel 1983 diventa bimensile, punto di riferimento più di uno stile che della moda istituzionale. Obiettivo è documentare la moda di strada, nuove idee e nuovi look, mischiando un contenuto di tono non convenzionale e privilegiando il linguaggio visivo alla pari del testo scritto. Ha registrato e documentato le più stimolanti espressioni della cultura pop di quegli anni, attraverso i talenti emergenti (dagli stilisti ai fotografi, ai registi, giornalisti, pubblicitari). Si è imposta per la scelta dei fotografi creativi, i reportage sulla società e la moda di avanguardia. Più che un giornale di moda è divenuta espressione di una generazione e marchio di un’epoca. Con un approccio irriverente nelle illustrazioni (famosa la fotografia di Roy Georges vestito da suora) e un immagine tipografica da telescrivente, è un’espressione artistica oltre che giornalistica. Ogni numero è dedicato a un tema specifico: accanto all’abbigliamento, la musica, i luoghi e i club alla moda. Malgrado il successo ha avuto difficoltà finanziarie e, nel 1984, ha dovuto ricorrere a un coeditore, Tony Elliot di Time Out. Nell’87, assume l’aspetto odierno di rivista rilegata ed esce contemporaneamente le prima edizione di i-D Bible, 164 pagine, annuale, dedicata a locali notturni, musica, moda e acconciature. Per il ventesimo anniversario della fondazione, Terry Jones ha pubblicato un libro che fornisce il percorso per immagini della storia della rivista, presentando una pagina, la più significativa, di ogni numero fino al dicembre 2000. È come un romanzo visivo, che illustra gli ultimi vent’anni del secolo che si è chiuso, in un caleidoscopio di immagini colorate, in un susseguirsi di cambiamenti di mode e tendenze. Nel 2003 esce, a cura di Terry Jones e Avril Mair, per le edizioni Taschen, Fashion Now. Una selezione della rivista i-D che presenta il lavoro dei 150 più importanti stilisti del mondo, dai grandi nomi della moda ai giovani emergenti. Biografie, interviste dirette ed esclusive, oltre agli “scatti” dei fotografi più famosi, ne fanno un documento fondamentale per il design di moda contemporaneo. (Gabriella Gregorietti)

I. Magnin

Grandi magazzini americani fondati sulla costa ovest degli Stati Uniti da Mary Ann Magnin che, nel 1870, era emigrata con la famiglia da Londra a San Francisco. Per mantenere gli otto figli, cuciva abiti che il marito Isaac tentava di vendere con il sistema porta a porta. Tentativo ben riuscito se la sua vedova, sei anni dopo il loro arrivo, riuscì ad aprire un primo negozio a San Francisco. Nel 1893, fu la volta della filiale di Los Angeles e, via via, di altre succursali a San Diego e Palm Desert. La I. Magnin restò nelle mani della famiglia fino al ’43. Nel ’94, fallì e alcuni suoi edifici sono oggi sede di un’altra grande catena, Macy’s.

I.c.a.s.

Sigla dell’industria Cappelli A. Sorbatti. La famiglia Sorbatti di Montappone in provincia di Ascoli Piceno produce e commercializza cappelli e berretti fin dagli anni ’20. Dall’originario carattere artigianale, l’azienda si è trasformata in una moderna industria, radicata nella tradizione imprenditoriale marchigiana. Il prezzo, la qualità, il design e la vasta collezione di copricapi classici, sportivi, casual e promozionali, per uomo, donna, bambino e baby, sono i fattori su cui punta il cappellificio. Ha 24 dipendenti, uno stabilimento di 1800 metri quadrati ed è in grado di produrre fino a 2500 cappelli al giorno.

Iaf

International Apparel Federation. Associazione costituita nel 1976 da un gruppo di industriali dell’abbigliamento di Stati Uniti, Europa e Giappone, che ha l’obiettivo di promuovere gli interessi comuni dei suoi membri e incoraggiarne l’attività globale. È la prima rappresentativa federazione di settore a livello mondiale. Si riunisce una volta l’anno, in autunno, a Londra, dove ha la sua sede al 5 di Portland Place. Il presidente resta in carica per un anno e ogni membro siede nel consiglio dei rappresentanti.

Ian & Marcel

Marchio di prêt-à-porter. Ambedue canadesi, Ian H. Cooper (1946-1992) e Marcel B. Aucoin (1951-1991) si incontrano a Toronto nel ’76. Il primo studia disegno di moda al "Ryerson" Polytechnic Institute e il secondo design di mobili e tessuti alla Sheridan School of Design in Canada. Si trasferiscono a Londra dove Ian prende un master in moda alla Saint Martin’s School of Art. Nel ’79 fondano la loro casa di abbigliamento creando abiti da sera di seta plissettata, alla maniera di Fortuny e sviluppando una tecnica a base di lastex liquido e seta che permette di decorare i tessuti, ma anche di saldarli senza cuciture.

Icarius

Nasce a Curitibal, studia fashion design alla scuola Santa Marcelina di San Paolo. Il suo talento viene notato per la prima volta proprio in una delle numerose sfilate organizzate dalla scuola stessa, in cui presenta una collezione battezzata in modo provocatorio Il cancro di mia madre. Il suo debutto sulle passerelle internazionali coincide con la collezione primavera-estate 2001, presentata a Parigi: propone, con linee sofisticate e sensuali, immagini mistiche di nuove Sante, riflesso di Senohora Aparecida do Brasil. Nel marzo 2002 vince Enkamania, progetto internazionale di ricerca di nuovi fashion designer promosso da Enka, leader mondiale nella produzione di filati, in collaborazione con la Camera Nazionale della Moda Italiana. Nell’aprile 2003, viene scelto, dopo l’abbandono di Enzo Fusco, come nuovo timone creativo di tutte le linee della griffe romana Lancetti