Incanuti

Alberto (1962). Esperto di moda. È nato a Borgosesia. Autodidatta, è da anni consulente stilistico per Marzotto, Gruppo Vestebene, Ecafil, Maska, Blumarine Uomo e David Valls. Si dedica anche alla sua collezione di abbigliamento vintage customisé, cioè di capi ottenuti con il riciclaggio e l’assemblaggio di vecchi tessuti o capi di abbigliamento trovati nei mercatini di tutto il mondo.

Irié

Marchio francese di prêt-à-porter creato nel 1987 dalla giapponese Sueo Irie (1946). Diplomatasi presso l’Osaka College of Design, prima di creare una sua griffe, Irie ha lavorato per Hiroko Koshino e, a Parigi, per Kenzo. Alla fine degli anni ’80, hanno avuto molto successo le sue giacchine stretch e le camicie in seta a grandi disegni.

Ike Behar

Marchio americano di camicie, dal nome dello stilista di origine cubana che arriva a New York a 20 anni con un’esperienza di sartoria nella bottega di famiglia. Dopo aver disegnato con successo una linea di camicie per Ralph Lauren e altri grandi nomi, decide di venire allo scoperto con il suo marchio nel 1982. Subito, la stampa americana lo definisce il "mago della camicia". Ha un’attenzione quasi maniacale per il dettaglio. Le sue camicie sono frutto di 52 fasi di produzione. Cotone raffinato, cuciture rifinite, bottoni e colli ricercati: questi i punti forti del marchio che è prodotto in diversi laboratori e ha negozi propri negli Stati Uniti.

Istituto Marangoni

In ordine di tempo, è la prima scuola milanese specializzata in moda. Fondata nel 1935, ha ormai preparato tre generazioni di professionisti tra cui Franco Moschino, Domenico Dolce e Donatella Girombelli. Ogni anno, circa 500 studenti, di cui il 40 per cento provenienti dall’estero, possono accedere a un completo programma di corsi tra cui disegno di moda, computer design, analisi della modellistica, storia dell’arte e del costume, fibre e filati, elementi di marketing. Ogni piano di studio ha una durata pluriennale, con la possibilità di stage nelle principali aziende del settore e negli studi stilistici. L’Istituto dichiara di riuscire a inserire nel mondo del lavoro il 100 per cento dei suoi diplomati. Organizza anche master di specializzazione, a tempo pieno per un anno.

Intscher

Dopo essersi trasferita a Londra, nel 1997 si diploma alla Central St. Martin’s School. Da quella data ha collaborato con Alexander McQueen, Dirk Bikkembergs e Strenesse. Nel 2000, nasce la sua linea fatta di abiti sensuali che, grazie a particolari geometrie, coprono e scoprono il corpo, in modo discreto. Uno stile con il quale la stilista tende a uscire dalla stretta stagionalità delle collezioni.

Icarius

Nasce a Curitibal, studia fashion design alla scuola Santa Marcelina di San Paolo. Il suo talento viene notato per la prima volta proprio in una delle numerose sfilate organizzate dalla scuola stessa, in cui presenta una collezione battezzata in modo provocatorio Il cancro di mia madre. Il suo debutto sulle passerelle internazionali coincide con la collezione primavera-estate 2001, presentata a Parigi: propone, con linee sofisticate e sensuali, immagini mistiche di nuove Sante, riflesso di Senohora Aparecida do Brasil. Nel marzo 2002 vince Enkamania, progetto internazionale di ricerca di nuovi fashion designer promosso da Enka, leader mondiale nella produzione di filati, in collaborazione con la Camera Nazionale della Moda Italiana. Nell’aprile 2003, viene scelto, dopo l’abbandono di Enzo Fusco, come nuovo timone creativo di tutte le linee della griffe romana Lancetti

Ionesco

Irina (1935). Fotografa francese. Dopo gli studi compiuti in Romania, torna a Parigi, dove vive, nel 1946. Ballerina di fama, è costretta a interrompere la sua carriera in seguito a un incidente che la induce a occuparsi di pittura dapprima degli spazi vuoti e, dopo l’incontro con Anouk, delle figure. Nel ’65, ricevuta in regalo una reflex Nikon, si avvicina alla fotografia da autodidatta realizzando ritratti in bianconero di grande fascino in atmosfere che risentono delle sue matrici culturali: il surrealismo dell’amico Breton, la pittura simbolista, i simboli del decadentismo, la teatralità di una falsa lussuria. Fra le modelle preferite, sempre fotografate in uno studio di gusto barocco dove non mancano mai gli specchi, c’è la figlia Eva che compare in molte mostre dei suoi lavori. Pur rimanendo legata al mondo artistico, lavora nel campo della moda pubblicando, a partire dal ’78, sulla rivista Mode International.

Ingeo

Nuova fibra rivoluzionaria della società statunitense Cargill Dow Llc (Minnesota), specializzata nel settore fibre e polimeri con un giro d’affari di 65 miliardi di dollari. Lanciata nel gennaio 2003, Ingeo ha richiesto 14 anni di sperimentazione e un investimento di 750 milioni di dollari. La fibra è realizzata su licenza da aziende leader nel mondo (14 all’inizio). Grazie a un accordo con la Far Eastern Textile di Taiwan (che fa parte del Far Eastern Group), verranno realizzati articoli di abbigliamento con il marchio Ingeo, che saranno in vendita nell’estate 2004. È la prima fibra sintetica al mondo, derivata al 100 per cento da risorse naturali rinnovabili annualmente (fra cui il mais) e ha le stesse prestazioni delle fibre sintetiche derivate dal petrolio. L’unica tecnologia in grado di combinare sviluppo economico e responsabilità sociale e ambientale: con un processo di fermentazione si trasformano gli zuccheri vegetali (per ora derivati dal mais e in seguito da altri materiali di scarto come erba, giornali ecc.) in acido lattico e poi si polimerizzano per ottenere la fibra. Il nome (derivato dal greco) sta per “ingredienti naturali della terra”: il processo di produzione di Ingeo raccoglie il carbonio che le piante prelevano con la fotosintesi dall’aria, evitando lo spreco di carbonio tratto dalle riserve limitate di petrolio. Nell’aprile 2003, Cargill Dow ha siglato un accordo con Toray Industries, leader internazionale delle fibre e dei tessuti che opera in 19 paesi. Toray avrà la licenza della tecnologia, la fornitura di materie prime, il marchio Ingeo e relativi prodotti da vendere in vari paesi, tra cui Giappone ed Europa. Altro accordo in maggio con l’italiano Radici Group, che ha iniziato nel 1946 con tessuti d’arredamento ed è una multinazionale in oltre 15 paesi con fatturato di 1.530 milioni di euro, 7.000 dipendenti e 60 stabilimenti. L’accordo permette a Radici di produrre fili continui, sia greggi che tinti, con il marchio Ingeo.

Industria

Marchio di abbigliamento maschile e femminile creato nel 1992 dal fotografo Fabrizio Ferri in base a una curiosa esperienza. Non trovando in nessun negozio una T-shirt nera a maniche lunghe, abbastanza comoda da star bene fuori dai pantaloni, non troppo larga da ingoffare se infilata nella cintura, Ferri si chiese quanti altri pezzi forti del guardaroba moderno mancassero dal mercato della moda. Da un’indagine condotta tra i suoi amici, riuscì a tracciare un elenco di 300 capi, tra cui la cosiddetta "giacca sarda", un indumento di rustica eleganza portato dai cacciatori in Sardegna. Ne uscì una linea completa che al suo esordio ebbe un notevole successo: da 0 a 300 punti vendita in due stagioni. Scaduto il contratto di produzione con Paolo Bizzini, la collezione non viene più commercializzata. 

Invicta

Lo lancia a Torino, nel 1921, Cesare Mattalia riprendendo un marchio inglese del 1906 e legando il percorso dell’azienda all’escursionismo. Nel ’60, Giovanni, Mario e Vincenzo Garrino rilevano l’azienda mentre lo sport diventa un fenomeno di massa. Anni ’70, ’80 e ’90: nasce lo zainoscuola, cresce l’investimento pubblicitario e la gamma Invicta si estende all’abbigliamento, alle calzature, alla pelletteria.
1999. La fusione di Invicta, marchio legato all’outdoor, con Diadora, specialista in articoli sportivi porta alla nascita del nuovo gruppo Diadora-Invicta, con sede a Caerano San Marco in provincia di Treviso. Diadora è stata ceduta a Invicta dalla famiglia Danieli.
2000, agosto-settembre. Si aprono tre nuovi punti vendita monomarca Invicta, a Mestre, a Roma e all’outlet di Serravalle Scrivia.
2000, settembre. Ispirata ai minerali e alle rocce la nuova collezione Ricksac 2001. Alla tecnicità degli zaini da montagna si uniscono forme solide, colori naturali, linee morbide. Coordinata una linea di abbigliamento super tecnica, che garantisce il massimo comfort nelle condizioni atmosferiche più avverse.
2000, ottobre. Si è aperto a Firenze un Diadora Store di concetto innovativo, non solo negozio ma luogo di incontro. In un antico palazzo in pieno centro storico, a due passi dal Duomo, uno spazio su tre piani ospita al pianterreno e al primo piano le collezioni Invicta e Diadora, oltre a una zona, dedicata ai giovani, con accesso Internet gratuito e videogiochi. Al piano sotterraneo un museo documenta la presenza continua dei due marchi nella storia dello sport e dell’avventura.
2001. Le nuove collezioni primavera- estate di Invicta si basano su tessuti leggeri, colori freschi, particolare attenzione ai dettagli. Tutto è coordinabile alle calzature, per un total look. La collezione Daypack presenta le linee B2B, U.R.Ban e Half Time.
2001-2002. Nuove strategie fanno registrare un fatturato in evoluzione del 5 per cento per un totale di 300 milioni di euro. Si è puntato a riorganizzare la distribuzione e a separare l’immagine dei due marchi.
2003 aprile. La ristrutturazione avvenuta negli ultimi due anni ha portato a un ritorno all’utile, con un profitto netto di 500 mila euro nel 2002 e un utile lordo in crescita del 75 per cento.