Glamour

Mensile femminile di moda, costume e salute edito da Condé Nast. È “nipote” della testata Glamour of Hollywood fondata nel 1939. Il direttore è Dada Santini, a cui il timone è stato passato da Valeria Corbetta. Si rivolge alle lettrici giovani. Il piccolo formato, deciso negli ultimi tempi, ha avuto successo anche perché si infila in qualsiasi borsetta. &Quad;2009. Attualmente il direttore del mensile è Paola Centomo.

Garrard

I discendenti di Robert Garrard, che fu il pioniere e primo direttore, ne mantennero la proprietà fino al 1946. Successivamente la Garrard si fuse con la Goldsmiths and Silversmiths Company per divenire infine, nel 1988, parte dell’Asprey Group. Dal 1842 è fornitore ufficiale della Corona inglese. La regina Vittoria, come molti sovrani europei e capi di governo del Medio Oriente, commissionarono molti pezzi straordinari a Garrard. Sono di Garrard i gioielli offerti alla principessa Alexandra d’Inghilterra nel 1863, in occasione del suo matrimonio con il principe del Galles, come quelli creati nel XX secolo per la regina Elisabetta II. Eccezionali in alcuni casi le pietre utilizzate; per esempio, il celebre diamante Kohi-Noor. Oggi la casa continua a servire nella sua prestigiosa gioielleria di Regent Street una clientela sensibile al gusto classico di cui i suoi pezzi sono perfetta sintesi e all’altissima qualità delle gemme in essi impiegate.

Garµonne

Stile che, a partire dalla primavera 1924, rivoluzionò definitivamente da Parigi la moda coeva e futura. Artefice del nuovo modo di vestire spigliato e semplice, Chanel che regala alle donne, approdate dopo la prima guerra mondiale, a una vita attiva su diversi fronti, morbide bluse e gonne a pieghe che ne celano le forme acerbe e ne svelano le gambe, inguainate in calze color carnicino. Lo stile impone capelli corti e piatti che nel tempo, assumendo via via taglio più mascolino, finiscono con il far identificare la garµonne in una donna chiusa in tailleur maschile, camicia e cravatta, poco truccata e tacchi bassi. Vestiva così, simbolo della donna emancipata e della sua nuova libertà sessuale, la protagonista di un romanzo di Victor Margueritte (1922), appunto La garµonne, letto con avidità dalle signore, scandalizzate dai casi di una studentessa della Sorbona che all’uomo non ruba solo la giacca, la camicia e la cravatta, ma anche i costumi. Fu quel titolo a battezzare lo stile antesignano degli anni folli.

Goalen

Barbara. Mannequin degli anni ’50. Era la modella preferita da Coffin e fu fotografata quasi esclusivamente da Henry Clarke. Era sin troppo conscia della propria bellezza e della propria bravura. Arrivava sul set di lavoro in Rolls-Royce con autista. È stata la prima modella britannica a essere mandata alle sfilate di Parigi da British Vogue, per le foto che dovevano documentare linee e tendenze. Ha lavorato soltanto per cinque anni prima di ritirarsi nonostante fosse ancora molto richiesta.

Gallery of English Costume

Platt Hall, Manchester, Inghilterra. La collezione originale fu raccolta da due medici, Willett e Cunnington, appassionati di storia della moda e tra i primi studiosi della materia con saggi e pubblicazioni. La collezione fu acquistata dalla Manchester Corporation, esposta in una casa settecentesca e, nel 1947, sistemata musealmente. Già con la prima curatrice Anne Buck, si affermò l’altissimo livello del museo. Si contano circa 20 mila pezzi, databili dal XVII secolo in poi. Si colleziona con interesse sociologico più che estetico: per esempio, tutto ciò che rappresenta arti e mestieri, specialmente se in via d’estinzione. Vi è una sezione dedicata all’industria della moda contemporanea. I depositi e gli archivi sono visitabili su appuntamento, la biblioteca è sempre aperta.

Gilbert

Odile (1962). Parrucchiera. Inizia a Parigi a lavorare con il celebre Bruno Pittini, poi si trasferisce a New York dove lavora con tutti i grandi nomi della coiffeur. È sui set di moda più importanti, lavora per le grandi maison alle sfilate come Chanel e Dior. Si definisce un’artigiana del capello e ha anche inventato una “fermachignon” che ha fatto furore tra le sue ammiratrici.

Godley

La sua creatività fa spesso leva sullo studio dell’anatomia, sull’attenzione al corpo, alla gestualità, non per una moda lineare e minimalista, ma per trovare nuovi spazi di invenzione e di non astratta fantasia. Ha un retroterra eclettico che comprende studi a Wimbledon e al Brighton College in pittura, scultura, moda e disegno a tre dimensioni. Collabora con Scott Crolla, con cui apre nell’81 un negozio cult, Crolla, di gusto neoromantico. Nell’86 lancia la sua prima collezione donna: abiti sofisticati, di qualità scultorea che glorificano il corpo femminile, esagerandone le dimensioni. Sono passati alla storia il vestito pre-maman con la pancia imbottita e l’abito da sposa con tagli all’altezza dei seni.

Gn

Studia in Inghilterra e, dopo, s’inscrive alla scuola londinese Saint Martin’s School of Art. Negli anni dei corsi vince anche un premio, il French Connection Award, creato per giovani promesse dalle camere della moda franco-inglese. Questo riconoscimento gli permette di entrare alla Parson’s School of Design. Nel 1990, si trasferisce a Milano per frequentare la Domus Academy dove incontra insegnanti del calibro di Romeo Gigli, Gianfranco Ferré, Anna Piaggi. Due anni dopo, è a Parigi, alla maison Ungaro dove collabora al fianco del couturier. È il 1996 quando decide di lanciare la sua linea d’abbigliamento femminile che è da allora venduta nei negozi più prestigiosi del mondo. Sfila alla settimana del prêt-à-porter a Parigi dal 2002. 

Giacchetta

È nato ad Ancona. Ha studiato all’istituto d’arte di Macerata e, nel ’98-99, ha collaborato alla realizzazione delle collezioni di borse Coccinelle. A partire dalla primavera-estate ’99, crea le collezioni di borse con il marchio Fontana di Trebbia. La sua "cifra" sta nel suo gusto per il colore, nelle citazioni riviste in chiave personale e nel lusso mai eccessivo.

Giesswein

Azienda austriaca di abbigliamento e accessori tirolesi, soprattutto in lana cotta, per uomo, donna, bambini e adolescenti. In questo particolare è leader mondiale. È stata creata nel 1954 da Elisabeth e Walter Giesswein. Lavorava per una piccola clientela privata e adottava sistemi rudimentali (la lavatrice di casa) per infeltrire la lana. Sono bastati 10 anni per trasformarla in un’industria tecnologicamente avanzata per quel che riguarda la frollatura della lana. Il fatturato viene realizzato per il 70 per cento all’estero, attraverso 86 filiali in Italia, 87 in Spagna, 88 negli Stati Uniti, 93 in Francia.