Fercioni

Giovanni (1886-1961). Sarto italiano. Titolare di una celebre sartoria d’alta moda a Milano. Figlio di un funzionario di Casa Savoia impiegato nella tenuta di San Rossore, ha coltivato fin da piccolo lo stile del vestire, affascinato dagli abiti eleganti e sportivi che la famiglia reale e i suoi ospiti indossavano per la caccia. I primi punti li diede sulle rosse giubbe che i principi indossavano durante le battute di caccia. Nel 1906 è a Milano in una sartoria per abiti da uomo e diventa un esperto nella confezione di frac e smoking. Nel ’10, apre il primo atelier e ha tra i suoi clienti personaggi noti del giornalismo e dello spettacolo, da Renato Simoni, a Nicola Zingarelli ad Adolfo Cotronei. Fu Simoni, critico teatrale del Corriere della Sera, che lo convinse a dedicarsi alla moda femminile portandogli le prime clienti. Cominciò con i tailleur e poi si convertì agli abiti ricamati in crêpe georgette, ai gran sera e agli abiti da sposa che divennero più tardi la sua specialità. Racconta Maria Pezzi nell’autobiografico Una vita dentro la moda: “Era il 1924. Avevo sedici anni. Faceva furore una commedia romanticissima di Dario Niccodemi, L’alba, il giorno e la notte. Tre atti e solo due personaggi interpretati da Vera Vergani e Luigi Cimara. Vera indossava un abito di Fercioni, un cortissimo fourreau di marocain bianco senza maniche, scollato profondamente a V dietro e davanti, con una corta basca godet ai fianchi e tutto incorniciato da un bordo di cannucce d’argento. Era di una tale bellezza, era fantastico”. Vestì in scena e fuori attrici come Marta Abba, Elsa Merlini (per lei, realizzò gli abiti del film La segretaria privata del ’31), Isa Miranda. Dudovich nel 1910, Sacchetti nel 1920, Ester Sormani nel ’30, Grau e Pallavicini nel ’49 per la rivista Bellezza e, negli anni ’50, Maria Pezzi hanno documentato con il disegno il suo straordinario talento: una storia di stile raccontata dai maggiori illustratori di moda. Nel ’52 fu invitato, con i sarti, gli stilisti della nuova generazione, a rappresentare la nascente moda italiana a New York. Sua indossatrice e testimonial fu Luciana Angiolillo, ma anche Elsa Martinelli indossò i suoi abiti negli anni ’50. Nel 1960 Fercioni celebrò con una grande festa i suoi cinquant’anni di lavoro. L’invito era disegnato da Brunetta. Dopo la sua morte, i figli Aldo e Ruggero continuarono l’attività paterna spostando la sede da corso Matteotti in via Santo Spirito. Chiusero l’attività nel 1973. Il nipote Gian Maurizio Fercioni è costumista teatrale.

Friulane

Per evitare di scivolare sulla superficie laccata della gondola, quasi tutti i vogatori veneziani calzano ancora oggi delle pantofole di velluto con la suola ricavata dai vecchi copertoni di bicicletta. Una volta le friulane venivano vendute dalle donne che venivano dalla campagna e che giravano con i cestoni sulle spalle. Oggi famose e doc sono quelle di Gianni Dittura, Dorsoduro 871, Venezia. La forma a pantofola in velluto colorato è stata poi ripresa e nobilitata da stilisti e marchi famosi, tracciando una sorta di terreno comune con l’aristocratica pantofola inglese blasonata.

Fruscío

Linea di prodotti intimo e moda mare. Il progetto franchising Fruscío nasce dall’esperienza dell’azienda "Confezioni B.G. Snc" fondata nel 1969. Nel 1993 aprono i primi punti vendita e la gamma dei prodotti si allarga con l’introduzione della linea pigiami e della linea collant. Successivamente parte il Progetto Franchising con l’apertura dei primi negozi affiliati e l’adozione della formula Franchising Fruscío, che porta nel 1998 alla nascita del brand Fruscío. Indirizzate a un target di clientela medio/alto, le collezioni Fruscío sono rivolte prevalentemente a donne e uomini dai 20 ai 50 anni. Le linee principali sono: Underwear, con una collezione stagionale moda e una continuativa basica, pigiameria e maglieria, Beachwear, a cui appartengono anche capi di moda mare, Seamless e collant firmati Glizy.

Fernandez

Da giovanissima approda a Parigi e la sua curiosità la spinge verso il mondo della moda. Una volta stabilite le basi alla sua formazione professionale, torna in Spagna, decidendo di stabilirsi a La Coruña, dove inizia a disegnare e a realizzare le sue prime collezioni. Nel 1979, crea una società di produzione di abbigliamento che la spinge verso la ricerca di nuove tecnologie come strumenti per aggiungere alle collezioni più stile e qualità. Per raggiungere questo obiettivo, sceglie un’équipe di persone altamente qualificate e competenti.

Fede

Dopo un periodo di studi svolti tra Oxford e Londra, si trasferisce a Sidney e poi a Singapore dove inizia le sue prime esperienze nel mondo della moda. Ma è a Roma, nel 1992, che comincia davvero la sua carriera: per Fausto Sarli disegna gli accessori uomo e l’intera collezione di cravatteria. Nel ’93 inizia una ricerca nell’ambito delle nuove tecnologie applicate alle fibre naturali e, nel ’96, in collaborazione con la Du Pont de Nemours, confeziona polo e T-shirt in seta e cotone anti macchia con la griffe AX Alexandra Fede. È sempre nel ’96, che trasferisce il suo atelier in Piazza di Spagna. Si dedica all’Alta Moda, confezionata con tessuti anti piega e stabili dimensionalmente al lavaggio a macchina. Nel ’98 lancia Stressless, un filato a base di carbonio trilobato, destinato alla protezione totale dalle onde elettromagnetiche e alla dissipazione dal corpo dei campi elettromagnetici, tramite una complessa dinamica di ionizzazione delle cariche. Nel luglio dello stesso anno, sfila sulla passerella dell’Alta Moda autunno-inverno 1998-99 e, per questa collezione, presenta l’Abito d’Oro realizzato con la tecnologia Mitsubishi di derivazione spaziale, entrato poi nel "Guinness dei Primati". Nel gennaio del ’99 mostra a Pitti Immagine Uomo la Collezione Anti-Violence, realizzata con un tessuto anti proiettile. Nel 2001, si laurea in Tecnologia delle Fibre Avanzate a St. Louis Missouri e promuove l’archivio storico di oltre 6 mila costumi del Teatro alla Scala. Nel 2002, riceve l’incarico dalla Du Pont de Nemours per la creazione della collezione BodySculptor da lei disegnata utilizzando fibre Lycra e Tactel con tagli innovativi. Nel novembre 2003, ha organizzato, a Parigi, il Wear Hi-Tech Fashion Show, un evento dedicato all’abbigliamento intelligente.