Fabrice

Ha raggiunto il successo negli anni ’80 grazie a camicie da sera ricamate con perline, cristalli e strass nello stile della tradizione haitiana. Fabrice disegna le sue collezioni a New York, ma tutta la lavorazione avviene ad Haiti.

Fope

Nel 1929, Umberto Cazzola aprì a Vicenza, in Contrà Sant’Ambrogio, un laboratorio artigianale di oreficeria. Nel secondo dopoguerra, il figlio Odino, appassionato d’arte orafa oltre che esperto di musica, sviluppò l’attività di famiglia dalla dimensione artigianale a quella industriale. Nacque così l’azienda Cazzola (Ficm) che adottò con tempestività tecnologie produttive d’avanguardia nella fabbricazione dei cinturini estensibili in metallo per orologio. L’ingresso in azienda della terza generazione della famiglia, Umberto e Ines, figli di Odino, segnò nel ’61 la nascita del marchio Fope (Fabbrica Oreficeria Preziosi Esportazioni). Come dice la sua stessa denominazione, la Fope concentrò le sue energie soprattutto nell’esportazione di casse e bracciali in oro per orologi potenziando i contatti con la Svizzera, dove contava tra i suoi clienti molte case d’haute horlogerie. Gli anni ’80 confermarono la leadership dell’azienda che divenne un’affermata casa di produzione di gioielleria. In particolare furono apprezzate le maglie tubolari che sintetizzavano qualità di design e perfezione tecnica. Alla fine degli anni ’90 risale la messa a punto dell’orologio femminile. Fope conta più di mille punti vendita in Italia e all’estero e una sede a New York, diretta da Giulia Cazzola. Il fatturato del 2002, ripartito per il 67 per cento in Italia, il 17 per cento in Europa e il 16 per cento negli Stati Uniti, ha raggiunto i 17 milioni di euro. 

Frisé

È un tessuto (la denominazione francese significa arricciato, increspato) eseguito totalmente o in parte con l’omonimo filato fantasia, caratteristico per la forte increspatura e per la gonfiezza simile a quella della spugna. È simile al bouclé ed è usato per l’abbigliamento sportivo.

Frey

Fabbrica serica comasca nata nel 1899 per iniziativa di Adolfo Frey e di alcuni finanziatori, come Giuseppe Stoffel e la ditta milanese Roesti & Co. La Frey si fa notare all’esposizione voltiana del 1899 per la qualità della fabbricazione, per la seta impiegata e per il prezzo contenuto di ombrelli e parasoli. Il catalogo della ditta comprende anche stoffe per cravatte. Nel 1926, Corrado Frey entra nella società e tra il 1934 e la fine della guerra concentra nelle proprie mani le quote azionarie della ditta. Nel ’47, il figlio di Corrado, Corrado jr., riceve il mandato commerciale dell’azienda e, nel biennio ’60-61 diviene socio accomandatario dividendo le quote sociali del padre con la sorella Lucia. Ora la produzione non è più mirata solo sulle cravatte, ma comprende anche altri accessori maschili e borse e scarpe per donna. Dopo una gestione affidata alla terza generazione dei Frey nel corso degli anni ’70, nell’82 cambia la proprietà e nell’86 il marchio confluisce nella Tessitura Orsenigo, localizzata a Figino Serenza in provincia di Como.

Fürstenberg (von)

Lo chiamano il principe-stilista e lui sta al gioco. D’altra parte, è per pura passione che Egon, figlio di Tassilo e di Clara Agnelli, si è ritrovato a disegnare vestiti invece che avviarsi a una più regolare carriera di banchiere alla Chase Manhattan Bank, dopo una laurea in Economia e Commercio a Ginevra. Il suo debutto è del ’75, con una collezione di pullover e camicie da uomo destinate al mercato della grande distribuzione americana: è un successo. Il grande salto, nell’84, è l’incarico ricevuto dalla Lubiam di disegnare una linea di cappotti e capispalla che viene prodotta tuttora, con il nome di Prince Egon. Qualche anno dopo, è la volta delle collezioni di taglie forti per alcuni grandi magazzini italiani. Nel ’90, l’ingresso nell’alta moda, sulle passerelle di Roma, e il debutto nello stilismo degli abiti da sposa e da cerimonia. Una trentina le licenze, dai cosmetici agli occhiali da sole, dai tessuti d’arredamento ai divani in stile, alle cravatte, alla piccola pelletteria.

Facis

Storico marchio di abbigliamento maschile, uno dei simboli del dopoguerra, del gruppo Gft, nato nel 1953. Da subito si impone come uno dei protagonisti dell’industria italiana ed europea dell’abbigliamento maschile confezionato in serie. Da allora ha affinato un completo e diversificato guardaroba, sviluppando sin dagli anni ’70, attraverso studi antropometrici, la capacità di soddisfare le molteplici esigenze di vestibilità, offrendo una gamma di taglie e di drop di grande ampiezza. Il "su misura" completa la gamma di servizi forniti ai clienti primari. Si tratta di un prodotto semintelato, disponibile in un’ampia gamma di taglie, conformazioni e stature personalizzate, da realizzare in una molteplice scelta di tessuti e modelli. Mediante l’utilizzo di capi di premisurazione e il supporto telematico con i centri di produzione, la disponibilità dei modelli "su misura" viene garantita in sei giorni e la consegna in dieci giorni al massimo per l’Italia. Il cuore e il cervello della produzione risiedono nello storico stabilimento di Settimo Torinese. Entrato in funzione nel 1961 per rispondere alla crescente domanda sull’onda del boom dei consumi, Settimo da allora ricopre il primato del più grande stabilimento d’Italia e d’Europa. In quei saloni si avviò la prima produzione in serie nella storia dell’abbigliamento cominciando con i capispalla maschili. A Settimo Torinese oggi lavora un migliaio di persone. Lì viene progettata tutta la produzione per l’Italia e per l’estero. Lì nascono i modelli disegnati al computer da un team di 25 tecnici che preparano 26 collezioni all’anno.
Nel 2002 Facis stipula un accordo con Luciano Soprani per la produzione e la distribuzione del prêt-à-porter maschile fino al 2010. Facis ha 830 punti vendita in Italia, e 320 all’estero. Nel 2003 dopo la cessione dell’intero gruppo Facis al gruppo Mediconf di Palermo, inizia il rilancio dell’azienda con la presentazione a Pitti Uomo della collezione autunno-inverno disegnata da Francesco Fiordelli. Facis dal 2005 è fornitore ufficiale delle divise formali delle squadre di calcio Inter, Torino, Udinese e Genoa C.F.C. e dell’89° Giro d’Italia.

Futuro

Marca di maglieria di sostegno appartenente all’azienda Beiersdorf nata ad Amburgo nel 1882. Linee di maglieria, ma anche intimo e calze, studiate attraverso un’attenta ricerca scientifica per la salute del cliente. Materiali resistenti e flessibili, tessuti naturali all’insegna del comfort. Dal 2001, è molto più attenta anche alla moda, realizzando, ad esempio, calze riposanti con corpini di merletto e un’ampia varietà di stili e colori. È la marca di abbigliamento medico più venduta negli Stati Uniti.

Fujii

Hideki (1934). Fotografo giapponese. Avvicinatosi alla fotografia da studente, dopo una prima fase legata al mondo fotoamatoriale, si forma come assistente di Shotato Akiyama e poi inizia la sua carriera di fotografo di moda per una società di Tokyo e per diverse riviste, in particolare per Fuzuko. Dal 1967 diversifica i suoi interessi lavorando per il Nikon Design Center di Tokyo e realizzando ricerche personali sulle tecniche tradizionali di stampa e sul rapporto pittura-fotografia. Continua a lavorare come libero professionista nel campo della moda, in particolare collaborando con Max Factor in una famosa serie con la modella Hiromi Oka.

Fashion Box Group

La sede è ad Asolo (Treviso). Ne è a capo Claudio Buziol. Nel 2002 il fatturato è stato di 215 milioni di euro, stabili sull’anno precedente, realizzato per il 70 per cento all’estero. Da settembre del 2003, un maxi spazio a Milano, in corso Venezia, ospita tutti i marchi del gruppo, Replay, Replay & Sons, E-play e Coca Cola Jeans Wear. Una nuova linea, We-R-Replay, ha debuttato a Pitti Immagine Uomo nel giugno del 2003. È una collezione di casual evoluto per uomo e donna, target giovane, obiettivo 100 mila pezzi per la prima collezione primavera-estate 2004, lanciata a livello mondiale. Lavorazione artigianale per camicie, T-shirt, pantaloni, con stampe e ricami che si ispirano al mondo delle moto. Tessuti fantasia anni ’80, a stampe hawaiane, floreali, con palmizi, iguane e farfalle. La nuova collezione prenderà il posto di E-Play, che nel frattempo si è trasferita nel segmento del prêt-à-porter e la cui gestione è passata alla Knit Box di Carpi. La distribuzione copre 4000 punti vendita tradizionali, ai quali si affiancano 200 negozi monomarca rappresentativi dell’immagine aziendale in tutte le capitali della moda nel mondo. Fashion Box guarda inoltre con interesse al Brasile. Ha aperto, nell’autunno 2003, un monomarca Replay a San Paolo, dove da poco è già operativo un polo dell’azienda, la Fashion Box Brazil, in cui sono prodotti felpe, T-shirt e jeans. La nuova azienda nasce per servire il Sud America, ma non è escluso che possa funzionare anche per l’Europa. Al momento le collezioni di Fashion Box sono prodotte esternamente in Italia, nell’Est europeo, nel bacino del Mediterraneo e nel Far East. Altro mercato appetibile per il gruppo veneto, il Giappone. In seguito all’accordo con la nipponica Hero International è stato inaugurato un monomarca Replay a Tokyo, cui faranno seguito altri tre store.

Formenti

Egidio. Commerciante di stoffe d’alta qualità. Nato a Milano, era stato per alcuni anni rappresentante di aziende tessili lombarde. Aprì nel 1917-18, il suo primo negozio in via Tornabuoni 89, a Firenze. Nel ’24 era già proprietario di 6 negozi nelle vie più da ribalta delle grandi città italiane. Era specializzato in tessuti di lana che acquistava neutri di colore e, di anno in anno, tingeva in base alle richieste del mercato. All’inizio della seconda guerra mondiale, chiuse temporaneamente per dedicarsi alla lavorazione della paglia, tipico prodotto artigianale toscano.