FENDI

Fendi è un’azienda italiana di alta moda, nota per le sue lussuose pellicce e la pelletteria. Leggi la storia dello storico marchio con la doppia F.

Indice

  1. Le origini
  2. Karl Lagerfeld direttore creativo
  3. La terza generazione
  4. LVMH acquista Fendi
  5. I successi
  6. Gli anni recenti
  7. 50 anni di collaborazione con Lagerfeld. Palazzo Fendi.
  8. Situazione attuale

Le origini

La doppia F è uno dei primissimi marchi del made in Italy a diventare famoso nel mondo. L’azienda nasce nel 1925, a Roma: un piccolo negozio di borse e pellicceria con annesso laboratorio, in via del Plebiscito. I fondatori Edoardo e Adele Fendi svilupperanno e potenzieranno la loro attività negli anni Trenta, ma il vero successo arriverà con la seconda generazione. Le cinque sorelle Paola, Anna, Franca, Carla e Alda apporteranno nuove energie e nuove idee.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. Il primo negozio a Roma.
Il primo negozio a Roma.

Karl Lagerfeld direttore creativo

Nel 1964 l’azienda apre il suo punto vendita storico nel cuore della capitale, in via Borgognona. L’anno successivo inizia la collaborazione con Lagerfeld, succeduto a Bert e a Cruz, e anche la nascita della griffe con la doppia F. Lagerfeld, con i consigli delle cinque sorelle, è riuscito a trasformare il concetto stesso di pelliccia. Viene così reinventato un capo tradizionalmente considerato pomposo, ingombrante e non sempre facile da indossare.

Con Lagerfeld, la pelliccia viene sdrammatizzata e acquista morbidezza, disinvoltura, vestibilità, e diventa “fun fur”, un prodotto base nel DNA del brand, che esiste ancora oggi. Parallelamente procede la ricerca di nuovi materiali, nuovi trattamenti, tecniche sperimentali, di pari passo con la riscoperta e l’utilizzo di pellicce dimenticate e trascurate in quanto considerate povere.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. Una borsa della collezione Autunno/Inverno 2016/2917.
Una borsa in pelliccia multicolor della collezione Autunno/Inverno 2016/2017.

Anche la borsa, sebbene preziosa, abbandona, nell’interpretazione Fendi, la sua immagine di status-symbol per diventare più funzionale. La pelle viene stampata, tinta, intrecciata. Alle doppie F nero e fango, di immediata riconoscibilità, si affiancano il rigato e il disegno dama. Negli anni Settanta, viene inventata la granapaglia, una sorta di vitello graffiato da una speciale lavorazione. Nascono poi le linee Giano, Astrologia, Pasta e infine Selleria: pochi modelli e lavorazione completamente artigianale.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. Le sorelle Fendi con Karl Lagerfeld.
Le sorelle Fendi con Karl Lagerfeld.

La terza generazione

Nel 1977 Lagerfeld lancia la prima collezione pret-à-porter della maison. Nel 1987 la terza generazione scende in campo e lancia la linea Fendissime, con pellicce, sportswear e accessori studiati per un mercato più giovane. Due anni più tardi viene inaugurata la prima sede negli Usa, a New York, sulla Fifth Avenue.

Nel frattempo, l’impero delle cinque sorelle, dopo la nascita delle linee accessori e Uomo, si arricchisce di numerose licenze: dalla maglieria ai costumi, ai jeans, agli ombrelli, agli orologi, agli occhiali, alle ceramiche, all’arredo, alla biancheria per la casa. Complessivamente una ventina di licenze, oltre alle linee di pellicceria e di pelletteria.

In questo periodo, circa l’80% della produzione viene esportato. In Italia e all’estero si contano un centinaio di boutique e circa 600 punti vendita. Il fatturato, nel 1999, si aggira sui 600 miliardi, cosa che colloca Fendi al quarto posto per importanza tra i marchi del prêt-à-porter italiano.

Fendi ha realizzato pellicce sia per il cinema sia per il teatro. Fra i numerosi film e produzioni, vanno ricordati: Gruppo di famiglia in un interno (1974) e L’Innocente di Visconti (1976), La vera storia della Dama dalle camelie di Bolognini (1980), La Traviata di Zeffirelli (1983), Interno Berlinese di Liliana Cavani (1985), la Carmen (1986), L’età dell’Innocenza di Scorsese (1993), Evita di Parker (1996).

Con la terza generazione, Silvia Venturini Fendi, affiancata da Karl Lagerfeld, è responsabile della collezione femminile, di stagione in stagione sempre più innovativa ed all’insegna della ricerca, soprattutto per quanto riguarda le pellicce.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. Silvia Venturini Fendi.
Silvia Venturini Fendi.

LVMH acquista Fendi

Sul finire del 1999, l’azienda è al centro di molti appetiti d’acquisto. Dopo infinite voci di cessioni, la maison è passata sotto il controllo di Prada e di Bernard Arnault, già proprietario di Louis Vuitton. LVMH, in joint venture con Prada (Lvp Holding), acquista il 51% della società, ma la gestione resta nelle mani della famiglia Fendi. Più avanti, Prada inizia a cedere le sue quote a LVMH, che, nel 2004, acquista l’84% delle quote. Delle cinque sorelle Fendi, unica socia azionista di rilievo resta Carla Fendi.

I successi

 Nel gennaio 2001, Fendi collabora in joint venture con Aoi, da 30 anni distributore del marchio in Giappone. La nuova società, chiamata Fendi Japan K:K, è sul mercato a partire dalla collezione primavera-estate 2001.

A partire dal 2002, la collezione Uomo viene prodotta, per 5 anni, da Ma.co. azienda di Soragna (Parma). Nello stesso periodo, il marchio lancia la collezione Selleria, un servizio su ordinazione per articoli di pelletteria fatti a mano, tra cui le celebri borse Baguette e Pekaboo. Questo dà ai clienti l’opportunità di customizzare completamente la propria borsa: un vero e proprio lusso.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. Il servizio su ordinazione, fatto a mano.
Il servizio su ordinazione, fatto a mano.

Fendi continua a promuovere eventi culturali di portata internazionale, tra cui la mostra Goddess al Metropolitan Museum, nella sede del Costume Institute. Fra gli eventi più prestigiosi della primavera newyorkese, la mostra ha esposto due abiti, donazione dell’Archivio Fendi.

Nel 2005 Fendi festeggia i suoi 80 anni di carriera con l’inaugurazione di Palazzo Fendi a Roma. La nuova sede è ora il cuore pulsante dell’azienda, la più grande boutique Fendi nel mondo firmata da Peter Marino. Una storia fatta di primati mondiali, quella della maison italiana. Una storia che ha visto l’organizzazione di una sfilata evento sulla Muraglia Cinese nel 2007 con ben 88 modelle e ospiti d’eccezione.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. La sfilata sulla Muraglia Cinese.
La sfilata sulla Muraglia Cinese.

L’apertura di una nuova boutique a Parigi nel 2008, invece, si è svolta con un concerto privato di Amy Winehouse per soli 400 invitati.

Gli anni recenti

La maison italiana è sempre promotrice di nuovi progetti ed innovazioni. Nel 2011 Fendi collabora con Maserati, in particolare sulla “GranTurismo Convertible”, grazie ai comuni valori di artigianalità e tradizione. L’auto è stata supervisionata da Silvia Venturini Fendi, e i materiali, realizzati su misura ed in diversi colori, sono stati creati appositamente per quel modello. L’auto ha l’inconfondibile logo della doppia F impressa sul sedili, al centro del simbolo del Tridente sulle ruote e nella parte davanti.

Nel 2013 la maison ha iniziato il lavoro di restauro sulle fontane a Roma. L’opera è cominciata con la fontana di Trevi, seguita dalle Quattro Fontane. Per Fendi, questo significa un profonda connessione tra la sua identità e quella della città di Roma. Fendi ha le sue radici a Roma, che è da sempre stata la sua musa. Lo stesso anno Fendi firma un contratto con Safilo Group S.p.A. per la produzione e la distribuzione a livello internazionale di occhiali da sole e da vista.

L’anno successivo, Fendi compie un altro passo verso la tecnologia svelando le nuove, lussuose cuffie create in collaborazione con Beats di Dr. Dre. Le cuffie Fendi x Beats by Dr. Dre sono annunciate durante la sfilata Primavera/Estate 2015 a Milano.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. Le cuffie Beats by Dr. Dre.
Le cuffie Beats by Dr. Dre.

Sempre nel 2014, il brand ha collaborato con Zaha Hadid per creare una borsa di pelle a più strati, parte di una collezione destinata alla beneficenza. Per la prima volta, nel 2014 la maison si serve di droni per registrare le sfilate. Debutta, inoltre, Karlito, sia come come borsa, sia come charm (realizzando più di 1 milione di euro di fatturato).

Sempre nel 2014, Fendi acquisisce il 49% delle quote del gruppo svizzero Taramax SpA, azienda specializzata nella produzione di orologi di lusso. Questa azione permetterà una presenza più importante del gruppo Fendi all’interno del mercato dell’orologeria.

50 anni di collaborazione con Lagerfeld. Palazzo Fendi.

Nel 2015 Fendi trasferisce la propria sede all’interno del Palazzo della Civiltà Italiana, costruito nel 1942 in occasione dell’EXPO (che, però, non si è mai tenuta). Il progetto è stato curato dall’architetto Mario Nanni e l’edificio ospita, oggi, una mostra di arte contemporanea al primo piano.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. La collezione di borse per la Primavera/Estate 2015.
La collezione di micro bags per la Primavera/Estate 2015.

Lo stesso anno Fendi presenta la prima collezione “Haute Fourrure” alla Fashion Week di Parigi. L’ampia gamma di pellicce di Fendi, internazionalmente riconosciuta, ha fatto il modo che il brand si distinguesse dai competitors, in quanto è uno dei pochi brand con un’offerta completa di pellicce. Nel 2015 Fendi ha celebrato i 50 anni di Karl Lagerfeld come direttore creativo, con il libro “Fendi by Karl Lagerferld”, che narra una storia esclusiva di eredità, creatività e modernità. Questo è il rapporto più lungo in assoluto tra un’azienda di moda ed un designer.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. Il libro di Karl Lagerfeld.
Il libro “Fendi by Karl Lagerfeld”.

Nel 2016 viene completata la ristrutturazione e l’apertura di Palazzo Fendi a Roma, tra via dei Condotti e Piazza di Spagna. All’interno è stato aperto il ristorante stellato giapponese Zuma. Al 2° piano sono presenti appartamenti privati per celebrities, VIPs e amici della maison. Il 3° piano ospita l’hotel Fendi, provvisto di 7 suites imperiali. Sulla terrazza dell’ultimo piano è, invece, presente un lounge bar. Per il 90esimo anniversario, Fendi ha organizzato, il 7 luglio 2016, una sfilata di alta moda A/I 2016-2017 presso la Fontana di Trevi a Roma, il restauro della quale è stato finanziato dalla maison romana.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. La sfilata sulla fontana di Trevi.
La sfilata sulla fontana di Trevi.

Ha avuto luogo anche la mostra “Fendi Roma – gli Artigiani dei Sogni”, per spiegare il processo di produzione della pelliccia e gli elementi creativi.

Situazione attuale

Attualmente, le performance del brand sono molto alte, con un fatturato di più di un miliardo di euro. Pietro Beccari è CEO, mentre Carla Fendi è l’unico membro della famiglia ancora nell’azienda, con le cariche di presidente e amministratrice. Il direttore creativo Karl Lagerfeld e Silvia Venturini Fendi continuano a lavorare fianco a fianco per il successo dell’azienda, che resta l’unico brand ad avere un atelier di pellicce interno.

SALVATORE FERRAGAMO

Salvatore Ferragamo (1898-1960). Famoso calzolaio italiano, ha creato 20mila modelli e 350 brevetti, tra cui moltissime iconiche scarpe da donna. Leggi la storia del “calzolaio delle star”.

Indice

  1. La vita di Salvatore Ferragamo.
    1. Un giovane talento.
    2. L’emigrazione negli Stati Uniti.
    3. Il calzolaio delle star.
    4. Il ritorno in Italia.
    5. La zeppa.
    6. La morte di Salvatore Ferragamo.
  2. L’espansione dell’azienda, dagli anni Settanta ai primi anni 2000.
  3. L’espansione mondiale.
    1. Nuove aperture.
    2. Riconoscimenti.
    3. Un nuovo direttore creativo.
  4. Gli anni recenti.
  5. Evoluzione finanziaria.
  6. Situazione attuale.

La vita di Salvatore Ferragamo.

Un giovane talento.

Undicesimo di 14 figli, Salvatore Ferragamo nacque a Bonito, un paese a cento chilometri da Napoli dove l’emigrazione in America era la strada obbligata. Già all’età di 9 anni, il piccolo Salvatore, lasciata la scuola in terza elementare, creò in una notte il suo primo paio di scarpe (con un cartone bianco) per la prima comunione di una sorellina.

Fin da piccolo aveva le idee molto chiare: da grande voleva fare il calzolaio. I genitori, nonostante la grande miseria, non erano contenti della scelta: quello del calzolaio era uno dei mestieri più umili del Meridione. Ma Salvatore, a 11 anni, lavorava già nella bottega di Luigi Festa a Bonito e, a 13, era titolare del suo primo negozio dove cominciò a creare scarpe da donna. Si trattava di una bottega negli spazi di casa fra la porta d’ingresso e la cucina, con una vetrina di fronte alla chiesa, e cinque lavoranti di cui il più adulto aveva 18 anni.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Ritratto.
Un ritratto del giovane Salvatore Ferragamo.

L’emigrazione negli Stati Uniti.

In seguito, nel 1914, all’età di 16 anni, emigrò negli Stati Uniti sulla nave Stampalia, per raggiungere i fratelli che si trovavano già lì. Girolamo era sarto, Secondino falegname, Alfonso stirava vestiti nella sartoria dell’American Films Company di Santa Barbara. Ma, a Boston, il cognato Joseph Covelli gli aveva già trovato un posto alla Queen Quality Shoes Company. Qui venivano prodotte migliaia di scarpe al giorno, suole e tacchi in mezzo secondo, un minuto per il lavoro di cucitura.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. La nave Stampalia.
La nave Stampalia.

Chiunque avrebbe ringraziato Dio per quel lavoro sicuro, non il giovanissimo Ferragamo, che aveva un’idea nobile del mestiere di calzolaio. Quelle macchine proprio non le sopportava. Ne uscivano scarpe “pesanti, goffe, tozze, con la punta a patata e il tacco di piombo”. Voltò quindi le spalle alla fabbrica e raggiunse i fratelli maggiori a Santa Barbara. Quindi li convinse a mettere insieme gli esigui risparmi per investirli in un negozio di risolatura e riparazioni.

Come racconta nell’autobiografia Il calzolaio dei sogni (Sansoni), che porta in copertina il suo ritratto dipinto da Piero Annigoni, Salvatore capì subito che quella favolosa California era la mecca tanto cercata, con un’industria cinematografica in grande crescita.

Tutto è cominciato perché il trovarobe dell’American Films Company si lamentava degli stivali per i western: se calzavano bene, non piaceva il modello; se lo stile funzionava, erano come morse ai piedi degli attori. Ferragamo si propose e ne fece qualche paio. Furono un successo, tanto che il regista Cecil B. De Mille disse: “Il West sarebbe stato conquistato prima, se ci fossero stati questi stivali”. Fu la consacrazione della carriera di Ferragamo.

Il calzolaio delle star.

A quei tempi ad Hollywood stava iniziando il futuro movimento del “Made in Italy“. Arrivarono in negozio le prime star. L’antesignana fu Mary Pickford. Salvatore creò per lei il primo Ferragamo originale in capretto marrone, “con due orecchie che si alzavano sul davanti”.

D’improvviso, parve che le stelle del cinema in California e del boom di Hollywood si sentissero tali solo calzando i modelli del “ciabattino italiano”. Presto Ferragamo divenne noto come il “calzolaio delle star”. Era il 1923.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Primo negozio ad Hollywood.
L’annuncio dell’apertura del primo negozio ad Hollywood.

Creò sandali lavanda pallida per Jean Harlow, tacchi a turacciolo per Gloria Swanson, pantofole di raso multicolore per Lilian Gish, mocassini per Douglas Fairbanks e Rodolfo Valentino. Usava i materiali più disparati, dai cristalli ai ricami, alle piume, alle pelli di canguro, di antilope, di leopardo marino, di pesce. Questo lo distingueva dagli altri designer. In California ha inoltre studiato l’anatomia del piede e ha brevettato, per sostenere l’arco del piede, il sistema delle lamine d’acciaio da incorporare nella suola. Il suo successo fu dovuto alla comodità dei suoi modelli.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Ferragamo con Sophia Loren.
Ferragamo con Sophia Loren

Il ritorno in Italia.

Più avanti, c’è il ritorno in Italia, a Firenze, a caccia di bravi artigiani. Nel 1927 aprì la prima bottega fiorentina con 60 operai. Poi nel 1929, durante la Grande Depressione, ha affrontato la bancarotta e il fallimento. Ma Ferragamo non si perse d’animo e ritornò presto in scena. Nel 1938 fu in grado di acquistare, a rate, Palazzo Spini Feroni, in via Tornabuoni, che ancora oggi è il quartier generale dell’azienda. Nello stesso anno compra anche la villa michelangiolesca Il Palagio a Fiesole.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Primo negozio a Firenze.
Il primo negozio a Firenze, 1938.

La zeppa.

La popolarità di Salvatore Ferragamo continuò a crescere. Maria José andò all’altare con scarpe Ferragamo. Mussolini, che soffriva di calli e duroni, calzava i suoi stivali. La Maharani di Cooch Behar ordinò 100 modelli. Da New York, da Parigi, da Londra arrivavano le signore che si vestivano da Chanel e Schiaparelli. L’autarchia, con la carenza di materiali, alimenta il suo talento, grazie al quale escogita nuove trovate.

Per i sandali da sera inventò la tomaia di carta trasparente. L’acciaio per le lamine era ormai scadente. Allora creò la più straordinaria, mitica scarpa del secolo: quella ortopedica, la zeppa con il tacco di sughero, a riempire tutto lo spazio dell’arco del piede. Il modello fu un successo e venne venduto ovunque. Fece epoca e divenne un simbolo immediato di quegli anni e di quel costume.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Una zeppa del 1942.
Un modello con il tacco a zeppa del 1942.

La morte di Salvatore Ferragamo.

Nel 1940 Salvatore sposa una giovanissima del suo paese natale, Wanda Miletti, la figlia diciottenne del medico condotto e sindaco. Sarà la madre dei suoi 6 figli: Fiamma (scomparsa nel 1998), Ferruccio, Giovanna, Fulvia, Leonardo e Massimo. Tutti hanno lavorato nell’azienda di famiglia, ricoprendo le posizioni più importanti.

Nel 1960 Salvatore Ferragamo muore prematuramente. Dopo la sua morte, la moglie Wanda prende le redini dell’azienda. Salvatore ha lasciato un’azienda simbolo dell’Italia creativa e produttiva, con 20 mila modelli e 350 brevetti.

Restano le sue scarpe, che hanno segnato epoche, tempi, mode. Scarpe che hanno stregato Greta Garbo e i Duchi di Windsor, Sophia Loren e Anna Magnani, Audrey Hepburn, Judy Garland, Marilyn Monroe e schiere di nobili e capi di Stato. Queste donne rappresentarono gli inizi dell’iconico brand, che continua ancora oggi ad usare le “It Girls” per comunicare con i clienti e costruire l’immagine del marchio.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Ferragamo con Audrey Hepburn.
Ferragamo con Audrey Hepburn

Ferragamo è famoso per la creazione di scarpe come il tacco a zeppa, la punta francese, la punta da scena, il sandalo alla romana, il modello a conchiglia, quello invisibile di nylon, il tacco scolpito, sagomato come una prua di corazzata. Salvatore Ferragamo ha lasciato una firma che i suoi eredi portano avanti rimanendo sempre fedeli agli standard professionali e senza arroccarsi soltanto a difendere il già realizzato.

L’espansione dell’azienda, dagli anni Settanta ai primi anni 2000.

Negli anni Settanta, per merito dell’intraprendenza e preparazione di Wanda, presidente dell’azienda, l’azienda si espanse, passando dalle sole scarpe al total look. Ci furono le prime passerelle di moda, lo sviluppo delle linee uomo, profumi e occhiali che, via via, conquistarono il successo nel mercato.

Nel 1978 sua figlia Fiamma creò la décolleté Vara, che divenne presto un best seller. Oggi, la décolleté Vara è considerata uno degli elementi iconici di Ferragamo.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Le iconiche ballerine.
Le iconiche décolleté Vara ideate da Fiamma Ferragamo.

Nel 1996 Ferragamo compì l’importante acquisizione del marchio Emanuel Ungaro. Due anni dopo il fatturato complessivo dell’azienda si attestò sugli 850 miliardi di lire, gran parte proveniente dall’Europa, dall’America, dall’Oriente, dall’Africa e dall’Oceania. Il marchio Ferragamo era presente quindi in tutto il mondo con 40 negozi di proprietà e molti punti vendita esclusivi. Nell’azienda di famiglia, oltre ai figli, ormai lavorano anche i nipoti del fondatore.

Sull’onda della nascita del Museo Salvatore Ferragamocon sede in palazzo Spini Feroni, l’azienda iniziò ad impegnarsi sul fronte della cultura e delle mostre d’arte e non solo come mecenate o sponsor.

Lo stilista francese Marc Audibet creò la collezione Autunno/Inverno 2000/2001. Nello stesso periodo, Leonardo Ferragamo divenne presidente di Altagamma, un’associazione fondata nel 1992 e composta da 43 prestigiose aziende italiane.

L’espansione mondiale.

Nuove aperture.

Nel 2001 l’azienda ha presentato i suoi piani di espansione mondiale tesi a rinnovare o aprire un totale di 100 boutique, con la collaborazione dell’architetto Michael Ghibellini. Con questo rinnovamento, l’obiettivo era quello di guadagnare uno stile architettonico ancora più sofisticato. E così, nel 2001, venne aperto un nuovo negozio in Corea, all’interno di una ricca area commerciale di Seoul. Lo store occupava un edificio di 4 piani con un giardino sul terrazzo.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Il negozio a Seoul.
Apertura del negozio a Seoul, Corea, 2001.

Nel 2002, nel centro storico di Vienna, vicino al castello di Hofburg, aprì un altro negozio. Poi, a partire dal 2003, sono stati aperti nuovi negozi a New York, Tokyo, Amsterdam e Londra.

Il 2001 si è chiuso con un fatturato consolidato di 641 milioni di euro, di cui il 46% realizzato in Oriente.

Riconoscimenti.

L’anno 2002 è stato pieno di novità e grandi soddisfazioni. Innanzitutto la joint venture con Ermenegildo Zegna per il lancio del nuovo marchio ZeFer, terminata più avanti nel 2013.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Zefer.
Un modello di borsa ZeFer.

In seguito, Wanda Ferragamo è stata nominata “Imprenditrice dell’anno” dalla organizzazione “Committee of 200” che annualmente premia le imprenditrici e top manager di tutto il mondo. La cerimonia si è svolta a New York. Ed ecco la motivazione: “Per essere riuscita a trasformare l’azienda di calzature in azienda internazionale del lusso, dove la famiglia mantiene il controllo totale del proprio fiorente business…”.

Lo stesso anno, l’azienda Ferragamo è stata riconosciuta come la miglior marca dell’anno in Cina. L’Asia era il continente dove la griffe vendeva di più nel 2002.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Wanda Ferragamo.
Wanda Ferragamo, 2002.

Un nuovo direttore creativo.

La collezione invernale 2003/2004 ha visto il contributo di Graeme Black, direttore creativo per la donna, il quale ha sperimentato forme, volumi e combinazioni. Questa collezione s’ispirava alla Russia di san Pietroburgo, con richiami all’arte costruttivista ed una certa nostalgia del gusto e dell’opulenza decadente, che è stata reinterpretata su base moderna.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Greame Black.
Il direttore creativo Graeme Black.

Lo stesso anno vennero lanciati i nuovi occhiali da sole Maharani. Essi si ispiravano ad un celebre sandalo-gioiello creato nel lontano 1938 per la Maharani indiana di Cooch Behar. Il marchio Ferragamo possedeva più di 450 punti vendita disseminati in 55 paesi nel mondo. Fiore all’occhiello: il mercato asiatico.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Gli occhiali Maharani.
Gli occhiali da sole Maharani, 2003.

Nel 2004 il piano di espansione mondiale era in corso. La rete di distribuzione aveva 16 nuovi punti vendita, comprese nuove importanti boutique ad Osaka e a Hong Kong. Altri negozi, invece, come quello allo Shangai Center in Cina, a Parigi in Avenue Montaigne e a Milano in via Montenapoleone, sono stati riaperti dopo la ristrutturazione. Il Gruppo Salvatore Ferragamo ha chiuso l’anno con un fatturato consolidato di 549 milioni di euro, con una crescita del 5% rispetto all’anno precedente.

Nel maggio 2005, come parte del Progetto Moda della Provincia di Firenze, con una grande partecipazione del pubblico internazionale, Palazzo Strozzi ospitò una sfilata di Ferragamo in una serata memorabile organizzata da Beppe Modenese. Nel Giugno del 2005 Ferragamo ha siglato un accordo di cooperazione con Porsche Design per la produzione di scarpe, borse ed accessori di pelle.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Lo store Ferragamo a Firenze.
Lo store Ferragamo a Firenze.

Nel 2006 vennero aperti i nuovi negozi di via Condotti a Roma e di Francoforte. Nel novembre dello stesso anno, Michele Norsa divenne il nuovo CEO di Ferragamo. La sua mente manageriale portò l’azienda ad espandersi sempre di più, esplorando anche nuovi mercati come l’India, l’America Latina e la Thailandia.

Gli anni recenti.

Dal 2007 Ferragamo ha avuto come direttore creativo della linea Donna Christina Ortiz, fino al 2010. Nel 2008, l’azienda ha celebrato l’80esimo anniversario allestendo una mostra a Shanghai. L’anno successivo l’azienda rinnovò la storica licenza con Luxottica per la produzione di montature da vista e occhiali da sole a marchio Salvatore Ferragamo.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. 80esimo anniversario.
La mostra a Shanghai in occasione dell’80esimo anniversario.

A partire dal 2010, il creative director della divisione Donna è stato Massimiliano Giornetti, già direttore creativo della sezione Uomo dal 2004. Il suo ruolo nella moda Donna si è prolungato fino al 2015.

Ferragamo è entrato ufficialmente nella borsa di Milano nel 2011. In questo periodo i profitti sono cresciuti del 70%, arrivando a 103,3 milioni di euro.

Nel 2013 Ferragamo si è focalizzato sugli accessori, oltre che sulle scarpe. Agli inizi di Ottobre iniziò a rivolgersi ai giovani con una campagna digitale innovativa. Si procedette inoltre alla ristrutturazione di alcuni negozi nei mercati europei ed americani per aumentare il profitto nella vendita al dettaglio.

La tattica fu un successo e si registrò un aumento del 81% degli utili fino ad arrivare a 81 milioni di euro nel primo semestre del 2013. I ricavi provenivano per lo più fuori dal mercato italiano, che stava lottando per uscire dalla recessione.

Evoluzione finanziaria.

Il piano di espansione mondiale procedeva proficuamente. Le vendite sono cresciute più rapidamente nell’ultimo quarto del 2014, aumentando del 9,3% rispetto al 2013. Il fatturato del 2014 si è chiuso a 1,3 miliardi di euro. In quel momento, le tensioni politiche in Russia ed Ucraina hanno ridotto il numero di acquirenti che partivano da quelle zone per comprare in Europa. Questo comportò una diminuzione delle vendite in alcune città d’Europa. L’area Asia/Pacifico invece si attestò come la migliore performer con il 37.2% delle vendite.

Salvatore Ferragamo aprì nuovi store in città meno note come Yantai in Cina, Surabaya, in Indonesia, e Cartagena in Colombia. L’azienda continuò a rinnovare negozi, tra cui quelli di Miami e Roma. Inoltre venne riaperto lo store di San Francisco, importante meta turistica per gli acquirenti cinesi.

In questo periodo Ferragamo stava affrontando un’ardua sfida, dovuta ad un indebolimento dell’euro, prezzi del petrolio più bassi e alla debolezza economica della Cina. Negli Stati Uniti, invece, il dollaro molto forte ha rallentato i flussi turistici. Questo ha influito su molte aziende di lusso negli ultimi mesi. Al contrario, in Giappone si registravano buone vendite grazie ai turisti cinesi. L’area Asia/Pacifico si riconferma il primo mercato in termini di ricavi per il Gruppo, in crescita del 2%, rispetto ai primi 9 mesi del 2014. Nel solo quarto trimestre 2015 la crescita è stata di oltre l’8%, e l’anno si è chiuso con un aumento dei ricavi del 7% rispetto al 2014.

Nel 2016 i ricavi sono stati di 1.438 milioni di euro.

Situazione attuale.

Attualmente, Ferragamo sta attraversando una serie di grandi cambiamenti. Nell’agosto 2016 è stato nominato CEO Eraldo Poletto, che, negli anni precedenti aveva raddoppiato le vendite in Furla. Inoltre, dopo l’uscita di Massimiliano Giornetti, sono stati assunti 3 nuovi direttori creativi: Guillaume Meilland per l’abbigliamento da uomo, Paul Andrew per le scarpe da donna e Fulvio Rigoni per il prêt-à-porter.

Da Ottobre 2017 dopo l’uscita di Fulvio Rigoni, Paul Andrew ha assunto la carica di Direttore Creativo Collezioni Donna

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Eraldo Poletto.
Il CEO Eraldo Poletto.

Il marchio ora si concentra nel creare campagne uniche ed emozionanti per mantenere la sua leadership nell’industria della moda.

Le creazioni di Ferragamo vivranno per sempre. La classica ballerina è sempre di moda e moltissime donne la indossano. Il marchio rappresenta l’ideale della scarpa da donna e si impegna a garantire l’eccellenza in termini di qualità, mantenendo a livelli eccezionali sia la produzione che gli standard artigianali.

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Filatura di Grignasco

È nata sul finire dell’800 per iniziativa di alcune tessiture della Valsessera. Affermatasi rapidamente nel settore dei filati per tessuti, si è via via specializzata anche nella produzione di fili per maglieria intima, nella quale oggi detiene una posizione di leadership mondiale. L’acquisizione, una quindicina d’anni fa, della filatura di Gavardo, nel bresciano, ha permesso il significativo ingresso della Filatura anche nel settore dei fili per maglieria esterna, oggi il 50 per cento della produzione del Gruppo. Attualmente l’azienda, organizzata su due stabilimenti a Grignasco (Novara) e a Bostone (Brescia) ad alto impegno tecnologico — è stata la prima tra le filature a essere certificata per la Qualità — occupa circa 950 persone con un fatturato che, al finire degli anni ’90 si aggirava sui 170 miliardi, di cui il 40 per cento realizzato dall’export.

Forbes

Simon (1950). Parrucchiere inglese. Tra gli hairstylist più creativi, oltre che proprietario del celebre salone Antenna di Londra, diventa famoso agli inizi degli anni ’80 grazie alla maestria con cui utilizza macchinette e rasoi elettrici per creare tagli-scultura dal forte impatto. La sua fama, però, è legata soprattutto alle extension, tecnica inventata ispirandosi alle capigliature rasta e basata sull’innesto di capelli sintetici che permettono di allungare la chioma in un istante: un look al cui successo hanno contribuito anche diverse star del mondo della musica, come Boy George e Annie Lennox.

Fisico

Lo lancia Cristina Ferrari nel 1989, con una sfilata di beachwear a Milano. Nel ’97, debutta a Milano Collezioni. Nel ’98, propone il pubikini che, per le ridotte dimensioni, suscita scalpore. La collezione è prodotta a Bergamo e distribuita in Italia, Francia e Spagna. È prossimo lo sbarco in Inghilterra e Stati Uniti. Negli ultimi tre anni, il fatturato ha registrato un incremento annuo del 40 per cento.

Fabrice

Ha raggiunto il successo negli anni ’80 grazie a camicie da sera ricamate con perline, cristalli e strass nello stile della tradizione haitiana. Fabrice disegna le sue collezioni a New York, ma tutta la lavorazione avviene ad Haiti.

Fope

Nel 1929, Umberto Cazzola aprì a Vicenza, in Contrà Sant’Ambrogio, un laboratorio artigianale di oreficeria. Nel secondo dopoguerra, il figlio Odino, appassionato d’arte orafa oltre che esperto di musica, sviluppò l’attività di famiglia dalla dimensione artigianale a quella industriale. Nacque così l’azienda Cazzola (Ficm) che adottò con tempestività tecnologie produttive d’avanguardia nella fabbricazione dei cinturini estensibili in metallo per orologio. L’ingresso in azienda della terza generazione della famiglia, Umberto e Ines, figli di Odino, segnò nel ’61 la nascita del marchio Fope (Fabbrica Oreficeria Preziosi Esportazioni). Come dice la sua stessa denominazione, la Fope concentrò le sue energie soprattutto nell’esportazione di casse e bracciali in oro per orologi potenziando i contatti con la Svizzera, dove contava tra i suoi clienti molte case d’haute horlogerie. Gli anni ’80 confermarono la leadership dell’azienda che divenne un’affermata casa di produzione di gioielleria. In particolare furono apprezzate le maglie tubolari che sintetizzavano qualità di design e perfezione tecnica. Alla fine degli anni ’90 risale la messa a punto dell’orologio femminile. Fope conta più di mille punti vendita in Italia e all’estero e una sede a New York, diretta da Giulia Cazzola. Il fatturato del 2002, ripartito per il 67 per cento in Italia, il 17 per cento in Europa e il 16 per cento negli Stati Uniti, ha raggiunto i 17 milioni di euro.