ERMENEGILDO ZEGNA

Ermenegildo Zegna, azienda ‘family business’, è leader mondiale nell’abbigliamento maschile fine. Leggi storia e aneddoti dello storico marchio di tessuti.

Indice

  1. La filosofia Zegna.
  2. La storia della famiglia Zegna.
    1. Ermenegildo e la sua fabbrica di tessuti.
    2. Aldo e Angelo: gli anni Sessanta.
    3. Anni Ottanta: la verticalizzazione del gruppo e i primi negozi monomarca.
    4. La terza generazione: Gildo, Paolo, Anna, Laura e Benedetta.
  3. Fatturati e acquisizioni nei primi anni Duemila.
  4. Collaborazioni e progetti nei secondi anni Duemila.
  5. Dal 2010 ad oggi: accordi e grandi progetti.
    1. Il centenario.
    2. Stefano Pilati direttore creativo.
    3. L’accordo con Maserati.
    4. La collaborazione con Marcolin.
    5. Il legame con lana Merino.
    6. Alessandro Sartori direttore artistico.
  6. L’impegno di Zegna nei settori dell’ambiente e del sociale.
    1. L’Oasi Zegna.
    2. La Fondazione Zegna.
    3. Ermenegildo Zegna Founder’s Scholarship.
  7. Situazione attuale.

La filosofia Zegna.

La filosofia Ermenegildo Zegna, azienda leader mondiale nell’abbigliamento maschile è l’eleganza. Possiamo affermare, usando una terminologia televisiva, che “fa audience” nei confronti del suo pubblico: l’uomo raffinato.

Eleganza che può essere informale: linee destrutturate e dettagli sartoriali, uniti a uno stile comodo che non dimentica di aggiungere perfino una punta di ironia. Lo ha affermato spesso Aldo Zegna, uno dei figli del fondatore Ermenegildo:

“Il nostro uomo non è fermo a una concezione classica e tradizionale dell’eleganza maschile. Chi veste Zegna segue le nuove tendenze, ma in maniera personale assecondando la necessità di un guardaroba molto funzionale”.

Quindi moda senza diktat, piuttosto semplicità d’autore, l’abito rivisto, filtrato attraverso le esigenze dell’uomo moderno e forgiato sulla qualità dei tessuti. Anzi, il meglio dei tessuti.

La storia della famiglia Zegna.

Ermenegildo e la sua fabbrica di tessuti.

Dizionario della Moda Mame: Ermenegildo Zegna.
Ermenegildo Zegna.

È proprio dai tessuti che comincia la storia della dinastia Zegna, quando Ermenegildo fonda nel 1910 a Trivero, nelle Prealpi biellesi, una fabbrica per produrre tessuti destinati all’abbigliamento maschile di qualità superiore, risultato della selezione diretta delle migliori materie prime (lana, mohair, cachemire, alpaca).

Un intuito imprenditoriale finissimo, capacità di lavoro, orgoglio di un nome subito sinonimo di garanzia: oggi il Gruppo è un organismo vitale, che anticipando i cambiamenti del costume li ha interpretati e vissuti da protagonista, con l’occhio attento al nuovo.

Zegna ha istituito diversi trofei per premiare la qualità di lana e mohair. Nel 1963 ha istituito, in collaborazione con l’Australian Superfine Wool Growers Association (ASWGA), l’Ermenegildo Zegna Extrafine Wool Trophy, per valorizzare l’impegno nella ricerca della qualità espresso dagli allevatori australiani, in particolare nella produzione di lana Merino.

Dizionario della Moda Mame: Ermenegildo Zegna. La lana Zegna, foto di Mattias Klum.
La lana Zegna. Foto di Mattias Klum.

Sempre in Australia, nel 2002 viene lanciato un secondo premio, l’Ermenegildo Zegna Vellus Aureum Trophy (Golden Fleece), aperto a lane con un diametro massimo di 13,9 micron. Dall’anno successivo l’evento coinvolge i quattro principali paesi produttori di lana: Australia, Nuova Zelanda, Argentina e Sudafrica e diventa il punto di riferimento per il vello più pregiato del mondo.

Tutte le lane che partecipano ai trofei vengono acquistate in esclusiva da Ermenegildo Zegna, che nel 2013 ha celebrato il 50° Anniversario dell’Ermenegildo Zegna Extrafine Wool Trophy, simbolo della continuità del rapporto con gli allevatori australiani.

Aldo e Angelo: gli anni Sessanta.

Dizionario della Moda Mame: Ermenegildo Zegna. Aldo e Angelo Zegna.
Aldo e Angelo Zegna.

Aldo Zegna, con il fratello Angelo, subentrando al padre negli anni Sessanta, si rendono conto che non basta creare tessuti superbi se poi si abbandona in mano ad altri la qualità del prodotto finito. Il ciclo (materia prima – lavorazione – disegno – confezione – distribuzione) viene integrato, dando vita all’impresa nel settore dell’abbigliamento da uomo, al quale si aggiungono maglieria, accessori, sportswear.

Lo sviluppo produttivo spinge il Gruppo a cercare sbocchi diretti sui mercati esteri, con l’apertura di filiali commerciali in Spagna, Francia, Germania, Austria, Usa, Giappone, Gran Bretagna, Messico, Turchia, Corea, Singapore e di unità produttive in Spagna e Svizzera.

Anni Ottanta: la verticalizzazione del Gruppo e i primi negozi monomarca.

La verticalizzazione del Gruppo si completa poi negli anni Ottanta con l’apertura delle prime boutique monomarca a Parigi e a Milano; nel 1998 si contano 227 punti vendita monomarca nel mondo (41 di proprietà, 32 in franchising, 154 corner).

La griffe produce all’anno 2 milioni di metri di tessuto, 500 mila capispalla, 500 mila camicie e 3 milioni di cravatte. Nel 1998 il fatturato registra 902 miliardi di lire (80% da abbigliamento e accessori, 20% da prodotti tessili), e una quota export superiore all’80%.

La terza generazione: Gildo, Paolo, Anna, Laura e Benedetta.

Il Gruppo conserva tuttora la natura di family business: dinastia guidata dai componenti della terza generazione, Gildo, Amministratore Delegato, Paolo, Presidente, Anna, Presidente della Fondazione Zegna, Laura, Presidente dell’Oasi Zegna, e Benedetta, Talent Manager Director. Attivissimi in una serie di iniziative che potrebbero riassumersi in made in Zegna, cioè indossare la stessa etichetta, dal consiglio di amministrazione al relax.

Dizionario della Moda Mame: Ermenegildo Zegna. La collezione Second Skin.
La capsule collection Second Skin, 2017.

Per quanto riguarda il formale, già nel 1972 è a disposizione il servizio Su Misura, per soddisfare le esigenze del consumatore raffinato, che ama personalizzare il proprio abito, in termini di modello e tessuto.

Nell’ottica della diversificazione, a luglio 1999 il Gruppo Zegna acquisisce Agnona. Entra così nel fashion donna di alta gamma. La scelta è coerente: Agnona si distingue per l’uso delle fibre nobili e l’eleganza sofisticata ed essenziale delle collezioni.

In giugno Zegna fa il suo ingresso nel mondo di internet, lanciando negli U.S.A. il suo primo sito web. Infine, il guardaroba dell’uomo Zegna si arricchisce di oggetti di pelletteria, in materiali pregiati: la collezione Napoli comprende principalmente borse per uso professionale, mentre la collezione Traveller è destinata ai viaggi, quindi molto resistente.

Fatturati e acquisizioni nei primi anni Duemila.

Nel 2001, il Gruppo Zegna ha conseguito un fatturato di 685,7 milioni di euro, con una crescita dell’8,4% sull’anno precedente, e un utile al lordo delle imposte di 61,3 milioni di euro. Il patrimonio netto ammonta a 334,5 milioni di euro, triplicato rispetto al 1996. Presente in 64 paesi, ha aumentato la posizione competitiva in Cina (+30%), Giappone (+20%).

Il 2002 chiude un anno, contrassegnato da difficoltà e incertezze sui principali mercati mondiali, con un fatturato consolidato di 660 milioni di euro. La crescita delle vendite in Asia (più 15%) e quella più contenuta in Europa (+4%), le ragioni alla base della tenuta. A fine anno sono 379 i negozi monomarca, 135 dei quali di proprietà.

Nel 2003 Zegna costituisce una joint venture in Cina, la Sharmoon Ez, acquisendo il 50% della ShaarMoon, azienda cinese guidata dai fratelli Chen, specializzata nella produzione di abiti e giacche di alta qualità per uomo. L’obiettivo è migliorare la posizione competitiva nella Repubblica popolare, dove il gruppo biellese è presente con 36 negozi in 25 città e fattura 33 milioni di euro, il 5% del totale. La joint venture è terminata nel 2015.

Collaborazioni e progetti nei secondi anni Duemila.

Nel dicembre 2004, Zegna firma con il Gruppo De Rigo Vision, per lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di una linea di occhiali da vista e da sole con il marchio Zegna.

Nel febbraio 2006 poi, il brand dà vita a una collaborazione pluriennale con lo stilista Tom Ford, la cui collezione debutta nella primavera 2007 e comprende un’ampia gamma di capi d’abbigliamento e accessori di lusso.

Nel 2006 invece il Gruppo Ermenegildo Zegna e Perofil, storica azienda di abbigliamento intimo maschile, hanno sottoscritto un accordo, che assegna a Perofil la licenza mondiale per lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di una linea di capi underwear, anche sportivi, con il marchio Ermenegildo Zegna.

Il gruppo Ermenegildo Zegna apre nel 2007 il primo global store a Milano in via Monte Napoleone.

Dizionario della Moda Mame: Ermenegildo Zegna. La boutique di Milano.
La boutique di Milano in via Montenapoleone.

Nel 2008 Zegna lancia il progetto “Oasi Cashmere”, che attinge alle tecniche medievali per la tintura vegetale dei filati di puro cashmere utilizzando elementi naturali come erbe e legno. In quest’anno, il Gruppo è presente con oltre 7000 dipendenti e 547 negozi di monomarca, di cui 291 di proprietà. Apre anche 7 nuovi negozi in America Latina, come era stato previamente pensato, raddoppiando il numero dei suoi negozi.

Dizionario della Moda Mame: Ermenegildo Zegna. Oasi Cashmere.
Il tessuto Oasi Cashmere.

Dal 2010 ad oggi.

Il centenario.

Il 2010 è l’anno del centenario: il Gruppo Zegna celebra i 100 anni di eccellenza. Lo stesso anno, il marchio inaugura la sua boutique online, accessibile in Europa, Canada, Giappone e Stati Uniti, allo scopo di legarsi di più con il consumatore. Il 2010 vede inoltre l’avviamento della collaborazione del Gruppo Zegna con Girard-Perregaux, simbolo della “Haute Horlogerie” svizzera.

Dizionario della Moda Mame: Ermenegildo Zegna. La sfilata del centenario.
La sfilata in occasione del centenario.

Nel luglio del 2011 Zegna e Estée Lauders Companies firmarono un accordo di licenza in esclusiva per per lo sviluppo, la produzione e la distribuzione delle nuove fragranze.

Stefano Pilati direttore creativo.

Il 1 gennaio 2013 Stefano Pilati, ex direttore creativo di Yves Saint Laurent, entra a far parte del gruppo Zegna come nuovo direttore creativo di Agnona e head of design di Ermenegildo Zegna Couture collection.

Dizionario della Moda Mame: Ermenegildo Zegna. Stefano Pilati.
Stefano Pilati.

L’accordo con Maserati.

Nel 2013 Zegna ha sottoscritto un accordo con Maserati, di lunga durata, che avvia una vera e propria partnership per la produzione di una berlina Limited Edition, la Quattroporte by Ermenegildo Zegna. L’ammiraglia di Maserati, presentata nella primavera 2014, è stata reinterpretata e personalizzata con colori, materiali e tessuti ispirati alle collezioni del Gruppo.

Dizionario della Moda Mame: Ermenegildo Zegna. Maserati Quattroporte.
La Maserati Quattroporte Limited edition by Zegna.

In particolare i tessuti verranno realizzati dallo storico Lanificio Zegna di Trivero. La collaborazione con Maserati ha visto nel 2015 il lancio degli interni Ermenegildo Zegna per tutti i modelli Ghibli, Quattroporte e, nel 2016, Levante.

La collaborazione con Marcolin.

Nel 2014 il Gruppo Marcolin e il Gruppo Ermenegildo Zegna firmano il contratto che assegna a Marcolin la licenza mondiale per lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di occhiali da sole e montature da vista a marchio di Ermenegildo Zegna e Agnona.

Dizionario della Moda Mame: Ermenegildo Zegna. Occhiali Marcolin.
La collezione Eyewear nata dal sodalizio con Marcolin.

Il legame con Lana Merino.

Nel luglio 2014, per rafforzare il legame con la lana Merino e raggiungere standard di produzione sempre più elevati, il Gruppo ha acquisito la maggioranza della fattoria Achill, proprietà australiana situata nel New South Wales, dove vengono allevate pecore Merino.

Dizionario della Moda Mame: Ermenegildo Zegna. Le pecore Merino in Australia.
Le pecore Merino in Australia.

Zegna, nel duplice ruolo di produttore e acquirente, assume così la responsabilità diretta della fase di produzione di una delle sue principali materie prime, riconfermando il costante e duraturo sostegno al settore laniero e completando la sua strategia di verticalizzazione.

Alessandro Sartori direttore artistico.

Nel 2015 Pilati lascia il ruolo del direttore creativo di Agnona a Simon Holloway. Lo stesso anno finisce la joint venture con Sharmoon.

Nel 2016 il gruppo Ermenegildo Zegna nomina Alessandro Sartori, come Direttore Artistico con responsabilità per tutti i marchi e linee Zegna, e per tutte le funzioni creative.

Dizionario della Moda Mame: Ermenegildo Zegna. Alessandro Sartori.
Alessandro Sartori.

Risalgono allo stesso periodo gli accordi con Isa SpA riguardo le licenze mondiali per lo sviluppo, la produzione e la distribuzione, rispettivamente, della linea occhiali e dell’intimo maschile Ermenegildo Zegna.

Nel giugno 2016 si chiude l’accordo con Perofil. Nell’ottobre dello stesso anno il Gruppo Ermenegildo Zegna conclude un accordo per il controllo della Bonotto SpA, azienda manifatturiera tessile con sede a Molvena (Vicenza).

L’impegno di Zegna nei settori dell’ambiente e del sociale.

L’Oasi Zegna.

Il Gruppo Ermenegildo Zegna si impegna da tempo in attività a favore dell’ambiente e del sociale. Il fondatore Ermenegildo Zegna si dedicò fin dai primi anni Trenta nella valorizzazione dell’ambiente, a partire dal territorio di origine, costruendo la “Panoramica Zegna”. Lungimirante visionario, attraverso la riforestazione dell’area montana intorno al proprio lanificio e la creazione di strutture socio-assistenziali, Ermenegildo Zegna ha realizzato uno dei primi esempi industriali italiani di mecenatismo ambientale e sociale.

Nel 1993 prende vita l’Oasi Zegna, un laboratorio all’aria aperta che copre un’area di 100 km2, per valorizzare la relazione tra uomo, cultura di montagna e natura. Il 20 settembre 2014 l’Oasi Zegna riceve, unico in Italia, il patrocinio del FAI Fondo Ambiente Italiano, come esempio di tutela e valorizzazione del nostro patrimonio ambientale e culturale.

Dizionario della Moda Mame: Ermenegildo Zegna. Oasi Zegna, foto di Mattias Klum.
L’Oasi Zegna, sulle Alpi biellesi, fotografata da Mattias Klum.

La Fondazione Zegna.

Per confermare il proprio impegno nel sociale, il Gruppo Zegna, anno dopo anno, prosegue la propria missione nella ricerca della qualità dei suoi prodotti in assoluto rispetto per l’ambiente. Inoltre, il Gruppo gestisce le attività filantropiche della famiglia Zegna a supporto di organizzazioni che lavorano a sostegno del sociale e dell’ambiente. Tali attività sono promosse dalla Fondazione Zegna, di cui Anna Zegna è Presidente.

La Fondazione Zegna nasce nel 2000 come espressione moderna dello spirito del fondatore. Con la donazione del 5% degli utili, la Fondazione Zegna sostiene progetti in diverse aree di attività: valorizzazione delle risorse ambientali, promozione dello sviluppo sostenibile nelle comunità locali, salute e benessere, cultura e educazione per i giovani.

Dizionario della Moda Mame: Ermenegildo Zegna. Fondazione Zegna, Podere Case Lovara.
Fondazione Zegna: Podere Case Lovara a Punta Mesco. Panoramica di Davide Marcesini.

La Fondazione Zegna ha sede a Trivero, in provincia di Biella, dove si trovano anche Casa Zegna, archivio storico e polo di aggregazione culturale, e Oasi Zegna,

Nel 2012 Ermenegildo Zegna lancia un nuovo progetto a livello mondiale: ZegnArt, un insieme articolato di attività realizzate nell’ambito delle arti visive contemporanee.

Ermenegildo Zegna Founder’s Scholarship.

Come parte della policy in corso a favore dello sviluppo delle risorse umane che il Gruppo Zegna supporta attraverso training e piani incentivi, è stata annunciata nel 2014 l’avvio di Ermenegildo Zegna Founder’s Scholarship.

Il programma prevede uno stanziamento annuale nell’educazione di 1 milione di euro, per consentire a laureati italiani, che si sono distinti per particolare talento, di conseguire un master o un dottorato presso prestigiose Università o Centri di ricerca di eccellenza internazionali. Il piano prevede il rientro in Italia dopo gli studi specialistici all’estero.

Dizionario della Moda Mame: Ermenegildo Zegna. Founder's Scholarship.
Ermenegildo Zegna Founder’s Scholarship.

Il progetto avrà una durata di 25 anni, e intende onorare il fondatore del Gruppo, Ermenegildo Zegna, distintosi per le attività filantropiche in Italia. Nel 2016 grazie al progetto sono state elargite un totale di 33 borse di studio.

Situazione attuale.

Il Gruppo Ermenegildo Zegna, leader mondiale nell’abbigliamento di lusso maschile con oltre 6.500 dipendenti nel mondo, ha chiuso il 2016 con un fatturato consolidato di 1.156 miliardi di euro.

La quota export del fatturato incide per circa il 90%; la Cina, in ripresa, continua a rappresentare il mercato più importante, seguita dagli U.S.A. A fine 2016, Zegna era presente nelle più importanti città di 100 paesi differenti, con un totale di 513 negozi monomarca (di cui 287 gestiti direttamente).

Nel 2017 sono previsti rinnovi e completamenti a Mosca, San Pietroburgo, Zurigo, Bangkok, Pechino e altre città cinesi.

Dizionario della Moda Mame: Ermenegildo Zegna. La campagna Defining Moments 2017.
Robert De Niro e McCaul Lombardi nella campagna ‘Defining Moments’ 2017.

Eley & Kishimoto

Marchio inglese, varato nel 1992 da Mark Eley, gallese, classe 1968, e da sua moglie Wakako Kishimoto (1965), nata a Sapporo in Giappone. Lui si diploma nel ’90 al Politecnico di Brighton con un corso di laurea in moda e tessitura, lei finisce gli studi nel ’92 alla Central Saint Martin’s. Ambedue specializzati in stampe di tessuti, iniziano a disegnare per stilisti famosi come Chalayan, McQueen, Caseley-Hayford. La loro prima collezione Rainwear è realizzata in Pvc ad allegre fantasie, usato per giacche impermeabili, guanti e ombrelli. La prima sfilata ufficiale è avvenuta in occasione della Settimana della Moda di Londra per l’autunno-inverno 2001. Anche se la produzione è aumentata considerevolmente, fino ad assumere le proporzioni di una grande azienda, Eley e Kishimoto preferiscono mantenere una conduzione tranquilla, di tipo familiare, in un laboratorio di South London, aiutati da un piccolo gruppo di artigiani. Sono diventati famosi per l’allegria e la vivacità dei loro tessuti, stampati a disegni originali e coloratissimi, acquistati da stilisti come Saint-Laurent, Ribeiro, Jil Sander, Louis Vuitton per le loro collezioni. Oltre all’abbigliamento e agli accessori (guanti, occhiali da sole, biancheria e sneakers), il marchio ora comprende anche articoli per la casa, dai mobili alle ceramiche, alle carte da parati.
Il brand nel corso degli anni ha percorso anche strade poco comuni tra i designer della moda, arredamento, architettura, tecnologia per cellulari e computer, collaborazioni con artisti e gallerie. Nel 2007 gli stilisti firmano una partnership giapponese per portare il marchio in tutto il mondo. Nel 2008 Mark Eley and Wakako Kishimoto diventano direttori creativi della casa di moda francese Cacharel.

Esistenzialismo

In filosofia: sistema di pensiero che sottolinea la responsabilità individuale, la libertà di scelta e l’autenticità dell’esistenza. Patria d’elezione: la Francia. Colore d’appartenenza: solo e rigorosamente nero. Quello dei pantaloni a sigaretta, dei pullover dolcevita, delle camicie severe e chiuse sino all’ultimo bottone di coloro che frequentavano le “caves” parigine negli anni ’50, freschi della lettura di Jean-Paul Sartre e di Albert Camus. Una dittatura cromatica interrotta solo dall’uso di alcuni capi tipicamente (e dunque autenticamente) francesi: le maglie bretoni dei marinai a righe blu su fondo bianco, il basco, le bluse candide del folklore alsaziano, indossate da chi preferiva i locali di St Germain de Prés. In qualche modo anticipatore del minimalismo, l’esistenzialismo come forma estetica porta alla ribalta il jazz americano (in quegli anni Miles Davis vive a Parigi una “scandalosa” storia d’amore con Juliette Gréco), ma anche la pittura informale, il cinema non-narrativo di Jean Luc Godard, l’approdo nella letteratura dei temi della “nausea” (titolo del più noto romanzo di Sartre) e della “noia” (così si chiama un romanzo dell’italiano Alberto Moravia). Un tedium vitae espresso anche in un make-up drammatico: occhi bistrati e ovale pallido per le longilinee fanciulle, barba incolta per gli uomini. Uniche concessioni a un’apparenza che metteva in secondo piano decori, frivolezze, effervescenze stilistiche. In apparenza, appunto.

Ean 13

Giovane brand di tendenza propone un prodotto interamente concepito e realizzato in Italia. Gli abiti delle collezioni di questo marchio sono fatti con morbidi e pregiati tessuti arricchiti da disegni esclusivi e dai cristalli Swarovski, per una donna che cerca uno stile sportivo ma anche raffinato. Simpatica e giovanile è la collezione Calimero, caratterizzata dalla presenza del pulcino nero in cristalli o applicato su T-shirt, camicie e felpe.

Edelstein

È figlio d’arte o meglio di mestiere perché la sua famiglia si occupava di confezioni. Dopo essere stato a bottega da vari protagonisti della moda britannica, compreso Biba, lavora nella sede londinese di Dior. Crea la sua linea femminile nel ’77. Dall’82 si dedica esclusivamente al "su misura". Abbandona l’attività nel ’93, dichiarando che il lusso non ha più mercato.  
Il designer è autore dell’abito di velluto blu che Lady Diana indossava quando ballò con John Travolta alla Casa Bianca nel 1985. Quel vestito da sera è stato il pezzo forte dell’asta benefica svoltasi a New York nel 1997, che fruttò più di due milioni di sterline. Lo stesso abito è stato ribattuto all’asta di Kensington Palace a Londra nell’ottobre 1999, insieme ad altri 13 modelli che Maureen Rorech si era aggiudicata per 500 mila sterline in occasione dell’evento newyorkese.
2002, novembre. I modelli di Edelstein sono in mostra al Tennessee State Museum di Nashville. La rassegna Royalty and Elegance raduna abiti regali che vanno dal guardaroba di Carlo I, che risale al XVII secolo, fino al Principe di Galles, a Elisabetta II, alla Regina Vittoria e Lady D. Rappresentati anche differenti generi di "regalità", come quella politica di Tipper Gore o quella hollywoodiana di Marylin Monroe.

Ethnic

Termine nato negli anni ’60 quando gli stilisti cercarono e sperimentarono nuovi approdi estetici ispirandosi appunto ai vestiti di popoli lontani e sconosciuti. Un abito semplice e comodo oppure abilmente realizzato ed elaborato, ma soprattutto ispirato agli abiti-costumi di popolazioni che non appartengano al mondo occidentalizzato, soprattutto del Sudamerica, dell’Africa, del lontano Oriente oppure degli isolani dell’Oceano Pacifico. Questa è la condizione perché si possa parlare di capo etnico. Il messaggio multiculturale si è ormai profondamente radicato nella moda contemporanea.

Ellis

Dopo un lungo rodaggio in due industrie di confezioni, la John Meyer of Norwick e la Manhattan Industries, firma nel 1975 una linea in pelle e, nel ’78, si mette in proprio, raggiungendo uno stabile successo per la sapienza nel rivisitare e ringiovanire la tradizione.
2009. La Perry Ellis International possiede oggi le licenze di molti marchi, tra i quali Perry Ellis, Savane, Jantzen, Original Penguin by Munsingwear, Cubavera, Laundry by Shelli Segal, Gotcha, Ping Collection, Nike Swim, C&C California e Grand Slam, e ultimamente ha l’obiettivo di portare oltreoceano le diverse linee Perry Ellis, tra le quali la Perry Ellis Collection, Perry Ellis Portfolio and Perry Ellis America.