Di Fonzo

Conclusi, a Firenze, gli studi alla facoltà di Lettere e filosofia, si trasferisce a New York dove frequenta le migliori scuole di design e creazioni di moda. Nel 1987, torna in Italia. Trasferitasi in Maremma, crea la ditta di modisteria Carmilia: traendo ispirazione dai suoi tanti viaggi, produce in maniera artigianale e con tecniche sartoriali ad alto livello, cappelli e accessori nei quali allo stile tipicamente italiano si uniscono linee movimentate che alludono a costumi di culture diverse, prediligendo materiali di origine naturale (paglie di Firenze, feltri, velluti, organze, rafia) e il mondo della natura (piume, foglie, fiori). I suoi cappelli "sfilano" con importanti firme del mondo della moda, fra i quali Gaultier ed Erreuno. Le sue collezioni sono presentate in varie mostre, e partecipano ad "Alta Roma-Alta Moda".

De Foer

Dopo avere tentato di essere accettato diciottenne all’Académie Royale des Beaux Arts di Anversa, ha studiato grafica a Gand e nell’87 si è ripresentato all’Accademia. Vi è stato ammesso. Uscitone diplomato, dopo 4 anni, ha trovato lavoro da Castelbajac che ha assistito anche per le collezioni Courrèges. Successivamente ha strettamente collaborato con Jean Paul Gaultier. Dall’ottobre del ’98, ha una sua griffe. Le sue fonti di ispirazione sono prevalentemente etniche e la sua creatività fa leva sui tessuti. La sua linea di prêt-à-porter femminile è venduta in Europa, Medio Oriente e Usa.

Daks

Il tradizionale English Style è proposto in chiave moderna. I tessuti utilizzati sono realizzati in esclusiva. La storia del marchio comincia nel 1894 quando Simeon Simpson apre una ditta a Londra, con servizi, per allora, straordinari: abiti su misura in 24 ore. Il business continua tanto che il figlio Alexander inaugura una nuova azienda nel 1917. La storia è andata avanti fino al ’91 quando la famiglia Simpson ha venduto a un’altra famiglia, la giapponese Sanyo Seiko, che ha mantenuto comunque invariati il nome e la linea del marchio. Lo stile, infatti, fino a oggi, non è mai cambiato con capi in velluto, flanella, lana e alpaca e una linea country-town, giocata sulle tonalità del marrone, verde foresta, mirtillo e peltro.
Bruce Montgomery si è unito alla Daks nel 1996 diventando responsabile della direzione e coordinazione di tutte le linee di prodotti, la Daks Luxury, Daks London e la Daks E1. Montgomery è infatti Menswear Design Director.

Depero

Fortunato (1892-1960). Artista italiano. Nel 1919, fonda a Rovereto la Casa d’Arte Futurista in cui trova applicazione la concezione dell’unità creativa delle arti: pittura, architettura, arti decorative e moda, così come l’artista auspicava nel Manifesto per la ricostruzione futurista dell’universo. Alla Casa d’Arte Depero, con la moglie Rosetta, progetta e realizza, oltre a opere di grafica pubblicitaria, oggetti d’arredo come mobili, cuscini, arazzi, abiti fra cui scialli e sciarpe con fantasie geometriche ed elementi stilizzati di origine naturalistica, e tessuti per l’arredamento. Gli abiti più noti di Depero restano comunque i Gilet Futuristi ideati appositamente per gli artisti del movimento. Sono in stoffe variopinte con arabeschi e motivi naturalistici. È a pesci blu quello per Azari del 1923. È a inserti rossi, gialli e arancioni quello per Marinetti dello stesso anno. Sempre nel ’23 progetta scialli a fantasie geometriche per la seteria Piatti di Como e presenta i bozzetti all’Exposition des Arts Décoratifs di Parigi. Fra i rari lavori dedicati all’abito femminile sono i figurini per le copertine di Vogue del ’30. Negli anni ’40, Depero è suggestionato dai motivi decorativi dell’Aeropittura Futurista che si ritrovano nei tessuti per la ditta Franco Scalamandré-Silk di New York e il cui eco si avverte nel manifesto del 1942 L’abito della vittoria. Molte sue opere-moda sono esposte al Museo d’Arte Contemporanea di Trento e Rovereto, città quest’ultima dove morì.

Disco

Moda da discoteca. L’eredità funk e glam, l’assurgere di nuove tecniche di registrazione (si affaccia la campionatura come modo di composizione) e di nuove star sulla scena musicale, come Sylvester, Donna Summer e Gloria Gaynor, danno un nuovo impulso a due minoranze importanti come neri e gay, sempre in prima linea nell’unire passione per la danza e per l’attitudine-look. Tra i fa”shion designer, Betsey Johnson, già responsabile di molte stravaganze moderniste, e Norma Kamali prendono spunto da questa rinnovata attenzione per il corpo, disegnando abiti (jeans in tessuto elasticizzato, pantaloncini, tute da ballo) dove al tessuto di base vengono aggiunti nuovi materiali come lo Spandex e la Lycra che ne aumentano l’elasticità per consentire maggiore libertà di movimento nello scatenamento al ritmo della disco music. Stampe tipiche del momento sono lo zebrato, la pelle di serpente, il tigrato, in breve l’esotico e il tropicale. Come spesso succede, molte di queste innovazioni, pensate inizialmente per un pubblico ristretto, trovano poi la via per affermarsi fuori dai luoghi specifici.

Damasco

Tessuto operato in cui l’effetto damasco è ottenuto con disegni lucidi su fondo opaco, a motivi geometrici o floreali. Di origine cinese, attraverso l’India e la Persia, giunse a Damasco, che nel Medioevo era il più importante centro commerciale tessile. Il damasco è sempre in tinta unita, mentre i tessuti damascati sono lavorati come il damasco ma con filati di colori diversi, che oltre all’effetto di chiaroscuro, lucido-opaco, creano un contrasto di colori.

Dinco

Dino (1970). Fotografo americano di origini italiane. Al 1998 risale la sua prima pubblicazione sulla rivista Surface e da allora viene considerato un autore interessante per le sue immagini d’avanguardia che gli permettono, l’anno dopo, di vincere il premio dell’Art Directors Club di New York. Vive e lavora a Los Angeles.

Daché

Dopo l’apprendistato dalla parigina Caroline Reboux, ha lavorato esclusivamente a New York, aprendo un atelier sul finire degli anni ’20 e, sino agli anni ’60, facendosi portavoce della moda europea, per quel che riguarda i cappelli da donna: comprava i modelli a Parigi e li riadattava secondo il gusto americano. Parallelamente, disegnava sue collezioni ispirandosi ai copricapi di lontane etnie africane e asiatiche. Ha vestito le teste di Betty Grable, di Marlene Dietrich e di Jacqueline Kennedy. Si è ritirata nel ’69. Ha pubblicato i libri Talking through my Hat (’46) Lilly Daché’s Glamour Book (’56).

Delman

Promosse i giovani creatori ai quali dava spazio nelle vetrine delle sue boutique. Fu uno dei primi a utilizzare le dive di Hollywood come testimonial. Nato a Portersville in California, passò l’adolescenza a Portland in Oregon dove la sua famiglia era proprietaria di un negozio di scarpe. Dopo la prima guerra mondiale, aprì a sua volta due boutique: una a Hollywood e un’altra in Madison Avenue a New York. Le sue creazioni si distinsero fin dagli anni ’30 per il costo elevato ma anche per l’ottima fattura. Nel 1937 si accordò con Edward Rayne, una casa inglese specializzata in costumi teatrali che sin dal ’35 era diventata fornitrice ufficiale della Regina Mary. Nel ’38, firmò un importante accordo anche con Vivier commercializzando le scarpe di questo marchio. Alla fine degli anni ’50 la catena di grandi magazzini Genesco ricomprò l’azienda nominandone direttore Rayne. Era il momento della grande espansione che si tradurrà in vendite per oltre un miliardo e mezzo di scarpe l’anno. Nel ’73, la Debenham’s acquistò la catena Genesco e quindi anche la griffe Rayne-Delman.

Dmr

Holding che controlla diverse società soprattutto nel settore tessile. Ha sede a Carpi ed è guidata da Renato Crotti, insieme ai figli Daniele e Davide. La società trainante del gruppo è la Silanco, fondata nel 1949 per la commercializzazione di tessuti a maglia, operati e jacquard: oggi vende in 29 paesi del mondo, cioè esporta l’80 per cento del suo fatturato. Le altre società (Statos, Merak, Sirio, Tecnotex, Torcitura di Novi e Torotex) producono essenzialmente tessuto a maglia differenziato per tipo, finezza e diametro, destinato ai confezionisti in particolare, ma anche a produttori di tendaggi, cucirini, cravatte ed etichette. La più recente delle società del Gruppo è la Silanpol, con sede a Varsavia: produce e vende prevalentemente sul mercato polacco e più in generale nei paesi dell’Europa orientale. Il fatturato totale della Dmr è di oltre 50 milioni di euro.