DATTI

Sartoria romana di moda maschile fondata nel 1919 da Arocle Datti, dopo un lungo tirocinio. Ha vestito molti grandi, da Totò a Eisenhower. Era famoso per il taglio dei frac e per i completi. Nel ’57, fu affiancato dal figlio Massimo appena ventenne che diede un’impronta nuova all’atelier. Nel ’59, parteciparono in America alle sfilate dell’alta moda maschile, conquistando l’attenzione della critica. Nel ’74 Massimo Datti ha aperto una boutique in via Bocca di Leone, a Roma, che è tuttora in attività.

Delpierre

Madeleine (1920-1994). Studiosa di moda. È stata il primo conservatore del Musée de la Mode e du Costume del Louvre. Specializzata nella storia del costume, soprattutto per quel che riguarda l’800 e il ‘900, ha curato una serie di volumetti sulla grammatica degli stili per l’editore Flammarion.

Dal Co’

Nasce a Traversetolo, in provincia di Parma. Impara il mestiere sin da ragazzo. Subito dopo la seconda guerra mondiale, spinto dalla sorella Amabile, madre delle sarte Fontana, si trasferisce a Roma e apre, in via Crispi 35, un negozio con annesso laboratorio per calzature su misura. Nel 1951 si sposta a Porta Pinciana. Collabora con le grandi firme dell’alta moda del momento, come Schuberth, Fabiani, Lancetti e Carosa. Insieme alle sorelle Fontana inizia una linea di scarpe e borse dal nome Fontalcò. Una parte degli accessori per il corredo di Maria Pia di Savoia portava questa firma. All’epoca la calzatura si realizzava a stretto contatto con le sartorie d’alta moda: un abito importante aveva le scarpe e la borsa della stessa stoffa, spesso decorata da ricami fatti a mano. Si servivano da lui Gina Lollobrigida, Soraya, Ava Gardner, Linda Christian, Audrey Hepburn. Contribuì a diffondere la moda del tacco altissimo e a stiletto su cui si ergevano raffinatissime décolleté. Creò per Diana Vreeland pantofoline in pelle con coccarda in gros-grain. Alcuni suoi modelli sono esposti al Metropolitan Museum of Art di New York. Tra quelli storici, si ricorda la scarpa Paparazzo, creata nel ’53: una décolleté con un sottile tacco fornito di una rondella a piccole lamine, da usare contro l’invadenza dei fotografi. Oggi, il negozio e il laboratorio sono in via Vittoria 65. Continuano la tradizione la figlia Nives e la nipote Silvia. 

De Lisi

Nasce a Long Island, New York. Studia pittura e scultura al Pratt Institute di Brooklyn dal 1973 al ’77. Le sue prime esperienze di lavoro sono con il grande magazzino Bloomingdale’s, nel reparto bambini. Alla fine degli anni ’70, lancia una linea di moda maschile chiamata Benedetto. Nell’82 si trasferisce a Londra dove apre un ristorante francese. Due anni dopo, rientra nella moda con una collezione femminile. Il suo stile è ben lontano dal cupo minimalismo londinese degli anni ’90, cosa di cui va fiero. Nel ’91 entra in società con il gruppo Jacques Vert, produttori e distributori di moda. Vince il premio British Glamour Designer of the year per il ’94 e il ’95.

Dina

Parrucchiera milanese per signora. Nel 1968, apre il suo studio nel crocevia della moda, in via della Spiga 23, dopo anni di esperienza come acconciatrice per i più famosi stilisti e fotografi. Di vaga atmosfera new age, è un vero e proprio appartamento su due livelli dove Dina lavora con la sua collaboratrice Francesca, in compagnia della madre e di una gatta. Qui, circondate da giochi di luce, fragranze naturali e musiche selezionate, le fedeli clienti di Dina, tra le donne più eleganti di Milano, oltre ai trattamenti a base vegetale e al massaggio al cuoio capelluto, possono farsi fare il "taglio della salute" allo scopo di eliminare le doppie punte dalle chiome lunghe. Dina propone anche prodotti per la cura dei capelli di sua personale ricetta fitoterapica. Agli inizi del 2000, Dina si è trasferita nella milanese via Kramer.

Del Carlo

L’attività familiare (maglieria) è fondamentale per la sua formazione professionale. Nel 1986 apre un maglificio con la sorella Piera: sotto l’etichetta con il suo nome, sviluppa uno stile di ricercata semplicità, fatto di materiali pregiati ma anche di forme innovative, con aspetto spesso "vissuto". Nel ’96 inaugura un nuovo stabilimento a Capannori (Lucca), dove produce 50 mila capi all’anno che distribuisce a 270 clienti in tutto il mondo.

Dujardin

Specializzata in abbigliamento infantile, dai neonati agli adolescenti, alle future mamme. Ha una clientela da Libro d’Oro dell’aristocrazia. Nasce da un’idea dei fratelli Teurlings che rilevano nel 1942 l’attività di Mrs Welcomme, ingrandendola in breve tempo. Alla fine degli anni ’80 impiegava 470 persone con un fatturato di 820 milioni di franchi belgi. Un terzo delle azioni Dujardin appartiene alla holding Cobepa. È presente anche, con corner o boutique, nei grandi magazzini: a Londra da Harrods e da Liberty; a Tokyo da Isetan.