Chiara Ferragni

Indice:

  1. Le origini e l’esordio
  2. The Blonde Salad
  3. La regina dei fashion blog
  4. I Ferragnez

LE ORIGINI E L’ESORDIO

Chiara Ferragni nasce a Cremona il 7 Maggio 1987. Primogenita, ha due sorelle minori, Francesca e Valentina.  Affezionatissima al suo cane, Matilda. Dopo aver conseguito la maturità classica, Chiara decide di iscriversi all’Università Bocconi di Milano, facoltà di Giurisprudenza.

Molto legata alla famiglia, vive tra Cremona e Milano. Vicina alla laurea decide di abbandonare gli studi per per dedicarsi alla sua vera passione, la moda. Passione ereditata dalla mamma, venditrice di moda e con un grande amore per la fotografia. Nell’ottobre del 2009 apre un blog dal nome The Blonde Salad, insieme al fidanzato Riccardo Pozzoli. Inizia così la sua ascesa nel mondo della moda.

Chiara Ferragni e Riccardo Pozzoli con la cagnolina Matilda

THE BLONDE SALAD

Il blog nasce dal desiderio di Chiara di farsi conoscere. È sempre stata molto ambiziosa e consapevole della sua bellezza. Così The Blonde Salad inizia il suo corso, nonostante le gelosie di Riccardo Pozzoli, che non amava vedere la fidanzata esibita online. Egli cambia idea una volta trasferitosi negli Stati Uniti, per frequentare un master di marketing a Chicago. Capisce che la strada che hanno intrapreso è la strada che porta al successo, e inizia in prima persona a scattare delle foto a Chiara.

Con un investimento iniziale di circa 500 euro il blog inizia a mietere i primi successi, complice anche l’aspetto fisico della bella Chiara, ragazza acqua e sapone, bionda e con gli occhi azzurro cielo.

La storia tra i due giovani termina dopo 5 anni di relazione, ma la coppia continua a lavorare insieme mantenendo un buon rapporto. Inizialmente, nel blog, la giovane studentessa lombarda racconta la sua vita che si divide tra Milano, dove studia e vive la sua settimana, e Cremona, dove torna ogni weekend per poter stare con la sua famiglia. Inoltre rende protagonisti dei suoi post anche Riccardo e Matilda.

Chiara, con il passare del tempo, inizia a concentrarsi sempre di più sui suoi outfit, sui vestiti che compra, sempre molto di tendenza, e dispensa consigli ai suoi lettori. La sua visibilità cresce sempre di più.

LA REGINA DEI FASHION BLOG

Nel 2010 Chiara Ferragni viene invitata come ospite agli MTV Trl Awards, dove presenta la sua prima linea di scarpe. Il suo marchio cresce con il passare del tempo e ha un successo tale che nel dicembre 2011 viene segnalata da Vogue Italia come blogger of the moment, visto che The Blonde Salad ogni mese ottiene più di un milione di visite e una media di dodici milioni di pagine viste.

Chiara Ferragni indossa le scarpe di Steven Madden

Nel 2013 arriva il momento di un e-book, sempre intitolato The Blonde Salad. Nel dicembre dello stesso anno collabora con Steve Madden per la progettazione di una collezione di scarpe per la primavera 2014. A dicembre è giudice ospite nella tredicesima edizione di Project Runway.

Nel 2014 le sue attività la portano ad un fatturato di circa otto milioni di dollari, che diventano più di dieci nel 2015. Anno importante per la influencer, che diventa caso di studio da parte della Harvard Business School. Tutte le riviste di moda parlano di lei. Vogue Spagna le mette in copertina, prima fashion blogger ad aver raggiunto un traguardo simile.

Nel 2016 la Ferragni è testimonial di Amazon Moda e global ambassador di Pantene. Posa senza veli per l’edizione di Vanity Fair USA, che la consacra come personaggio che vanta più di otto milioni di follower sul suo account di Instagram. Anticipa i cambiamenti in Italia: in alcuni scatti appare l’hashtag #ad per chiarire che si tratta di pubblicità. Forbes la inserisce nella lista dei trenta artisti europei con meno di trent’anni più importanti. La Mattel realizza una Barbie in suo onore.

Chiara Ferragni per Vanity Fair USA

Nello stesso periodo, la fashion blogger intraprende una storia d’amore con il rapper Fedez, la popolarità dei due, soprattutto sui social network, cresce grazie anche alla loro immagine di coppia. L’account di Instagram arriva a contare 10 milioni di follower.

Nel 2017 viene nominata dalla rivista Forbes “l’influencer di moda più importante al mondo”, e viene scelta da Swarovski come testimonial della collezione natalizia, accanto alle top model Karlie Kloss, Naomi Campbell e Fei Fei Sun.

Chiara Ferragni per Swarovski

Il 6 dicembre 2017 viene premiata a Roma come Top Digital Leader e nella categoria Web Star italiane donne, nell’ambito della prima ricerca sulla leadership digitale in Italia.  Nel 2018 viene scelta come testimonial dall’azienda di gioielleria Pomellato e dall’azienda di intimo Intimissimi, in quest’ultima affiancando la modella Gisele Bündchen.

Giselle Bündchen e Chiara Ferragni per Intimissimi

Chiara Ferragni oggi  pensa a rafforzare il blog che l’ha resa milionaria. Ha infatti concluso un accordo con Ibox Digital, controllata del gruppo Giglio, quotato in Borsa sul segmento Star, per la gestione e lo sviluppo del suo portale The Blonde Salad.

Ad annunciarlo la società fondata nel 2003 da Alessandro Giglio, Ibox Digital, che svilupperà e gestirà in tutto il mondo il portale e-commerce The Blonde Salad, dalla strategia digitale fino alla consegna finale all’utente, mettendo a disposizione il proprio modello di e-commerce strutturato che consente una accelerazione delle vendite online. The Blonde Salad, nato inizialmente come fashion blog, è oggi una delle più celebri piattaforme digitali che offre una esperienza di lifestyle a 360 gradi, un vero e proprio marchio di riferimento che crea e diffonde contenuti giornalieri che ispirano i suoi utenti e li invita a partecipare ad una conversazione collettiva sulla moda.

I FERRAGNEZ

Chiara Ferragni e Fedez

Dopo la relazione con Riccardo, Chiara conosce a un pranzo con amici il cantante rapper Fedez, ma inizialmente non scatta niente tra i due. Chiara è in America e degli amici le inviano una canzone, dal titolo Vorrei ma non posto, di Fedez, dove il rapper  la cita in una delle strofe. L’ascolta e ci ride su, decide così di pubblicare un piccolo video in cui canta il pezzo che la riguarda, ovvero: “il cane di Chiara Ferragni ha il papillon di Vuitton e un collare con più glitter di una giacca di Elton John”. Fedez guarda il video e ne posta a sua volta un altro in cui le risponde: “Chiara limoniamo”. Da qui Chiara e Fedez iniziano a scriversi e lui la invita a cena.

La blogger viene subito colpita dalla sua schiettezza e dal suo essere deciso. Il 6 Maggio 2017, durante un suo concerto all’Arena di Verona, Fedez chiede a Chiara di sposarlo e lei risponde sì. Il 28 Ottobre 2017 la coppia annuncia di aspettare un bambino che decidono di chiamare Leone.

Ferragnez Family

Il giorno 19 marzo 2018 a Los Angeles nasce Leone Lucia, primo figlio delle celebrities. Il 1 settembre del 2018 Chiara e Fedez si sposano a Noto in Sicilia, diventando per sempre i Ferragnez. L’abito da sposa di Chiara è realizzato da Maria Grazia Chiuri, direttrice creativa della maison Dior. Ma a lasciare tutti a bocca aperta, dopo lo splendore del primo vestito, è stato il secondo. Per la festa, infatti, la sposa ha fatto un cambio d’abito. Eleganza e originalità si fondono in un capo firmato ancora dall’etichetta Dior. Nell’antica villa alle porte di Noto, Chiara Ferragni ha indossato un abito di tulle color nude. La particolarità del vestito è stato il ricamo: sull’abito si leggono le parole della canzone con cui Fedez le ha chiesto la mano, Favorisca i sentimenti. Presenti decorazioni che ripercorrono la vita della coppia, un leoncino per il figlio, un aereo simbolo dei viaggi di Chiara, il Duomo di Milano – la loro città -, cuori, stelle, uccelli, occhio simbolo del suo marchio.

Chiara Ferragni e Maria Grazia Chiuri
Chiara Ferragni nel suo secondo abito del matrimonio firmato Dior

Dopo il matrimonio Chiara raggiunge quasi 15 milioni di seguaci sui social.

BETTY CATROUX

Betty Catroux, la musa di Yves Sain Laurent, nasce il 1° gennaio 1945 a Rio de Janiero. “Pensavo a lei quando ho immaginato il completo pantalone. Tutti i codici maschili che ho applicato sulla donna” dice di lei lo stilista

Indice

  1. Betty Saint
  2. Il padre
  3. Un’adolescenza difficile
  4. Gli esordi
  5. Yves Saint Laurent
  6. La donna di Yves Saint Laurent
  7. Altre figure nella vita di Betty
  8. Più di una musa
  9. Gli ultimi anni

Betty Saint

Betty Saint, meglio conosciuta come Betty Catroux, nasce il 1° gennaio 1945 a Rio de Janiero dalla relazione tra la socialite francese Carmen Saint ed Elim O’Shaugnessy, diplomatico americano. Betty Catroux trascorse i primi quattro anni della sua vita in Brasile.

Il padre

La madre, archiviato un matrimonio lampo con un uomo del posto, decide di fare le valigie e di trasferirsi definitivamente a Parigi. Fino all’età di dodici anni Betty visse nell’incertezza di chi fosse realmente il padre. Si mise, così, a studiare i tratti somatici delle persone che frequentava la madre fino a scoprire che l’uomo che aveva creduto essere un amico della madre, era sangue del suo sangue.

Un’adolescenza difficile

Un’educazione borghese, con regole e imposizioni, ha tormentato l’adolescenza di Betty Catroux che trovò, nelle droghe, un sovvertivo per evadere da una routine che le stava stretta. Betty odia la moda. Per lei è solo un modo facile per far soldi; per rinnegare qualsiasi beneficio da borghese e vestire i panni della libertina colta. È così, che all’età di diciassette anni, inizia la sua carriera nel mondo della moda.

Gli esordi

La prima ad affidarsi alla sua immagine androgina fu proprio Coco Chanel, antesignana di una moda borghese che strizzava l’occhio al guardaroba maschile. Nel 1967 appare per la prima volta con alcuni scatti sulla rivista di moda Vogue.

Dizionario della Moda Mame: Betty Catroux. Betty e François Catroux in uno scatto di Horst
Betty e François Catroux in uno scatto di Horst

Nel 1968, Betty Saint sposa l’arredatore francese François Catroux, nipote del generale Georges Catroux. Il giorno delle sue nozze, sfoggiò un look insolito composto da una pelliccia bianca e nera, shorts e gli immancabili stivali. La coppia ha due figli: Maxime, editore di libri, e Daphné, sposata con il conte Charles-Antoine Morand, il 15 giugno del 2002.

Dizionario della Moda Mame: Betty Catroux. Betty e François nel giorno del loro matrimonio
Betty e François nel giorno del loro matrimonio

Yves Saint Laurent

Ma è al Regine’s che la sua vita cambia di colpo. I bagordi di una vita agiata sono condivisi con l’altra metà della sua anima. Una sera, tra fiumi di alcool e droga, due sguardi s’incrociano e diventano un’unica visione per il resto della vita.

“Yves era biondo platino, in total look in pelle nera. Ci assomigliavamo. Era così timido che dovette mandare qualcuno al mio tavolo. Poi mi chiese se avessi voluto sfilare per lui. Io dissi di no. Avevo fatto delle foto di moda all’epoca ma non era per me. Era solo un guadagno facile per andare a bere e fare casino.

Lui incarnava il perfetto bohemien lei, una borghese scandalosa. Entrambi erano la perfetta congiunzione di un universo che progrediva attraverso la lotta e la rivoluzione. Lei era una swimming girl lui, il genio dannato della moda.

Dizionario della Moda Mame: Betty Catroux. Betty Catroux con Yves Saint Laurent e Lou Lou De La Falaise
Betty Catroux con Yves Saint Laurent e Lou Lou De La Falaise

“La prima volta che vidi Betty era al New Jimmy’s, la discoteca del Régine. Credo fosse il 1967. Indossava una gonna di plastica di Prisunic. Quel che impressionò fu il suo stile, l’androginia, il corpo, il viso, i capelli…Yves Saint Laurent

Tra scorribande alcoliche e “polvere bianca” la bella amazzone diviene la musa di Yves Saint Laurent.

La donna di Yves Saint Laurent

Il suo aspetto disinvolto, il suo corpo snello e le gambe chilometriche fecero di Betty un’icona di stile. Per il suo caro Yves non posò mai ma divenne la sua più stretta collaboratrice. Lei era l’incarnazione perfetta donna Yves Saint Laurent: forte, audace, disinvolta.

“Non mi vesto da donna. Non mi interessa affatto la moda” Betty Catroux 

Fin dagli anni ’50 è stata destinata a incarnare, con il suo corpo magro e nervoso, i capelli lunghi e diritti, le gambe chilometriche e le labbra sottili, la Donna Moderna: sicura di sé, a suo agio in pantaloni, magari rubati al suo lui o a un’altra lei. Per questo motivo Betty Catroux può essere definita l’antesignana della moda gender poiché per anni ha indossato pantaloni a sigaretta, t-shirt e blazer nero, oltre che il celebre abito smoking creato dal suo amico.

Altre figure nella vita di Betty

Nell’orbita del forte legame con Yves ruotarono altre figure fondamentali per la loro carriera. Yves Saint Laurent era un genio sempre in cerca d’ispirazioni. La sua fonte erano le donne. Per questo motivo Loulou de la Falaise e Catherine Deneuve entrarono nella stretta cerchia di contatti lavorativi dello stilista. Come anche Paloma Picasso, la donna del Sud, e Zizi Jeanmaire, la “commedienne” intellettuale.

Dizionario della Moda Mame: Betty Catroux. Il trio Lulu de la Falaise, Yves e Betty
Il trio Lulu de la Falaise, Yves e Betty

“Saint Laurent disegna per donne che hanno una doppia vita. I vestiti del giorno aiutano la donna a stare in mezzo agli estranei, le permettono di andare dappertutto senza attirare un’attenzione non desiderata: grazie alla loro naturalezza un po’ mascolina, le conferiscono una certa forza, la equipaggiano per incontri che potrebbero dar luogo a conflitti. Però la sera, quando la donna può scegliere con chi stare, Yves la rende seduttrice”, dichiarò la Deneuve

Dizionario della Moda Mame: Betty Catroux. Yves, Loulou e Betty erano inseparabili
Yves, Loulou e Betty erano inseparabili

Più di una musa

“Pensavo a lei quando ho immaginato il completo pantalone. Tutti i codici maschili che ho applicato sulla donna. Se Paloma Picasso e Loulou de la Falaise ispirano la mia fantasia, Betty ispira il mio fisico rigoroso” Yves Saint Laurent

Gli ultimi anni

Tom Ford, per il suo debutto in Yves Saint Laurent, dedicò la sua prima collezione all’amazzone e musa ispiratrice del fondatore della maison. Le stesse orme furono calcate da Stefano Pilati.

La nostalgia dei tempi che furono, accompagnata dalla brama di ricompattare l’immagine forte e allusiva di Yves Saint Laurent, hanno spinto Anthony Vaccarello a digitare il numero di Betty. È stato come rispolverare dei ricordi custoditi gelosamente per far rivivere le emozioni più importanti della propria vita. Ma questa volta, Yves non c’è.

Dizionario della Moda Mame: Betty Catroux. Betty Catroux posa per YSL
Betty Catroux posa per YSL

A settantatre anni, Betty Catroux posa per la prima volta per Yves Saint Laurent per la campagna pubblicitaria autunno/inverno 2018-19. La bella modella posa davanti all’obbiettivo con un chiodo in pelle e blazer laminato. Indossa gli occhiali da sole, rigorosamente neri, come quelli che hanno nascosto i suoi occhi da più di cinquant’anni.

ROBERTO CAVALLI

Stilista italiano nato nel 1940, noto per le sue stampe esotiche e per la creazione della tecnica di sabbiatura per denim e jeans.

Indice

  1. Le origini
  2. Lo stile Cavalli
  3. Lo sviluppo del brand
    1. Fatturato 2001
    2. Collezione uomo autunno/inverno 2002
    3. Collezione donna autunno/inverno 2002
    4. Collezione kids
    5. Gli orologi
    6. Opening in America
  4. Gli eventi
  5. 40° anniversario
  6. Direttori creativi
  7. Clessidra SGR rileva Roberto Cavalli
  8. Situazione attuale

Le origini

Roberto Cavalli, classe 1940, ama essere definito “artista della moda”, forse per rammentare che il nonno era un illustre pittore macchiaiolo, autore di quadri esposti al museo degli Uffizi di Firenze, la sua città.

Roberto Cavalli Lo stilista con alcune modelle
Lo stilista con alcune modelle

Lui stesso frequentò l’Accademia di Belle Arti e presto si interessò al rapporto fra moda e pittura, avviando nella sua stamperia un lavoro di ricerca sui materiali, sperimentando contemporaneamente nuove tecnologie. Negli anni ’60, a Parigi, brevettò un rivoluzionario procedimento di stampa sulla pelle e venne immediatamente notato da Hermès e Pierre Cardin. All’età di 32 anni presentò la sua prima collezione ufficiale al salone Prêt-à-Porter di Parigi.

Nel decennio successivo (’72) debuttò a Palazzo Pitti con i primi patchwork, considerati ormai la sua firma, che caratterizzano soprattutto jeans all’insegna del glamour. Aprì in questo periodo la prima boutique a Saint Tropez. Nell’80, sposò Eva Düringer. Roberto Cavalli, amante della pittura senese, possiede un’importante collezione d’arte con dipinti del ‘400 e del ‘600. Altra sua passione, i purosangue.

Lo stile Cavalli

Roberto Cavalli Lo stile Cavalli
Lo stile Cavalli

La donna Cavalli ha una silhouette ben definita: gli abiti accarezzano il corpo, lo avvolgono con tessuti colorati a fantasia spesso sovrapposti.

La natura è fonte di ispirazione: manti di animali, paillette a squame di pesce, onde che si perdono nelle trasparenze del tessuto. L’impatto con la collezione è sempre forte: belve feroci, angeli e demoni si affacciano da una giacca, dai calzoni. Donne feline e grintose che nello stile Cavalli trovano una conferma della propria personalità, istintiva ed esibizionistica.

Ogni modello è mozzafiato: gli short e i corsetti per una Rossella O’Hara proiettata nel 2000, i blazer anatomici a stampe leopardo, coccodrillo, lince. Il serpente per sostituire maculati di ogni razza. Poi il nero delle bande giovanili, dal blouson del selvaggio Marlon Brando ai punk, ai metallari: sono in cervo morbidissimo i suoi inconfondibili, elegantissimi chiodi. Qualcosa di lunare per microgonne galattiche, e ancora jeans stampati ad antichi motivi barocchi.

Anna Falchi e Claudia Koll formano l’accoppiata vincente di una presentazione alle sfilate del prêt-à-porter di Milano, nel marzo del ’95. Schiaccia l’acceleratore per ottenere vibrazioni forti: eleganza sofisticata che si tinge di trasgressione. Lo stretch diventa ultrastretch: maestro della pelle, la tratta come fosse una tela da dipingere e il corpo pare tatuato.

Lo sviluppo del brand

Roberto Cavalli Boutique di Milano
Boutique di Milano

La prima boutique monomarca fu inaugurata a Venezia nel ’96. Il marchio Just Cavalli venne lanciato nel 2000 con una collezione uomo, donna, accessori, occhiali, orologi, gioielli, profumi, intimo e beachwear.

In quegli anni il marchio era distribuito in oltre 30 paesi, direttamente dagli show room di Milano, New York e Düsseldorf. Il mercato interno era leader con il 35% del fatturato (Europa 25, Asia 20). Russia in espansione, Usa già una conquista, con modelli in vetrina nei più importanti department store. Alla linea principale si sono, via via, affiancate CJ Cavalli Jeans, la linea uomo, gli occhiali prodotti da Marcolin e gli accessori femminili e maschili. Ultimo nato, l’underwear per la donna. La moglie, Eva Duringer, che lo affianca professionalmente, è stata Miss Universo.

Ad ottobre 2000, alla Milano Collezioni, un’intera giornata fu dedicata a Cavalli. Dopo la sfilata del mattino, venne inaugurato il primo negozio milanese in via della Spiga. L’anno seguente, e per i 5 successivi, la linea calzature uomo venne prodotta e distribuita da Roberto Botticelli. La collezione autunno/inverno 2001/2002 si ispirò al Far West con mocassini, stivaletti e soprattutto stivali, dai dettagli ricamati.

A marzo 2001 Cavalli disegnò due nuove linee per gli orologi prodotti da Sector. Per la collezione mare, usava il tessuto Sensitive di Eurojersey, eclettico e confortevole, personalizzandolo con le sue celebri stampe. A luglio, per festeggiare l’ingresso in Gran Bretagna, Eva e Roberto Cavalli accolsero gli ospiti in una tenda berbera che riportò un pezzo d’Africa al Momo, storico locale nel West End. Tra tappeti zebrati e vassoi in rame venne presentata la nuova collezione di occhiali, prodotta e distribuita da Marcolin.

Fatturato 2001

Era previsto un fatturato di 280 miliardi di lire e invece, in chiusura di anno, la stima era di 300-350 miliardi. Vennero pianificate anche le successive aperture monomarca. Dopo Milano, Roma, Gedda, Parigi, New York e Venezia, aprì con nove grandi vetrine in via Tornabuoni a Firenze, nel Palazzo Viviani della Robbia. Lo storico caffè Giacosa era collegato alla boutique, pur contando l’ingresso indipendente. Ma soprattutto Cavalli puntava ai “nuovi” mercati: Hong Kong, Seul, Taipei e Mosca.

Collezione uomo autunno/inverno 2002

Roberto Cavalli Collezione Uomo autunno/inverno 2002
Collezione Uomo autunno/inverno 2002

A gennaio 2002 la nuova collezione uomo autunno/inverno 2002-2003 era ricercata, preziosa e stravagante, rinnovava lo stile del guardaroba maschile con l’ironia dell’eccesso e della fantasia. L’ispirazione veniva dall’Inghilterra vittoriana. La sfilata ebbe luogo nella cornice di Palazzo Vecchio a Firenze. Eccesso, provocazione, colore e divertimento per la mostra More and more more and more – The looks Roberto Cavalli Wants for You, curata da Italo Rota.

A febbraio 2002, la mostra Men in skirts alla Dress Gallery del Victoria and Albert Museum di Londra ospitò, tra gli altri creatori, anche Cavalli. Nata con l’intento di celebrare i designer che fecero della gonna un capo di abbigliamento maschile, l’esposizione era divisa in cinque temi: stili storici, kilt, esotismo, stili contro cultura e stili futuristici. Roberto Cavalli trovò il suo spazio naturale nella sezione Esotismo dove espose un kaftano di lino con stampe animal-tribali.

Collezione donna autunno/inverno 2002

Roberto Cavalli Collezione Donna autunno/inverno 2002
Collezione Donna autunno/inverno 2002

L’autunno/inverno 2002/03 fu una sfilata divertente e vivace, ma anche autoironica, che propose capi come il tailleur nero di breitschwanz, le raffinate pellicce intarsiate, i soprabiti di vernice da donna-gatto e vestiti longuette di mussola a fiori delicati anche con maniche lunghe. Indossati da Cindy Crawford, lo stretto tubino scollato in agnello persiano viola, una pelliccia a spina di pesce e, infine, un lungo abito di raso bianco, ricamato con pantere e tigri di paillette, portato con un trench di lucidissimo pitone chiaro. Una novità il coloratissimo tessuto scozzese a telaio, usato per tailleur con la gonna stretta sui fianchi e poi scampanata a godet, per le giacchine da portare con i jeans, ma anche lavorato con applicazioni di stoffe fantasia ricamate a filo d’argento.

A maggio 2002, per l’85° Giro d’Italia, Cavalli disegnò le divise di Mario Cipollini e del suo team. Naturalmente stampate a zebra.

Collezione kids

Roberto Cavalli Linea Kids 2015
Linea Kids 2015

Nel 2002 Roberto Cavalli Angels, collezione prodotta e distribuita da Simonetta, portò in passerella a Pitti Bimbo per la primavera/estate 2003 giacche in pelle chiara con applicati fiori colorati, giubbotti stampati a rettile, jeans gessati e salopette oversize in tessuto délavé. Ai piedi stivali scamosciati come quelli dei Navajo e in vita cinture di rafia colorata con perline e piume. Roberto Cavalli Devils era la nuova linea dedicata al bambino e ragazzino dai 4 ai 14 anni. Affiancò Roberto Cavalli Angels, la collezione per bambine e teenager prodotta e distribuita su licenza da Simonetta, che si occuperà anche del nuovo marchio.

Nel luglio 2002 si aprì a Roma, in piazza di Spagna, la prima boutique della linea giovane Just Cavalli. Roberto Cavalli e Ittierre (Gruppo It Holding) rinnovarono, con tre anni di anticipo, il contratto di licenza per la linea Just Cavalli, prolungandolo fino al 2010.

Gli orologi

Roberto Cavalli Orologi Cavalli
Orologi Cavalli

La linea di orologi disegnata per Sector Group raggiunse, nei primi sei mesi dell’anno, un fatturato di 3,9 milioni di euro, crescendo del 136%. Riaprì la Torre Branca, ex Littorio, a Milano: ai piedi della torre, fu inaugurato il Just Cavalli Café, con bancone disegnato da Ron Arad. Cavalli ricevette il premio The Provocateurs, destinato “a quelli che osano”. La cerimonia si svolse al Cipriani di New York, in occasione della diciannovesima edizione di Night of Stars, organizzata dal Fashion Group International.

Nel 2003, piatti zebrati, bicchieri rifilati d’oro, cuscini animalier per la casa firmata Cavalli. Stava fra il cow boy e il motociclista l’uomo che Cavalli ha presentato a Milano Moda Uomo.

Opening in America

Ad aprile 2003 fu aperto il quarto punto vendita negli Usa, inaugurato a Coral Gable (Miami), More more and more by Roberto Cavalli. Vi si trovavano tutte le collezioni (fuorché la prima linea), compreso il bambino, gli accessori e la casa. Le altre boutique in America erano quelle di New York in Madison Avenue, Bel Harbour in Florida e Las Vegas.

Il brand apertì anche una nuova boutique a Porto Cervo (Sardegna) e a Mosca, al 15 del Tretyakovskiy Passage di Mosca, prima boutique monomarca in Russia.

Gli Eventi 

Nell’aprile 2004 Cavalli ospitò Le Cirque du Soleil a Milano e organizzò una serata per la prima dello straordinario spettacolo Saltimbanco. lo stilista, con l’aiuto creativo di Ettore Scola, trasformò un magazzino in un paradiso incantato.

A dicembre, Cavalli tornò a New York per ospitare la serata più esclusiva dell’anno, in occasione della mostra organizzata dal Fashion Institute del Metropolitan Museum of Art di New York, Wild fashion Untamed. Per celebrare l’evento, Cavalli organizzò una serata esclusiva: cocktail e un’anteprima della mostra, seguita da una cena per 300 ospiti internazionali.

Roberto Cavalli Mostra Wild Fashion Untamed
Mostra Wild Fashion Untamed

A gennaio 2005, Just Cavalli aprì il primo negozio monomarca a Milano. Il progetto innovativo, un vero “negozio di fantasia”, era risultato della collaborazione tra Roberto Cavalli e Italo Rota. Con l’amico Dino De Laurentiis, Cavalli partecipò al film Il Decameron, diretto da David Leland, disegnandone i costumi. Il cast includeva: Hayden Christensen, Mischa Barton e Tim Roth. Roberto Cavalli ha anche collaborato con Tre Italia, il primo videocitofono di marca. Il progetto prevedeva una donazione alla Fondazione Veronesi per la ricerca sul cancro.

Roberto Cavalli Il club Just Cavalli
Il club Just Cavalli

Roberto Cavalli collaborò con Pragma Group (2009) e aprì il suo primo locale notturno, Just Cavalli, a Firenze. La location era una chiesa del XV secolo: presto il club aprì anche a Milano. Questa iniziativa imprenditoriale prevedeva un piano quinquennale per aprire altri 3 Cavalli Clubs e 15 Cavalli caffè.

40° anniversario

Roberto Cavalli Evento per il 40° anniversario
Evento per il 40° anniversario

Nel 2010 Cavalli festeggiò il 40° anniversario. Il 29 settembre il brand tenne un evento di gala all’Ecole National Superieure des Beaux Arts. Molte celebrità vi parteciparono: Naomi Campbell, Taylor Swift, Leona Lewis, Heidi Klum. Alcuni dei disegni distintivi di Cavalli furono esposti alla galleria dell’Ecole National Superieure des Beaux Arts. La celebrazione continuò alla settimana della moda milanese, dove Roberto Cavalli presentò la collezione primavera/estate 2011 all’Arco della Pace.

Nel 2011 Roberto Cavalli siglò un accordo di licenza quinquennale con la Compagnia delle Pelli per il lancio di una nuova linea di accessori “CLASS Roberto Cavalli”. Iniziò anche ad offrire borse uomo e donna e piccole collezioni di pelletteria. Un anno dopo, con il partner indiano Infinite Luxury Brands, Roberto Cavalli lanciò il primo negozio in India e un nuovissimo Cavalli Cafe a Nuova Delhi.

Direttori creativi

Nel 2013 Yvan Mispelaere, ex chief designer di DIANE VON FURSTENBERG, fu nominato primo design director di Roberto Cavalli. Svelò la sua prima collezione per l’autunno/inverno ’14. Un anno dopo, Roberto Cavalli, prima della sfilata autunno/inverno di Just Cavalli Women, esclamò di non volersi coinvolgere con le celebrità per promuovere il suo marchio e incoraggiò il mondo della moda a girare le spalle alle celebrities.

Roberto Cavalli Yvan Mispelaere, collezione autunno 2014
Yvan Mispelaere, collezione autunno 2014

A marzo 2015 Peter Dundas è stato indicato come nuovo direttore creativo di Roberto Cavalli. Questo designer norvegese era stato direttore creativo per Emilio Pucci e, infatti, aveva lavorato a stretto contatto con Roberto Cavalli, proprio quando stava rilanciando il brand senza esclusione di colpi (2002-2005).

Roberto Cavalli Peter Dundas, collezione autunno 2016
Peter Dundas, collezione autunno 2016

A gennaio 2016 Peter Dundas ha presentato la sua prima collezione, con uno stile che tanto doveva a quello originale della casa di moda di Firenze. Concentrò la sua attenzione su sensualità, femminilità e freddezza. Questo ritorno sottolineò la capacità dello stilista di mescolare giorno e notte, eleganza, bellezza e ferocia. Gli accessori erano stivali e orecchini con ciondoli.

Clessidra SGR rileva Roberto Cavalli

Un mese dopo, la società di private equity Clessidra SGR acquisì il 90% della casa di moda italiana. Nel febbraio 2016, Roberto Cavalli diventò il primo fashion brand ad aprire un negozio in Iran. Renato Semerari ha lasciato il gruppo a causa di differenze strategiche, mentre Gian Giacomo Ferraris è stato nominato nuovo Amministratore delegato della società. In ottobre, Peter Dundas lasciò il brand dopo solo un anno.

Nel frattempo, Gian Giacomo Ferraris ha annunciato una riorganizzazione completa della società, comprese chiusure di negozi e tagli severi all’organico globale; quasi il 30% delle posizioni furono eliminate, gli uffici di Milano chiusi e tutte le funzioni trasferite a Firenze. I dipendenti di Roberto Cavalli sono intervenuti immediatamente dopo il drammatico piano di ristrutturazione e hanno manifestato con uno sciopero di otto ore.

Situazione attuale

Roberto Cavalli Collezione primavera/estate 2017
Collezione primavera/estate 2017

A maggio 2017 Roberto Cavalli ha dato il benvenuto al nuovo direttore creativo, lo stilista britannico Paul Surridge. Surridge si è laureato alla Central Saint Martins e ha lavorato con Calvin Klein, Burberry e Jil Sander. Paul Surridge ha presentato la sua prima collezione donna primavera/estate 2018 durante la settimana della moda di Milano.

CASADEI

Luxury brand italiano, disegna e produce calzature alla moda tra cui pumps, sandali, zeppe, sneaker, boot e accessori.

Indice

  1. Le origini: Quinto e Flora Casadei
  2. Le prime zeppe
  3. Le Pump
  4. La seconda generazione
  5. L’espansione del brand
  6. Il 50° anniversario
  7. Situazione attuale

Le origini: Quinto e Flora Casadei

Casadei, azienda calzaturiera e pellettiera di S. Mauro Pascoli, in provincia di Forlì, nacque alla fine degli anni ’50 come piccolo laboratorio artigiano che fabbricava calzature di sofisticata fattura. La storia del brand, oggi leader mondiale del settore, è tutt’altro che ordinaria: se si guarda il percorso intrapreso, si può notare come la fortuna di Casadei sia costruita sull’eccellenza del design e sulle competenze imprenditoriali.

Il brand dal design audace nacque nel 1958, quando Quinto e Flora Casadei iniziarono a realizzare calzature per i turisti della costa orientale. I due, insieme, diedero vita a un piccolo laboratorio, divenuto poi un vero e proprio impero: nascosta a San Mauro Pascoli, città di provincia della Rivera romagnola, regione nota soprattutto per l’agricoltura e le bellezze rinascimentali, la coppia Casadei diede il via ad una nuova forma d’arte.

Casadei Campagna pubblicitaria autunno/inverno 1963
Campagna pubblicitaria autunno/inverno 1963

Gli anni ’60 videro lo sviluppo di una struttura commerciale più formata, l’inizio delle esportazioni verso l’Europa, verso gli Stati Uniti e verso l’Estremo Oriente, la presentazione di una linea completa dedicata all’abbigliamento da sera e la nascita di una collezione di borse. Verso la fine degli anni Sessanta, la fama di Casadei si diffondeva ben oltre le frontiere italiane. Dopo aver vestito i piedi di tanti turisti, l’azienda a conduzione familiare espanse la sua scala di produzione e presenza internazionale. La società acquisì una struttura più solida e concentrò l’attenzione sulle esportazioni, sia nel mercato europeo, sia negli Stati Uniti d’America.

Le prime zeppe

Dopo la prima linea di sandali, Casadei presentò la sua prima serie di zeppe: scelta popolare e trendy nell’eccentrico decennio dei’60. I primi anni Settanta consentirono ai fondatori di spostare la base dall’officina prima ad una fabbrica industriale. Questo cambiamento permise loro di avere molta più libertà creativa, iniziando un vero e proprio viaggio nel mondo delle calzature.

Casadei Campagna pubblicitaria inverno 1971
Campagna pubblicitaria inverno 1971

Prendendo le zeppe come punto di partenza, Casadei sperimentò l’idea di zeppe con lacci e slip-on. Inoltre, il design divenne più coraggioso, impreziosendosi di delicati ricami. Più tardi, cambiò rotta, entrando in un’era di pump in pelle con tacco svasato.

Verso la fine degli anni Settanta, i concept di versatilità ed utilità trovarono sfogo nella prima linea di stivali Casadei, alti fino alle ginocchia o cortissimi. Con questo nuovo prodotto il brand ampliò anche la sua presenza nel mercato asiatico: nel ’77 si aprirono ufficialmente al mercato giapponese.

Le Pump

Casadei Pump anni '80
Pump anni ’80

Nei primi anni Ottanta il brand espanse la sua attività anche in Medio Oriente. Dopo stivali e zeppe, Casadei si rivolse verso le pump: l’interpretazione dell’azienda fu estremamente fantasiosa, tra  pois e tulle di velluto, alti tacchi conici in pelle dorata.

In pochissimo tempo le pump si assicurarono un posto nella hall of fame, diventando prodotto iconico dell’azienda. Dedicandosi alle curve aggraziate dei piedi femminili, il brand continuava a dilettarsi con diversi tessuti, finiture e ricami, riuscendo sempre a vincere l’incessante scorrere del tempo. Verso la fine degli anni Ottanta, il brand si adattò rapidamente alla tendenza “sportiva”, costruendosi un dizionario di sneakers ibride e scarpe da calcio con i tacchi.

La seconda generazione

Casadei Cesare Casadei nel suo ufficio
Cesare Casadei nel suo ufficio

Come la maggior parte delle aziende a conduzione familiare, anche Casadei aprì le porte alla seconda generazione: il figlio di Quinto e Flora, Cesare Casadei, divenne direttore creativo. Cesare entrò in carica nel ’94 e da allora promosse molto l’immagine del brand, facendo leva sul “Made in Italy” nel mondo. L’arrivo di Cesare segnò anche l’inizio delle collezioni unisex e la nascita di calzature casual, una più incredibile dell’altra.

Casadei Primavera/estate 1995, scatto di Nick Knight
Primavera/estate 1995, scatto di Nick Knight

Agli inizi del 2000, il brand decise di trasferire lo showroom di Milano in Via dell’Annunciata, in uno spazio progettato ad hoc per divenire sede aziendale. Casadei era ormai uno dei marchi preferiti tra le celebrità. Gli A-listers di Hollywood venivano fotografati con le Casadei, rendendo il brand un nome significativo nel circuito della moda;  i talenti della fotografia scattavano le campagne pubblicitarie dell’azienda, tutto votava per la crescita felice.

L’espansione del brand

Casadei Flagship Store di Londra
Flagship Store di Londra

Ad ottobre del 2002 la società, che contava più di 200 persone, aprì un nuovo negozio monomarca nel cuore di Londra, al n. 12 di Beauchamp Place, nel quartiere di Knightsbridge. Per Casadei l’Italia rimane il secondo mercato (dopo gli Stati Uniti) con 400 punti vendita, 4 dei quali monomarca (Milano, Firenze, Rimini e Ferrara); insieme alla Germania, l’Italia è il mercato più importante d’Europa. Altre due boutique furono aperte in Russia, a San Pietroburgo e a Mosca. L’espansione dell’azienda è garantita dall’ottimo fatturato, che nel 2001 raggiunse i 32.604 milioni di euro (+14,82% rispetto all’anno precedente).

Nel 2004 la Federation Of Italian Footwear mise sul mercato una serie limitata di francobolli dedicati alla celebre Casadei: grande riconoscimento per l’azienda che rappresenta l’eleganza e la tendenza delle calzature italiane nel mondo.

Il 50° anniversario

Casadei ha compiuto 50 anni nel 2008: per festeggiare il mezzo secolo di disegni accattivanti e di gloria artigianale, è stata chiamata la fotografa Ellen Von Unwerth: il risultato fu una pubblicazione sulle calzature Casadei negli anni, seguito da una mostra alla Triennale di Milano.

Casadei Mostra per i 50 anni di Casadei, scatto di Ellen Von Unwerth
Mostra per i 50 anni di Casadei, scatto di Ellen Von Unwerth

 

Anno dopo anno Casadei si espandeva in tutto il mondo: nel 2010 si lanciò a tutto gas nelle aperture di Roma, Cannes, Dubai, Casablanca e New York. Lo stesso anno ha portato anche le calzature e i tacchi Casadei alla settimana della moda di Milano.

L’etichetta scoprì anche il mondo digitale, con il lancio del loro sito web nel 2012, seguito dall’arrivo della boutique e-commerce nel 2013. Nel 2015, Cesare Casadei e l’Architetto Marco Costanzi progettarono il primo concept store di  Milano, seguito dalla presentazione di una nuova boutique nell’esclusiva Albemarle Street, a Mayfair, Londra. Nello stesso anno, la società rilanciò il suo portale di shopping online, grande passo verso la creazione di una nuova estetica.

Situazione attuale

Casadei Stiletto Blade, 2015
Stiletto Blade, 2015

Casadei ha iniziato il 2017 partecipando al Super Bowl: Lady Gaga, scelta per la prestigiosa performance di metà tempo, ha indossato i famosi Stiletto Blade di Casadei. Inoltre, Victoria Beckham viene spesso vista con la stessa calzatura, che sembra tanto essere una delle preferite delle celebrità, che inneggiano a Casadei come il brand più comodo tra i concorrenti.

Ad oggi, Casadei continua ad essere esempio di design impeccabile e intelligenza imprenditoriale, d’artigianalità esperta e d’innovazione ponderata. È testimonianza dell’eredità italiana, dei suoi colori vivaci e dei valori artigianali.

NAOMI CAMPBELL

Modella inglese, iniziò la sua brillante carriera a soli 15 anni. Divenuta rapidamente molto famosa, a 18 anni apparve su Vogue inghilterra.

Indice

  1. Gli esordi: Synchro Model Agency
  2. Gli anni d’oro
    1. Vogue
    2. Supermodella
  3. Le difficoltà
  4. Fashion Cafe
  5. Varie attività
  6. Situazione Attuale

Gli esordi: Synchro Model Agency

Naomi Campbell Una giovane Naomi
Una giovane Naomi

Naomi Campbell è nata nel 1970 a Streatham, Londra. Ha i capelli castani e gli occhi color nocciola, ma indossa spesso lenti a contatto colorate, blu o verdi. Ha studiato alla Dunraven School e alla London Academy for Performing Arts, alla scuola Italia Conti Academy ed è apparsa nei video musicali di Bob Marley. Venne scoperta all’età di 15 anni mentre camminava a Covent Garden da Beth Boldt, dell’agenzia Synchro.

Dopo essere stata scoperta, venne scritturata dall’agenzia e la sua carriera decollò rapidamente. Sempre in viaggio verso Parigi, incontrò Azzedine Alaïa, con il quale divenne intima e grazie alla cui amicizia ebbe la possibilità di incontrare molte celebrità.

Gli anni d’oro

Vogue

Naomi Campbell Copertina Vogue Francia 1988
Copertina Vogue Francia 1988

A dicembre ’87, è apparsa sulla copertina di Vogue Inghilterra, come prima cover girl di colore dal 1966. Nell’agosto dell’88, all’età di 18 anni, è stata la prima donna di colore ad apparire sulla copertina di Vogue Francia. Un anno dopo, è apparsa sulla copertina del numero di settembre di Vogue America, numero che si dice essere stato il più venduto di tutti i tempi.

Supermodella

Naomi Campbell Scatto alle supermodelle, Herb Ritts
Scatto alle supermodelle, Herb Ritts

Negli anni ’80 e ’90 ha guadagnato lo status di top model ed è stata considerata una delle sei supermodelle della sua generazione. Ha sfilato in passerella per i designer: Gianni Versace, Azzedine Alaïa, Ralph Lauren, BlueMarine, Alessandro Dell’Acqua e Isaac Mizrahi. Inoltre, è stata modella per famosi fotografi come Peter Lindbergh, Herb Ritts e Bruce Weber.

Nell’aprile ’92, è apparsa sulla copertina del centenario di Vogue America, in una foto scattata da Patrick Demarchelier, insieme a diversi altri modelli di punta. Un anno dopo, nel ’93, è sfilata in passerella con le scarpe di Vivienne Westwood, successivamente esposte al Victoria and Albert Museum di Londra.

Le difficoltà

Naomi Campbell Vogue America, 100° anniversario, 1990
Vogue America, 100° anniversario, 1990

Tra il 1998 e il 2009 è stata accusata ben 11 volte di violenza e maltrattamenti ai dipendenti, ai collaboratori e ad estranei. È stata condannata a Toronto (1998) per aver aggredito la sua assistente con un telefono cellulare. Nel 2006, diversi altri dipendenti si erano fatti avanti dichiarando di essere stati abusati da Naomi. Si è dichiarata colpevole almeno quattro volte e ha frequentato corsi di gestione della rabbia, completata la pena che prevedeva un monte ore di servizio alla comunità e pagato le multe. Inoltre, è stata bandita da British Airways dopo un incidente a mezz’aria.

L’Elite Model Management, che rappresentava la Campbell dall’87, l’ha licenziata nel settembre ’93, con la motivazione che “nessuna somma di denaro o prestigio potrebbe giustificare ulteriormente l’abuso” a personale e clienti. Il fondatore dell’élite John Casablancas la descrisse come “manipolatrice, intrigante, maleducata e impossibile”. Conosciuta per il suo temperamento stravagante e le sue avventure amorose, tra cui il pugile Mike Tyson, il ballerino Cortes, l’imprenditore Flavio Briatore e Usher.

Fashion Cafe

Naomi Campbell Elle McPherson, Claudia Schiffer e Naomi Cambell all'inaugurazione del Fashion Cafe
Elle McPherson, Claudia Schiffer e Naomi Cambell all’inaugurazione del Fashion Cafe

Naomi ha deciso di diversificare le sue attività e, con Elle McPherson e Christy Turlington, ha inaugurato il Fashion Café. L’impresa non ha avuto successo e gli amministratori sono stati arrestati per frode, bancarotta e riciclaggio di denaro nel ’98. Poi, ha co-scritto il libro Swan, registrato un paio di canzoni e creato l’album Babywoman. Inoltre, ha partecipato a video di famosissimi cantanti come Michael Jackson; ha presentato un profumo col suo nome e ha avuto l’onore di essere raffigurata in una bambola e una statua di cera al Madame Tussaud. Finora, ciò che meglio le è riuscito è stato sfilare.

Per oltre vent’anni, Naomi Campbell non ha solo indossato abiti che i designer le hanno dato, ma li ha interpretati, dando loro la vita. Nel 2007, ha sfilato in passerella per i 60 anni di Dior a Versailles.

Varie attività

Nel 2013 ha lanciato il suo reality, The Face. La serie parla di un gruppo di aspiranti modelli in competizione l’uno con l’altro. La Campbell è produttore e coach per lo show.

Nel 2014, all’età di 44 anni, Naomi è pronta a scendere definitivamente dalla passerella e ad andare dietro le quinte della moda: ha aperto un negozio votato alla beneficenza nel centro commerciale Westfield di Londra, chiamato Fashion For Relief. Il negozio vende abiti e accessori moda anche a celebrità e amici come Kate Moss.

Naomi Campbell Fashion For Relief 2015
Fashion For Relief 2015

Fashion For Relief ha presentato show a New York, Londra, Cannes, Mosca, Mumbai e Dar es Salaam, e ha raccolto milioni di dollari per varie cause. La Campbell è rimasta un’attivista che ha combattuto per il bene dei bambini in Africa, insieme a Nelson Mandela, dal 1997.

Tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016 viene lanciata una vasta gamma di prodotti firmati dalla modella per TCC, azienda leader nei programmi di fidelizzazione. I prodotti, tra cui gioielli, articoli tessili per la casa, borse e valigie sono stati utilizzati dalle catene di vendita al dettaglio, in franchising o meno, per premiare i clienti nelle campagne di fidelizzazione.

Situazione attuale

Naomi Campbell Versace primavera/estate 2018, sfilata " a Tribute to Gianni Versace"
Versace primavera/estate 2018, sfilata ” a Tribute to Gianni Versace”

Nel 2017 la Campbell sponsorizza gioielli in argento e articoli da regalo di lusso, diventando ambasciatore di un marchio che sta aprendo il suo primo negozio in Irlanda del Nord.

Momento da ricordare la collezione primavera/estate della Fashion Week di Milano 2018: la sfilata di Versace, dove le supermodelle “originali”, Naomi Campbell, Cindy Crawford, Claudia Schiffer, Carla Bruni e Helena Christensen, tornano sulla passerella in abito dorato, per rendere omaggio al defunto stilista Gianni Versace. Il momento del ricongiungimento è davvero memorabile, il pubblico ha accolto i modelli con applausi e standing ovation.

Fino al 2018, Naomi Campbell vanta 500 copertine, sfilate per innumerevoli marchi di lusso e un continuo impegno umanitario, soprattutto per il Sud Africa.

CAMERA NAZIONALE DELLA MODA ITALIANA

Camera Nazionale della Moda Italiana significa cinquant’anni di storia della moda italiana. Gli anni del successo della moda italiana nel mondo. È un’associazione senza scopo di lucro, costituita nel 1958. Ha sede a Milano, capitale internazionale della moda. Rappresenta oltre 200 aziende italiane di alta moda, prêt-à-porter, alta sartoria, sportswear, pellicceria, cosmetica, tessile/abbigliamento, accessori, pelletteria, calzature, servizi e distribuzione. Coordina, tutela e promuove l’immagine e l’eccellenza della moda italiana. È l’Istituzione che cura tutte le iniziative di valorizzazione della moda, in Italia e nel mondo, ed è l’ente promotore e organizzatore di Milano Moda Donna e Milano Moda Uomo, le settimane della moda più attese nel mondo. In questo scenario affascinante e di visibilità internazionale, Camera Nazionale della Moda Italiana svolge funzioni essenziali quali la realizzazione del calendario delle sfilate e delle presentazioni, il rapporto con le Istituzioni, l’immagine, la scenografia e l’allestimento del Centro Sfilate, l’Ufficio stampa, l’ideazione di eventi speciali, incontri e convegni. Camera della Moda è l’unica associazione che dispone di un modernissimo Centro Sfilate a Milano, con ampie sale sfilata, una piazza centrale dove il pubblico può seguire su videowall le sfilate in contemporanea, gli showroom riservati agli Editori e agli Sponsor, la Sala stampa perfettamente attrezzata, gli ampi spazi che ospitano mostre e presentazioni, le confortevoli aree di ristorazione. Camera della Moda è l’unica istituzione nel mondo che organizza nove eventi all’anno dedicati alla moda: Milano Moda Donna (settembre-febbraio), Milano Moda Uomo (gennaio-giugno), Milano Moda Pre-collezioni (maggio/giugno-novembre/dicembre), Milano Moda Showroom (gennaio/febbraio-giugno/luglio), Milano Moda Design (aprile). Con la Presidenza di Mario Boselli iniziata nel 1999 e riconfermata fino al 2010, Camera della Moda ha acquisito un ruolo di primaria importanza nei rapporti istituzionali a livello internazionale: è protagonista nelle intese sui calendari internazionali e nelle alleanze con Parigi, Londra e New York, oltreché punto di riferimento per le altre fashion week internazionali: San Paolo, Tokyo, Shangai ecc. Di grande rilievo è il Protocollo di Intesa italo-francese siglato nel 2000 e rinnovato nel 2005 con la Fédération Française de la Couture. Il 3 febbraio 2003 Camera Nazionale della Moda Italiana ha acquisito personalità giuridica a seguito del riconoscimento concesso dall’Autorità Prefettizia di Milano. Dal 2003 dispone della certificazione UNI EN ISO 9001:2000 e dal 2004 è accreditata come Ente formativo presso la Regione Lombardia. Sotto la guida di Boselli sono stati creati 3 nuovi eventi per il settore della moda dedicati alle pre-collezioni, alle vendite in showroom e al design. Un altro elemento significativo è dato da tutte le iniziative create da Camera della Moda per supportare e sostenere i giovani stilisti di talento: dal concorso Next Generation, al progetto Incubatore della Moda che promuove lo start-up di giovani imprese della Moda. A fianco di Boselli, il Direttore Generale Giulia Pirovano che con il suo carattere tenace e dinamico fa da trade union e gestisce la complessità del mondo della moda, le istituzioni e gli sponsor. Sempre in prima linea sia in veste propositiva, organizzativa, sia nel prevedere il coinvolgimento di Camera della Moda nelle diverse manifestazioni o eventi e soprattutto per progettare sviluppi e scenari futuri per il Made in Italy.

CAR SHOE

Car Shoe è un marchio fondato nel 1963, su brevetto di Gianni Mostile. Ora il brand fa parte del Gruppo Prada.

Indice

  1. Le origini
  2. Car Shoe entra nel Gruppo Prada
  3. Gli ultimi anni

Le origini

Il marchio Car Shoe venne fondato nel 1963, anno in cui il Ministero dell’Industria e del Commercio Italiano riconobbe a Gianni Mostile il brevetto di un modello di scarpa assolutamente innovativo: un mocassino con la suola perforata da minuscoli tasselli in gomma battuta. Partì come calzatura per automobilisti ma in seguito diventò un accessorio moda di grande comfort e praticità.

Car Shoe entra nel Gruppo Prada

Car Shoe, dettaglio
Car Shoe, dettaglio

Nell’aprile 2001 il Gruppo Prada rilevò la maggioranza della società Car Shoe SA, proprietaria del marchio Car Shoe. L’intento era quello di preservare e rilanciare il marchio attraverso lo stile e le qualità originali del modello “driving”, ideato dal fondatore negli anni Sessanta.

Il primo negozio Car Shoe, progettato da Roberto Baciocchi, aprì in via della Spiga 50 a Milano il 5 Marzo 2001. Dopo aprirono, in successione, i punti vendita di Capri e Roma. Nel 2010 Car Shoe espanse il suo network retail in Asia e aprì il suo primo flahsgip store a Signapore, nel prestigioso Ion Orchard Mall. Lo stesso anno, il marchio rafforzò la presenza in Asia con l’apertura di un altro negozio ad Hong Kong. A dicembre 2011 il brand aprì il suo primo negozio nel Regno Unito, a Londra, in New Bond Street. Nel novembre dell’anno successivo aprì a Dubai nel prestigioso “Dubai Mall- Level Shoe District”. L’ultima apertura, nel luglio del 2013, fu a Forte dei Marmi.

Gli ultimi anni

Car Shoe Collezione autunno/inverno 2016
Collezione autunno/inverno 2016

Nel giugno 2010, il Gruppo Prada acquisì il controllo totale del marchio, rilevando la quota di minoranza dal socio che la deteneva. Nel 2012 venne lanciato il nuovo sito e-commerce. A seguire, il brand aprì i suoi profili Social su Facebook, Instagram, Twitter e Pinterest.

Nel 2013, in occasione della celebrazione del 50esimo anniversario, Car Shoe lanciò un nuovo modello di driving in collaborazione con Automobili Lamborghini. Lo stesso anno il brand lanciò il Driver’s Club, uno spazio dedicato al lifestyle e alla tradizione, ispirato dalla passione per la guida. Per l’edizione settembre 2013 del Revival Festival di Goodwood, la storica gara automobilistica, Car Shoe progettò un negozio temporaneo a Goodwood high Street, West Sussex, che rimase aperto per tutta la durata del festival.

Nel 2014 il brand presentò i “Car Shoe Bulletins“, appunti di viaggio che percorrono le strade più iconiche del mondo.

BRUNELLO CUCINELLI

Fondatore e stilista dell’omonimo marchio di abbigliamento, nasce a Castiglione (in provincia di Perugia) nel 1953. A partire dal 1978 inizia la carriera da imprenditore.

Indice

  1. Le origini
  2. Fondazione Brunello Cucinelli
  3. Premi e riconoscimenti

Le origini

Brunello Cucinelli, fondatore dell'azienda
Brunello Cucinelli, fondatore dell’azienda

Fondatore e stilista dell’omonimo marchio di abbigliamento. Nasce a Castiglione (Perugia) nel 1953. Nel ’72 si dipoma come geometra e si iscrive alla facoltà d’ingegneria, che però abbandona poco più tardi. A partire dal 1978 inizia la carriera da imprenditore, proponendo come sua cifra distintiva il cashmere colorato.

Brunello Cucinelli, Il celebre cashmere Cucinelli
Il celebre cashmere Cucinelli

Nell’ ’82 sposa Federica Benda, dalla quale ha due figlie, e si trasferisce a Solomeo, dove acquista, per dare vita alla sua azienda, il castello trecentesco del borgo, e dove nel 1987 inaugura la nuova sede aziendale.

Fondazione Brunello Cucinelli

Brunello Cucinelli, Foro delle Arti
Il Foro delle Arti

Portato istintivamente alla conoscenza, si dedica agli studi umanistici (in particolar modo alla filosofia) e inizia un’attività di recupero e riqualificazione dell’antico paese, realizzando spazi dedicati all’incontro e alla cultura. Luogo prescelto per il progetto di ristrutturazione è il complesso architettonico e paesaggistico del Foro delle Arti, dove sotto l’egida della Fondazione Brunello Cucinelli, vengono realizzati un teatro, un anfiteatro e un’accademia Neoumanistica con all’interno una preziosa biblioteca.

Premi e riconoscimenti

Brunello Cucinelli, Campagna pubblicitaria 2011
Campagna pubblicitaria 2011

Nello stesso periodo conduce la sua impresa ai più importanti successi, ispirandosi ai grandi ideali dell’uomo: etica, dignità e morale. Dagli inizi del 2000 il suo lavoro imprenditoriale e umanistico viene celebrato da una serie di prestigiosi riconoscimenti nazionali e internazionali, fra i quali: la Presidenza del Teatro Stabile dell’Umbria, Premio Ernst and Young come imprenditore italiano dell’anno (2009), Premio Leonardo Qualità Italia (2010), consegnato al Quirinale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Cavalierato della Repubblica Italiana e laurea Honoris Causa in Filosofia ed Etica delle Relazioni Umane conferita dall’Università degli Studi di Perugia.

Nel 2011 l’azienda Bruinello Cucinelli, riconosciuta a livello mondiale come uno dei più importanti brand nel settore del lusso, è presente con le sue collezioni di cashmere in più di 1000 negozi multibrand, 50 monomarca e numerosi “shop in shop” sparsi nei vari high department store del mondo.

CHURCH’S

Church’s: marchio di scarpe inglesi, noto per l’eleganza e l’altissima qualità di manifattura. Leggi la storia del brand dalle sue antichissime origini.

Indice.

  1. Le origini.
    1. Il modello Goodyear.
  2. Church’s entra a far parte del Gruppo Prada.
  3. Un nuovo capitolo.
  4. Espansione internazionale.
  5. Situazione attuale.

Le origini.

Dizionario della Moda Mame: Church's. Artigiano al lavoro.
Un artigiano al lavoro su una scarpa.

Il marchio Church’s è stato creato nel 1873 dai fratelli Thomas, Alfred e William. Le origini del marchio risalgono però al lontano 1675, anno di nascita dell’avo dei fratelli Church’s: Stone Church, di Northampton. In questa cittadina sin dal Medioevo si era sviluppata una fiorente attività conciaria e, in seguito, l’avviamento dell’industria calzaturiera. Le abilità del mestiere si sono quindi trasmesse di padre in figlio fino all’epoca dei fratelli fondatori del marchio.

Nel giro di pochi anni Church’s si trasforma da piccolo laboratorio artigianale in azienda di riferimento per il segmento di alta qualità sia per il mercato locale, che per i più esigenti negozi di calzature di Londra e d’Inghilterra. Nel 1921 Church’s apre a Londra il primo monomarca.

Nel 1957 viene inaugurato lo stabilimento produttivo che è ancor oggi sede dell’azienda. La visita della regina Elisabetta nel 1965, unitamente al conferimento del prestigioso “Queen’s Award” per l’esportazione, ufficializzano a Church’s lo status di marchio leader a livello internazionale.

Dizionario della Moda Mame: Church's. Artigianalità: le rifiniture su una scarpa.
Artigianalità: le rifiniture su una scarpa.

Church’s rappresenta in tutto il mondo lo stile della scarpa artigianale inglese: 250 passaggi di lavorazione e 8 settimane per ogni paio. L’azienda ha sede a Northampton, dove sono stati prodotti gli stivali per l’esercito di Cromwell nella guerra d’Irlanda. Northampton ha inoltre procurato alle forze armate inglesi il 70% delle scarpe per i suoi uomini nelle trincee della Marna, nel massacro del primo conflitto mondiale.

Il modello Goodyear.

Il calzaturificio, oltre a produrre la classica scarpa di cuoio, ha inventato per primo la tecnica per coniugare la preziosità delle tomaie più pregiate alla comodità avveniristica della gomma utilizzata per le suole. È nato così il modello Goodyear, una stringata in pelle con la para. Le prime esportazioni risalgono al 1887. Il debutto in America è del 1907.

Dizionario della Moda Mame: Church's. Modello Goodyear 2012.
Goodyear: la collezione Flexible Rubber del 2012.

Church’s entra a far parte del gruppo Prada.

Nel 1998, il fatturato è stato di 240 miliardi di lire. Nell’estate del 1999, Diego Della Valle ha rastrellato l’8,6% di azioni Church’s. A fine agosto dello stesso anno, Patrizio Bertelli per Prada ha comprato il 9% del capitale, lanciando un’offerta di pubblico acquisto amichevole per acquisire il controllo della società. Bertelli ha offerto il 20% in più del prezzo di Borsa, impegnando nell’operazione circa 310 miliardi. Così, a partire dal 1999, Church’s è entrato a far parte del gruppo Prada, leader mondiale nel settore del lusso, che attualmente ne detiene il 100% del capitale.

L’acquisizione è avvenuta con l’esplicita volontà di ottimizzare le opportunità di business legate a Church’s, nel pieno rispetto della sua identità inglese. Le principali linee guida strategiche hanno previsto la razionalizzazione dei criteri industriali di produzione e l’introduzione di logiche di marketing nella pianificazione di collezioni e di nuovi prodotti. Questo ha permesso un ulteriore ampliamento della potenzialità produttiva e lo sviluppo di collezioni comprendenti categorie classiche, accanto a proposte più contemporanee e stagionali.

Dizionario della Moda Mame: Church's. Scarpa classica modello Shanghai.
Scarpa classica modello Shanghai ebano e bianco.

Un nuovo capitolo.

Nel gennaio 2002 venne aperto il secondo monomarca a Milano, dopo il primo aperto nel 2000 in via Sant’Andrea. Il negozio in Galleria Vittorio Emanuele II, disegnato da Roberto Baciocchi, si sviluppa su due piani e ha pareti in teak e pavimento in legno wengé.

Nel corso del 2003 le entrate ammontavano a 61,2 milioni di euro. Il marchio era disponibile in 895 negozi plurimarca. I monomarca erano 48, di cui 47 controllati direttamente e uno in franchising. La produzione era effettuata per il 95% in Gran Bretagna e per il 5% in Italia (la collezione Donna). La politica di espansione del marchio ha previsto da subito l’apertura di nuovi negozi monomarca nelle più importanti capitali internazionali. Oltre alle boutique di Milano, tra il 2001 ed il 2003 vengono aperti nuovi negozi a Parigi, Roma, Saint Moritz e a New York.

Dizionario della Moda Mame: Church's. Il negozio a La Rinascente di Milano.
Il negozio presso La Rinascente di Milano.

Espansione internazionale.

Nel 2003 viene firmato un accordo tra il Gruppo Prada ed Equinox, un’importante società di investimenti, per sostenere un ambizioso piano di espansione in tutto il mondo. Questo piano si basava sullo sviluppo di nuove e complementari categorie merceologiche. Una parte importante dell’accordo prevede la completa autonomia del Gruppo Prada nel definire la progettazione e le strategie riguardanti l’identità del marchio.

Secondo l’accordo, Equinox ha acquistato il 45% del capitale di Church’s. Nel dicembre 2006 Prada ha ricomprato tutto il capitale di Church’s.Nel 2008 il marchio ha avviato un nuovo piano di espansione, con l’apertura di diversi negozi internazionali: Venezia, Bologna, Edimburgo, Hong Kong, Singapore., Shanghai, Tokyo e Beijing.

Situazione attuale.

Dizionario della Moda Mame: Church's. Il negozio a New Bond Street, Londra.
Il negozio a New Bond Street, Londra.

A luglio 2011 Church’s ha aperto il primo negozio dedicato alla collezione Donna a New Bond Street, nel cuore del quartiere dello shopping londinese. Attualmente i negozi monomarca sono 200 in tutto il mondo. Il numero dei dipendenti è di circa 2000.

CLIVIO

Fabbrica tessile nata nel 1918 per la produzione di tessuti di seta per cravatte rigati, operati, stampati, chinè moire, chinè operati. I fondatori Francis Clivio e il cognato Carlo Longoni eseguono in proprio i disegni delle cravatte, prodotte nelle tessiture di Como, Giussano (Mi), Fino Mornasco (Co) e Minoprio (Co) acquistate tra il 1919 e il 1921. Nel corso degli anni Trenta viene avviata la concentrazione della produzione dei tessuti in seta e rayon nello stabilimento di Como. Nel ’34, alla morte di Francis Clivio, sono i Longoni e la vedova Clivio a proseguire l’attività. Dall’inizio degli anni ’60 Franco Longoni si troverà da solo alla guida dell’azienda, decidendo prima lo spostamento della stamperia vicino alla tessitura e dopo la sua vendita a una società, la Stamperia Smart, di cui egli stesso è uno dei soci. Nell’89, la Francis Clivio viene assorbita dalla Dante Prini.