C.a.o.

(Conception assistée par ordinateur). A differenza del D.a. (Dessin assisté par ordinateur) che simula i prodotti come immagine, la C.a.o concepisce il prodotto, tenendo conto dei suoi limiti morfologici e delle tecniche di produzione. Questa tecnologia compare a metà degli anni ’60 per quanto riguarda il taglio e i cartamodelli, e si perfeziona all’inizio degli anni ’70 sulla struttura del tessile. Il computer trasforma i dati forniti (misure, modello e tessuto) in un cartamodello standard, su cui si taglia con il laser il tessuto e poi lo si cuce. È così possibile realizzare in tempi brevi il prototipo su misura. La C.a.o. mette a disposizione un archivio, che facilita il lavoro degli stilisti. Questo sistema è stato creato dalla società alsaziana Vestra. (Marilea Somaré)

C.Neeon

Etichetta nata nel 2004 formata dalla combinazione dei soprannomi delle due giovani stiliste Clara Leskovar e Doreen Schulz. Collezione coloratissima e fortemente influenzata dalla rielaborazione degli stimoli visivi delle grandi metropoli: pubblicità, video, graffiti, insegne luminose.

C.s.a.c.

Centro Studi e Archivio della Comunicazione all’università di Parma. L’idea nasce nell’Istituto di storia dell’arte, diretto da Carlo Arturo Quintavalle, alla fine degli anni ’60. Si vuole creare una collezione d’arte su modello delle università americane, formata da donazioni di archivi completi capaci di illustrare il processo creativo dell’artista e non solo il capolavoro finale. Nel ’75 viene chiamato C.s.a.c. L’iniziativa ha successo. Quintavalle convince molti architetti, molti designer milanesi, molti stilisti a donare i propri archivi. Il fondo è diviso in 5 sezioni. La sezione Progetto comprende una raccolta di 70 mila disegni di moda e un gran numero di abiti. Il nucleo Walter Albini è particolarmente importante, insieme a quello dell’illustratrice Brunetta. Tra gli anni ’80 e ’90, il Centro ha raccolto materiali delle più importanti griffe italiane del XX secolo. Gli archivi sono consultabili da studiosi e studenti, con lettera di presentazione. Presto il catalogo generale sarà consultabile su Internet. Si organizzano mostre, seminari, corsi. Si pubblicano opere inerenti alle collezioni. Dalla sua sede nel padiglione Nervi di Parma, il Centro si sposterà presto alla Certosa di Valserena. (Virginia Hill)

C&A

È fra i leader mondiali. Fattura (è il dato medio degli inizi anni ’90) 10 mila miliardi di lire. La sigla è ricavata dai nomi dei fratelli Brenninkmeijer, Clemens e August, che nel 1841 fondano, a Sneek in Olanda, una compagnia di abbigliamento. Il primo negozio C&A venne aperto nel 1861. Fu un successo: proponeva, con grande anticipo sui tempi, moda pronta a prezzi accessibili. Dal 1910, inizia l’espansione in tutta l’Olanda e all’estero, dove altri membri della famiglia varano nuovi negozi: prima, nell’11, in Germania, poi in Inghilterra (’22), in Belgio (’63), in Francia (’72), in Svizzera (’77), in Lussemburgo (’82), in Spagna (’83), in Austria (’84), in Portogallo (’91) e, infine, in Danimarca (’95), per un totale di 550 negozi e 40 mila persone impiegate. La proposta di abbigliamento per uomo, donna e bambino, copre stili diversi, con prezzi, all’interno dello stesso negozio, anch’essi diversificati. Le marche della compagnia, tutt’oggi di proprietà della famiglia Brenninkmeijer, sono: Westbury, Jinglers, Palomino, Clockhouse, Rodeo, Your 6 Sense, Baby Club, Angelo Litrico, Yessica, Canda, Here & There. 

Caban

Ampia giacca in panno, di taglio sportivo. Per alcuni, deriva dalla divisa dei cocchieri inglesi dell’800 e deve il nome al termine cab (carrozza). Per altri, invece, da un giaccone dei marinai bretoni nel ‘700. Caldo e funzionale, il caban è stato realizzato nelle fogge e con i materiali più disparati. Nell’ultimo decennio, ha perso la connotazione esclusivamente maschile, diventando un passe-par-tout unisex.

Cacharel

Dietro il nome di questa famosa griffe, che si ispira a un simpatico anatroccolo tipico della Camargue, si cela l’attività dello stilista-imprenditore Jean-Louis Bousquet (Nimes, 1932). Dopo i primi passi come apprendista sarto, Bousquet nel 1956 si trasferisce a Parigi, dove apre un piccolo atelier di camiceria maschile. Nel ’62, fonda la sua società in cui produce, oltre alle camicie da uomo e donna, anche abiti-chemisier e altri capi femminili. È un antesignano del prêt-à-porter. Se i modelli sono abbastanza classici, nuovo è l’uso dapprima del crepon (tessuto utilizzato fino ad allora per le camicie da notte) e poi del cotone liberty, stampato con i famosi fiorellini, due elementi che ne definiscono lo stile, fresco e romantico, e portano subito il marchio alla notorietà. La felice intuizione di usare le fotografie intimiste di Sarah Moon per le campagne pubblicitarie diventa un altro elemento caratteristico, costante nel tempo. Negli anni seguenti, Bousquet chiama a collaborare giovani stilisti che diventeranno famosi: Agnès B., Alaïa, Corinne Cobson, Emmanuelle Khanh, Lempicka, Shimada. Grande successo hanno i profumi, dal primo, Anaïs Anaïs, lanciato nel 1978, uno tra i più venduti, a Loulou nell’87, a Eden nel ’94, fino a Noa, lanciato nel ’98. Distribuito capillarmente il tutto il mondo, il marchio vanta oggi numerose licenze per l’abbigliamento uomo donna e bambino, gli accessori, la casa. 

2000, maggio. Nell’ultimo scorcio del ‘900, Jean Bousquet ha un po’ trascurato il suo marchio per dedicarsi alla politica, come deputato e poi sindaco di Nimes. Quando decide di rilanciarlo si affida al duo stilistico inglese Clements-Ribeiro. Ha visto una loro sfilata in televisione e ha intuito che hanno lo spirito giusto per il nuovo stile Cacharel.
2002, aprile. Lancio del nuovo profumo Gloria sul mercato europeo.
2002, novembre. Esce il libro Cacharel. Le Liberty, un omaggio della griffe al tessuto che è stato alla base del suo successo. 2002, dicembre. Continua il rilancio del marchio Cacharel, iniziato nel 2000 con un mutamento radicale di stile. Bousquet punta ora alla riorganizzazione distributiva e all’ampliamento del marchio con nuovi accordi di licenza. Il restyling creativo di Clements e Ribeiro ha avuto successo nelle aree in cui il marchio era meno conosciuto (Inghilterra, Asia e Stati Uniti), ha incontrato difficoltà in Europa dove è ancora forte il ricordo dell’immagine tradizionale. Per il nuovo piano di retail sono previste aperture monomarca nel 2004 a Londra, New York e Parigi, nel 2005 a Mosca e Bruxelles. Contemporaneamente alla riorganizzazione dei punti vendita, Bousquet porta avanti l’ampliamento di licenze. Firma con Mantero per foulard e cravatte, con Carré Royal per le borse.
2003, marzo. Accordo di licenza col gruppo Eminence per la distribuzione in Italia dell’intimo Cacharel (donna e uomo).

Cache-coeur

Golfino a maniche lunghe, elegante e romantico, che si incrocia a V sul davanti e si annoda dietro o sul fianco con due lacci. È copiato da un modello classico per bambini. Evoca i corpetti dei vestiti Biedermeier, e appare per la prima volta negli anni ’20.