*Atelier

Marchio creato nel 2006 da Yeung, giovane stilista di Hong Kong, che già si era distinto come uno dei talenti più promettenti della giovane generazione di designer dell’Estremo Oriente. Lo stile fusion è il suo tratto distintivo e le sue creazioni sono caratterizzate dalla straordinaria capacità di mixare elementi, tessuti e fantasie provenienti dalle culture più diverse che generano abiti decisamente nuovi e molto interessanti.

7 For All Mankind

Con un successo immediato, questo brand nato a Los Angeles nel 2000 ha guadagnato presto giudizi positivi della critica e grande seguito grazie all’innovativo utilizzo dei tessuti e delle forme attraverso il denim. Negli ultimi sette anni 7 For All Mankind è diventato un classico moderno, ma anche un leader per la nuova moda che riguarda i lavaggi e il design. Il brand, rinominato “Sevens” da fashion editor e stylist, è cresciuto in fama grazie all’apprezzamento istantaneo tra le star di Hollywood. L’azienda continua a crescere ed evolve come marchio specializzato nel denim, espandendo la sua linea di prodotti all’uomo, agli accessori moda, all’abbigliamento sportivo e alle collezioni per bambini. Collaborazioni importanti sono state realizzate con famosi designer come The Great China Wall, Zac Posen, Azzedine Alaïa, Evan Yurman e Pucci. Il brand è in questo momento venduto in negozi di lusso come Barneys New York, Neiman Marcus, e Saks Fifth Avenue.

31 Février

Marchio di borse, creato nel 1987 da Hélène Népomiatzi e Marc Gourmelen. Si è distinto per l’originalità e l’ironia delle creazioni. Più che veri e propri oggetti d’uso, si tratta di accessori sorpresa. I due stilisti hanno debuttato disegnando per Lagerfeld e hanno continuato poi sulla scia dell’imprevedibilità. Hanno anche una seconda linea battezzata Jour Férié e uno show room a Parigi in rue du Faubourg Saint-Honoré. &quad;Successivamente, Hélène Népomiatzi abbandona l’avventura 31 Février per fondare un nuovo marchio, 69-96, in collaborazione con Claire Savary, con la quale aveva collaborato presso Céline e Nina Ricci accessori. Anche qui, l’ispirazione è provocatoria e mixa lusso e stile di strada, trovando spazi di vendita nelle boutique Maria Luisa a Parigi e Tracey Ross a Los Angeles. Marc Gourmelen, altra anima del marchio 31, diventa invece direttore creativo del marchio di pelletteria italiana Bric’s nel 2007.

2Link

Insegna di negozi-boutique che fanno tendenza. Dietro c’è la regia estetica-commerciale di Alberto Bellotti. Nel 1998, nasce il primo punto vendita a Cantù (Co) con un’offerta composta da un mix tra casa/design (all’80 per cento) e moda. Due anni dopo, è la volta del primo negozio in franchising a Siena e del negozio di largo La Foppa che marca un deciso spostamento del mix di prodotto verso il settore moda. Nel 2001, 2Link apre a Como in via Olginati e la regia di Bellotti abbandona quasi totalmente il design per dedicarsi alla ricerca di nuovi stilisti e tendenze moda nel segmento medio-alto e alto. Nel 2003, altra apertura milanese in via Solferino 46. Insomma, una forte crescita in un periodo di “disinteresse sempre più forte da parte del consumatore finale nei confronti di alcuni beni/prodotti, questo specialmente nel comparto moda”, dice Bellotti. “Il prêt-à-porter nato per divulgare la moda a un segmento più ampio di pubblico ha velocemente raggiunto prezzi “inadeguati” e si è completamente dimenticato delle reali esigenze del consumatore finale. I produttori e i commercianti non sono mai arrivati a “conoscersi” realmente e a creare sinergie forti da utilizzare in periodi di “magra”. Nel rapido disinteresse per la moda-moda, ha giocato parecchio anche il fenomeno sociale del “vintage”, del “taglio al vivo”, del “finto povero” che sempre più frequentemente “vieta” di presentarsi a una cena, a una festa “vestiti di nuovo”. Reggeranno pochi marchi “forti”, con un marketing e una rete commerciale adeguata, e avranno più spazio piccoli marchi con un corretto rapporto qualità prezzo.” I negozi 2Link sono progettati dall’architetto Pillet.