Castaldi

Alfa (1926-1997). Fotografo italiano. Si iscrive all’universà senza mai finirla, passando, in un percorso accidentato ma affascinante, per le facoltà di Architettura, di Lettere e di Filosofia. Pur essendo allievo di Pietro Longhi, sapeva ironizzare sulla sua solida preparazione: "La cultura serve a fare bella figura nei salotti". Comincia nel 1948, dedicandosi ai reportage. Insieme a Ugo Mulas, suo compagno ai tavoli del bar Giamaica a Milano, punto d’incontro dei protagonisti di una fra le stagioni milanesi più creativamente e intellettualmente vitali, è tra quei giovani che scelgono la fotografia come forma di giornalismo più adatta a raccontare l’Italia della ricostruzione. All’inizio degli anni ’60, passa alla fotografia di moda, attirato dall’ampia libertà che questa forma espressiva lascia al fotografo. Collabora con Arianna, Grazia, con Vogue Italia e molte altre riviste italiane e straniere, passando con disinvoltura dal ritratto allo still-life, fino al back-stage delle sfilate.
Lavora per Lagerfeld, Valentino, Krizia. Il suo è uno stile profondamente innovativo, caratterizzato da un accentuato rigore formale e da evidenti richiami alla più raffinata cultura del tempo di cui è contemporaneamente interprete. Le modelle sono, sotto le sue luci attente, "materia plasmabile" e si devono adattare alle situazioni meno consuete: le pose ironiche, gli allestimenti complessi, gli sfondi bianchi, la sottolineatura degli abiti come degli accessori per creare le giuste atmosfere, caratterizzano l’immagine di Alfa Castaldi degli anni ’70. Si è anche dedicato all’attività didattica operando al Superstudio di Milano in un progetto di scuola per fotografi, stilisti e operatori nel campo dell’immagine della moda.