Buonanno

Anna (1924). Sarta napoletana. Figlia d’arte. Sua madre Concettina, moglie del pittore inglese Giuseppe Andrower, aprì un atelier a Napoli nel 1917 e fu, come tutte le grandi sarte italiane di quegli anni, mediatrice della moda francese: acquistava le teline, i patron papier dalle maison di Parigi e li riproduceva filtrandoli attraverso il gusto italiano. Fu scoperta da Jolanda di Savoia e vestì la principessa ereditaria Maria José. Aveva l’atelier a palazzo Calabritto in piazza dei Martiri, ma si diede anche una succursale a Roma. È alla sua scuola che è cresciuta Anna. Avrebbe voluto dipingere come il padre, ma a 15 anni seguì Concettina a Parigi per comprare modelli e teline. Il suo destino fu segnato. Entrò a bottega e, nel dopoguerra, affiancò la madre, via via succedendole. È suo l’abito da sposa di Paola del Belgio. Ha vestito tutta l’aristocrazia napoletana, rimanendo fedele alla moda francese. Racconta di avere detto “no” a Sofia Scicolone che, prima di debuttare nel cinema e di diventare Sofia Loren, si era offerta come indossatrice: “Per noi, era troppo formosa”. Da qualche tempo, ha passato il timone alla figlia Gigliola. Nel 1994, l’atelier si è trasferito in via Chiatamone, ma conservando l’insegna in ottone Sartoria Concettina Buonanno.