Brunelleschi

Umberto (1879-1949). Illustratore, pittore e costumista italiano. Ha lavorato per i periodici di moda Fémina, Gazette du Bon Ton e il Journal des Dames et des Modes. Ma il suo nome è soprattutto legato ai costumi per le riviste di Joséphine Baker, la venere nera, e per spettacoli messi in scena, fra le due guerre, dai teatri di tutto il mondo, dalla Scala di Milano ai parigini Folies Bergère, Casino e Chatelet, al Roxy ThéÀtre di New York. Il suo stile risente fortemente del clima e delle mode imperanti: il liberty, l’orientalismo, l’Art Déco. Nella sua tavolozza predomina il blu. Finita la sbornia déco, approda a una maggiore essenzialità di tratto. Inizia gli studi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, per poi proseguirli alla scuola di nudo. Nel 1900, si trasferisce a Parigi dove sbarca il lunario come caricaturista, spesso usando anche lo pseudonimo di Harun-al Rashid. Collabora a L’Assiette au beurre, insieme a Paul Iribe. A partire dal 1903 e fino al 1910, partecipa come pittore ai Salons della capitale francese. Nel ’14 ritorna in Italia per poi stabilirsi definitivamente a Parigi. Nell’ultimo scorcio della sua vita, illustra soltanto libri, in particolare erotici in edizioni numerate.