Brody

Neville (1957). Uno dei designer che hanno rivoluzionato l’arte tipografica e il graphic design. Formatosi al London College of Printing, appena diplomato diviene autore della grafica di Cabaret Voltaire e art director della Fetish Record, curando l’artwork degli album di sconosciuti gruppi musicali punk. Nei primi anni ’80 come art director cura l’immagine delle riviste The Face, City Limit, Arena, rinnovando la grafica inglese non solo underground. Nell’87 fonda un suo studio, il Research Studio, che in breve tempo diviene un punto di riferimento obbligato per chiunque si occupi di grafica. Nei 10 anni successivi, disegna i loghi della Tv via cavo tedesca Première, della Orf, delle poste olandesi, della Haus der Kulturen der Welt di Berlino, del Parco in Giappone e di Greenpeace. In Italia cura la veste grafica di alcune riviste tra cui il mensile fondato da Flavio Lucchini, Lei. Col titolo The Graphic Language of Neville Brody, nell’88 viene allestita una mostra sul suo lavoro che gira le principali capitali facendolo conoscere in tutto il mondo. Il materiale dell’esposizione costituirà la base di un volume monografico. È in questi anni che fonda Fuse (Font Works und Font Shop International), l’associazione che nell’ultimo decennio del secolo ha dominato la scena grafica internazionale. Nel ’94 esce The Graphic Language of Neville Brody 2, che raccoglie tutti i lavori prodotti dopo l’88. Con l’avvento della computer graphics, amplia il suo campo di interessi e di esperienze professionali creando i più diffusi e versatili linguaggi visuali usati nel mondo delle comunicazioni elettroniche. (Stefano Grassi) &Quad;Sul finire degli anni ’90, collabora in Austria con la Dmc che si occupa di design per network televisivi, mentre in Giappone è la Digitalogue ad assoldarlo per una serie di cd-rom. &Quad;Tra i committenti degli ultimi anni, la Nike, Adidas-Salomon, Mont Blanc e il New York Museum of Modern Art. &Quad;L’uscita del libro The Graphic Language of Neville Brody coincide con una personale dedicata all’opera del creatore presso il Victoria and Albert Museum di Londra. Si tratta di uno dei più ampi tributi organizzati dal museo londinese nei confronti della cultura pop.