Bretelle

Accessorio del vestire maschile e anche, sporadicamente, femminile e infantile. Realizzate in corda o a rete, dopo essere state delle semplici strisce di cuoio. Erano già in uso nel ‘700 per assicurare la tenuta dei calzoni. L’800 le ingentilì usando il tessuto, cotone, anche velluto, e persino gomma, finché l’intreccio di diversi filati con fili di gomma stabilì il modello ricorrente per tutto il ‘900 fino a oggi: regolabili nella lunghezza mediante fibbie, a forma di Y nella schiena, le bretelle si allacciano, con asole anch’esse elastiche, davanti come dietro, a bottoni cuciti in vita sui calzoni; eliminando i bottoni, si possono anche fissare con morsetti d’acciaio alla cintura. Troppo visibili con la maggiore libertà della rinnovata giacca, le bretelle cedono il passo, verso gli anni ’50, alla cintura in cuoio, di pelle anche preziosa. E da insostituibile accessorio assumono il ruolo di accento estroso di moda, di colore nell’abbigliamento sportivo per la montagna, come in certi revival ottocenteschi o, in maglia elastica di seta nera, per particolari smitizzate tenute da sera antismoking. Negli anni ’70 le bretelle conobbero un’inattesa fortuna nella moda unisex, adottate anche dalle donne, tanto in esemplari del tutto mascolini che in forme e materiali volutamente femminilizzati, per colori e dimensioni, con passamaneria e ricami.