Brandt

Paul Emile (1883-1952). Gioielliere d’origine svizzera (La Chaux-de-Fonds), ma francese d’adozione. Fu interprete sensibile delle tendenze artistiche del proprio tempo. Dopo aver compiuto gli studi a Parigi sotto la direzione di Chaplain e Allard, nei primi anni del ‘900 fu originalissimo autore di gioielli in stile Art Nouveau, ma, subito dopo la prima guerra mondiale, privilegiò il Déco offrendone interpretazioni rigorose, di un accentuato geometrismo formale. Fra i bijoutier-artiste che si affermarono con l’Exposition des Arts Décoratifs di Parigi del ’25, conobbe l’apice del successo negli anni ’30. Maestro negli accostamenti di materiali insoliti, adottò la coquille d’oeuf, la lacca e l’argento. Predilesse lo smalto nero, il platino, l’onice, i diamanti, le perle per la realizzazione di gioielli e orologi preziosi impostati su una rigorosa bicromia e ritmati sul sapiente mixage compositivo di rettangoli, triangoli, cerchi, in puro stile cubista.