Blazer

È per Vestiti, Usciamo (Mondadori 1985), ironico best-seller sull’eleganza (Chiara Boni ha scritto di quella femminile e Luigi Settembrini di quella maschile) la giacca più importante del guardaroba. “Blu scuro, quasi nero, assolutamente doppiopetto, va portata d’inverno solamente con calzoni di flanella grigio scuro e, qualche volta, in versione particolarmente sportiva, con pantaloni in covercoat beige-verde.” L’uso selvaggio del blazer con i blue jeans, fatto anche da personaggi insospettabili, è tanto ovvio e banale da apparire deplorevole. Le scarpe da abbinare devono essere necessariamente marrone, meglio se di camoscio: bene anche le cosiddette Desert Boots. È una giacca sportiva ma non venga mai in mente di sceglierla in colori americani sul celeste o addirittura rosso olimpico. Da evitare con cura quelle patacche che si applicano sul taschino, del College che non avete frequentato o dello Yacht Club dove non siete soci. Il blazer è la giacca più importante del guardaroba. Tanto di quello invernale che di quello estivo. Vero jolly, se è ben tagliato, lo si può usare con sicurezza in quasi tutte le occasioni: da quelle informali a quelle più impegnative. È da notare che per le serate eleganti ma non troppo, oggi soprattutto a Parigi, c’è una certa tendenza a usare il blazer (con scarpe nere) in luogo dello smoking. D’estate, con una bella camicia e un fazzoletto divertente nel taschino, regge perfino l’assenza della cravatta: ed è l’unica giacca che se lo può permettere. D’estate il blazer gira su pantaloni bianchi di lino, su pantaloni grigio-scuri di lana leggerissima, su pantaloni beige-verdino di gabardine.