Blahnik

Le sue scarpe, considerate alla stregua di opere d’arte, sono esposte al Metropolitan di New York e al Victoria and Albert Museum di Londra. Ha partecipato alla prima Biennale di Firenze Il Tempo e la Moda. Per la notte degli Oscar, molte star "esigono" le sue creazioni. Nato a Santa Cruz nelle Canarie da padre ceco-ungherese e da madre spagnola, studia a Ginevra e muove i primi passi come scenografo. È Diana Vreeland a suggerirgli, sfogliando un suo book, di puntare tutto sulla calzatura. Apre così all’inizio degli anni ’70 un minuscolo negozio a Londra, in Church Road che diventa immediatamente un punto di incontro per donne come Loulou de la Falaise, Bianca Jagger, Tina Show. Oggi le sue eccentriche sculture in miniatura, in bilico su tacchi piedistallo e chiamate confidenzialmente dal mondo della moda Manolos non sono più di 300, 350 l’anno, tutte realizzate a mano quasi sempre con materiali rari e impensabili: foglie, corteccia, perline veneziane, cincillà, e sono vendute nello stesso negozio di Londra, ora un po’ più grande, dall’84 anche nel negozio di New York e in una ventina di altre boutique, non monomarca, nel mondo. Ricercatissimo dai collezionisti il modello Brique del ’71: una sorta di zoccolo con la suola a mattone e la fascia colorata. Affiancato sempre dalla sorella Evangelina, ha collaborato alle sfilate di Galliano, Ozbek, Berardi.