Bikers

Movimento e stile giovanili. Biker significa motociclista. L’immagine del Perfecto, il giubbotto di cuoio della Schott’s indossato da Brando ne Il Selvaggio di Stanley Kramer (1954), è quella destinata a infinite mutazioni nell’ambito della tipologia Biker. Il motociclista come figura archetipa sta all’elemento terra come il surfer all’acqua. In entrambi, la passione per uno sport viene interpretata come stile di vita o meglio uno stile di vita è desunto estendendo i limiti simbolici di uno sport. In entrambi, è essenziale la cavalcata (to ride) sull’onda o sull’asfalto come mezzo e come scopo allo stesso tempo. Per i Bikers, l’insoddisfazione e la fuga come modello ha la sua origine nello scarso o nullo adattamento alla vita domestica per alcuni reduci dalla seconda guerra mondiale. Negli Stati Uniti degli anni ’40 e ’50, in un clima dominato anche televisivamente dal crescente conformismo, i Bikers si staccavano sia da ogni modello motociclistico precedente sia da ogni tentativo di mimesi verso le classi alte. Adottando con orgoglio uno stile genuinamente working-class (jeans, T-shirt, giubbotto) creavano così un precedente destinato a perpetuarsi anche per chi su una motocicletta non sarebbe mai salito. La genealogia del Ribelle ha le sue successive incarnazioni in James Dean e in Bruce Byron, figura quasi mitologica in Scorpio Rising di Kenneth Anger (’63) che servirà da modello anche a Dennis Hopper per il suo Easy Rider (’68).