Biba

Insegna di una boutique londinese e bandiera di un modo di vestire di tendenza legato all’avanguardia inglese degli anni ’60. Si chiama così la sorella della stilista Barbara Hulanicki (1936) che pensa a quel nome quando, insieme al marito Stephen Fitz-Simon, inizia, nel ’63, una vendita per corrispondenza di gonne e pezzi d’abbigliamento, lanciando la Biba Postal’s Boutique attraverso annunci sul quotidiano Daily Express. È ancora nel nome di Biba che, nel ’64, in piena Swinging London, apre il suo primo negozio nel quartiere di Kensington, passerella di un nuovo stile pensato per i giovani dell’epoca, fatto di abiti che segnano il corpo e che esaltano il tipo fisico allora imperante, quello della top model Twiggy. Figlia di ebrei polacchi emigrati in Palestina prima della guerra, a 22 anni si trasferisce in Inghilterra e studia alla Brighton Art School. Nel ’55 vince un concorso per modelli da spiaggia bandito dal quotidiano Evening Standard. Forte di quell’exploit, abbandona il college per lavorare come illustratrice di moda a Vogue, a Tatler e poi nella redazione londinese del Women’s Wear Daily. Da quelle esperienze, la decisione di debuttare come stilista. La sua cifra nasce da una grande attenzione a quel che le succede attorno, dalla voglia giovanile di rompere i canoni del vestire borghese, ma anche da qualche sguardo alla moda anni ’30, da qualche nostalgia. I suoi modelli (maxi e minigonne, bikini coordinati alle camicette, soprabiti in velluto o in lucido Pvc colorato) hanno un dilagante successo, anche per una contenutissima politica dei prezzi. Il declino comincia nella seconda metà degli anni ’70. &Quad;1975. Barbara si trasferisce in Brasile. Il negozio, portato avanti dal marito, chiude poco dopo.