Bergé

Pierre (1930). Cofondatore e presidente della maison Yves Saint-Laurent. Vive e lavora a Parigi. Definirlo un manager, come è obbligatorio per le sue doti organizzative, può essere limitativo. È, infatti, autore di saggi teatrali. Diciottenne ha diretto una rivista letteraria, a cui collaboravano le migliore firme del momento, da Camus a Sartre, a Queneau. È stato segretario di Jean Giono. Appassionato d’arte, ha contribuito al successo di Bernard Buffet. Appassionato di musica e melomane, ha ideato i Lunedì Musicali nel ThéÀtre de l’Athéné-Louis Jouvet di Parigi da lui acquistato e restaurato; ha scoperto e lanciato il soprano Jessye Norman. Nel 1988, su nomina di Mitterand, è diventato presidente dell’Opera di Parigi, rimanendolo sino al ’94 e avviando le stagioni della neonata Opera Bastille. Il suo capolavoro, però, è l’alleanza con Saint-Laurent che, osannato per la collezione Trapezio sotto le insegne di Dior, convinse a mettersi in proprio, trovando anche i finanziamenti necessari. Era il ’60. Da allora è lo stratega imprenditoriale della maison, il sostegno dello stilista e, anche con modi bruschi, il custode della sua creatività. Parallela è la sua attività istituzionale: fondatore (’73) della Chambre Syndicale du prêt-à-porter des couturiers et des createurs de mode e suo presidente fino al ’93; fondatore (’86) dell’Istituto francese della moda e suo presidente.