Barrett

Viene notato e selezionato da Gucci mentre segue il master in Fashion Design al Royal College of Art che stava frequentando dopo aver conseguito la laurea al Central Saint Martin’s College of Art. Da allora, dal quell’89 sino al ’93, disegna 10 collezioni maschili per la maison. Nel ’94, insieme a Patrizio Bertelli, imposta la linea maschile di Prada e la disegna per 8 stagioni. Nel ’98 diventa lo stilista di Active Wear, marchio di abbigliamento che esordisce l’anno successivo e nasce dall’alleanza fra il gruppo industriale di Prato Lineapiù e Samsonite. Decide di stabilirsi a Milano dove apre uno show room, in via Savona.

2000. Lancia alle sfilate milanesi le prime collezioni per uomo e donna.

2001, ottobre. Occhiali mascolini con l’aggiunta di dettagli che ne addolciscono le linee, grazie a materiali leggeri come il glasant. Ecco la linea di eyewear firmata Barret e presentata all’edizione in tono minore di Moda Milano Donna, quella post 11 settembre.

2002, giugno. Va in scena il primo frutto della collaborazione con Puma: una scarpa da tennis senza stringhe in canvas combinato con pelle nuova e invecchiata.

Tra il 2004 e il 2006 viene scelto da Puma come direttore creativo per la squadra italiana di calcio in vista della Coppa europea e l’anno successivo per quella mondiale: i calciatori indossano dalla testa ai piedi prodotti firmati Barrett. Neil presenta la sua prima sfilata di moda donna a New York, risultando acclamato dalla critica. A oggi il brand continua a essere di successo grazie al mix di eredità inglese e artigianato italiano. Le collezioni di Neil comprendono abbigliamento per uomo e donna, da sera e da giorno, accessori e scarpe.