Valentino

Valentino: l’imperatore della moda e il suo grande amore per il rosso. Leggi la storia dello stilista italiano più amato dalle star di Hollywood.

Indice.

  1. Le origini.
  2. La prima sfilata.
  3. Valentino e le star di Hollywood.
  4. Hdp compra l’azienda.
  5. I 40 anni di carriera.
  6. Valentino entra nel Gruppo Marzotto.
  7. Le nuove linee.
  8. L’addio alle passerelle.
  9. Maria Grazia Chiuri e Pieri Paolo Piccioli direttori creativi.
  10. Gli anni recenti.

Le origini.

All’anagrafe Valentino Clemente Ludovico Garavani (1933). Fin da piccolo, manifesta di possedere un’idea dello stile, dell’eleganza. È una misura che emerge nitida nel primo abito che ha creato per sua zia Rosa, proprietaria di un negozio di passamanerie a Voghera, in via Torino, dove amava trascorrere i pomeriggi giocando con le pezze.

Già da allora prediligeva il rosso: un colore che, più tardi, diventerà il suo portafortuna e il mattatore della sua tavolozza. Lo comprese quando, durante il periodo di apprendistato da Jean Dessès a Parigi, andò all’Opera di Barcellona. Qui rimase folgorato dai costumi di scena tutti rossi:

“Capii in quel momento che, dopo il bianco e il nero, non esiste colore più bello”.

Dizionario della Moda Mame: Valentino. Il rosso Valentino.
Il rosso Valentino.

A 17 anni Valentino lascia Voghera per imparare la moda a Parigi. La velocità nello schizzare figurini gli vale subito l’assunzione da Dessès, dove lavora fino al 1955. Poi passa da Guy Laroche, dove l’apprendistato dura fino al 1957. Quell’anno torna in Italia per aprire, con l’aiuto del padre, un atelier a Roma in via Condotti. Da giovane che disegna nell’ombra per i grandi atelier, diventa padrone. Il debutto avviene proprio a Roma, in sordina. È un fiasco, neppure un abito venduto.

Dizionario della Moda Mame: Valentino. Il giovane stilista nel suo studio.
Il giovane stilista nel suo studio.

La prima sfilata.

In quegli anni conosce Giancarlo Giammetti, lo studente di architettura che sarà il suo manager, il suo amministratore, il suo uomo di comunicazione. Nel 1962, a Firenze, Valentino sfila per ultimo a Palazzo Pitti. La sala lo travolge con un boato di applausi.

Mia madre disse: “Li senti? Vogliono te, perché ce l’hai fatta, hai vinto”. Dopo nemmeno un’ora, avevano comprato l’intera collezione ed ero sommerso di ordinazioni.

Dizionario della Moda Mame: Valentino. La sfilata a Palazzo Pitti, 1962.
La sfilata nella Sala Bianca a Palazzo Pitti, 1962.

Da allora, i suoi successi si susseguono puntuali, stagione dopo stagione. “Gli americani impazziscono per questo italiano diventato re della moda in poco tempo”, scrive nel 1968 Woman Wear Daily, dopo un’abbagliante sfilata tutta bianca, punteggiata di mantelli, abiti appena drappeggiati.

Dizionario della Moda Mame: Valentino. La collezione "total white" del 1968.
La collezione “total white” del 1968.

“La creatività è difficile da spiegare, è come una forza interna, un entusiasmo che non si spegne mai e che mi trasmette la forza di lavorare sempre in modo nuovo. Guardando le cose, le persone per strada la fantasia cammina e l’idea prende corpo attraverso la matita.”

Valentino e le star di Hollywood.

Il suo estro vulcanico, al servizio della donna e dell’eleganza raffinata, lascia un segno indelebile nel jet set. Farah Diba fugge dal suo impero indossando un Valentino. Liz Taylor incontra Richard Burton indossando un Valentino. Jackie Kennedy sposa Onassis in un suo abito di pizzo avorio che, per anni, le donne copieranno. È infinita la lista delle celebrità che Valentino veste: da Sofia Loren a Nancy Reagan, da Brooke Shields a Sharon Stone. Poche hanno resistito al fascino dei suoi abiti, sintesi di lusso e grazia modulati con modernità.

Dizionario della Moda Mame: Valentino. Jackie Kennedy in Valentino per il suo matrimonio.
Jackie Kennedy in Valentino il giorno del matrimonio con Onassis.

Ha reinventato i fiocchi trasformandoli nel simbolo della femminilità: uno dei suoi primi abiti impreziosito da questo dettaglio strappò un leggendario applauso di dieci minuti. Padrone assoluto del mestiere, della tecnica, ha trasformato questa virtù artigianale in una bussola per mantenere sempre la rotta della continuità.

Nel 1978, attraverso un accordo di produzione con il Gruppo Finanziario Tessile, ha varato la sua prima linea di moda pronta. Dal 1968, porta le sue collezioni di prêt-à-porter sulla passerella di Parigi e dal 1989 anche i suoi modelli d’haute couture. Il suo successo non ha mai avuto flessioni, è immune da tonfi e resurrezioni. Valentino è soprattutto fiero di aver realizzato la Fondazione Life destinata a raccogliere fondi per aiutare i bambini colpiti dall’Aids.

Dizionario della Moda Mame: Valentino. Elizabeth Taylor in rosso Valentino.
Elizabeth Taylor in rosso Valentino.

Una realtà che prende vita nel 1990. Lo stesso anno, lo stilista festeggia a Roma e a Milano i suoi 30 anni di attività con una mostra all’Accademia Valentino, uno spazio pensato e attrezzato per mostre ed eventi culturali.

Hdp compra l’azienda.

Nel gennaio del 1998, la “Rolls Royce degli stilisti”, come lo definiscono gli americani, ha, fra le lacrime e rimanendone al vertice creativo, venduto la griffe per 500 miliardi (il fatturato annuo della maison è di 1200 miliardi) alla Hdp, la holding gestita da Maurizio Romiti. Ha detto:

“Ho visto troppi colleghi uscire dalla porta di servizio del loro atelier, per lasciar posto a nuovi creativi che hanno poi snaturato lo stile originale della maison…”

Valentino è un uomo schivo, ma sa anche polemizzare con stile e ironia. Quando la giornalista americana Suzy Menkes, terrore degli stilisti, decretò nel 1990 la fine delle top model, criticando chi le sceglieva, Valentino le rispose comprando una pagina pubblicitaria sull’Herald Tribune. “Suzy, hai sbagliato tutto. Love da Valentino e dalle top model” era lo slogan ai piedi di una foto che ritraeva Claudia Schiffer, Nadya Auermann, Elle McPherson.

Valentino vive e lavora fra Roma, Capri, Londra, New York e Parigi. A un’ora dalla capitale francese ha acquistato un castello settecentesco che considera il suo rifugio. Si rifiuta di farlo fotografare. Gli obiettivi sono riusciti soltanto a inquadrare Valentino mentre, con i suoi cani carlini, passeggia nell’immenso parco. Un bosco a perdita d’occhio che lui minimizza definendolo: “Grande quel tanto che basta per percorrerlo a cavallo”.

Dizionario della Moda Mame: Valentino. Lo stilista e il suo castello.
Lo stilista con alle spalle il suo castello del 18° secolo.

I 40 anni di carriera.

Nel 2001, Valentino, amatissimo dalle star hollywoodiane, sceglie di celebrare i suoi 40 anni di lavoro a Los Angeles. La festa, a scopo benefico (raccoglie fondi per Child Priority) è organizzata insieme a Steven Spielberg e Kate Capshaw, Tom Hanks e Rita Wilson. Durante la serata viene presentato Il libro rosso di Valentino, curato da Franca Sozzani, che contiene le immagini di 40 donne (tra le quali Ashley Judd, Ines Sastre, Isabella Rossellini, Kate Moss, Milla Jovovich) vestite “rosso Valentino” e ritratte dai fotografi più importanti del momento.

Dizionario della Moda Mame: Valentino. Il libro rosso di Valentino.
Il libro rosso di Valentino.

Nello stesso anno, a marzo, Julia Roberts riceve il suo Oscar in “vintage” Valentino e splende di seta nera su tutti i mass media del mondo, contribuendo a lanciare quella che sarà una delle tendenze più significative della moda degli ultimi anni: il vintage.

Dizionario della Moda Mame: Valentino. Julia Roberts con un abito vintage alla premiazione degli Oscar 2001.
Julia Roberts in vintage Valentino alla premiazione degli Oscar 2001.

Nel febbraio 2002 rappresenta l’Italia, la storica e rara capacità del suo paese di sublimare creatività e artigianato con gusto e superiore eleganza, durante la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Invernali di Salt Lake City, trasmessa in mondovisione.

Valentino entra nel Gruppo Marzotto.

Dopo mesi di trattative e voci di corridoio, la Hdp cede la griffe romana al Gruppo Marzotto. Il passaggio di mano avviene per un importo pari a 240 milioni di euro, comprensivo dei debiti finanziari accumulati negli ultimi anni, che al 31 dicembre 2001 ammontavano a 204,4 milioni di euro. Valentino Intimate e Valentino Sand costituiscono i primi frutti del nuovo corso. Con un accordo di licenza triennale, la comasca Albisetti rileva i diritti di produzione e distribuzione a livello mondiale delle collezioni intimo e mare uomo-donna. Le nuove linee esordiscono a Lingerie Americas, la prima manifestazione di settore organizzata negli Stati Uniti, che dal 4 al 6 agosto 2002 ospita 22 marchi italiani di underwear al Pavillion & Altman Building di New York. Le aziende invitate sono più di 125 da tutto il mondo.

Le nuove linee.

Nel primo bimestre del 2003 Marzotto fa registrare un aumento dell’1,8% sul fatturato, da attribuire in gran parte al consolidamento di Valentino. A maggio Valentino, con una serie dei suoi abiti “cult”, partecipa alla mostra My favorite dress al Fashion & Textile Museum, museo londinese della moda voluto dalla stilista Zandra Rhodes nel quartiere di Bermondsey, a sud del Tamigi. Lancia gli orologi Valentino Timeless e la linea giovane Valentino R.e.d. (Roman Eccentric Dressing). Quest’ultima reinterpreta i suoi inconfondibili moduli atemporali come quelli dei jeans, ma anche dei suoi pezzi più classici come i corti cappotti “Jackie” o il “V Logo” del 1968, ormai parte della storia della moda.

Dizionario della Moda Mame: Valentino. La linea R.E.D.
La linea R.E.D.

Il successo della linea di orologi spinge il marchio a proporre, nel 2004, anche una linea di gioielleria. Il 2005 si apre con il debutto della fragranza V Valentino, creata in collaborazione con Procter & Gamble. Nel corso dell’anno, la diversificazione dell’offerta si espande a 360°. Ci sono, ad esempio, l’accordo di licenza con la spagnola Pronovias per la produzione e commercializzazione di una linea di abiti da sposa, e l’alleanza con Arnolfo di Cambio per la creazione di una linea per la casa dedicata all’Art de la Table. Intanto consistenti riorganizzazioni societarie coinvolgono Valentino S.p.A. e le sue controllate: queste manovre daranno origine al Valentino Fashion Group (VFG), che vede la luce a fine anno.

L’addio alle passerelle.

A inizio 2006 Matteo Marzotto diventa presidente della Valentino S.p.A., mentre la carica di amministratore delegato va a Stefano Sassi. Dopo l’importante riassetto del gruppo, il 2007 è dedicato a grandiosi festeggiamenti per i nove lustri di attività del maestro. All’Ara Pacis viene inaugurata una retrospettiva intitolata Valentino a Roma: 45 anni di stile, in concomitanza con le sfilata d’Alta Moda di luglio. Prevedibilmente, a settembre viene annunciato l’addio alle passerelle dello stilista: a ottobre sfila a Parigi la sua ultima collezione, tra standing ovation e commozione generale.

Dizionario della Moda Mame: Valentino. La mostra "45 anni di stile".
La mostra “45 anni di stile”.

L’erede designata è Alessandra Facchinetti, reduce da una collaborazione con Gucci e con Moncler Gamme Rouge, mentre la collezione maschile, affidata a Ferruccio Pozzoni, debutta nella Ville lumière. Valentino intanto si concede un ultimo bagno di folla con la sfilata Haute Couture di gennaio al Musée Rodin. A fine 2008 viene però annunciata la fine della collaborazione tra Alessandra Facchinetti e la maison.

Dizionario della Moda Mame: Valentino. La collezione per l'addio alle passerelle, 2008.
La collezione per l’addio alle passerelle, 2008.

Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli direttori creativi.

Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli, già creatori della linea di accessori della griffe, assumono la direzione creativa della linea di abbigliamento. Nel 2009 si conclude anche la collaborazione con Ferruccio Pozzoni. Nel 2011 Valentino ha totalizzato un utile netto di 2,6 milioni di euro nei primi sei mesi dell’esercizio, rispetto al rosso di 7,4 milioni dello stesso periodo nel 2010.

Dizionario della Moda Mame: Valentino. Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli.
Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli.

Il 7 settembre 2011 Anna Wintour consegna a Valentino il premio Couture Council Award per l’Arte nella Moda 2011 a New York. Valentino non rinnova la liaison con Safilo e sigla un accordo di licenza internazionale con Marchon, con decorrenza dal 1 gennaio 2012, per la produzione e distribuzione di occhiali da sole e vista. Nel gennaio 2012 la maison Valentino è l’ospite speciale di Pitti Uomo 81 nella Fortezza da Basso di Firenze. Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli presentano la collezione uomo A/I 2012-13, sfilando per la prima volta.

Gli anni recenti.

Valentino celebra i 50 anni di carriera e inaugura un nuovo concetto di negozio e una capsule collection vintage. Il negozio di via Montenapoleone è stato pensato dall’architetto David Chipperfield insieme a Chiuri e Piccioli. La maison, da quando Chiuri e Piccioli sono alla guida della parte stilistica, ha vissuto un periodo di forte evoluzione.

Nel 2012 l’intera partecipazione di Valentino Fashion Group è stata acquisita da Mayhoola for Investments S.P.C., società partecipata da un primario investitore del Qatar per 600 milioni di euro. A fine anno il brand lancia il “Valentino Garavani Virtual Museum” che apre una finestra sul mondo del designer che ha lasciato la direzione creativa nel 2008.

Dizionario della Moda Mame: Valentino. Il Museo Virtuale, 2015.
Il Museo Virtuale, 2015.

Il gruppo del lusso ha chiuso il 2013 con un fatturato in crescita del 25% a circa 490 milioni di euro. Anche il 2015 chiude con ricavi a +48% per 986,9 milioni di euro e un ebitda quasi raddoppiato a 180,2 milioni di euro. Valentino ha comunicato con una nota ufficiale il 7 luglio 2016 la nomina di Pierpaolo Piccioli come unico direttore creativo della maison romana in seguito alla decisione di Maria Grazia Chiuri di lasciare l’azienda dopo 17 anni, di cui 8 nel ruolo di co-direttore creativo con Piccioli.

Nel 2016 la licenza della seconda linea passa alla Staff International di OTB. La licenza proseguirà fino almeno alla Primavera/Estate 2018. Luxottica Group e Valentino hanno siglato un accordo di licenza delle collezioni di occhiali. Il nuovo accordo, della durata di dieci anni, è operativo da gennaio 2017.

Dizionario della Moda Mame: Valentino. La collezione Primavera/Estate 2017.
La collezione Primavera/Estate 2017.

 

Luisa Beccaria

Luisa Beccaria è femminilità, grazia, romanticismo. Immagina donne ninfe e sognatrici. Leggi la storia del marchio dalla prima collezione ad oggi.

Indice.

  1. Le origini.
  2. Le ispirazioni.
  3. L’espansione del brand.
  4. La scelta di Luisa Beccaria.
  5. Lucilla Bonaccorsi.
  6. Gli anni recenti.
  7. Situazione attuale.

Le origini.

Luisa Beccaria è discendente di Cesare Beccaria, giurista del Settecento, celebre autore di Dei delitti e delle pene. Un altro suo antenato è Giulia Beccaria, madre del Manzoni. Sposata, 5 figli, si definisce stilista per vocazione:

“Giovanissima, ho disegnato i miei primi abiti da ballo”.

Nel 1989 debutta a Milano Collezioni e stupisce il pubblico con un tableaux vivant, cui partecipano ragazze della buona società. Il suo vero debutto, però, risale al 1980, quando presenta alcuni modelli in una galleria d’arte, quella di Fornasetti, quasi per gioco. E li vende tutti in 3 giorni. Il divertimento, dunque, si è già trasformato in lavoro.

Dizionario della Moda Mame: Luisa Beccaria. Un ritratto della stilista.
Un ritratto della stilista.

Le ispirazioni.

“L’estro e la creatività non hanno tempo, non hanno spazio. Non hanno parole che li descrivano, semplicemente si manifestano”.

Fin da piccola Luisa Beccaria è stata circondata dall’arte, dalla poesia, dalla musica e dalla natura. Ha inventato un’estetica super femminile che parla di sé come di una “sognatrice contemporanea“, che porta lo spirito di ogni donna a sognare. Le sue ispirazioni sono l’arte, la letteratura, la musica e la filosofia del tardo XVIII secolo ed inizi del XIX.

Dizionario della Moda Mame: Luisa Beccaria. Una sfilata a Milano, 2012.
Una sfilata a Milano, 2012.

Il Neoromanticismo è la firma che il marchio ha impresso attraverso l’uso di tessuti speciali come merletti e broccati lucidi, tulle bianco impreziosito con fiori tridimensionali in velluto, portati in vita da fantasie che evocano la leggerezza di un sogno. Affascina l’originalità delle sue creazioni, realizzate con dovizia di particolari, in tessuti preziosi, dai colori insoliti e sorprendenti. Oltre a queste ispirazioni c’è anche un vibrante tocco mediterraneo che proviene dalla Sicilia, terra d’origine del marito di Luisa, Lucio Bonaccorsi.

Dizionario della Moda Mame: Luisa Beccaria. La famiglia.
La famiglia di Luisa Beccaria.

L’espansione del brand.

Luisa Beccaria presenta la sua prima collezione haute couture a Roma nel 1991. Il resto è cronaca: le collezioni prendono il ritmo stagionale, apre boutique monomarca per donna, sposa, bambino; inaugura un atelier per le creazioni esclusive su misura. Affiancando nomi come Versace e Valentino, diventa ospite d’onore alla settimana della moda francese con la sua sfilata haute couture, su invito dell’Istituto italiano della Cultura a Parigi. Ha poi organizzato, in seguito, altre passerelle haute couture nella Ville Lumière.

Dizionario della Moda Mame: Luisa Beccaria. I dettagli di alcuni abiti della collezione Primavera/Estate 2016.
I dettagli di alcuni abiti della collezione Primavera/Estate 2016.

L’opera di Luisa Beccaria ha rivoluzionato la moda, come lei stessa ha affermato:

“Per le donne è giunto il momento di abbracciare grazia, romanticismo e femminilità.”

Affascina questa sua donna dei sogni, a volte fragile come un cristallo di Lalique, oppure riecheggiante memorie passate, dentro abiti ispirati ai dipinti di Fragonard o Winterhalter. E, ancora, citazioni più vicine che conducono alle dive di Hollywood per approdare sempre e comunque ad un romanticismo contemporaneo ricco di suggestioni.

La scelta di Luisa Beccaria.

Il gruppo Vendôme propone a Luisa Beccaria di sostituire Karl Lagerfeld alla maison Chloé: ma lei, pur lusingata, ha il coraggio di rifiutare. Luisa sceglie di rimanere in Italia per sviluppare la sua linea personale e per stare accanto alla sua famiglia.

L’incredibile decisione diventa notizia che rimbalza negli Usa. Vogue America e l’affermatissimo Woman’s Wear Daily le dedicano ampi servizi. Alla vigilia del 2000 firma la prima collezione prêt-à-porter che presenta a Milano Collezioni e distribuisce in negozi esclusivi come Barney’s New York e Barney’s Giappone.

Lucilla Bonaccorsi.

Dizionario della Moda Mame: Luisa Beccaria. Lucilla Bonaccorsi.
Lucilla Bonaccorsi.

Nel 2006 Lucilla Bonaccorsi, la figlia maggiore di Luisa, decide di entrare nel team e di occuparsi di tutte le collezioni prêt-à-porter del marchio. Lucilla ha coltivato per tutta la vita una particolare visione estetica. Il suo interesse verso il mondo della moda è sbocciato prematuramente. A 8 anni infatti ha chiuso una sfilata d’alta moda indossando un abito in broccato oro, ballerine, e un fiore tra i capelli.

Lucilla non solo ha accentuato lo stile super femminile del marchio, ma ha anche apportato un tocco giovane, con dettagli giocosi e idee nuove. Lucilla e Luisa, insieme, hanno portato il brand sulla via dell’eternità. Lo stile è sempre fresco, tipico di donne che sono in grado di sognare. Il mondo di Luisa Beccaria è abitato da ninfe in vestiti leggeri ed impalpabili, decorati con preziosi ricami, maniche ampie e infinite tonalità marine. Abiti che diventano sempre più affascinanti da una collezione all’altra.

Gli anni recenti.

Negli anni la moda di Luisa Beccaria ha continuato ad avere grande successo, grazie a tessuti impalpabili, colori soft, abiti caratterizzati da grazia e leggerezza per una donna poetica, ma trasversale e contemporanea. Le collezioni, realizzate attraverso citazioni colte e suggestioni di viaggi mediterranei, si susseguono di anno in anno confermando la presenza della stilista nel panorama della moda internazionale.

Le creazioni di Luisa Beccaria sono molto conosciute e ambite dalle celebrità di tutto il mondo come Nicole Kidman, Sarah Jessica Parker, Angelina Jolie, Lady GaGa, Anna Hathaway, Kate Winslet, Halle Berry, Madonna e Fan Bing Bing. Nel suo stile si rispecchiano inoltre tutte le donne che continuano a sognare con passione, forza, bellezza e libertà.

Dizionario della Moda Mame: Luisa Beccaria. Anne Hathaway in Luisa Beccaria.
Anne Hathaway in Luisa Beccaria.

Situazione attuale.

La collezione Autunno/Inverno 2017, presentata alla settimana della moda di Milano, ha visto la collaborazione con Tiffany & Co. Gli occhi di tutti sono abbagliati della bellezza degli abiti Luisa Beccaria abbinati ai gioielli Tiffany, sia sulla passerella che indossati dalle celebrità e dagli ospiti del dinner party. Le collezioni prêt-à-porter sono state presentate in un contesto che richiamava la scena de Il Gattopardo di Luchino Visconti. Hanno seguito la sfilata pranzi e cene ispirati alla Sicilia presso Il Castelluccio, il castello di famiglia nelle campagne di Noto, interprete del fascino del Made in Italy.

Dizionario della Moda Mame: Luisa Beccaria. Il Castelluccio.
L’interno de Il Castelluccio.

Il flagship store di Luisa Beccaria si trova in via Formentini 1, nel cuore di Brera a Milano. Qui si trova il mondo neoromantico della stilista, declinato in tutte le sue collezioni: donna, sposa, bambini, accessori e mobili.

Paul Smith

Paul Smith, sarto e stilista inglese, ha inaugurato uno stile anticonvenzionale, in costante rielaborazione. Leggi la storia del designer dalle sue origini.

Indice.

  1. Lo stile.
  2. You can find inspiration in everything (and if you can’t, look again!).
  3. Paul Smith a Milano.
  4. Gli anni recenti.
  5. Situazione attuale.

Lo stile.

Paul Smith (1946) è un sarto e stilista inglese. La prima cosa che ha venduto era un fazzoletto da tasca con la bandiera britannica. Oggi, nei suoi negozi si trova di tutto, dai robot alle cravatte. Sempre e comunque anticonvenzionali. Ha trasformato il sartoriale in un’esplosione di colori, di invenzioni, di tendenze moda abbinate alla più antica qualità dei tessuti. Il designer conserva lo spirito di un ventenne cutting edge. E proprio per questo resta sempre sulla cresta dell’onda.

Dizionario della Moda Mame: Paul Smith. Un ritratto dello stilista.
Un ritratto dello stilista.

I suoi abiti sono come il suo personaggio: divertenti e seri al tempo stesso, eccentrici ma portabili. Dopo aver aperto una boutique multimarca a Nottingham nel 1970, nel 1979 inaugura il suo primo vero negozio, rivoluzionando il concetto degli spazi vendita. I negozi divennero, da allora, non soltanto luoghi per l’esposizione finalizzata all’acquisto, ma anche e soprattutto punti d’incontro per chi si riconosceva nel suo stile.

La prima sfilata di moda maschile risale al 1976, a Parigi. Nel 1994 ha lanciato anche la linea di abbigliamento femminile che rispecchia per taglio e concezione lo stile di quella da uomo. La fama della griffe non ha mai smesso di crescere. È stato anche chiamato come consulente dal primo ministro Tony Blair.

You can find inspiration in everything (and if you can’t, look again!).

A febbraio del 2001, Paul Smith viene inserito in The Queen in the Birthday Honors List, un riconoscimento per il suo apporto alla moda britannica. Lo stesso anno viene pubblicato You can find inspiration in everything (and if you can’t, look again!) che, in italiano, suonerebbe come È possibile trarre ispirazione da qualunque cosa (e se non riesci, guarda di nuovo!). Non è una monografia di moda, né un catalogo di abbigliamento, ma una raccolta di immagini in cui l’autore viene ritratto nelle più disparate situazioni. Il volume, di 288 pagine, è stato curato da Alan Aboud che ha affiancato l’autore come art director per più di dieci anni. Il progetto invece è stato firmato anche da Jonathan Ive (designer dell’iMac). Nello stesso periodo, inaugura un negozio a Londra presso il Royal Exchange.

Dizionario della Moda Mame: Paul Smith. Il libro "You can find inspiration in everything".
La copertina del libro “You can dind inspiration in everything (and if you can’t, look again!)”.

Paul Smith a Milano.

A marzo del 2002 Paul Smith apre il suo primo negozio monomarca in Italia, in via Manzoni a Milano. Il progetto è di Sophie Hicks. Viene poi inaugurato il primo negozio di scarpe da uomo a Parigi. Il mese successivo, in collaborazione con Cappellini, viene lanciata la collezione di arredamento Mondo durante il Salone del Mobile di Milano. Lo stilista ha continuato a collaborare con le aziende del Salone del Mobile anche nelle edizioni successive.

Dizionario della Moda Mame: Paul Smith. Lo stilista al Salone del Mobile.
Lo stilista al Salone del Mobile in collaborazione con Gufram, 2016.

Nello stesso periodo, lo stilista organizza Great Brits, una mostra con lo scopo di rendere omaggio ai più grandi designer d’oltremanica. L’esposizione si svolge proprio nel suo studio milanese di viale Umbria 95. Sono 4 i giovani selezionati dallo stilista: D. Mathias Bengtsson, Tord Boontje, Daniel Brown e Sam Buxton.

Nel 2003, dopo l’enorme successo ottenuto con la prima collaborazione, Reebok incarica lo stilista di creare una nuova collezione di scarpe uomo-donna in stile anni Ottanta che prende il nome di Paul Smith Reebok 2. I materiali sono principalmente il nylon (in arancio e blu) e la vera pelle (rosso e blu). In esclusiva mondiale, solo nei negozi di Paul Smith (circa 250 in tutto il mondo) è possibile acquistare, alla “modica” somma di 295 sterline, Moonage Daydream: the truth behind Ziggy, il primo libro scritto da David Bowie. Ognuna delle 2500 copie numerate è autografata.

Le boutiques e le righe iconiche.

Nel 2005 apre la prima boutiques della linea Pink nel quartiere Daikanyama di Tokyo. Il flagship store misura 120 mq ed è interamente dedicato alla collezione donna e agli accessori. Il suo nome è Paul Smith Pink +. Lo stesso anno lancia la collezione Black, che segue una precedente collezione Blu: è la seconda linea per le donne che si trova nei grandi magazzini come Harvey Nichols, Harrods e Selfridges.

Dizionario della Moda Mame: Paul Smith. Le righe.
Carta da parati a righe firmata da Paul Smith per Maharam.

Le boutiques Paul Smith sono note per il loro design unico e giocoso. Ogni negozio è disegnato ed arredato in modo diverso, ma tutti sono pieni di colore e di carattere, rispecchiando la personalità dello stilista. La sua concezione si riflette sul design anticonvenzionale delle boutiques.

Dizionario della Moda Mame: Paul Smith. La boutique di Los Angeles.
La boutique di Los Angeles.

Nel 2006, con l’intento di utilizzarla solo per una stagione, lo stilista lancia l’ormai iconica firma Paul Smith Stripes. Non ci sono molti stili che possano essere indossati sia da bambina di due anni che da un uomo di 35: le strisce sono forse l’unico candidato. La fantasia a righe, grafica e ripetitiva, piace a tutti. Le righe hanno il potere di rendere una superficie altamente distinguibile, il che, parlando di abiti, spiega perché non sono mai state tenute in gran conto.

Gli anni recenti.

Nel 2009 Paul Smith realizza una collezione di abiti da bici in associazione con Rapha. In questo periodo apre negozi a Dubai, Bangalore, Leeds, Anversa, Los Angeles e Londra.

Per celebrare i 40 anni nel mondo della moda, a metà novembre del 2013 apre, al London Design Museum, la mostra Hello, My Name is Paul Smith. L’obiettivo è quello di esplorare tutti gli aspetti della carriera dello stilista, tra cui gli sviluppo futuri. Accurate riproduzioni dello studio di Paul Smith, oltre che un’istallazione immersiva, rivelano alcune delle sue ispirazioni. La mostra è un vero e proprio viaggio attraverso le sue collezioni, una giornata nella vita di una sfilata e nelle collaborazioni con gli altri brand.

Dizionario della Moda Mame: Paul Smith. La mostra "Hello, my name is Paul Smith".
La mostra “Hello, my name is Paul Smith”

Situazione attuale.

Nel 2017, a Firenze, Paul Smith illumina con una luce fluorescente la sua linea giovanile, PS by Paul Smith, e la rilancia con un focus più attento agli abiti basici. Lo stilista sostiene infatti che la pietra miliare del suo business sono le basi:

“Abiti ben fatti, di buona qualità, dal taglio semplice, fatti con tessuti particolari e facili da indossare”.

Paul Smith non ha presentato le sua collezione a Pitti Uomo per 23 anni, ma ha ritenuto Pitti Uomo 91 l’occasione giusta per presentare la sua nuova collezione. Quest’ultima traduce le sue attitudini verso il classico e verso il bizzarro in termini relazionabili alle nuove generazioni.

Dizionario della Moda Mame: Paul Smith. La sfilata a Pitti Uomo 91.
La sfilata a Pitti Uomo 91.

Napapijri

Napapijri è un marchio di abbigliamento sportivo, noto per l’iconica giacca Skidoo ed il logo della bandiera norvegese. Leggi la storia dell’azienda.

Indice.

  1. Le origini.
  2. Il logo. 
  3. Lo stile.
  4. L’iconica giacca Skidoo.
  5. Napapijri sostiene l’ambiente.
  6. L’espansione del brand.
  7. La tecnologia Thermo-Fibre.
  8. Collaborazioni.
  9. Situazione attuale.

Le origini.

Dizionario della Moda Mame: Napapijri. Intrepidi esploratori.
Intrepidi esploratori Napapijri.

Napapijri è una linea di abbigliamento sportivo e da montagna che fa capo all’azienda aostana Green Sport Monte Bianco. La storia del brand nasce nel 1987 all’ombra del Monte Bianco, dove il signor Rosset, produttore di borse da viaggio, mostra una nuova sensibilità per l’abbigliamento outdoor. La sua idea è quella di coniugare materiali innovativi con una particolare attenzione per lo stile.

L’iconica Bering Bag è stato il primo prodotto creato da Napapijri. Il nome deriva dal grande ufficiale danese nella Marina Russa, Vitus Bering, che, nel 18° secolo, fu uno dei primi ad esplorare la grande distesa di mare Artico che separa la Russia dal Nord America.

A metà degli anni Novanta è Giuliana Rosset a inaugurare il progetto, che apre all’abbigliamento una produzione fino a quel momento limitata agli zaini tecnici. Nel giro di qualche anno, lo stabilimento di Aosta viene affiancato da nuove unità produttive e da numerose joint venture con aziende tecnologicamente avanzate, che permettono al brand di conservare standard produttivi elevati.

Il logo.

Dizionario della Moda Mame: Napapijri. Il logo.
Il logo.

Napapijri, in lingua finlandese, significa Circolo Polare Artico. Il logo, metà al positivo e metà al negativo, rappresenta graficamente i poli Nord e Sud. La bandiera norvegese, invece, è strettamente collegata al DNA del marchio. La Norvegia, infatti, terra ricca di magnifici paesaggi dalle condizioni estreme, oltre ad essere il Paese più a nord d’Europa, ha anche dato i natali ad alcuni dei più grandi esploratori del 20° secolo.

Lo stile.

Giacche, giacconi e maglioni Napapijri sono disegnati in colori tenui che si mescolano direttamente con il paesaggio urbano, quindi sono ideali per la città, ma anche per i viaggi e come abbigliamento da montagna. Lo stile è minimalista, senza loghi o colori eccessivi. Sono indumenti molto facili da abbinare, specialmente per lo stile informale, che va bene nella maggior parte delle occasioni.

Il marchio Napapijri unisce moda e funzionalità. I loro prodotti si possono quindi usare sia per un’escursione pomeridiana nel bosco che per la successiva cena informale al ristorante del posto. Il marchio rappresenta una mentalità globale che incrocia confini, cultura, natura e arte. Fin dall’inizio, l’azienda si è impegnata a coniugare le caratteristiche utili per una passeggiata in montagna con il fascino dell’urban wear.

L’iconica giacca Skidoo.

Nel 1990 è nata l’iconica giacca Skidoo. Ancora oggi uno dei capispalla più rivoluzionari mai ideati, la Skidoo ha conquistato il successo affermandosi come un’innegabile icona di stile. Concepita inizialmente come un pullover, questa giacca è accuratamente progettata con un moderno tessuto tecnico, resistente e leggero allo stesso tempo, pensata per garantire la massima protezione dagli agenti atmosferici. Sono questi i dettagli che fanno la differenza.

Dizionario della Moda Mame: Napapijri. L'iconica giacca Skidoo.
L’iconica giacca Skidoo.

In seguito, Napapijri amplia la propria produzione dall’abbigliamento agli accessori. Nel 1998 il marchio approda in Giappone, primo passo di un’espansione verso Oriente su cui l’azienda aostana punta molto. Apre poi un negozio a Parigi, nel prestigioso e pittoresco Village Royale. Nel frattempo, la linea Napapijri Geographic, di abiti sportivi, accessori e scarpe per uomo e donna, dal 2000 viene affiancata da Napapijri Kids, un’ottantina di capi unisex per i bambini dai 2 ai 16 anni.

Nel 2003 avviene la collaborazione con Karl Lagerfeld per la creazione di una giacca Skidoo in edizione limitata. Nel 2004, mentre Giuliana Rosset è Amministratore Delegato dell’azienda, il marchio viene acquistato dalla holding statunitense VF Corporation. Quest’ultima,  specializzata in outwear e sportswear, è già proprietaria di Lee, Wrangler, Nautica, Eastpak. In seguito a questo, tutte le attività di progettazione, distribuzione e comunicazione vengono trasferite nel quartier generale di Lugano. Nel 2005 il brand apre un negozio a Monaco di Baviera, poi, nel 2007, un altro a Berlino, lanciando, per l’occasione, una linea di calzature.

Napapijri sostiene l’ambiente.

Nel 2007 il brand avvia anche la produzione di occhiali da sole, e una riqualificazione della propria identità con l’inaugurazione a Milano di un gallery store in via Manzoni. Per celebrare l’apertura del negozio di Milano, nel 2008 Napapijri mette in mostra nel negozio le fotografie  del fotografo/avventuriero Sebastian Copeland, l’ambasciatore ufficiale del brand. Il titolo della mostra è “Antartide: il riscaldamento globale”. Il ricavato della vendita delle fotografie è andato a Global Green USA, il ramo americano della Green Cross International.

Dizionario della Moda Mame: Napapijri. L'ambasciatore del brand Sebastian Copeland.
L’ambasciatore del brand Sebastian Copeland.

Napapijri continua a sponsorizzare le spedizioni di Copeland per fotografare e filmare ambienti a rischio di estinzione per sostenere i viaggi, in modo da sensibilizzare l’opinione pubblica sulle tematiche ambientali e di eco-sostenibilità. Il progetto rientra perfettamente nella filosofia Napapijri.

Nel 2009 Andrea Cannelloni diventa presidente di Napapijri e apre il suo 50esimo negozio a Lille, in Francia. L’anno successivo lo stilista giapponese Yoshinori Ono progetta per Napapijri una linea speciale chiamata “Progetto Speciale 66° 33′“, numeri riferiti alla latitudine del Circolo Polare Artico.

Dizionario della Moda Mame: Napapijri. Il progetto speciale 66° 33'.
Il progetto speciale 66° 33′.

Nel 2011 il marchio presenta una giacca al costo di 10€ per la campagna Democratic Wear lanciata dai grandi magazzini Coin. Una percentuale delle vendite è andata alla Croce Verde italiana. Nell’estate dello stesso anno Napapijri lancia “The Denim Project“, una capsule collection composta da 5 jeans e una giacca dallo stile “usurato”. Ogni capo è diverso dall’altro grazie alle differenze di vestibilità e di trattamenti. i lavaggi infatti spaziano dal 100% indigo, ai rammendi hand made, alla tecnica dello stone washed per dare un effetto “sporco”. Gli stessi processi di lavorazione sono usati anche per la denim jacket Aijal, dando quel sapore vintage che l’uomo Napapijri, viaggiatore di mondi sconosciuti e ricercatore d’emozioni forti, può interpretare.

L’espansione del brand.

Vengono lanciate le collezioni Geographic e Authentic e Napapijri apre le porte al mondo lanciando il suo primo sito web di sito e-commerce. Il 2012 è un anno cruciale per l’azienda, che apre il suo 100esimo negozio a Stoccolma, oltre che un flagship store a Seul.  Nel 2013 vengono aperti negozi in due delle mete di montagna europee preferite: a Crans Montana (Svizzera) e a Sant’Anton (Austria).

Dizionario della Moda Mame: Napapijri. Il negozio di Sant'Anton in Austria.
Il negozio di Sant’Anton in Austria.

L’anno dopo, nel 2014, il brand collabora con BMW in occasione del 9° anniversario del BMW xDrive Tour in Francia per il drive test su terreni invernali, fornendo al team BMW tutto l’abbigliamento necessario per affrontare le difficili condizioni atmosferiche. Napapijri ha inoltre ampliato il suo network di vendite con l’apertura di un nuovo store nel cuore della principale zona commerciale di Vienna.

Per la collezione Primavera/Estate 2014, Napapijri si sposta dai boschi dell’altopiano Sierra de Urbasa alla valle del deserto di Bardenas Reales. Mescolando elementi del suo DNA con i viaggi mondiali, il brand ha sviluppato un mix convincente tra uno stile colto ed uno più fresco. Nel 2015, con un comunicato stampa ufficiale, Napapijri si impegna nella salvaguardia degli animali e smette di produrre pellicce. A partire dalla collezione invernale vengono usate pellicce sintetiche di alta qualità prodotte dal marchio Canecaron.

La tecnologia Thermo-Fibre.

Dizionario della Moda Mame: Napapijri. La tecnologia Thermo-Fibre.
La tecnologia Thermo-Fibre.

Per le collezioni invernali, Napapijri adotta la tecnologia Thermo-Fibre, un’alternativa ecologica alla piuma. Questa tecnologia consiste di un finissimo strato di termofibra composto da sfere, coniugate in una consistenza morbida e ovattata, che assicura elevate proprietà termoregolanti, termoisolanti e antibatteriche. In particolare, la speciale termofibra si abbina ai diversi materiali della stagione, presentando Aerons: una giacca multitasking dall’anima high-tech e dal gusto estremamente versatile. Aerons è perfetta per le diverse occasioni, tra impegni cittadini, viaggi ed escursioni.

Collaborazioni.

Nel 2016 l’artista olandese, Heleen Blanken collabora con il brand per esplorare la tensione tra l’urbano ed il selvaggio nella sua nuova opera d’arte. Quest’ultima è incentrata sul contrasto tra la distruzione industriale e la bellezza della natura.

Dizionario della Moda Mame: Napapijri. La collaborazione con Heleen Blanken.
La collaborazione con l’artista Heleen Blanken.

Nel 2017 viene lanciata una capsule collection in collaborazione con la stilista londinese Martine Rose, che prende ispirazione dall’hip-hop anni Novanta. La linea è contemporanea e creativa: un must-have. Grazie all’attenzione e al dettaglio e a i capi oversize, la stilista è riuscita a preservare l’unicità del marchio, imprimendo, allo stesso tempo, la sua impronta. Iniettando una buona done di colore nella collezione, Martine Rose un po’ di contrasto nel mondo Napapijri, da sempre noto per i suoi toni scuri. Il pile arricciato è la nuova dimensione dell’isolamento termico.

Dizionario della Moda Mame: Napapijri. La capsule collection di Martine Rose, 2017.
La capsule collection di Martine Rose per Napapijri, 2017.

Situazione attuale.

Oggi Mariano Rajoy è il Presidente del brand. Per la stagione Autunno/Inverno 2017 il brand lancerà il Superlight Parka utilizzando la tecnologia Thermo-Fibre in collaborazione con la Freudenberg Performance Materials Apparel. Ogni elemento del Superlight Parka è stato studiato per rispondere a qualsiasi necessità quotidiana del consumatore urbano, mantenendo al tempo stesso la performance e il look iconico del classico parka.

Dizionario della Moda Mame: Napapijri. Il Superlight Parka per l'inverno 2017.
Il Superlight Parka per l’inverno 2017.

Le due linee Napapijri Geographic e Napapijri Authentic si combinano per costituire due offerte differenti. La prima si basa sul concetto di capi da giorno per l’uso quotidiano in città e nel tempo libero. La seconda invece sottolinea le autentiche origini del marchio ed il suo alto contenuto tecnico e di prestazioni, capace di offrire un utilizzo impeccabile in tutte le situazioni e condizioni atmosferiche. Il migliore esempio della passione Napapijri è l’iconica giacca Skidoo, costantemente rivisitata nel corso degli anni, con colori e materiali sempre nuovi, in modo da perpetuare l’energia di uno stile durevole ma, soprattutto, capace di raccontare una storia.

Car Shoe

Car Shoe è un marchio fondato nel 1963 su brevetto di Gianni Mostile. Leggi la storia del marchio ora parte del Gruppo Prada.

Le origini.

Il marchio Car Shoe viene fondato nel 1963, anno in cui il Ministero dell’Industria e del Commercio Italiano riconosce a Gianni Mostile il brevetto di un modello di scarpa assolutamente innovativo: un mocassino con la suola perforata da minuscoli tasselli in gomma battuta. Parte come calzatura per automobilisti ma in seguito diventa un accessorio moda di grande comfort e praticità.

Car Shoe entra nel Gruppo Prada.

Nell’aprile 2001 il Gruppo Prada rileva la maggioranza della società Car Shoe SA, proprietaria del marchio Car Shoe. L’intento è quello di preservare e rilanciare il marchio attraverso lo stile e le qualità originali del modello “driving”, ideato dal fondatore negli anni Sessanta.

Il primo negozio Car Shoe, progettato da Roberto Baciocchi, apre in via della Spiga 50 a Milano il 5 Marzo 2001. Dopo aprono, in successione, i punti vendita di Capri e Roma. Nel 2010 Car Shoe espande il suo network retail in Asia e apre il suo primo flahsgip store a Signapore, nel prestigioso Ion Orchard Mall. Lo stesso anno, il marchio rafforza la sua presenza in Asia con l’apertura di un altro negozio ad Hong Kong. A dicembre 2011 il brand apre il suo primo negozio nel Regno Unito a Londra in New Bond Street. Nel novembre dell’anno successivo apre a Dubai nel prestigioso “Dubai Mall- Level Shoe District”. L’ultima apertura, nel luglio del 2013, è a Forte dei Marmi.

Gli anni recenti.

Nel giugno 2010, il Gruppo Prada acquisisce il controllo totale del marchio, rilevando la quota di minoranza dal socio che la deteneva. Nel 2012 viene lanciato il nuovo sito ecommerce. A seguire il brand apre i suoi profili Social su Facebook, Instagram, Twitter e Pinterest.

Nel 2013, in occasione della celebrazione del 50esimo anniversario, Car Shoe lancia un nuovo modello di driving in collaborazione con Automobili Lamborghini. Lo stesso anno il brand lancia il Driver’s Club – uno spazio dedicato al lifestyle e alla tradizione ispirato dalla passione per la guida. Per l’edizione settembre 2013 del Revival Festival di Goodwood, la storica gara automobilistica, Car Shoe ha progettato un negozio temporaneo originale a Goodwood high Street, West Sussex, per tutta la durata del festival.

Nel 2014 il brand presenta i “Car Shoe Bulletins”, appunti di viaggio che percorrono le strade più iconiche del mondo.

Trussardi

Trussardi: dal negozio di guanti ad oggi. Leggi la storia del marchio con l’iconico Levriero, che da sempre valorizza l’eleganza del Made in Italy.

Indice.

  1. Le origini.
  2. Nicola Trussardi.
  3. Il Levriero.
  4. Le prime sfilate.
  5. Trussardi e il teatro.
  6. L’espansione del brand.
  7. Beatrice Trussardi.
  8. Fondazione Nicola Trussardi.
  9. Palazzo Trussardi Alla Scala.
  10. I valori del Gruppo.
  11. Trussardi nel mondo.
  12. Gli anni recenti.

Le origini.

Il Gruppo Trussardi è stato fondato nel 1911 a Bergamo da Dante Trussardi. L’azienda nasce come un laboratorio per la produzione e la distribuzione di guanti di lusso. Il marchio è fin dalle sue origini sinonimo di eccellenza, di eleganza discreta, di sperimentazione e di innovazione.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Volantino pubblicitario del primo negozio di Dante Trussardi.
Volantino pubblicitario del primo negozio.

La qualità delle materie prime e la costante ricerca nella lavorazione della pelle la portano a diventare in pochi decenni una delle realtà più affermate del panorama internazionale degli accessori, tanto da essere presto fornitore ufficiale della Casa Reale Inglese.

Nicola Trussardi.

Alla fine degli anni Sessanta, nel pieno della rivoluzione dei costumi che sta sconvolgendo il mondo, il nipote di Dante prende le redini dell’azienda: Nicola Trussardi trasforma l’azienda in un gruppo industriale. Dopo aver compreso che il destino del guanto è ormai segnato, diversifica le produzioni e, nel 1973, entra nei settori dell’abbigliamento e degli accessori di lusso. Nicola studia la pelle, le lavorazioni, i mercati, il nuovo trend che sta imponendo il gusto italiano nel mondo. La visione di Nicola è di creare un marchio di lifestyle, capace di abbracciare con il suo stile ogni aspetto della vita, puntando sempre all’eccellenza.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Nicola con un Levriero.
Nicola con un Levriero.

Forte di una tradizione artigiana tutta italiana, trasmessa di generazione in generazione, Nicola Trussardi progetta, produce e lancia sul mercato valigie, borse, articoli per la casa e per l’ufficio, giacche dai tagli sempre nuovi. I prodotti Trussardi, con grande rapidità, si affermano in Italia e nel mondo come simboli di qualità assoluta. Negli anni Settanta inaugura la prima boutique di Milano (nel 1976, in Via Sant’Andrea – ancora oggi il flagship store del marchio) e il Gruppo si espande in tutti i mercati europei e americani.

Il Levriero.

Nel 1973 Trussardi è la prima maison di moda ad adottare un simbolo che identifica tutti i suoi prodotti, il Levriero. Icona di agilità e dinamismo, il Levriero rivoluziona il sistema della moda internazionale lasciando un’impronta indelebile nell’immaginario di quegli anni con la sua raffinatezza e la sua eleganza, con la cura maniacale dei dettagli, con materiali di qualità incomparabile.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Il logo del Levriero.
Il logo del Levriero in pelle.

Le prime sfilate.

Negli anni Ottanta, grazie al successo del Levriero, l’azienda debutta nell’abbigliamento lanciando le sue prime collezioni uomo e donna. La maison si fa conoscere al grande pubblico con le prime sfilate aperte a tutti. Nicola, esperto di marketing, affronta sin da subito il mondo dei media con operazioni eclatanti che, a Milano, portano le sue sfilate in spazi inediti: Teatro alla Scala, piazza del Duomo, Pinacoteca di Brera, Stazione Centrale, Borsa, Ippodromo, Palatrussardi. Nel frattempo collabora con le più importanti aziende italiane alla ridefinizione del Made in Italy (da Alitalia a Garelli, da Agusta a Alfa Romeo).

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Interno in pelle di una BMW.
Interno in pelle Trussardi della BMW serie 5 GT.

Nicola si circonda di intellettuali ed artisti, che danno il loro contributo alla griffe: dal pittore Renato Guttuso, dai cui disegni ricava una stampa a girasoli, a registi e costumisti chiamati a collaborare alla messa in scena di sfilate. L’imprenditore, con la stretta collaborazione della moglie Maria Luisa, propone un prêt-à-porter dalle linee contemporanee e dinamiche, prediligendo nuove tecnologie di lavorazione della pelle e materiali moderni e preziosi. Ma Nicola non si ferma alla moda: è tra i primi ad intuire l’inarrestabile valore della griffe: firma biciclette, piastrelle, profumo, automobili, interni di aerei, elicotteri, biancheria per la casa.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Interno di un elicottero firmato Trussardi.
Interno di un elicottero firmato Trussardi.

Trussardi e il teatro.

Negli anni Trussardi è capace di miscelare con armonia la moda al teatro, il costume ai costumi. Collabora con il Teatro Piccolo di Milano e con il suo direttore Giorgio Strehler, vestendo il Macbeth in scena all’Arena di Verona e allestendo una sfilata al Castello Sforzesco con la regia di Dario Argento per la linea casual Trussardi Action. Nicola interpreta  se stesso nel film Prêt-à-porter di Robert Altman. Nel 1986 dà vita al Palatrussardi, una nuova piattaforma adatta a concerti e eventi di grande affluenza che ospita numerose performance, tra cui l’ultimo concerto di Frank Sinatra in Italia.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Frank Sinatra al Palatrussardi, 1986.
Locandina del concerto di Frank Sinatra al Palatrussardi, 1986.

L’espansione del brand.

Trussardi è uno stile per tutti momenti della giornata: il Gruppo lancia le linee Jeans, Home, Baby, Junior, Eyewear e Perfumes diventando sinonimo di eleganza e di qualità assoluta. Negli anni Novanta l’azienda prosegue nella strada dell’espansione internazionale puntando con lungimiranza nei nuovi mercati emergenti dell’Europa dell’Est, dell’Asia e del Medio Oriente. Vengono aperte nuove boutique monomarca a Hong Kong (1992), a Mosca (1993), a Taiwan (1994). In quegli anni è anche l’immagine a diffondere lo stile Trussardi in tutto il mondo grazie alla collaborazione con le voci più interessanti della fotografia internazionale come Richard Avedon, Mario Testino, Michel Comte e Steven Klein.

L’apertura di Trussardi al grande pubblico, uno dei valori centrali del lifestyle del brand, porta il Gruppo a inaugurare nel 1996 Palazzo Marino Alla Scala. Si tratta del primo flasghip building del mondo della moda che ospita non solo showroom e boutique ma anche uno spazio dedicato alle mostre, un café, una libreria, una boutique e un ristorante. I sei piani in Piazza della Scala sintetizzano tutte le declinazioni del Levriero che esprime eccellenza in ogni suo campo d’azione. Mediamente, negli ultimi anni, il fatturato si attesta sui 750 miliardi di lire l’anno. Nel 1998 Nicola fonda una scuola per gli operatori della moda di domani, di fotografi e comunicatori. Muore a 57 anni in un incidente d’auto, una notte d’aprile del 1999.

Il Gruppo Trussardi conserva i valori di un’impresa familiare, estesa però ai ritmi e alle modalità del vivere contemporaneo. Dopo la morte del padre, sono i figli Beatrice e Francesco a prendere il timone del brand, introducendo una moda più giovane. In particolare Beatrice, dal 2002, conduce l’azienda nel ruolo di Amministratore Delegato e Presidente del Gruppo. Il 2002 si chiude con un fatturato di 125 milioni di euro.

Beatrice Trussardi.

L’anno successivo, nel 2003, Francesco muore a 23 anni in un incidente d’auto, per un tragico destino, come quello del padre. Beatrice resta sola nell’azienda. Determinata a portare avanti il lavoro cominciato dal fratello presente, per l’inverno 2004, una delle più belle sfilate nella storia della griffe. Matteo Felli, già direttore generale, è il nuovo amministratore delegato.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Beatrice Trussardi.
Beatrice Trussardi.

Nel 2006 Beatrice nomina capo designer Eric Wright, uno stilista americano che ha lavorato fianco a fianco con Karl Lagerfeld quando disegnava per Fendi. Beatrice lo assume con l’intento di rafforzare la linea uomo. Rovesciando la rotta commerciale, vengono riportati in auge colori e fantasie dimenticate, e viene riscoperta la forma tonda per gli oggetti da tasca. Wright resta nell’azienda per due anni.

Con Beatrice, il Gruppo lancia, nel 2008, Trussardi 1911, un nuovo marchio di accessori e abbigliamento per uomo e donna, disegnati da Milan Vukmirovic, direttore creativo della maison. Vukmirovic, ex-fondatore e direttore artistico di Colette a Parigi, ex direttore creativo di Jil Sander, è una figura poliedrica che porta un tocco di modernità al brand. Mantenendo l’eleganza tipica del Gruppo, Vukmirovic lo spinge verso i linguaggi più innovativi del mondo e dello stile contemporaneo. Accanto a questa linea nascono anche i marchi Tru Trussardi, nel 2005, e TJ, entrambi dedicati alle esigenze della vita in città. Il primo è più orientato al lavoro, mentre il secondo è riservato al tempo libero.

Fondazione Nicola Trussardi.

Grazie all’iniziativa di Beatrice, il gruppo ha intensificato il suo impegno a favore della cultura contemporanea e la sua presenza nel mondo dell’arte con la Fondazione Nicola Trussardi. Si tratta di un’istituzione nomade che infiltra l’arte contemporanea nella vita quotidiana attraverso mostre di artisti internazionali negli spazi storici e monumentali della città di Milano. L’azienda si inserisce anche nel mondo dell’alta cucina con Il Ristorante Trussardi Alla Scala, uno dei migliori avamposti della gastronomia di qualità in Italia che ha di recente ottenuto il prestigioso riconoscimento delle due stelle Michelin.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Il ristorante Trussardi Alla Scala.
Il Ristorante Trussardi Alla Scala.

Palazzo Trussardi Alla Scala.

Nel 2009 il Gruppo ha ridefinito il concetto di flagship building grazie a profondi cambiamenti nella struttura di Palazzo Trussardi Alla Scala che è ora un avamposto della cultura e della tradizione del brand. Il piano terra del palazzo in Piazza della Scala, infatti, è oggi una struttura aperta e flessibile che ospita, dal 2008, il primo concept store Trussardi 1911, oltre ad uno spazio dedicato alle voci più interessanti del giornalismo d’immagine, e al Café Trussardi. Quest’ultimo è un esperimento che coniuga l’alta ristorazione con i ritmi frenetici della contemporaneità. Il déhors di cristallo, disegnato dallo studio Carlo Ratti Associati, è sovrastato dalla prima installazione in Italia di verde verticale di Patrick Blanc.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Palazzo Trussardi Alla Scala.
Palazzo Trussardi Alla Scala.

I valori del Gruppo.

Impegnato nei temi dell’innovazione, della sostenibilità e dell’impegno ambientale, il Gruppo è la storia e il futuro dell’eccellenza del Made in Italy nella moda, nel design, nell’arte e nella cucina. Il brand esprime un nuovo stile di vita, fondato sull’eccellenza: da quasi cento anni il marchio è espressione della solidità e della creatività di una casa, dell’impegno e dei valori di una famiglia.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Campionario di pelli.
Campionario di pelli.

Trussardi è un’azienda di persone che lavorano per le persone. Dagli artigiani italiani che realizzano a mano gli accessori e l’abbigliamento fino, alla realizzazione dei più complessi progetti internazionali, il Gruppo è al servizio dell’uomo. L’obiettivo è quello di rendere la sua vita più elegante, più appassionante, più preziosa, più stimolante.

Nella moda l’azienda ha maturato, in un secolo di esperienza, una capacità unica nella ricerca di modalità e tecniche nuove per trattare i pellami e i tessuti. Le radici del Gruppo affondano nel terreno della storia industriale italiana e la sua capacità di lavorare la pelle non ha eguali in tutto il mondo. Il laboratorio di guanti aperto da Dante Trussardi nel 1911 è un esempio storico della dedizione e delle ambizioni dell’azienda. La creatività del Gruppo, che ha attraversato, reinventandosi e rinnovandosi, l’ultimo secolo della nostra storia, esprime un immaginario fatto di eleganza misurata, di attenzione al dettaglio, di sobrietà e di fascino.

Nella moda, nel design, nell’arte e nella cucina, ogni volta che il brand va in scena coniuga la cultura e la riconoscibilità della sua storia con l’emozione, la leggerezza, l’ironia e le visioni della contemporaneità. Grazie alla forza della tradizione che ha costruito nel tempo, il brand è capace di proporre sorprese appassionanti, rapide innovazioni e piccole rivoluzioni quotidiane.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Guanto in pelle blu.
Guanto in pelle blu.

Trussardi nel mondo.

Trussardi è un Gruppo industriale che produce e distribuisce in tutto il mondo. Attraverso una differenziazione tra flagship stores, boutique, punti vendita in franchising, corner, licenze e grande distribuzione, i loro prodotti sono presenti in ogni mercato significativo per l’abbigliamento, gli accessori, i profumi e i complementi d’arredo e per la casa.

L’esclusiva rete distributiva del Gruppo comprende circa 440 punti vendita in tutto il mondo: 7 boutiques Trussardi 1911, oltre 300 tra boutique e corner Tru Trussardi, 17 negozi Trussardi Home, e oltre 110 negozi e punti di distribuzione di altri prodotti – tra cui il primo negozio monomarca TJ (Trussardi Jeans) aperto al Gum di Mosca – in 23 paesi in Europa, in Asia, in Medio Oriente.

Il Gruppo, con la prima linea Trussardi 1911 è inoltre presente nei più importanti multibrand del mondo tra cui Barneys, New York; Jeffrey’s, New York; The Webster, Miami; Ron Hermann, Los Angeles; Harrods, Londra; Joseph, Londra; Aizel, Mosca; Colette, Parigi; Printemps, Parigi; Mientus, Berlino; Quartier 206, Berlino; Abseits, Stoccarda; Lakis Gavalas, Atene; Galy, Ibiza; The Outpost, Barcellona; Chapeau, Valencia; White Gallery, Roma; Boon the shop, Seul; United Arrows, Tokyo; Restir, Tokyo; Designworks, Tokyo; Isetan, Tokyo; Estnation, Tokyo; Eight Million, Tokyo; Joyce, Hong Kong.

Gli anni recenti.

Nel 2011 c’è il centenario del brand. La linea Trussardi 1911 diventa ufficialmente solo Trussardi, mentre viene rotto il legame con Milan Vukmirovic. Il nuovo capo designer è Umit Benan Sahin, di origini turche, che ha precedente collaborato con Marc Jacobs, Cacharel e Sophie Theallet. Sahin debutta con la sua prima collezione alla Fashion Week di Milano per la Primavera/Estate 2012. L’anno successivo viene nominata Direttore Creativo  Gaia Trussardi, all’interno dell’azienda già dall’età di 23 anni.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Ritratto di famiglia.
Un ritratto della famiglia Trussardi.

Il marchio esprime la necessità di continua evoluzione e di rafforzare la sua identità. Beatrice si ritira dal fashion business per dedicarsi esclusivamente alla Fondazione, e lascia il 25% delle sue azioni al fratello Tomaso, che diventa Amministratore Delegato del Gruppo a partire dal 2013. L’azienda annuncia un piano quinquennale per riposizionare il brand nel settore del lusso accessibile. La linea Tru Trussardi viene chiusa, mentre proseguono le linee Trussardi e Trussardi Jeans, la prima rientra nello stile cool elegante, la seconda nello streetwear.

Oggi, Trussardi ha introdotto un nuova borsa molto contemporanea, la Lovy Bag. La borsa, fatta con i materiali più pregiati, rappresenta la vera artigianalità italiana. Michelle Hunziker, brand ambassador, rappresenta perfettamente gli elementi ironici ed eleganti del brand. Sicura di sé, dalla personalità spumeggiante, Michelle compare in tutte le campagne pubblicitarie della Lovy Bag dal 2016.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Michelle Hunziker, ambasciatrice del brand, con la Lovy Bag.
Michelle Hunziker, ambasciatrice del brand, con la Lovy Bag.

Ralph Lauren

Ralph Lauren è un brand americano fondato nel 1967 dall’omonimo stilista. Leggi la storia del marchio che ha creato le mitiche Polo, dalle origini a oggi.

Indice.

  1. Le origini.
  2. Lo stile.
  3. L’espansione del brand.
  4. Ralph Lauren nel cinema.
  5. Premi e donazioni.
  6. Situazione finanziaria.
  7. Gli anni recenti.
  8. Situazione attuale.

Le origini.

Ralph Lauren è uno stilista americano nato con il nome Ralph Lipschitz nel Bronx, New York. Impara il mestiere da autodidatta, lavorando tra il 1956 e il 1966 come commesso, compratore e rappresentante in vari grandi magazzini di New York. Tra essi: Alexanders stores, Allied stores, Bloomingdale’s, Brooks Brothers e la Rivetz di Boston. Nel frattempo, segue corsi serali di business management al City College di New York.

Dizionario della Moda Mame: Ralph Lauren. Lo stilista nel suo ufficio, 1978.
Lo stilista a lavoro nel suo ufficio, 1978.

Nel 1967 disegna per la ditta Beau Brummel una collezione di cravatte fatte a mano firmata Polo. Il loro enorme successo porta, un anno dopo, alla fondazione del marchio indipendente Polo by Ralph Lauren. Il brand esordisce con una collezione di abbigliamento maschile sartoriale.

Dizionario della Moda Mame: Ralph Lauren. La prima collezione di cravatte.
La prima collezione di cravatte.

Lo stile.

Fin dall’inizio, il suo stile interpreta il passato con romanticismo. Mescola le tradizioni dell’aristocrazia inglese, e soprattutto la figura dell’impeccabile duca di Windsor, con le star della vecchia Hollywood, come Cary Grant e Fred Astaire.

Ralph Lauren inizia a disegnare pensando allo sport, ai safari africani, alle vacanze nel New England.

“Il mio obiettivo nella moda è quello di raggiungere il sogno dei sogni: la realtà più bella che si possa immaginare”.

Crea così uno stile ormai riconosciuto come tipicamente americano. Disegna per i wasp (white anglo saxon protestants, i bianchi borghesi d’America). Il suo stile, però, piace in tutto il mondo, desideroso di una fetta dell’American Dream.

L’espansione del brand.

Nel 1971 Ralph Lauren lancia la prima collezione di moda femminile, Contemporaneamente introduce nella maglieria il celebre logo del giocatore di polo a cavallo. Lo stesso anno apre la sua prima boutique a Beverly Hills in California e un corner da Bloomingdale’s a New York. Nel 1981, invece, inaugura il primo negozio internazionale a Londra. Qualche anno dopo, nel 1986, apre lo show room di New York, nell’ex residenza Rhinelander a Madison Avenue. Il negozio riflette il suo modo di pensare alla moda e alla vita, proponendo eleganza intramontabile e altissima qualità che dura nel tempo.

Dizionario della Moda Mame: Ralph Lauren. La prima collezione Donna.
La prima collezione Donna.

Nel frattempo, le linee di abbigliamento sono cresciute a una ventina, e comprendono uomo, donna, ragazzi e bambini. Di successo inoltre i diversi profumi e la linea per la casa. Vengono prodotte inoltre su licenza diverse linee di accessori.

Ralph Lauren nel cinema.

Molti i suoi interventi nel mondo del cinema. Nel 1973 veste Robert Redford nella versione cinematografica del Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald. Nel 1977 lancia una vera e propria moda con il film Io & Annie di Woody Allen. Veste la protagonista Diane Keaton con abiti maschili: giacche e pantaloni in morbidi tweed, camicia e cravatta, gilet e cappelli di feltro. Il tutto è abbinato in modo sensuale, ironico e totalmente nuovo.

Dizionario della Moda Mame: Ralph Lauren. Diane Keaton nel film Io & Annie.
Diane Keaton nel film Io & Annie di Woody Allen.

Premi e donazioni.

Nel corso della sua carriera, Ralph Lauren ha ricevuto una lunghissima serie di premi e riconoscimenti. Tra questi, una laurea ad honorem in lettere umanistiche dalla Brandeis University nel 1996. I suoi capi fanno parte della collezione permanente del Fashion Institute di New York. Nel 1983 il Denver Art Museum di Colorado ha dedicato una retrospettiva al suo lavoro. Molto importante è il coinvolgimento dello stilista in cause umanitarie, con notevoli donazioni per la ricerca contro l’Aids e il cancro. Nel 1998 offre 13 milioni di dollari per il restauro della prima bandiera americana, la “star spangled banner”.

Nel 1997 l’azienda viene quotata alla Borsa newyorkese. Due anni dopo acquisisce la Club Monaco, rivenditori canadesi di moda al dettaglio, per 52,5 milioni di dollari. Si afferma così come una delle potenze internazionali nel campo del prêt-à-porter. Nel 2000, Ralph Lauren acquista l’azienda licenziataria per l’Europa, la Poloco di Parigi, per un valore di 200 milioni di dollari.

Nel 2001 Lillian Wang von Stauffenberg e Lauren DuPont sono nominate come nuove stiliste della collezione donna. Nel primo semestre dell’anno, l’azienda ha raggiunto un fatturato di 989,3 milioni di dollari (+3,8% rispetto al 2000). L’utile netto è pari a 125,1 milioni di dollari. Le vendite globali hanno raggiunto a livello retail i 2,6 miliardi di dollari. L’azienda consegue negli Stati Uniti il 78,1% delle vendite; in Giappone ed Europa rispettivamente il 10% e il 7,3%. Gli abiti e le scarpe griffati Ralph Lauren sono prodotti prevalentemente in Italia.

Sempre nel 2001 viene fondata la Ralph Lauren Polo Foundation. Lo stilista lancia l’iniziativa Pink Pony, per aumentare la consapevolezza sul cancro al seno. Durante la sfilata della primavera 2002 le modelle hanno indossato le magliette Pink Pony, con un grande logo rosa, divenuto simbolo della campagna.

Dizionario della Moda Mame: Ralph Lauren. La sfilata con magliette Pink Pony, 2002.
La sfilata con T-Shirt Pink Pony, 2002.

Situazione finaziaria.

Nel febbraio 2002, il Gruppo sfila per la prima volta con la collezione uomo a Milano. Il quartiere generale, in via San Barnaba 27 (architetto Mino Fiocchi), è la riproduzione esatta della casa dello stilista. A dicembre Ralph Lauren, 25 anni dopo avere siglato un accordo di licenza con Seibu, riprende il controllo in Giappone, acquistando il 50% della società operante con licenza generale. L’investimento totale è di 70 milioni di dollari.

Dizionario della Moda Mame: Ralph Lauren. Il negozio in via san Barnaba a Milano.
Il negozio in via san Barnaba a Milano.

Nel 2004 lo stilista apre il suo primo negozio monomarca a Milano, in via Montenapoleone. Lo stesso anno, lo stilista lancia la linea Rugby, una collezione completa per ragazzi di età compresa tra i 16 e i 25 anni. La linea si ispira ovviamente all’omonimo sport. Ad ottobre apre il primo negozio Rugby a Boston. Con più di 20 collezioni, 265 negozi in tutto il mondo, e con vendite pari a 8 miliardi di dollari, Ralph Lauren mira a raggiungere, nei 5 anni successivi, un fatturato di un miliardo nel solo continente europeo. Nel 2005 le vendite aumentano del 38%, con una notevole crescita dei profitti. Il nuovo anno inizia inoltre con un aumento delle entrate, che salgono a 74,8 milioni di dollari.

Dizionario della Moda Mame: Ralph Lauren. La linea Rugby.
La linea Rugby.

Gli anni recenti.

Nel 2006 Ralph Lauren apre il suo più grande negozio a Omotesando, Tokyo, 2230 mq di esposizione dell’intero mondo Ralph Lauren. Nel 2007 vengono aperti due monomarca a Mosca. L’anno successivo, l’azienda entra nel settore di gioielli ed accessori grazie alla collaborazione con Swiss Luxury Goods Group e la partnership continua ancora oggi. Un’altra collaborazione, terminata nel 2012, è quella con JC Penney per il lancio della collezione Ralph Lauren Home. Nel 2008 ancora una volta Ralph Lauren si conferma sponsor ufficiale di Wimbledon, il torneo di tennis più esclusivo al mondo, e dedica una collezione a quest’evento.

Nel 2009 avviene il lancio della linea sofisticata Black Label, oltre che della collezione “Pink Pony”, dedicata ai bambini. Per quanto riguarda la linea Donna, invece, nel 2010 Ralph Lauren lancia la linea Lauren, composta da borse ed accessori. L’ultimo pezzo forte è la Ricky Bag, nata nel 2016 ed ispirata alla moglie dello stilista. Il modello è provvisto di luce interna LED con batteria ricaricabile e di porta USB per ricaricare i dispositivi elettronici. Grazie al suo design unico, questa collezione è stata esposta al Museum of Fine Arts di Boston.

Dizionario della Moda Mame: Ralph Lauren. La Ricky Bag.
La Ricky Bag.

Alla fine del 2015, Ralph Lauren si dimette ufficialmente dal suo ruolo di CEO, ma rimane Presidente e capo Direttore Creativo dell’azienda. Al posto dello stilista, prende il posto di CEO Stefan Larsson, svedese, che prima aveva ruolo esecutivo all’interno di Old Navy e Gap. Purtroppo dopo un anno Larsson si è dimesso dopo aver avuto dei disaccordi con Lauren su come rilanciare il brand nella nuova era. Attualmente lo stilista è alla ricerca di un amministratore delegato.

Situazione attuale.

Nel corso degli anni, Ralph Lauren non ha mai smesso di immaginare il futuro. Nel 2016, durante la settimana della moda di New York, ha collaborato con Periscope, la app livestream di Twitter, realizzando la prima sfilata livestream visibile sugli schermi di Manhattan, di Piccadilly Circus a Londra e sull’account Periscope dell’azienda. In continua espansione, Ralph Lauren ha oggi più di 500 punti vendita diretti ed accordi di licenza in tutto il mondo.

Dizionario della Moda Mame: Ralph Lauren. La campagna Polo 2017.
La campagna Polo 2017.

Data la giovane età del brand, Ralph Lauren è stato scelto per vestire la squadra olimpica del Stati Uniti in quasi tutte le competizioni. Lo stilista ha anche disegnato abiti per i funzionari del governo. Durante le elezioni americane del 2016 ha disegnato abiti per la campagne sia dei Democratici che dei Repubblicani.