FILODORO

FILODORO

Indice

  1. Le origini
  2. Sviluppo
  3. Aspetto finanziario
  4. Situazione attuale

LE ORIGINI

Filodoro è una compagnia di calzetteria che produce calze e collant fondata a Mantova nei primi anni ’80. Dopo essersi stabilita a Casalmoro (Mantova), produce 100 milioni di articoli l’anno, rappresentando il 13% del mercato italiano. Offre ben sette collezioni per diversi segmenti di mercato, con una linea denominata Omero che consiste in collant a compressione graduata.

Successivamente, la compagnia viene acquistata dalla gigantessa americana Sara Lee (Playtex e Lovable), che produce e distribuisce sei linee attraverso tre canali di vendita.  In seguito, l’azienda entra nel mondo delle griffe: stringe infatti accordi con Max Mara per Max Mara Hosiery, una linea che viene distribuita in 150 negozi e in 200 boutique. La linea ha un interesse speciale anche nel mercato della Russia.

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Logo Filodoro

L’azienda stipula inoltre una licenza di tre anni con la Benetton per rafforzare il mercato del target adolescienziale in Italia, Grecia e Russia. Ma poi Filodoro viene acquistata dal Gruppo Golden Lady.

SVILUPPO

Dal 2003, dunque, Filodoro è parte del Gruppo Golden Lady. Con il 60% del suo fatturato proveniente dai mercati esteri, il brand gioca un ruolo chiave nel settore internazionale della calzetteria ed è facilmente riconoscibile in Italia e all’estero. Ciò è principalmente dovuto all’estesa distribuzione dei prodotti attraverso diversi canali di vendita, come per esempio grandi rivenditori, grossisti e rivenditori. In questo modo, il brand ha raggiunto tutti i segmenti del mercato.

Filodoro è particolarmente attivo in Russia e in Spagna, dove ha ottenuto share del mercato significativi con la distribuzione dei propri articoli nei department stores di Corte Inglés. Il brand è inoltre caratterizzato da un’eccellente qualità e da un vasto assortimento di prodotti. La sua politica di costante ricerca nello stile è sfociata in una grande varietà di articoli che soddisfano donne e uomini di qualsiasi età. Sia Filodoro Woman che Filodoro Man includono collezioni classiche e fashion, così come quelle sportive e per il tempo libero.

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Collant delle collezioni Filodoro

ASPETTO FINANZIARIO

Il  Gruppo Golden Lady è un market leader in Italia con uno share del 35% e un giocatore chiave nei maggiori mercati europei, inclusi quelli di Francia, Germania, Spagna e Inghilterra, attraverso i suoi sussidiari e le agenzie di vendita. Una posizione chiave è rappresentata da quella in Russia (specialmente in Ucraina, Bielorussia, Polonia e Slovacchia), grazie a un network di distribuzione locale che ha affermato i prodotti del Gruppo come simbolo dell’eleganza italiana. Golden Lady si è conquistato un ruolo dominante anche nel mercato degli Stati Uniti.

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Gambaletti Filodoro

Il Gruppo ha concluso il 2016 con un fatturato di circa 200 milioni di euro, con un calo rispetto all’anno precedente, che si era chiuso con circa 280 milioni di euro.

SITUAZIONE ATTUALE

Oggi il Gruppo possiede 13 siti di produzione situati in Italia, negli Stati Uniti e in Serbia, con una produzione totale di 400 milioni di calze all’anno, distribuite in 70 paesi di tutto il mondo. Lo spostamento di questa produzione specialmente in Serbia ha generato indesiderate controversie all’interno della compagnia.

Golden Lady comprende 7000 impiegati, dei quali 2900 vivono in Italia.

Nerino Grassi è il presidente del consiglio di amministrazione e i quartieri generali sono situati a Castiglione delle Stiviere (Mantova).

GOLDEN LADY

GOLDEN LADY

INDICE

  1. Le origini
  2. Sviluppo
  3. Responsabilità sociale
  4. Aspetto finanziario
  5. Situazione attuale

LE ORIGINI

La Golden Lady Company SpA è un’azienda italiana specializzata nella produzione di calze e collant. Viene fondata nel 1967 a Castiglione delle Stiviere, nel mantovano. Si tratta di un gruppo cresciuto grazie all’acquisizione di brand quali Omsa, Sisi, Philippe Matignon, Filodoro e gli americani No-Nonsense e Hule.

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Logo Golden Lady

I fondatori dell’azienda sono Arnaldo e Nerino Grassi, i quali hanno abbandonato gli affari della fabbrica di famiglia per diventare imprenditori nel settore della calzetteria per donna, aprendo così le porte del mercato tedesco. Il Gruppo è quindi andato avanti nel corso degli anni ’80 e nel decennio successivo, anche grazie all’acquisto del brand Sisi.

SVILUPPO

Golden Lady conquista come target il segmento medio-alto del settore con l’acquisizione del brand italiano Omsa nei primi anni ’90. Entra inoltre nel mercato americano con la Kaiser-Roth Corporation, il leader americano del mercato che comprende i brand No-Nonsense e Hule.

Con l’acquisto della Filodoro SpA (2003), il gruppo incorpora le strutture dell’azienda e i relativi brand Filodoro, NY legs e il prestigioso Philippe Matignon. La strategia del gruppo combina un ben definito stile italiano e una continua diversificazione dei prodotti, con l’apertura di nuovi mercati e l’acquisizione di preziosi marchi.

RESPONSABILITÀ SOCIALE

La Golden Lady Company considera la sostenibilità ambientale e sociale un’opportunità e una sfida essenziale per il sistema di produzione odierno. La sostenibilità e la protezione della sicurezza sul posto di lavoro vengono vissute dal Gruppo non solo come un impegno, ma anche come un elemento d’affari strategico da essere utilizzato nella quotidiana gestione delle attività.

L’intento del gruppo di promuovere la salute, la sicurezza e la sostenibilità viene espresso in una politica di continuo miglioramento che comprende tutti i livelli della compagnia. L’impegno dal punto di vista ambientale è testimoniato non solo dalla certezza che le attività prodotte dal gruppo non rappresentano un rischio per l’ambiente, ma anche da un’attitudine alla protezione proattiva, confermata dall’applicazione di un’importante sistema gestionale dell’ambiente.

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Collant della Golden Lady

Il gruppo lavora costantemente per ridurre il proprio impatto sull’ecosistema, per pianificare e migliorare pratiche e metodi che, oltre a incontrare tutti gli obblighi legali, tendono a migliorare l’efficienza ambientale. Ecco perché, di conseguenza, la compagnia adotta l’Environmental Management System (EMS), completo con i requisiti dello standard internazionale NI EN ISO 14001. Esso è valido per tutti i prodotti, le attività e i servizi con diretto e/o indiretto impatto sulle performance ambientali, creato nel sito di produzione di Basciano, in Abruzzo.

ASPETTO FINANZIARIO

Il  Gruppo Golden Lady è un market leader in Italia con uno share del 35% e un giocatore chiave nei maggiori mercati europei, inclusi quelli di Francia, Germania, Spagna e Inghilterra, attraverso i suoi sussidiari e le agenzie di vendita. Una posizione chiave è rappresentata da quella in Russia (specialmente in Ucraina, Bielorussia, Polonia e Slovacchia), grazie a un network di distribuzione locale che ha affermato i prodotti del Gruppo come simbolo dell’eleganza italiana. Golden Lady si è conquistato un ruolo dominante anche nel mercato degli Stati Uniti.

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Miley Cyrus per Golden Lady in costume

Il Gruppo ha concluso il 2016 con un fatturato di circa 200 milioni di euro, con un calo rispetto all’anno precedente, che si era chiuso con circa 280 milioni di euro.

SITUAZIONE ATTUALE

Oggi il Gruppo possiede 13 siti di produzione situati in Italia, negli Stati Uniti e in Serbia, con una produzione totale di 400 milioni di calze all’anno, distribuite in 70 paesi di tutto il mondo. Lo spostamento di questa produzione specialmente in Serbia ha generato indesiderate controversie all’interno della compagnia.

Golden Lady comprende 7000 impiegati, dei quali 2900 vivono in Italia.

Nerino Grassi è il presidente del consiglio di amministrazione e i quartieri generali sono situati a Castiglione delle Stiviere (Mantova).

 

MORELLATO

MORELLATO

INDICE

  1. Le origini
  2. Sviluppo
  3. Responsabilità sociale
  4. Aspetto finanziario
  5. Situazione attuale

LE ORIGINI

Una storia interamente Made in Italy che inizia quasi cento anni fa, quando Giulio Morellato, alla fine della Prima guerra mondiale, intraprende un’avventura imprenditoriale aprendo un negozio di gioielleria e orologi con il proprio fratello. Successivamente, l’attenzione di Giulio si concentra sulla produzione e la vendita di cinghie di pelle per orologi, rivoluzionando gli affari proprio quando l’uso dell’orologio da polso diventa un trend comune.

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Logo Morellato

Il primo negozio viene aperto a Venezia nel 1930. In pochi anni, Giulio inizia inoltre a produrre gioielli fatti a mano in argento e oro. Negli anni ’90, i fratelli Massimo e Marco Carraro, figli del partner di Giulio, acquistano l’intera compagnia, dando vita all’innovativo concept “gioielli da vivere”. Le collezioni del brand hanno impersonato questo concetto durante gli anni, diventano l’espressione evocativa e di grande successo dello spirito del marchio. Gioielli preziosi ma semplici da indossare e orologi per la vita di tutti i giorni: prodotti che vivono e danno vita alle donne che li indossano in ogni momento della giornata.

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Vela watch di Morellato

Il concept innovativo di Morellato trasforma i gusti e i desideri delle donne contemporanee. Esse, infatti, sanno che i “gioielli da vivere” sono alleati irrinunciabili per accompagnarle in ogni occasione. Con la forza della lunga tradizione del brand da generazione a generazione, con il suo design esclusivo e lo stile innovativo, i fratelli Carraro hanno reso il brand un perfetto esempio di successo italiano a livello mondiale.

SVILUPPO

Nessuno poteva immaginare che quest’azienda, tra i laboratori e le poche case del vicinato, sarebbe rapidamente cresciuta, diventando così un importante gruppo italiano di gioielleria. Un’impresa segnata da un forte spirito e dall’abilità di prevedere il futuro. Alla morte di Giulio Morellato, I. Volpato e S. Carraro prendono il controllo dell’azienda, portando successo al Gruppo che cresce ancora oggi.

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Irina Shayk per Morellato

La compagnia prosegue la propria tradizione senza perdere di vista la modernità, mantenendo i valori del brand vividi e vivi: visione, innovazione e qualità, che sono sempre state le caratteristiche di un buon prodotto made in Italy.

Nel 1999, il brand lancia una linea di gioielli di successo con il concept “Morellato: gioielli da vivere”, posizionandosi come il simbolo del lusso moderno da vivere giorno dopo giorno. Grazie a Morellato, i prodotti vengono fabbricati con materiali nuovi quali acciaio, perle e pietre naturali. L’uso dei materiali scelti attraverso un rigoroso processo di selezione e un’approfondita ricerca, l’esclusivo design italiano nato nei laboratori veneziani degli anni ’30, così come una paziente manifattura artigianale costituiscono la chiave vincente dell’azienda. Questa combinazione di elementi soddisfa i desideri in evoluzione dei clienti e ha condotto il brand a essere un leader nel campo della gioielleria nel giro di poco tempo.

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Morellato collana Lunae

Il primo decennio del 2000 ha visto la crescita internazionale della compagnia. Durante gli anni, le collezioni e i loro prodotti continuano a espandersi, finché non viene prodotta la prima linea di orologi. Essa governa presto il mercato, incrementando il numero dei negozi sia in Italia che all’estero. Il brand fa parte del Gruppo Morellato, insieme ai marchi SighPhilip WatchSectorLucien RochatBluespiritChronostarFurlaMaserati Trussardi.

RESPONSABILITÀ SOCIALE

Il Gruppo ha dimostrato per lungo tempo il proprio impegno nei confronti dell’ambiente e della società. Vengono infatti esercitati rigidi controlli sull’ILO (International Labour Organization). L’obiettivo è salvaguardare la dignità e i diritti dei lavoratori coinvolti nella catena di produzione.

Per molti anni, il Gruppo ha partecipato attivamente a molti progetti importanti. Insieme alla Doctors with Africa-Cuamm (la più importante organizzazione caritatevole italiana in Africa), per esempio, supporta l’ospediale etiope di Woolisso. E dal 2010, attraverso il brand Philip Watch, è stato partner della Cystic Fibrosis Foundation, fondata da Matteo Marzotto, ambasciatore del brand e membro del consiglio del Gruppo.

ASPETTO FINANZIARIO

Il Gruppo Morellato ha chiuso il 2017 sostanzialmente in linea con il 2016, con un fatturato di 116 milioni di euro (+0,3%). L’EBITDA, d’altro canto, è sceso a 25,5 milioni (15,4% del fatturato) rispetto ai 28,5 milioni dell’anno precedente. Nell’anno appena conclusosi – come riportato da una nota ufficiale – il gruppo italiano ha favorito lo sviluppo e la consolidazione delle attività nei principali mercati stranieri, insieme a un’implementazione di nuove piattaforme di e-commerce, con particolare attenzione all’offerta multicanale. Il Gruppo conta su un export share del 40%, con particolare concentrazione in Europa, Medio Oriente e Asia.

mame dizionario MORELLATO Massimo Carrraro CEO e presidente del gruppo
Massimo Carraro CEO e Presidente del Gruppo Morellato

“L’anno finanziario 2017 si è chiuso con segnali positivi, i quali dimostrano l’efficacia della nostra strategia a medio-lungo termine, la quale favorisce il rafforzamento delle esportazioni e la vendita, non solo nel nostro mercato maturo ma anche in quelli emergenti” ha dichiarato il presidente Massimo Carraro. “Gli investimenti nell’innovazione e nelle nuove tecnologie continueranno per un’integrazione su tutti i canali tra i nostri diversi canali di vendita, per garantire a tutti i consumatori un’esperienza d’acquisto sempre migliore.”

SITUAZIONE ATTUALE

Oggi Morellato è presente in 45 paesi in tutto il mondo, in modo particolare in Europa, Asia e Medio Oriente. Il network di distribuzione della compagnia si estende attualmente in 3000 store. In Europa, il brand si trova in tutti i principali grandi magazzini, nei migliori negozi di gioielli e orologi, nei network di distribuzione di vari marchi e nei propri flagship stores.

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Bar Rafaeli per Morellato

A partire dalla collezione SS16, la nuova ambasciatrice del brand è Michelle Hunziker. Nel corso degli anni, l’azienda ha rappresentato le proprie collezioni attraverso la stampa internazionale e campagne pubblicitarie diventate ormai iconiche. Queste campagne hanno avuto come protagoniste star di fama internazionale: da Bar Refaeli a Irina Shayk, da Sara Sampaio a Ma Su (rinomata attrice cinese) e Laura Sanchez.

LORO PIANA

Dal 1924, la famiglia Loro Piana ha gestito i propri affari tessili rinnovati a livello mondiale, e, prima di lanciare il brand attuale, è stata tra i mercanti di lana fin dai primi anni del XIX secolo.

LORO PIANA

Indice

  1. Le origini
  2. Sviluppo
  3. Stile
  4. Loro Piana e la natura
  5. Aspetto finanziario
  6. Situazione attuale

LE ORIGINI

Dal 1924, la famiglia Loro Piana ha gestito i propri affari tessili rinnovati a livello mondiale, e, prima di lanciare il brand attuale, è stata tra i mercanti di lana fin dai primi anni del XIX secolo. Dire che i Loro Piana sono esperti in materiali di lusso sarebbe un eufemismo: come più grande produttore del mondo di cashmere, l’azienda si è affermata come riferimento nell’ambito dell’abbigliamento più raffinato. Ciò grazie all’instancabile investimento nelle materie prime e nella produzione e alla continua innovazione tecnica.

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Logo Loro Piana

Con il quartiere generale situato a Quarona, nella zona della Valsesia (Nord Italia), il brand produce le proprie collezioni di vestiti e accessori fin dagli anni ’80, al fine di vendere i suoi prodotti ai più grandi couturiers e sarti, oltre che a interior designer e architetti.

SVILUPPO

Originaria di Trivero – un distretto del Nord Italia famoso per la produzione tessile – la famiglia Loro Piana nasce come mercante di lana all’inizio del XIX secolo. Nella seconda metà del secolo, la famiglia sposta la propria attività in Valsesia e fonda il Lanificio Fratelli Lora e Compagnia, seguito poi dal Lanificio di Quarona di Zignone & C. all’inizio del XX secolo. Franco Loro Piana, il padre di Pier Luigi, inizia a esportare materiali raffinati negli anni ’40. Successivamente, negli anni ’70, anche Pier Luigi e il fratello Sergio si uniscono a lui.

mame dizionario LORO PIANA Pier Luigi e Sergio Loro Piana
Pier Luigi e Sergio Loro Piana

Fin dal 2000, il brand ha sponsorizzato il premio annuale per la più raffinata balla di lana del mondo, la quale produce abbastanza materiale per 50 abiti da uomo. Generalmente, sono gli artigiani australiani o neozelandesi ad aggiudicarsi questo riconoscimento. Nel 2008, l’azienda ha registrato un record di 48,000 centesimi al chilo per una balla di raffinatissima lana merino prodotta da Peter e Greg Munsie e Phil e Judy d’Uralla, New South Wales.

STILE

Fin dall’inizio, l’obiettivo principale dell’azienda è stato quello di offrire un prodotto di assoluta qualità e sofisticatezza ai propri clienti. Di conseguenza, il brand ha effettuato molte ricerche e ha posto grande attenzione alle sue materie prime per poter offrire un prodotto di qualità. Alcuni dei suoi tessuti popolari includono Tasmanian®, che in Italia è diventano sinonimo di materiale lanoso leggero. Questo straordinario materiale pettinato prende il nome dall’isola Tasmania, situata nel sud dell’Australia, perché veniva originariamente fatto utilizzando solo la lana merino, proveniente da terre incontaminate.

Ispirato da Priest Cloth®, un materiale leggero che il brand produceva esclusivamente per gli abiti ecclesiastici, Tasmanian®viene fabbricato negli anni ’60 in risposta al bisogno crescente di un abbigliamento nuovo e moderno che sia leggero, versatile, antipiega e che non si sgualcisca e che sia particolarmente adatto ad ambienti con aria condizionata.

Zelander®, una famiglia di materiali disegnata per abiti leggeri e freschi, è un piacere da toccare. Questi tessuti vengono fabbricati utilizzando lana merino neozelandese selezionata, eccezionalmente bianca e pulita, caratterizzata dalla lunghezza delle fibre e dalla maggiore resistenza alle pieghe.

mame dizionario LORO PIANA campagna
Campagna pubblicitaria Loro Piana

Wish®, invece, è un elegante e sofisticato materiale creato dalla migliore lana australiana merino Super 170, con una finezza che non eccede mai i 15 micron. Loro Piana Zibeline® ha una caratteristica superficie ondulata, patinata, con un’apparenza “martellata” e un’eccezionale morbidezza create da un’antica e affascinante tecnica di rifinitura chiamata teaseling. Utilizzando solo fiori di cardo cresciuti in Navarra ed essiccati in modo particolare, il brand applica quest’antica tecnica per trasformare le più preziose fibre in materiali straordinari.

Loro Piana Denim Flower® è un tessuto sensazionale ottenuto da cotone organico premiato e certificato raccolto nella Valle di San Joaquin, in California, un materiale che è considerato il più raffinato che sia disponibile negli Stati Uniti. Queste fibre, intrecciate secondo i più rigidi principi biologici che impiegano esclusivamente prodotti naturali, sono eccezionalmente uniche in materia di lunghezza, finezza e resistenza.

Infine, Loro Piana Zenit®, ispirato dalla passione del brand per le fibre più splendide del mondo: una collezione di materiali sofisticati ed esclusivi creati da superlative materie prime, concepite come base per comporre un intero guardaroba: abiti, cappotti, giacche e blazers.

LORO PIANA E LA NATURA

La vicuña, la più rara e raffinata fibra animale del mondo, viene da una piccola zona nelle Ande, la cui storia è attentamente legata a quella di Loro Piana. Graziosa e flessuosa, la vicuña è conosciuta come la Regina delle Ande. Veniva inoltre venerata e protetta dall’Impero Inca, il quale non ne permetteva la caccia, e le magnifiche fibre ottenute dalla sua lana potevano essere utilizzate solo dall’imperatore e dalla sua famiglia.

mame dizionario LORO PIANA Vicuña peruviano
Vicuña peruviano

Tuttavia, l’arrivo dei conquistadores spagnoli portò a un devastante massacro: impazienti di commerciare questo straordinario materiale, gli invasori causarono quasi l’estinzione della vicuña. Nonostante i numerosi tentativi di conservazione nel corso degli anni, il bracconaggio è proseguito a un ritmo allarmante: negli anni ’60, il numero delle vicuña è sceso a non più di 5000, rendendola una specie a rischio.

Intorno alla metà del XX secolo, l’azienda Loro Piana diventa parte della storia della vicuña, guidata dai suoi persistenti valori e dalla sua passione per le materie prime più raffinate del mondo. Negli anni ’80, la compagnia inizia a lavorare attivamente in Perù per salvaguardare la “fibra degli dei”. Il 1994 vede uno sviluppo chiave, quando il brand, alla guida dell’International Vicuña Consortium: i contadini peruviani vengono insigniti del diritto di tosare le vicuña, con l’intento di proteggerle dai bracconieri.

mame dizionario LORO PIANA Peruvian Campesinos
Loro Piana e e i Peruvian Campesinos

Nel 2008 viene stabilita la Reserva Dr. Franco Loro Piana, la prima riserva naturale peruviana. In soli cinque anni, il numero degli animali presenti nella riserva si è duplicato, confermando l’importanza del contributo del brand al salvataggio di questi animali dall’estinzione.

Ma il lavoro fatto per le vicuña in Perù era solo l’inizio: sulla forza dei trent’anni di esperienza sul campo, il brand si avventura nel 2013 in Argentina, acquistando le quote di maggioranza di una compagnia che ha il permesso di tosare le vicuña che vivono liberamente nella zona. Oggi Loro Piana è il processore numero uno di vicuña del mondo, la fibra più raffinata che può essere ottenuta legalmente da un animale adulto.

ASPETTO FINANZIARIO

Come conseguenza del peggioramento della salute di Sergio, l’8 luglio 2014 la LVMH ha acquistato l’80 dell’azienda per un costo di €2 miliardi, con il resto delle quote nelle mani della famiglia Loro Piana.

Il 19 dicembre 2013, Sergio è deceduto. Nel 2017, la famiglia fondatrice del brand ha ridotto il proprio 20% di quote, arrivando ad averne il 15%. In particolare, Pier Luigi ha ridotto il suo 5%, mentre la famiglia di Sergio mantiene il suo originario 10%.

La LVMH, il gruppo francese che ora possiede il brand è che leader nel mondo in ambito di prodotti di lusso, riporta un incremento delle vendite del 12% nel 2017, cioe di €42,6 miliardi rispetto al 2016 (+12% per gli stessi store e per le rate attuali).

mame dizionario LORO PIANA Fabio d'Angelantonio CEO
Fabio d’Angelantonio CEO

Tutte le compagnie presenti nel gruppo registrano una doppia crescita digitale, con l’eccezione del settore alcohol (+5% riportato, +7% con crescita organica). Nel dettaglio, il fatturato dei beni di moda e di pelle è cresciuto del 21%  fino a 15,472 milioni. I risultati derivano principalmente dal lancio di nuovi brand e dalla nascita di nuove collaborazioni. L’ultimo quadrimestre del 2017 registra un incremento del gruppo dell’11% fino a 12,541 milioni, in linea con i trend totali dell’anno.

SITUAZIONE ATTUALE

La compagnia ha negozi in Europa, Nord America e Asia, con un totale di 132 negozi in tutto il mondo. Il Gruppo LVMH ha acquistato il brand e Fabio d’Angelantonio è stato nominato CEO a partire dal 2016.

Nel 2018, gli uffici milanesi di Loro Piana hanno troveranno casa negli edifici del Corriere della Sera. Antonio Belloni, il general manager del Gruppo LVMH, ha dichiarato: “Il quartiere generale centrale di Loro Piana resterà a Quarona, in provincia di Vercelli, mentre negli uffici milanesi, ora situati in tre locations (quella principale si trova in via Turati), saranno unificati in un ampio spazio nel Palazzo del Corriere della Sera, in via Solferino 28.”

L’Italia sta così diventando molto importante per il Gruppo: “Gli investimenti globali sulla Penisola, la quale include anche negozi e quartieri generali, si sono sempre aggirati intorno ai 100 milioni di euro all’anno”, ha aggiunto Belloni.

PHILIPE MATIGNON

Il sofisticato e sensuale spirito francese si combina con lo stile e con la qualità italiana, dando vita a preziosi articoli: calze, collant, leggins, vestiti, calze al ginocchio e calzini.

PHILIPPE MATIGNON

Indice

  1. Storia
  2. Sviluppo
  3. Aspetto finanziario
  4. Situazione attuale

STORIA

Eleganza e raffinatezza, stile e femminilità, seduzione e attenzione ai dettagli: queste sono le caratteristiche su cui Philippe Matignon basa le proprie collezioni. Il sofisticato e sensuale spirito francese si combina con lo stile e con la qualità italiana, dando vita a preziosi articoli: calze, collant, leggins, vestiti, calze al ginocchio e calzini.

mame PHILIPPE MATIGNON logo
Logo Philippe Matignn

Il brand si posiziona al top dell’eleganza sofisticata e si prende cura delle donne in ogni dettaglio, rendendole uniche e seducenti in ogni momento della loro giornata così come nelle occasioni speciali. Un lusso accessibile per uno stile che si rinnova ogni anno nelle nuove collezioni.

SVILUPPO

Philippe Matignon è stato acquistato dal Gruppo Golden Lady nel 2003 e ne è il brand di punta. Le calze e i collant vengono fabbricati con i materiali più raffinati e con tecnologie all’avanguardia applicate ai macchinari per creare diversi tipi di intrecciati. Con i propri articoli competitivi, il brand si specializza nei canali di vendita e si posiziona nella gamma di prezzo medio-alta del mercato in relazione all’alta qualità dei prodotti. I partner d’affari possono contare su una costante assistenza e allenamento per condurre gli affari al meglio.

mame PHILIPPE MATIGNON fall winter 2016 2017
Collezione Autunno Inverno 2016-2017

Il brand mira a donne che voglioni distinguersi in un modo originale ma di classe, con una speciale attenzione al comfort, all’eleganza e ai dettagli. Il tutto, ovviamente, con un tocco di sensualità.

ASPETTO FINANZIARIO

Il brand è posseduto dal Gruppo Golden Lady, un market leader in Italia con uno share del 35% e un giocatore chiave nei maggiori mercati europei, inclusi quelli di Francia, Germania, Spagna e Inghilterra, attraverso i suoi sussidiari e le agenzie di vendita. Una posizione chiave è rappresentata da quella in Russia (specialmente in Ucraina, Bielorussia, Polonia e Slovacchia), grazie a un network di distribuzione locale che ha affermato i prodotti del Gruppo come simbolo dell’eleganza italiana. Golden Lady si è conquistato un ruolo dominante anche nel mercato degli Stati Uniti.

mame PHILIPPE MATIGNON collant senza cuciture
Collant senza cuciture Phillipe Matignon

Il Gruppo ha concluso il 2016 con un fatturato di circa 200 milioni di euro, con un calo rispetto all’anno precedente, che si era chiuso con circa 280 milioni di euro.

SITUAZIONE ATTUALE

Oggi il Gruppo possiede 13 siti di produzione situati in Italia, negli Stati Uniti e in Serbia, con una produzione totale di 400 milioni di calze all’anno, distribuite in 70 paesi di tutto il mondo. Lo spostamento di questa produzione specialmente in Serbia ha generato indesiderate controversie all’interno della compagnia.

mame PHILIPPE MATIGNON welcome man
Welcome Man di Philippe Matignon

Nerino Grassi è il presidente del consiglio di amministrazione e i quartieri generali sono situati a Castiglione delle Stiviere (Mantova).

 

OMSA

Un percorso spianato basato su alti valori: qualità dei materiali tessili, eleganza, sensibilità e fashion. Omsa, infatti, è diventato un punto di riferimento unico nel mondo delle donne.

OMSA

Indice

  1. Le origini
  2. Sviluppo
  3. Comunicazione
  4. Aspetto finanziario
  5. Situazione attuale

LE ORIGINI

Omsa nasce negli anni ’50 e fin dall’inizio si indirizza alle donne in modo positivo. Un percorso spianato basato su alti valori: qualità dei materiali tessili, eleganza, sensibilità e fashion. Omsa, infatti, è diventato un punto di riferimento unico nel mondo delle donne.

mame dizionario OMSA logo
Logo OMSA

Inoltre, è stato il primo brand a posare le basi dell’eleganza, della seduzione e della femminilità. L’attenzione al mercato e la costante ricerca tecnologica hanno preso vita nella nuova collezione, composta da leggins e dalle nuove calze senza cuciture, simbolo di alta praticità. Il brand si è fatto un nome in tutto il mondo, insieme al suo unico stile italiano.

SVILUPPO

L’azienda ha avviato la propria diffusione in un modo particolare. Dalle sue origini in Italia, Omsa si è guadagnato un ruolo primario nei principati mercati globali, soprattutto in Russia. Dall’Italia all’Europa, dagli Stati Uniti all’Asia, il brand si rivolge alle donne di tutto il mondo come al proprio pubblico.

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Collezione calze Omsa 2015-2016

Nel 1992, il brand entra a far parte della compagnia Golden Lady, la quale rivoluziona tutta la sua catena di produzione. Con tecnologie all’avanguardia, il Gruppo è diventato una delle organizzazioni più intraprendenti nell’industria di calzetteria europea. Con un significativo numero di punti di produzione in Italia, in Europa e in particolare nel Medio Oriente, Omsa è un’azienda leader nei canali di vendita di massa e nella distribuzione totale. Per venire incontro ai requisiti dei vari paesi  e ai differenti canali di distribuzione, il brand ha diversificato la sua produzione e ha sviluppato un’ampia selezione di collezioni, dalle linea di alta qualità a prezzi accessibili a prodotti più definiti in microfibra, tutti a prezzi che li rendono competitivi. Il brand punta a prendersi cura delle donne in ogni momento della loro giornata, offrendo loro collezioni classiche e alla moda, così come articoli perfetti per lo sport.

COMUNICAZIONE

Omsa è stata una delle prime compagnie italiane a credere che la comunicazione fosse la chiave per il successo. Da Carosello negli anni Sessanta con le famose gambe delle Kessler alla campagna pubblicitaria “Quante donne ci sono in te?” nel 2002/2004. Il brand, d’altronde, conosce troppo bene il proprio pubblico: tra il consumatore e l’azienda c’è un rapporto descritto da femminilità, sincerità, libertà, autenticità e unicità.

ASPETTO FINANZIARIO

Il brand è posseduto dal Gruppo Golden Lady, un market leader in Italia con uno share del 35% e un giocatore chiave nei maggiori mercati europei, inclusi quelli di Francia, Germania, Spagna e Inghilterra, attraverso i suoi sussidiari e le agenzie di vendita. Una posizione chiave è rappresentata da quella in Russia (specialmente in Ucraina, Bielorussia, Polonia e Slovacchia), grazie a un network di distribuzione locale che ha affermato i prodotti del Gruppo come simbolo dell’eleganza italiana. Golden Lady si è conquistato un ruolo dominante anche nel mercato degli Stati Uniti.

mame dizionario OMSA autunno inverno 2017 2018
Autunno Inverno 2017-2018

Il Gruppo ha concluso il 2016 con un fatturato di circa 200 milioni di euro, con un calo rispetto all’anno precedente, che si era chiuso con circa 280 milioni di euro.

SITUAZIONE ATTUALE

Oggi il Gruppo possiede 13 siti di produzione situati in Italia, negli Stati Uniti e in Serbia, con una produzione totale di 400 milioni di calze all’anno, distribuite in 70 paesi di tutto il mondo. Lo spostamento di questa produzione specialmente in Serbia ha generato indesiderate controversie all’interno della compagnia.

mame dizionario OMSA autoreggenti
Calze autoreggenti OMSA

Nerino Grassi è il presidente del consiglio di amministrazione e i quartieri generali sono situati a Castiglione delle Stiviere (Mantova).

PULL & BEAR

Pull & Bear è un rivenditore spagnolo di vestiti e accessori con base a Narón, in Galizia. Viene fondato nel 1986 come New Wear, S.A., ma viene ufficialmente lanciato come Pull & Bear solo nel 1991. Ora è parte del Gruppo Inditex

PULL & BEAR

Indice

  1. Le origini
  2. Stile
  3. Distribuzione
  4. Collezioni
  5. Sostenibilità
  6. Aspetto finanziario

LE ORIGINI

Pull & Bear è un rivenditore spagnolo di vestiti e accessori con base a Narón, in Galizia. Viene fondato nel 1986 come New Wear, S.A., ma viene ufficialmente lanciato come Pull & Bear solo nel 1991. Ora è parte del Gruppo Inditex, che possiede anche i brand Zara e Oysho. A partire dal settembre 2011, la compagnia ha iniziato a vendere attraverso un sito Internet.

mame dizionario PULL& BEAR Summer 2013 Campaign-002
Collezione Summer 2013 Campaign 002

Il brand punta a un target più giovane rispetto a quello del suo “fratello maggiore”, cioè Zara. Presente in più di 48 paesi, con 680 negozi il brand intende offrire articoli trendy a prezzi accessibili. Come Bershka e Stradivarius, altri due brand del Gruppo Inditex, Pull & Bear gioca la carta della moda economica e offre collezioni sempre più acute su una base senza eguali.

STILE

Il brand si focalizza su vestiti casual e non impegnativi, oltre che su accessori per i giovani che aderiscono all’urban style. Il tutto, ovviamente, a prezzi accettabili. Gli stessi negozi sono disegnati come spazi all’avanguardia, dunque attraenti per il target di riferimento. Viene adoperato inoltre un uso massiccio di elementi grafici e scritte sui vestiti, molti dei quali fanno riferimento alla cultura popolare degli Stati Uniti.

DISTRIBUZIONE

Tuttavia, i vestiti non vengono venduti negli Stati Uniti né spediti lì se vengono acquistati online. Il brand sta godendo di una rapida espansione grazie alla propria filosofia di moda, la quale punta a unire un design di creatività e qualità con una veloce risposta alle esigenze del mercato. Le nuove linee di prodotti introdotte negli store hanno diversificato la gamma di prodotti disponibile negli outlet Pull & Bear. Queste nuove linee includono musica, tecnologie, videogiochi e video images mixate con i vestiti. Il brand ha introdotto la linea XDYE, più sportiva e hi-tech, legata alle icone della cultura giovanile del XXI secolo.

COLLEZIONI

Il brand ha introdotto la nuova collezione Class Wear con il famoso modello milanese Mathieu Zannoni come testimonial. Questa collezione unisce vestiti eleganti e sportivi.

I negozi europei di Pull & Bear hanno adottato un nuovo logo dopo la presentazione sul nuovo stile del brand alla fine del 2010.

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Hawkers x Pull Bear

Dopo le collezioni di successo per uomo e donna, il brand ha deciso di lanciare la collezione Teen Girls, per le ragazze che si sentono ancora bambine. Si tratta di articoli più colorati e pop che offrono un piacevole contrasto rispetto alle collezioni classiche e più sobrie.

SOSTENIBILITÀ 

Preoccupato per la situazione ambientale, Pull & Bear ha appena lanciato la sua prima collezione con l’hashtag #JoinLife, prendendo esempio dagli altri brand del Gruppo Inditex che utilizzano materiali sostenibili per la produzione dei vestiti. Come ha spiegato il brand stesso, con questa mossa si punta a consolidare l’impegno del brand nei confronti della sostenibilità ambientale.

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Negozio Pull & Bear

Perciò, il brand ha creato una capsule collection con cotone organico, conosciuto per essere un materiale più benefico nei confronti dell’ambiente. Infatti, il cotone organico viene coltivato senza fertilizzanti o pesticidi chimici e necessita il 90& di acqua in meno per essere prodotto.

La nuova collezione, sia per uomo che per donna, è stata messa in vendita sul sito web. Il brand approfitta inoltre di materiali riciclati per le proprie borse, riciclando poi a sua volta. In più, Pull & Bear non dispone oggi di un catalogo cartaceo per presentare le proprie collezioni, bensì favorisce una versione più ecologica, grazie a Internet.

ASPETTO FINANZIARIO

Pull & Bear ha totalizzato 25,794 milioni di dollari in vendite. Il brand, inoltre, mostra una crescita rispetto all’anno 2015. L’e-commerce del brand è a livello internazionale, generando vendite online primariamente in Spagna e in Francia e poi in Polonia e in Russia. In più, il brand ha specificato la categoria “Fashion”, soprattutto per quanto riguarda i vestiti.

Nel mercato della moda spagnolo, il brand ha generato dai 300 ai 400 milioni di dollari nel 2017.

ZARA

Zara è un rivenditore spagnolo di vestiti e accessori con base ad Arteixo (La Coruña), in Galizia. La compagnia viene fondata nel 1975 da Armancio Ortega e Rosalía Mera. È il brand principale del Gruppo Inditex, il più grande gruppo rivenditore di vestiti del mondo

ZARA

Indice

  1. Le origini
  2. Sviluppo del brand
  3. Gli ultimi anni
  4. Zara Home e l’eco-store
  5. Aspetto finanziario
  6. Situazione attuale

LE ORIGINI

Zara è un rivenditore spagnolo di vestiti e accessori con base ad Arteixo (La Coruña), in Galizia. La compagnia viene fondata nel 1975 da Armancio Ortega e Rosalía Mera. È il brand principale del Gruppo Inditex, il più grande gruppo rivenditore di vestiti del mondo, che possiede anche Massimo Dutti, Pull & Bear, Bershka, Oysho, Zara Home, Stradivarius e Uterqüe. Zara produce 20 collezioni di vestiti all’anno.

mame dizionario ZARA logo
Logo marchio Zara

Armancio Ortega apre il primo negozio del brand nel 1975 a La Coruña. Inizialmente, il nome dello store è Zorba, in riferimento al film Zorba the Greek, ma dopo aver scoperto che esite un bar omonimo nelle vicinanze, il nome s i trasforma in Zara. Si pensa che la “a” in più derivi da una serie di lettere fatte per la compagnia.

Il primo store offre prodotti a basso prezzo di moda popolare e più lussuosa. In seguito, Ortega apre altri negozi in tutta la Spagna. Durante gli anni ’80, Ortega cambia il processo di design, manifattura e distribuzione al fine di ridurre i tempi di esecuzione e di rispondere ai nuovi trend in modo più rapido, un modo che lui definisce “instant fashion.” I miglioramenti apportati includono l’uso di tecnologie informative e l’impiego di gruppi di stilisti anziché uno solo.

SVILUPPO DEL BRAND

Il primo marchio ufficiale del brand risale in realtà al 1963, quando ha inzio come Confecciones GOA, un workshop modesto che produce abiti e vestiti a La Coruña. Ma il primo store Zara, come già detto, apre nel 1975 e il suo nuovo modello di business si afferma come un successo negli anni seguenti. Nel 1977, il quartier generale del brand viene stabilito ad Areixo, e le sue prime fabbriche vengono costruite nei sobborghi. Il 1983 è invece l’anno che vede l’espansione del brand in tutta la Spagna. L’anno successivo, ad Areixo il primo centro logistico apre, grande ben 10000 metri quadrati.

Nel 1988, la compagnia inizia la propria espansione internazionale attraverso Porto, Portogallo. L’anno successivo entra negli Stati Uniti e nel 1990 in Francia. Durante gli anni ’90, insomma, si espande in Messico (1992), Grecia, Belgio e Svezia (1993).

Nei primi anni 2000, Zara apre negozi in Giappone e a Singapore (2002), in Russia e in Malesia (2003), in Cina, Marocco, Estoria e Ungaria (2004), nelle Filippine, in Costa Rica e in Indonesia (2005), in Corea del Sud (2008), in India (2010), in Sudafrica e in Australia (2011).

GLI ULTIMI ANNI

Nel settembre 2010, il brand lancia il proprio online store. Il sito apre in Spagna, Regno Unito, Portogallo, Italia, Germania e Francia. E, nel novembre dello stesso anno, il servizio Zara Online si estende ad altri cinque paesi: Austria, Irlanda, Olanda, Belgio e Lussemburgo. Gli online store iniziano a essere operativi anche negli Stati Uniti nel 2011, in Russia e in Canada nel 2013, in Messico, Romania e Corea del Sud nel 2014. In India ciò avviene il 4 ottobre 2017.

Campagna Zara Autunno Inverno 2013

Inoltre, nel 2014 Zara introduce l’uso della tecnologia RFID (Radio-frequency identification) nei propri negozi. I chip RFID vengono posizionati nelle security tags, le quali vengono rimosse dai vestiti una volta acquistati e possono essere riutilizzate. I chip permettono alla compagnia di stilare velocemente un inventario localizzando i segnali radio delle tag RFID. Quando un articolo viene venduto, dunque, il magazzino riceve immediatamente una notifica, così quell’articolo può essere rimpiazzato. Un prodotto che non è sugli scaffali può venire facilmente rintracciato grazie ai tag RFID. Nel 2015, il brand è stato inserito al 30° posto nella lista Interbrand dei migliori brand globali.

I negozi Zara hanno vestiti sia per uomo che per donna, così come per bambini (Zara Kids). I prodotti del brand si basano sui trend dei consumatori. La sua catena di scorte altamente responsabile invia i nuovi prodotti ai negozi due volte alla settimana. Dopo che gli articoli vengono disegnati, ci vogliono quindici giorni prima che arrivino negli store. Tutti i vestiti, infatti, vengono processati al centro di distribuzione in Spagna. I nuovi articoli vengono ispezionati, classificati, taggati e posti sui camion. In molti casi, i vestiti vengono spediti in 48 ore. Zara produce oltre 450 milioni di articoli all’anno.

ZARA HOME E L’ECO-STORE

Nel 2003 viene creato Zara Home. Fin dal suo lancio, il brand ha goduto di un grande successo, aprendo il suo 500° negozio nel 2015. Quando Zara Home viene reso disponibile online nel 2007, diventa il primo brand del Gruppo Inditex ad avere una piattaforma di e-commerce. Inoltre, è stato il primo format Inditex a vendere attraverso il web nell’emisfero meridionale, iniziando in Australia nel 2015.

Il Gruppo Inditex ha sviluppato un piano strategico ambientale per i propri brand. Il primo negozio eco-efficiente di Zara, per esempio, viene aperto in un edificio storico nel cuore di Atene nel 2008.

ASPETTO FINANZIARIO

Tra i maggiori gruppi di moda, il Gruppo Inditex è unico, specialmente nel campo delle vendite online: nel 2017, ha ottenuto una crescita del 41% online, cosa che incide per il 10% sulle vendite nette del Gruppo. La compagnia spagnola ha anche aperto alcuni web shop in Asia per la prima volta, sempre nel 2017: clienti in Malesia, India, Singapore, Tailandia e Vietnam hanno così la possibilità di acquistare nei negozi Zara & Co.

mame dizionario ZARA Chairman e CEO Inditex Pablo Isla
Pablo Isla CEO e Charmain Indetex

Il fatturato annuale ha raggiunto i 25,34 miliardi di euro (+9%) e ha un profitto netto di 3,37 miliardi di euro (+7%).

Il Gruppo ha poi iniziato il 2018 in modo simile: escludendo le fluttuazioni dovute al cambio, ha ottenuto un incremento delle vendite del 9% nelle prime cinque settimane, con le collezioni sussidiarie Primavera/Estate di Zara in ottimo andamento.

Tali risultati, di conseguenza, incoraggiano la compagnia, dato che il cambio monetario e l’euro forte l’hanno resa vulnerabile. Gli share della compagnia sono crollati drasticamente nel 2018 a causa della forte posizione dell’euro rispetto alle altre valute.

SITUAZIONE ATTUALE

Il lancio dello shopping online in Malesia, Singapore, India, Tailandia e Vietnam ha aiutato il brand a incrementare il proprio fatturato nel corso del 2017, e sembra che il brand continuerà a espandere la propria accessibilità online su orizzonti più vasti nei prossimi anni.

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Catherine, duchessa di Cambridge con il principe George di Cambridge e la principessa Charlotte di Cambridge, con indosso un vestito Zara

Recentemente, Zara si è ritrovata sotto i riflettori quando Melania Trump, la first lady degli Stati Uniti, è stata fotografata mentre prendeva un aereo in direzione dei centri detentivi per immigrati in Texas. Per questi centri, il presidente Donald Trump e i suoi politici sono stati pesantemente condannati dai media e da vari personaggi pubblici. Il punto è che Melania indossava una giacca color oliva di Zara SS 16 con sopra scritto “I Really Don’t Care, Do You?” (“A me non importa, davvero, e a te?”). L’opinione pubblica, di conseguenza, ha ritenuto questo outfit molto inappropriato, data la situazione. Tuttavia, non è stato l’articolo in sé a essere criticato, ma l’occasione in cui è stato utilizzato.

SISI

SISI

Indice

  1. Le origini
  2. Sviluppo
  3. Aspetto finanziario
  4. Situazione attuale

LE ORIGINI

Sisi viene fondata nel 1925 e rappresenta la storia dei collant in Italia. Il brand è noto nel mondo della moda per qualità e stile, è il brand glamour assoluto della calzetteria per donna e dei collant. L’azienda è riuscita a esportare il proprio stile in tutto il mondo con una vasta distribuzione in Europa, Russia e Medio Oriente. La donna Sisi è giovane, ma con idee chiare riguardo allo stile. Il brand si è reso irresistibilmente originale, progressivo e sensuale. Inoltre, rappresenta sempre le nuove idee e il concetto secondo cui la calzamaglia non è solo un accessorio, bensì un must have per tutte le donne che fanno attenzione ai trend della moda e che amano i dettagli raffinati.

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Logo del marchio SiSi

SVILUPPO

Il brand, all’inizio, ha due linee principali di calzetteria e collant:

  • SISI CLASSIC, d’alta qualità e fatta con un comodo filato che rende i suoi prodotti confortevoli in ogni situazione.
  • SISI MODA, ricca nei colori e disegnata per un look moderno, divertente e sexy, con inclusa una gamma di calze alte fino al ginocchio e alla caviglia.

Il brand si è sempre dedicato a giovani e intraprendenti donne che desiderano prodotti di alta qualità. Sisi si unisce alla compagnia Golden Lady negli anni ’80. Inizialmente, la strategia di distribuzione si focalizza su canali di vendita per estendere i department stores. Con vendite in Italia, Europa ed Europa dell’Est, Sisi produce tre diverse collezioni di calze e collant, che sono sinonimo di uno stile chic e giovane e combinano gli ultimi trend della moda con l’indossabilità e la cura per i dettagli.

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Linea benessere di SIS

La collezione Classic consiste in articoli di alta qualità, prodotti con i materiali più raffinati e con un’offerta di varie calze piacevoli da indossare. Come già detto, la collezione Moda propone una varietà di colori con disegni sensuali e allegri. La collezione Studio, invece, è una selezione di calze al ginocchio e alla caviglia, tutte originali e adatte a occasioni meno formali.

Inoltre, il brand è entrato nel mondo della lingerie attraverso la collezione Intimate: indumenti raffinati e moderni, proprio come la maglieria, fatta filato soffice e resistente. Ricco nei colori, nei disegni e nello charm, Sisi Beachwear è in più indirizzato alle giovani donne e può essere acquistato solo nei negozi Golden Lady.

ASPETTO FINANZIARIO

Sisi è posseduta dal Gruppo Golden Lady, un leader del mercato in Italia con uno share del 35% e un giocatore chiave in tutti i maggiori mercati europei, inclusi quelli di Francia, Germania, Spagna e Inghilterra, attraverso i suoi sussidiari e le sue agenzie. Una posizione chiave viene mantenuta in Russia e nell’Europa dell’Est (specialmente Ucraina, Belarus, Polonia e Slovacchia) grazie a un network di distribuzione locale che ha affermato i prodotti del Gruppo come simboli dell’eleganza italiana. Anche nel mercato degli Stati Uniti, la Compagnia Golden Lady è riuscita a ottenere un ruolo dominante.

mame dizionario SISI nerino grassi chairman di golden lady
Nerino Grassi chairman di Golden Lady

Il Gruppo ha concluso il 2016 con un fatturato di circa 200 milioni di euro con un calo rispetto all’anno precedente, il quale si era chiuso con un fatturato di circa 280 milioni di euro.

SITUAZIONE ATTUALE

Oggi il Gruppo vanta 13 siti di produzione situati in Italia, negli Stati Uniti e in Serbia, con una produzione totale di 400 milioni di collant all’anno, distribuiti in 70 paesi di tutto il mondo. Lo spostamento della produzione specialmente in Serbia ha generato però un’indesiderata controversia.

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Pubblicità prodotti SISi

Nerino Grassi è il Presidente del Consiglio di Amministrazione del Gruppo e i quartieri generali aziendali sono situati a Castiglione delle Stiviere (Mantova).

NEROGIARDINI

NeroGiardini è un brand che fa parte di Bag Spa, una compagnia che produce e vende milioni di scarpe all’anno. Con base a Monte San Pietrangeli (FM), nelle Marche, NeroGiardini è situato nel cuore del distretto di calzature locale Fermo-Macerata, rinomato per la sua tradizione di cuoio fatto a mano.

NEROGIARDINI

NeroGiardini è un brand che fa parte di Bag Spa, una compagnia che produce e vende milioni di scarpe all’anno. Con base a Monte San Pietrangeli (FM), nelle Marche, NeroGiardini è situato nel cuore del distretto di calzature locale Fermo-Macerata, rinomato per la sua tradizione di cuoio fatto a mano.

Indice

  1. Le origini
  2. Sviluppo
  3. Responsabilità sociale
  4. Aspetto finanziario
  5. Situazione attuale 

LE ORIGINI

Nato in una famiglia di contadini nel 1957, Enrico Bracalente lavora duramente nella sua infanzia. Va a scuola di mattina e dopo aiuta i genitori nei campi. Impara il commercio della manifattura di scarpe in una fabbrica di calzature in zona. Presto, dunque, fonda una compagnia di calzature con il fratello Luigi.

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Logo NeroGiardini

In un’intervista racconta di aver iniziato nella cantina di una chiesa nel suo paesino. I due fratelli fanno tutto da soli all’inizio, procurandosi i materiali, creando le scarpe (trenta al giorno, in un primo momento) e gestendo le trattative con i grossisti allo stesso tempo. Enrico spiega inoltre che lui e Luigi non avevano risorse finanziarie, quindi, una volta pagati, compravano i materiali e ripetevano il processo di creazione e vendita.

Il punto di svolta per i due arriva quando una compagnia tedesca fa un grosso ordine. In quel periodo, infatti, hanno investito in grandi macchinari e hanno incrementato la produzione. Inoltre, iniziano ad assumere altri lavoratori. Verso la metà degli anni ’80, il loro team è composto da trenta persone. Nel maggio 1998 si verifica un trasferimento di proprietà derivato da uno scontro sulla filosofia del brand, evento che rende Enrico l’unico proprietario. Il nome della compagnia viene dall’eroe di un fumetto, Nero, e dal cognome di un imprenditore nel campo delle calzature proveniente da Vigevano (Giardini).

SVILUPPO

Nato come un piccolo workshop, NeroGiardini si sviluppa nel 1990 e in pochi anni diventa un vero simbolo nel mondo del footwear. Si assicura inoltre un posto nel settore degli accessori di moda. Oggi, le scarpe del brand sono icone fashion che vanno oltre i confini nazionali, proponendosi come portavoce del Made in Italy a livello globale. Infatti, ogni prodotto reca il marchio Made in Italy, essendo stato confezionato attraverso un artigianato specializzato che garantisce l’arricchimento e la protezione del know-how italiano.

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Enrico Bracalente fondatore del brand NeroGiardini

Ogni giorno 15 paia di scarpe NeroGiardini vengono prodotte da Bag Spa, la compagnia che possiede il brand, ai cui vertici c’è Enrico Bracalente, cresciuto nella provincia e allenato a portare le sue splendide scarpe in tutto il mondo. Così è diventato promotore della campagna di protezione del Made in Italy.

La decisione di produrre tutte le scarpe in fabbriche italiane, diversamente da quasi tutti gli altri brand, rende il footwear NeroGiardini un prodotto al 100% italiano, che garantisce posti di lavoro e difende il know-how e lo stile del Made in Italy. A dispetto della produzione tecnologica e industriale di calzature, infatti, il brand cerca sempre di mantenere un’impronta artigianale, oltre al fatto che alcune fasi di produzione vengono eseguite a mano.

RESPONSABILITÀ SOCIALE

NeroGiardini segue la sua tradizione di cercare abili forze lavoro a livello locale e di arricchire le comunità della zona. Il risultato è la fondazione di un programma triennale per “Operatori della Calzatura”. Esso è aperto a studenti dai 16 ai 18 anni che desiderano unirsi alle forze lavoro della compagnia.

Inoltre, il brand ha aperto un asilo per aiutare i propri impiegati, in modo che possano conciliare le loro esigenze famigliari e lavorative.

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Enrico Bracalente all’operatore della calzatura

La chiesa di San Gregorio, distrutta nel 2009 dal terremoto che ha devastato L’Aquila e le aree circostanti, è stata completamente ricostruita grazie agli sforzi di NeroGiardini e di Enrico Bracalente.

ASPETTO FINANZIARIO

Bag Spa, proprietario del brand, ha chiuso il 2017 con un fatturato di 200 milioni di euro, cioè il -4% (circa 8 milioni) rispetto al 2016, ma con esportazioni elevate del 20%.

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Collezione junior 2018 di NeroGiardini

“I risultati del 2017 non sono brillanti – ammette Enrico Bracalente – ma il bilancio annuale è più che soddisfacente. Abbiamo perso 15 milioni di euro in Italia, controbilanciati dall’aumento delle esportazioni, ma abbiamo mantenuto i profitti, forse li abbiamo persino migliorati. Abbiamo investito nel mercato europeo e ne vediamo i primi segni positivi.” Per raggiungere questo obiettivo, il mercato europeo è strategico, “abbiamo bisogno di consolidare i risultati in Italia, dove continuerò la produzione.”

SITUAZIONE ATTUALE

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Campagna NeroGiardini estate 2018

Enrico Bracalente resta il solo amministratore e guida Bag Spa. Oggi la compagnia ha 2000 impiegati locali e produce 18000 paia di scarpe al giorno. La lealtà verso il brand da parte dei clienti sta crescendo grazie alla politica aziendale di produrre solo in Italia, facendo affidamento sull’artigianato, e puntando a migliorare l’economia locale. Altri grandi competitori, invece, stanno trasferendo le loro unità manufatturiere in altre zone per lavorare con minori costi. Sono fatti come questi che definiscono il ruolo del brand nello sviluppo sociale e che lo rendono unico e apprezzato.