Artom

Guido (1931). Imprenditore tessile. È stato presidente della Federtessile dal 1975 all’80, anni in cui la federazione era neonata e stava scoppiando il fenomeno del prêt-à-porter italiano. Avendo al suo fianco tre vicepresidenti, Angelo Pavia, Giancarlo Lombardi e Mario Boselli, si batté con successo contro il Progetto 80 con cui le forze politiche programmavano di incentivare la chimica, l’elettronica e l’avionica, escludendo i settori manifatturieri come il tessile e l’abbigliamento, considerati maturi. Capì che, come sosteneva Beppe Modenese, era tempo che la moda italiana si desse un solo proscenio a Milano, per favorire il lavoro dei giornalisti e per dare la sensazione visiva, non frammentata, della forza creativa e imprenditoriale che lo stilismo italiano stava esprimendo. Fu a fianco di Modenese nel convincere (una mossa vincente) gli stilisti a sfilare alla Fiera di Milano, di cui, 20 anni dopo, nel ’97 sarebbe diventato presidente: carica da cui si dimise nel ’98 in polemica sui sistemi di gestione dell’Ente.