Arbiter

Rivista di moda e stile nata nell’immediato dopoguerra. Da subito è fondamentale l’apporto di Michelangelo Testa, che vi entra come redattore nel ’46, per diventarne nell’arco di pochi mesi editore e direttore. Testa fa di Arbiter una rivista di grandi ambizioni, chiamando a collaborare le più importanti firme del giornalismo e dell’illustrazione grafica. Restano famose le storiche copertine di Paolo Garretto. Il tradizionale ambito di mensile di informazione e tendenza, soprattutto per la moda maschile, si amplificò a tutti i principali campi della produzione stilistica e artistica. Negli anni ’50, la rivista ebbe un ruolo di primo piano nello sviluppo industriale della moda e del design italiani. Momento fondamentale di questa politica è l’incontro, promosso nel ’51, con industriali tessili e della confezione, personaggi del mondo della carta stampata e del nascente mondo pubblicitario, per vagliare la possibilità di una iniziativa a quel tempo assolutamente inedita come poteva essere una rassegna di moda maschile. Alla fine degli anni ’60, Arbiter fu ceduta alla Rusconi editore. Ma senza la forza propulsiva di Testa la rivista perse lettori e credibilità, finendo col sospendere le pubblicazioni, per rinascere, qualche anno dopo, con la nuova testata Il Piacere.